tradimenti
Lei, Lui e... il Cornuto
belinone
01.02.2026 |
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"Lei capì subito, si inginocchiò davanti a Pietro e cominciò un altro pompino, molto lento, con lunghe occhiate alla strada dove Carlo era sicuramente alla terza sega della serata..."
Non era per nulla ansioso o, peggio, nervoso. Era un appuntamento atteso da quasi 7 anni, ma ormai gli sembrava di conoscere già bene Carlo e Francesca, anche se fisicamente non si erano mai incontrati.
Cominciò anni prima con un messaggio su A69 da parte di Carlo, Pietro ricordava bene quel momento perché non accade spesso che una coppia scriva a un singolo ed era meravigliato quando vide le foto di di una donna fantastica .
Una coppia con il lui che avrebbe voluto diventare “cornuto”, quel genere di cornuto che non lo sarà mai davvero perché quando è un gioco con la tua compagna non ci sono tradimenti e traditi.
Carlo disse che lo aveva colpito il suo annuncio, che dalle parole scritte sembrava un singolo tranquillo e non un assatanato, cosa che in effetti Pietro ha sempre avuto l’orgoglio di non essere.
Poi aveva letto i racconti delle serate a tre e avrebbe voluto che anche sua moglie fosse così disinibita come le donne descritte nei racconti di Pietro.
Pietro leggendo che erano una coppia full bisex si premurò di spiegare la sua eterosessualità, ma Carlo lo rassicurò dicendo che è solo una fantasia, che gli avrebbe spiegato con calma, ma non era previsto alcun contatto fisico tra loro.
Si scrissero per qualche giorno, poi Carlo invitò Pietro in una chat esterna creata con la moglie, su un sito di messaggeria istantanea.
Lei scrivendo non sembrava essere molto convinta, nella mente sicuramente i desideri del proprio compagno la avevano intrigata molto, ma la pratica è sempre molto diversa dalla teoria e quindi le sue titubanze non le avevano ancora permesso di passare all’azione con nessuno, mentre Carlo non vedeva l’ora di mettere in pratica i desideri.
Situazione che Pietro aveva già vissuto in passato, la differenza con altre situazioni era che stavolta Carlo non faceva nulla per forzare i tempi di Francesca, diceva che sarebbe stato fantastico, ma se e quando lo avrebbe deciso lei.
A Carlo sarebbe piaciuto che Pietro (o un altro singolo da lui scelto) andasse a cena con Francesca, lui avrebbe scelto e pagato il ristorante, poi gli avrebbero dovuto dire come avrebbero proseguito la serata e in che hotel sarebbero andati in modo da andare vicino e guardare le finestre della camera dove la moglie lo stava tradendo. Gli sarebbe piaciuto che l’uomo e la moglie si mettessero vicino alla finestra e gli facessero vedere la loro passione e dopo averla fatta godere appieno la riportasse alla sua auto con ancora i suoi umori addosso, in modo che anche lui si potesse eccitare e godere di quella fantastica serata.
Pietro era già eccitato all’idea, ma Francesca a quelle parole metteva molte emoticon sorridenti e scrisse solo: “Si Carlo sogna molto, vedremo se accadrà, al momento è difficile”
Si scambiarono anche gli account di un noto social e Pietro come prima cosa andò a vedere le foto di lei. Se quelle su A69 erano molto esplicite, ma ovviamente senza volto, quelle “normali” le trovò ancora meglio, vedeva una donna molto affascinante, un sorriso che conquista e poi… Un pancione inequivocabile.
Chiese informazioni su quel pancione e gli risposero di avere un bimbo piccolo e da qualche settimana avevano scoperto che non sarebbe rimasto figlio unico, era di nuovo incinta.
Pietro pensò che questo avrebbe cambiato tutto e infatti così fu, non cancellarono il profilo sul sito, ma dissero che adesso non era il momento e che lei avrebbe voluto fare la mamma a tempo pieno.
L’uomo pensò che era giusto così, ma restarono “amici” sul social e ogni tanto si quotavano con like e piccoli commenti, senza più parlare in privato di incontri e sesso.
Nacque anche il piccolo e Pietro non mancò di fare congratulazioni e auguri, ma ormai pensava fosse molto difficile andare oltre.
Cinque anni in cinque righe:
Furono quasi pronti quando finì lo svezzamento, ma arrivò quel maledetto Covid.
