tradimenti
La mia fidanzatina svezzata da altri Cap 10
22.04.2025 |
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"Ho chiuso gli occhi, stringendo le labbra attorno al suo membro ancora pulsante, assaporando quella sua essenza cremosa e calda..."
Confessioni intime e Desideri proibitiUscì dalla doccia, era (ed è) bellissima, la guardai con occhi innamorati.
Si stese accanto a me, la baciai mentre lei diceva: "Che giornata..."
"Ti è piaciuta o avresti desiderato cose diverse?"
"No no, è stata diversa, non mi aspettavo un altro uomo, e nemmeno che mi inculassero e poi per la prima volta in mezzo a due porci, ma tu lo sapevi?"
"No, non lo sapevo."
"Diciamo che se avessi potuto scopare... mmmm, anche perché Marco ha un cazzo davvero esagerato…
Mentre faceva queste riflessioni si girò mettendosi supina e disse:
"Amore, dai, leccami il buchino, quei due bruti si sono davvero divertiti ad aprirmi, e tu dov'eri mentre ti inculavano la fidanzata? Non ci sei mai, sei sempre a casa a segarti mentre io lavoro per tutti e due. Mi ci vorranno 3 o 4 giorni perché torni normale... oooohh sì, amore, continua a leccare la tua fidanzatina, sei davvero bravo."
Devo dire che era bello leccarla, mentre lo facevo le chiesi se erano stati bravi nella loro opera di “sfondamento”.
"Sì, amore, non delicati, ma ho capito che quando ti fanno il culetto non si è delicati, ma dopotutto non sono tanto esperta, prima di loro c'era stato solo Gianni."
"Ma meglio o peggio?" - chiesi con curiosità interessata.
"Moooolto meglio" - fu la sua risposta. "Anzi, se devo fare una classifica, al primo posto Marco, secondo Alex e terzo Gianni."
"Addirittura primo Marco?" - le chiesi inducendola a parlare mentre io continuavo nella mia opera di leccatore ufficiale del suo culetto sfondato.
"Sì, Miky, a parte il cazzo duro e grosso, sembra che in vita sua non abbia mai fatto altro."
Sentivo che mi stavo eccitando di nuovo e pure lei, allora le chiesi: "Allora descrivimelo ancora e non essere avara di particolari."
"Fidanzato curioso" - disse parafrasando una famosa pubblicità.
"Allora diciamo che è il cazzo più grosso che ho visto e succhiato fino ad adesso."
"Perché ne hai succhiati tanti?"
"Non ti rispondo" - disse tirando fuori la lingua. "Accontentati di sapere per il momento che è il più grosso."
"Continua, ti prego." Dissi quasi implrandola, "Grosso più di altri, lungo il giusto, ma largo un po’ come il mio polso, facevo fatica a stringere la manina attorno a lui, poi cosa più, ah sì, pieno di vene dure e con una cappella bella larga, più larga dell'asta che si è fatta strada dentro di me come una lama calda nel burro."
"Devo dire che lo hai visto bene, amore mio" - dissi sorridendo, e lei di rimando: "Visto? Amore mio, lo avevo prima a pochi cm da me e subito dopo dentro di me, più che visto l'ho preso tutto nel pancino."
Si rigirò e mi diede un bacio dicendomi: "Bravo il mio fidanzato cornutello, lo sai che lecchi da Dio, sei davvero bravo."
"Grazie, amore mio, ma mi racconti della lista?" "Che lista?" "Di quella delle persone che ti vorresti…"
"Vorrei?... Ah, quella lista, delle persone che mi vorrei fare, come sei pudico certe volte, amore mio.
Comunque sì, nella mia testa c'è una lista ideale di persone alla quale a volte si aggiunge sempre qualcuno."
"Me ne parli? Mi dici cosa provi per loro?"
"Se vuoi, però tu chiedi facendo i nomi di questi, te li ricordi più o meno?"
Certo che me li ricordavo, erano marchiati a fuoco nella mia mente e nelle mie più perverse fantasie su di lei.
Presi fiato e feci il primo nome: "Allora, se non ricordo male, parlavi di un tuo vicino."
"Il signor Franco, dici?"
"Sì, lui."
"Allora, che dire, il signor Franco è un uomo di più di 50 anni, separato da qualche tempo e da qualche tempo mi guarda in maniera particolare."
"In che senso?"
"Che mi guarda le gambe, il culetto e che mi dice che sono diventata davvero bella."
"E tu?"
"E io lo immagino in astinenza forzata che si fa le seghe su di me, e gli vorrei dare una bella mano e non solo, mi immagino che non scopa da mesi e che dentro quelle palle ci sia davvero tanta sborra da bere."
Devo confessare che si partiva bene con le confessioni, quindi decisi di andare avanti in questo gioco proseguendo nello snocciolare i nomi di questa presunta lista.
"Ok, andiamo avanti, il prof di motoria" - dissi.
"Il prof è davvero ambito da tutte le donne della scuola, classico maschio Alfa e soprattutto dotato."
"E tu come lo sai?"
"Scemo, si vede da sotto la tuta o addirittura i pantaloncini che sfoggia durante le lezioni in palestra."
"E…"
"Mmm, lui mi fa bagnare appena lo vedo e gli faccio gli occhi dolci, immagino che mi prenda in tutte le maniere, negli spogliatoi, facendomi godere, ha una dote importante e non è sposato."
"Rimaniamo a scuola, il bidello." Chiesi con curiosità
"Mario, depravato all'ennesima potenza, spia le ragazze nei bagni e si sega come un porco, non è bello ma è porco e faccio di tutto per tentarlo."
"Come fai?"
"Per esempio gli dico che vado in bagno e me lo immagino da fuori la porta che si sega per me, allo stesso modo come io mi masturbo per lui desiderandolo dentro la mia fighetta immacolata per poi donargli tutto il resto, è davvero il mio tipo di uomo."
"È come deve essere il tuo tipo di uomo?" - la incalzai chiedendo a bruciapelo.
Lei non si scompose e iniziò una descrizione dettagliata del suo uomo ideale: "Deve essere alto, moro, con capelli neri, viscido, porco, magari con dei tatuaggi, e se la porta, deve avere una barba ispida, non flaccido, magari maturo e che abbia un cazzo grosso e duro che mi sconquassi tutta."
Ero più che contento, ero eccitato così tanto che mi tuffai a leccarle con foga la fighetta.
Lei, ridendo, mi disse: "Mmm, amore, come ti piace sapere delle mie voglie, vero? Se vuoi, ti racconto pure come ho scoperto di avere certe voglie."
"Magari" aggiunsi mentre mi toccavo lascivamente e con macelata lentezza per gustarmi il momento.
"Davvero vuoi saperlo?" chiese con un sorriso malizioso.
Annuii con foga, curioso di scoprire i meandri più intimi dei suoi desideri.
"Beh," iniziò, "credo che tutto sia iniziato durante l'estate scorsa.
Eravamo in vacanza al mare con le mie amiche...
C'era quest'uomo maturo che lavorava al bar sulla spiaggia... Manuel. Un tipo... rozzo, sai? Mani grandi e callose, sempre con la maglietta sudata e un'aria da uno che non si faceva troppi complimenti.
I modi non erano raffinati, parlava poco e quando lo faceva era diretto, senza fronzoli. Però aveva un fascino... grezzo, animalesco, che in un certo senso mi attraeva.
Ed era lo zio di Giulia, la mia migliore amica." Ogni volta che andavamo a prendere qualcosa, i nostri sguardi si incrociavano. Sentivo una strana elettricità nell'aria, capisci? Una cosa... più intensa, più consapevole di quelle che avevo provato prima. Giulia non ci faceva caso, era presa dalle sue cose.
Le altre mie amiche, da dietro, lo prendevano in giro, dicevano che lo guardavo come se volessi spogliarlo con gli occhi.
E in un certo senso... avevano ragione.
Una sera c'era una festa sulla spiaggia. Avevo bevuto un po' troppo e la musica era altissima.
Ad un certo punto mi sono ritrovata a ballare vicino a lui.
Mi disse quasi ordinanomelo se andavamo a fare un giro, accettai con timore, il cuore mi batteva all'impazzata e mentre eravamo li a passeggiare senza dire nulla le mani accidentalmente si sfiorarorono... e poi le braccia... e alla fine ci siamo ritrovati a baciarci, lì, sulla sabbia, con le onde che si infrangevano a pochi metri da noi. Il suo bacio non era dolce, era... possessivo, la sua bocca sulla mia quasi a volerla prendere con la forza.
Un bacio rude, ma che in quel momento mi accendeva.
Era un bacio... diverso.
Non come quelli che davo ai miei coetanei.
C'era una passione, un desiderio... un'urgenza matura, carica di esperienza, che mi spaventava e mi attraeva allo stesso tempo.
Le sue mani, grandi e ruvide, hanno iniziato a vagare sulla mia schiena, sotto la maglietta... e poi... beh, poi le cose si sono fatte più... intime. Non c'era delicatezza nei suoi gesti, era tutto diretto, senza preamboli.
È stato con Manuel, su quella stessa spiaggia, che ho scoperto cosa significava il sesso orale. All'inizio ero un po' imbarazzata, non sapevo bene cosa fare.