Quando finì l’emergenza e si sentirono di nuovo fu il turno di Pietro a dover declinare per motivi di salute, aveva un male parecchio brutale e non sapeva neanche se sarebbe sopravvissuto.
In qualche modo grazie alla ricerca e a dei medici fantastici Pietro la sfangò e si ricordò di avere ancora desideri e fantasie.
Ma erano passati 5 anni, le coppie amiche erano rimaste poche, non aveva neanche più voglia di passare serate con la sua storica amica di letto, aveva decisamente voglia di novità e pensò di mandare un messaggio a Carlo con la scusa degli auguri natalizi per vedere se fossero ancora dell’idea o se avessero, nel frattempo, rotto il ghiaccio.
Carlo scrisse ricambiando gli auguri, disse anche che non avevano conosciuto nessuno che ispirasse fiducia e che magari si sarebbero potuti finalmente conoscere per un aperitivo.
Pietro non ci pensò due volte, scrisse i giorni in cui era libero e si misero d’accordo per la settimana dopo.
Fu così che Pietro si ritrovò davanti a un american bar vicino al centro di Genova in attesa di conoscere, finalmente, la coppia con cui ormai si parlava da anni.
Però non era ansioso, gli sembrava di dover attendere vecchi amici.
Si accomodò nel dehor e poco dopo li vide arrivare, lui in jeans e camicia di marca, altezza nella media, di fianco lei, beh lei fantastica, vestita casual-elegante, capelli scuri freschi di parrucchiere, un portamento regale, da vera signora. Si avvicinarono e lei sorrise, in quel momento Pietro capì perché Carlo se ne era innamorato, quel sorriso avrebbe conquistato chiunque.
Si presentarono e si accomodarono ordinando tre aperitivi, tutti non troppo alcolici.
Parlarono di tutto, Pietro si sentiva a proprio agio, non mancò di fare complimenti a Francesca, ma senza mai risultare volgare, parlarono dei bimbi che crescono, delle preoccupazioni per il futuro, di alcuni aspetti negativi della loro Genova e non si accorsero che ormai era arrivata abbondantemente l’ora di cena.
L’uomo disse che era stato un piacere e che avrebbe replicato volentieri, ma Francesca spiazzando anche il marito gli chiese se avesse avuto piacere di salire a casa con loro e continuare la conversazione a cena, tanto i bimbi erano dai cuginetti e non c’erano molte occasioni per svagarsi senza la loro presenza.
L’uomo non se lo fece ripetere e accettò l’invito guardando Carlo che gli fece una strizzatina d’occhio.
Salirono in casa e mentre Francesca si mise ai fornelli Carlo e Pietro si misero in salotto e a quel punto Carlo disse a Pietro che, forse, era la serata giusta, forse quell’invito da parte di sua moglie poteva far presagire qualcosa di bello.
Chiese a Pietro di essere un po’ più esplicito nei complimenti, di farle sentire quanto la desiderava, che lui gli avrebbe fatto da complice e spalla e che conoscendo la moglie quella sera aveva lo sguardo di quando vuole sentirsi maialina, come quando gli chiedeva di fare delle foto da aggiungere al profilo su A69.
Quando Francesca si presentò dicendo che era pronto anche Carlo disse che erano pronti anche loro e lei sorrise maliziosa.
Dopo aver mangiato con gusto al momento del caffè Pietro ne approfittò per magnificare quel corpo molto sensuale, quel seno che ora con la sola camicetta si intuiva perfetto, né troppo grande né piccolino. Lei arrossì leggermente, fu Carlo a chiederle di mostrarlo all’amico, tanto lo aveva già visto sul sito, insieme a tutto il resto. Lei gli diede una botta di porco, ma nel farlo si slaccio camicia e reggiseno lasciandolo libero alla visione. Pietro era incantato, un seno bellissimo che non risentiva della gravità e della maternità. Chiese se poteva saggiarlo con le mani, lei si avvicinò e glielo porse con grazia. L’uomo cominciò a carezzarlo dolcemente, come a non voler rovinare quel momento, poi indugiò sui capezzoli induriti e passò a carezzare la donna anche sul collo dietro alla nuca, finché si avvicinò tentando un bacio. Lei rimase un attimo ferma, poi guardando Carlo chiese: “è questo che vuoi?” Lui annuì e lei avvicinandosi a Pietro sussurrò: “e questo avrai, cornuto” toccando le labbra dell’uomo con le sue e alzando la mano col segno inequivocabile delle corna.