Lui non si è perso in chiacchiere, mi ha semplicemente preso la testa e mi ha guidata con decisione. I suoi modi erano spicci, quasi bruschi, ma c'era un'urgenza, un desiderio che mi faceva sentire... usata, ma in un modo strano, eccitante. Il suo membro... ricordo ancora bene il suo membro. Era... diverso da quelli dei ragazzi della mia età. Più maturo, più formato. Non esageratamente lungo, forse 18 o al massimo una ventina di centimetri, ma era spesso, decisamente più spesso di qualcuno che avevo visto prima.
La pelle era scura, con delle leggere venature in rilievo che lo percorrevano, e la cappella... la cappella era arrotondata, con un solco ben definito.
La sentivo pulita, calda al tatto. Quando mi ha scopato la bocca... all'inizio ero nervosa, non sapevo bene cosa fare. Lui non ha avuto pazienza, mi ha preso la testa tra le mani e ha iniziato a spingere, con un ritmo deciso, senza curarsi troppo se fossi a mio agio o meno.
I suoi gemiti erano gutturali, animaleschi. Il sapore... beh, era un sapore maschile, un po' salato, ma non sgradevole. La sensazione era... intensa.
Sentivo la sua consistenza liscia e dura contro la mia lingua, contro il palato.
All'inizio lo prendevo solo in punta, timidamente. Lui non ci badava, continuava a spingere, quasi a voler penetrare la mia gola. Poi, man mano che mi rilassavo, lo spingeva più a fondo, sentendo la mia gola aprirsi per accoglierlo.
Lui gemeva piano, tenendomi la testa tra le mani, regolando la profondità e il ritmo delle spinte.
Sentivo il suo respiro farsi più affannoso, il suo corpo irrigidirsi leggermente.
Mi piaceva sentirlo così vicino, così preso.
Mi piaceva la sensazione di averlo, anche se a fatica tutto in bocca, di sentirlo pulsare leggermente.
Lui a volte lo spingeva un po' più a fondo, facendomi quasi mancare il respiro per un istante, poi rallentava, dandomi il tempo di riprendere fiato. Era un gioco di dare e ricevere, un'intimità inaspettata e... eccitante. Le sue mani a volte mi accarezzavano i capelli, la nuca, altre volte mi stringevano leggermente le guance, guidando i miei movimenti.
Sentivo il suo odore, un misto di salsedine e del suo profumo, invadermi le narici.
Era una sensazione completamente nuova, un modo di fare sesso che non avevo mai immaginato potesse essere così... coinvolgente. E poi, verso la fine, il suo corpo si è irrigidito ancora di più.
Ho sentito dei piccoli spasmi nella mia gola trasmessi direttamente dal suo cazzo.. e poi... è successo.
Ho sentito un liquido caldo e denso inondarmi la bocca.
Era tanto, davvero tanto.
Mi ha sborrato copiosamente, riempiendomi completamente. Il sapore... era forte, salato, ma anche dolciastro, un sapore completamente nuovo per me, un sapore... intenso, primordiale, che mi ha fatto girare la testa.
All'inizio sono rimasta un po' sorpresa, non me lo aspettavo in quel modo.
Ma poi... ho sentito un'ondata di calore pervadermi, un'emozione forte, quasi violenta. Quel sapore nuovo, così intenso, mi ha fatto perdere il controllo per un momento.
Ho chiuso gli occhi, stringendo le labbra attorno al suo membro ancora pulsante, assaporando quella sua essenza cremosa e calda.
Lui ha gemuto forte, quasi un ruggito, e le sue mani si sono strette ancora di più nei miei capelli. Ho sentito il suo cuore battere forte.
In quel momento... c'eravamo solo noi due, quel sapore intenso che ci legava in un modo così intimo e proibito.
Quella sborrata calda e copiosa nella mia bocca, quel sapore così nuovo e intenso... è stato come un battesimo.
Un'esperienza che mi ha segnata profondamente, facendomi scoprire un lato del piacere che non conoscevo e che, in un certo senso, mi ha fatto perdere la testa.
E quella prima volta... non rimase un episodio isolato.
Quell'estate, Zio Manuel... beh, diciamo che ha approfittato molto della mia bocca.
I suoi modi erano sempre diretti, senza chiedere troppo il mio parere. Credo di aver bevuto litri della sua sborra calda quell'estate. Ogni volta era un'esperienza intensa, quel sapore forte che mi invadeva la bocca, la sensazione del suo sperma denso e caldo che mi riempiva.
All'inizio ero ancora un po' imbarazzata, ma poi... ci ho preso gusto. Mi piaceva sentirlo venire dentro di me, quel suo abbandono, quel suo piacere così esplicito.