Fu un bacio intenso, le lingue si cercavano, lei dava piccoli morsi alle labbra di Pietro che rispondeva con carezze sempre più esplicite sul suo corpo cercando di arrivare a togliere la gonna.
In quel momento si sentì la voce di Carlo: “aspettate un attimo, fermatevi”
Pietro si fermò con un moto di delusione, pensò che al marito forse la realtà non piaceva come la fantasia, ma Carlo continuò dicendo, vado a prendere una cosa e torno, mettetevi comodi sul divano.
I due “amanti” si spostarono sul divano, la gonna e i pantaloni si persero nel tragitto e ora mentre si baciavano le mani correvano a cercare i rispettivi sessi. Carlo tornò con in mano una reflex e un vibratore, chiese ai due di baciarsi a bocca aperta, avvicinò l’obiettivo e scattò alcune foto, poi abbassò la macchina e fotografò i due sessi, quello di Pietro in tiro e quello della moglie già pieno di goccioline di piacere.
L’uomo sapeva che poteva fidarsi, quelle foto sarebbero rimaste private e mentre stava scendendo con la lingua lungo il corpo della donna soffermandosi sui seni prima di arrivare alla fessura così desiderata si sentì mettere in mano il vibratore acceso. Senza bisogno di spiegazioni cominciò a passarlo sul grilletto, poi sulle labbra e infine con molta delicatezza lo introdusse nella vagina di Francesca, che nel frattempo non aveva smesso di mugolare dal primo contatto di lingua con l’uomo.
“Leccala mentre la penetri col toys” l’ordine di Carlo fu eseguito immediatamente, ma Pietro non si limitò alla figa, riuscì ad andare sotto e cominciò un rimming al buchetto di lei, mentre col vibratore alternava penetrazioni a sollecitazioni esterne. Carlo continuava a scattare foto e si era denudato, mettendo in mostra una dotazione non certo mini come aveva sempre detto, piuttosto un normodotato come tantissimi.
Francesca con tutte le sollecitazioni del vibratore, della lingua e delle mani di Pietro era sempre più eccitata, poi guardò Carlo e gli chiese quanto si sarebbe sentito cornuto e felice se fosse venuta per merito di un altro uomo. Carlo quasi venne a quelle parole e la implorò di venire e urlargli l’orgasmo in faccia, cosa che Francesca fece dopo che Pietro inumidito bene il buchetto lasciò lingua e labbra a lavorare la figa e mise mezzo vibratore all’interno delle viscere della donna.
Appena il giocattolo vibrando penetrò la donna non resistette, schiacciò la testa di Pietro contro il proprio sesso e urlò il suo orgasmo in faccia al marito che venne anch’egli copiosamente.
Un attimo dopo i due coniugi si scambiarono un bacio dolcissimo e si sorrisero.
Pietro era contento nonostante il suo uccello fosse ancora in tiro, era stato partecipe di un momento familiare molto intimo e ne era felice.
Carlo però non aveva concluso, disse che per sentirsi cornuto per davvero voleva vederla prendere quell’uccello che in confronto al suo era enorme. Cosa assolutamente non vera, ma la moglie per accondiscenderlo disse che ora voleva un vero cazzo e non solo il suo pisellino. Fece alzare Pietro, si ritrovò il suo uccello davanti alla bocca e cominciò con un bacio seguito da una leccatina fino a quando arrivò a metterselo in bocca e a giocarci con labbra e lingua. Carlo prontissimo si mise a scattare foto mentre Pietro stava andando in estasi, ma non voleva venire, voleva avere quella donna al completo e rendere Carlo un cuckold fatto e finito.
Cominciò a stuzzicarlo dicendogli che adesso sua moglie avrebbe preso in tutti i buchi il suo uccello e lui si sarebbe dovuto limitare a guardare, a sentirla godere e a soffrire perché ora aveva un vero maschio.
Gli sembrò di avere esagerato, ma la reazione di Carlo gli fece capire che andava benissimo. Carlo si mise quasi a piagnucolare, disse che lui faceva il possibile, ma la moglie era troppo calda e il suo pisellino non le bastava, che ora aveva paura che lo avrebbe mollato per un vero uomo.
Francesca continuava il suo pompino, era famelica nel metterlo in bocca quasi del tutto, poi si staccò e si mise sul divano a quattro zampe. Pietro in un attimo le fu dietro, leccò con voracità i buchetti e poi cominciò a strusciare l’uccello su entrambi fino a quando una poderosa spinta all’indietro di Francesca fece si che il membro sparisse nella sua figa.
Il marito aveva di nuovo il pisello in tiro, si segava con una mano e a tratti smetteva per scattare foto, carezzava la moglie dolcemente sulla schiena mentre scopava a pecorina e le chiedeva se voleva che pulisse tutto. Lei mugolava, a tratti dava urletti sempre più eccitanti, dava del cervo al marito e gli disse che avrebbe voluto prenderlo in bocca e poi baciarlo.
A quel punto Carlo smise di segarsi per non venire di nuovo, la donna si staccò da Pietro, lo fece sedere e si mise sopra a cavalcioni così che Pietro potesse baciarla, baciarle quel meraviglioso seno mentre lei dettava il ritmo andando avanti e indietro con l’uccello ben dentro fino a quando Francesca ordinò a Carlo di esaudire lui il suo desiderio di avere due membri dentro e non solo un toys e il suo come facevano da soli.
Carlo si avvicinò e lei fece in modo che i due uomini potessero mettersi in posizione per la doppia penetrazione. Rimase abbracciata a Pietro mentre il marito arrivò dietro e glielo puntò nel buco infilandola mentre lei mulinava la lingua insieme a quella dell’amante. Furono pochi istanti, lei ormai non mugolava più, urlava il suo piacere appena Pietro staccava la bocca dalla sua fino a quando sentì salire l’onda dell’orgasmo e venne molto più intensamente di prima, godeva mentre Pietro la baciava sui seni, sul collo e le teneva con le mani le natiche aperte dove all’interno intuiva i due belini nei buchi. Carlo si staccò rapidamente, prese la macchina fotografica e immortalò quelle chiappe stupende con un buco pieno e l’altro ancora aperto.
Francesca baciò nuovamente Pietro, un bacio diverso, meno lascivo e molto più dolce da donna appagata. Si alzò e vide l’uccello di Pietro ancora in tiro, si accucciò davanti a lui e ricominciò un lavoro di bocca, più veloce mentre si aiutava con le mani, voleva farlo venire.
Carlo le disse di prendere il seme sulla lingua appena sarebbe uscito e di inghiottirlo piano. A quelle parole Pietro non riuscì più a trattenersi e in pochi istanti venne sulla lingua e sulle labbra della donna che come richiesto mise in bocca il seme, ma senza ingoiare perché si avvicinò con fare lascivo al marito che stava venendo con la seconda sega provando a baciarlo. Carlo non ce la fece, le disse di ingoiare e che la fantasia non riusciva a portarla in realtà. La donna ingoiò e solo allora i due si baciarono, molto dolcemente anche questa volta.
Francesca si staccò dal bacio, si girò verso Pietro sorridendo e disse: “adesso ci ricomponiamo, poi voglio vedere i “capolavori” fotografici del mio maritino cornutino” sorridendo verso Carlo e guardandolo con gli stessi occhi innamorati che Pietro aveva già visto durante l’aperitivo.
Andarono a turno in bagno e poi Carlo fece vedere loro le foto, a parte le lingue in primo piano non ce n’era neanche una dove si vedesse il volto, ma in quasi tutte c’era la mano di Francesca col segno delle corna,particolare che nella foga a Pietro era sfuggito.
L’uomo disse che le avrebbe caricate sul sito e Pietro chiese se gliene poteva girare un paio per rinnovare le proprie, cosa che Carlo disse avrebbe fatto.
Pietro provò a sondare il terreno, chiese se andava tutto bene e Carlo annuì, dicendo che però c’erano cose da sistemare e che in chat nei giorni successivi avrebbe spiegato.
Francesca ebbe uno sguardo di curiosità e il marito la tranquillizzò “tutto bene amore, dopo ti spiego”
Fecero ancora un paio di battute poi Pietro venne congedato con la promessa di rivedersi presto e risentirsi in chat. L’uomo chiese solo se andava tutto bene e fu Francesca a rassicurarlo dicendo che andava tutto a meraviglia, ma Carlo è un perfezionista, in chat tirerà fuori una marea di difetti. Risero tutti e Pietro uscì da quella casa con un senso di appagamento totale.