Lui era... beh, era un uomo esperto, sapeva come farmi sentire desiderata, anche se i suoi modi erano sempre un po' rudi. E la mia bocca... era diventata il suo giocattolo preferito.
Ogni volta che mi sborrava in bocca, mi sentivo... speciale, in un modo strano e un po' proibito, visto che era lo zio della mia amica. C'erano giorni in cui mi sborrava in bocca anche due o tre volte. Io all'inizio cercavo di deglutire tutto, un po' per non sprecare quel suo prezioso nettare, un po' per la strana eccitazione che provavo.
Poi a volte ne usciva un po', e lui mi guardava con un sorriso malizioso, quasi compiaciuto, e con il cazzo lo raccoglieva dal mio viso e me lo rimetteva in bocca.
Quell'estate con Manuel e la sua sborra calda nella mia bocca... è stata un'iniziazione. Un periodo intenso, fatto di baci rubati, di segreti sussurrati e di litri di quel suo liquido denso che mi faceva perdere la testa ogni volta. Un'estate che ha cambiato per sempre il mio modo di vivere la sessualità.
E le cose si fecero... ancora più intense.
Verso metà estate, Manuel iniziò a portare con sé un suo amico. Si chiamava Roberto, era anche lui un uomo maturo, un po' più robusto e di Manuel, con una barba folta e degli occhi scuri penetrant e anche con un pò di pancia. All'inizio ero un po' intimorita. Due uomini... contemporaneamente... era qualcosa che non avevo mai nemmeno immaginato. Ma Manuel e Roberto erano... beh, Manuel soprattutto, era un tipo che non si faceva scrupoli, e Roberto sembrava seguirlo. Sapevano come mettermi a mio agio... o forse semplicemente non si curavano troppo di come mi sentissi, presi dal loro desiderio.
Presto divenne una sorta di abitudine. Spesso mi ritrovavo con entrambi, e la mia piccola bocca... beh, diciamo che aveva molto da fare. Manuel iniziava, magari con dei baci profondi, poi mi spingeva a prendere il suo cazzo in bocca, con una certa urgenza, e quasi subito anche Roberto si univa, magari accarezzandomi i capelli o la nuca mentre succhiavo Manuel.
Era una sensazione... surreale. Avere due uomini adulti che desideravano la mia bocca in quel modo... mi faceva sentire potente, desiderabile. E loro... loro godevano da morire. Gemevano, si agitavano, e io sentivo il loro piacere attraverso le loro erezioni dure e pulsanti.
A volte si alternavano, uno dopo l'altro, facendomi bere le loro sborre calde e abbondanti. Altre volte, invece, mi facevano prendere entrambi contemporaneamente, la mia bocca tesa al massimo per accogliere le loro virilità.
Era... un'esperienza al limite, un confine che non pensavo avrei mai superato. La mia piccola bocca diventò il loro terreno di gioco preferito. Litri e litri della loro sborra calda mi inondavano, un sapore intenso e virile che ormai avevo imparato a riconoscere e che, in un certo senso, mi eccitava. Era una situazione... rischiosa, visto che ero sempre la migliore amica della nipote di uno di loro, ma questo non li fermava, anzi, l'eccitazione, la trasgressione... era troppo forte per resistervi.
Quell'estate, la mia bocca conobbe un nuovo livello di piacere e di... utilizzo. Manuel e il suo amico Roberto si assicurarono che non rimanesse un solo giorno senza essere riempita della loro SBORRA CALDA e DENSA. Una piccola bocca al servizio di due uomini maturi e desiderosi... un segreto che mi ha accompagnato a lungo."
"E ripensando a tutto questo..." dissi con un sorriso malizioso, guardandola negli occhi, "...ti piacerebbe rivivere qualcosa di simile? Magari... con il signor Franco, il tuo vicino?"
Lei mi guardò con un'espressione che oscillava tra la sorpresa e una scintilla di malizia.
Si morse leggermente il labbro inferiore, come se stesse soppesando seriamente la mia domanda.
"Mmmh," fece, allungando una mano per accarezzarmi il petto.
"Sai come tentarmi, eh, fidanzato curioso? Il signor Franco... beh, come ti ho detto, ha un certo non so che. E l'idea di... beh, di fargli provare quello che ho provato con Manuel e Roberto... non mi dispiacerebbe, chissà magari in seguito.....
Disse lasciandomi con il cazzo duro e la curiosità di sapere se fosse successo.
TO BE CONTINUED
SE QUESTO RACCONTO ARRIVERÀ AD ALMENO 100 COMMENTI PEPATI VERRÀ PUBBLICATO IL SEGUITO
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