Nei giorni successivi Pietro ripensava spesso alla serata con Carlo e Francesca, erano passati una ventina di giorni e, a parte un paio di messaggi per sapere se a mente fredda pensavano ancora che la serata li avesse divertiti, non c’era più stata da parte del “cornuto” la spiegazione sui dettagli che avrebbero dovuto sistemare come gli aveva detto prima di salutarlo.
Poi una mattina arrivò un messaggio da Carlo, ma in privato senza Francesca nella chat e esauriti i convenevoli andò al sodo: “se ti ricordi quando ti ho contattato anni fa avrei voluto che l’amante portasse mia moglie al ristorante e poi in albergo per averla tutta per se” L’uomo rispose che ricordava vagamente quel particolare e che non pensava lo volessero davvero, soprattutto lei.
Carlo continuò dicendo che, invece, lui non pensava ad altro, da quando era diventato l’amante della moglie per una sera lo avevano fatto spesso e con soddisfazione ripensando a quei momenti e che adesso era il momento giusto per alzare il livello. Francesca era d’accordo, si era trovata bene ed era rammaricata di averlo fatto sul divano, senza comodità e avrebbe voluto avere un bel lettone dove divertirsi al meglio.
Pietro chiese quale fosse il programma e Carlo rispose che una di queste sere avrebbe dovuto portare a cena Francesca e poi in hotel per divertirsi alle sue spalle.
Aggiunse che ristorante e hotel li avrebbe scelti e pagati lui e che avrebbe dovuto vestirsi un po’ più elegante.
Pietro rispose che non c’erano problemi, di avvisarlo con un poco di anticipo e che sarebbe stata una bella serata, con emoticon sorridente, Carlo mandò emoticon con un maiale.
Si misero d’accordo per il sabato successivo, una coppia di amici aveva bisogno della casa libera venerdì sera e loro si erano offerti di tenergli il pargolo coetaneo del loro primogenito, poi però sabato gli amici avrebbero contraccambiato così la serata non avrebbe avuto intoppi.
Alle 19e30 Pietro si presentò da loro, Francesca uscì dal portone e all’uomo venne quasi un colpo nel vederla. La prima volta era elegante con nonchalance, tacco basso e camicetta su gonna, stavolta era qualcosa di meraviglioso.
Tacco 12, completo con gonna sopra il ginocchio, scollatura generosa e quando scese per aprirle lo sportello vide una bella schiena nuda, il vestito era scollato fino quasi alle natiche con spalline molto eleganti. Lui era ammirato, ma il suo pisello era già eccitato da quella vista, sperò che la cena scorresse veloce, aveva già voglia di andare in albergo. Arrivarono al ristorante, un locale raffinato con cucina creativa e Pietro era già col pensiero all’albergo, quella donna aveva un fascino particolare e un sorriso da concorso, ancora non riusciva a credere che tra tanti lei e il marito avessero scelto lui per il loro gioco.
Il cameriere era molto ossequioso, Pietro guardava come ammirava anche lui Francesca e mentre facevano conversazione lo fece notare alla donna che rispose che quel ristorante era il preferito di Carlo e che il cameriere sicuramente l’aveva riconosciuta e adesso si starà chiedendo dove sia il cornuto.
Fece scivolare il tovagliolo in terra sotto al tavolo e chiese al suo amante se poteva raccoglierlo. Pietro andò un attimo sotto al tavolo e lei aprì le gambe in modo osceno mettendo in mostra tutto, ma soprattutto un plug-in ben sistemato nel buchetto posteriore.
Ovviamente l’uomo non rimase impassibile, ma il posto non si prestava a certe cose, si ricompose a tavola e le disse solo che avrebbe mandato un messaggio a Carlo per raccontargli quella vista. Lei sorrise, girò il telefono e gli mostrò la foto del momento in cui il marito le aveva posizionato il plug che aveva appena visto.
Ora l’uomo avrebbe avuto voglia di urlare “il conto” per andare di corsa in camera, ma si trattenne continuando la conversazione. Erano vicini a un’ampia vetrata e notò che spesso Francesca guardava fuori, si girò anche lui e si mise a ridere. Nel posteggio in strada c’era un’auto con un uomo dentro che scrutava, era Carlo.
Avvicinò la mano al vetro e senza farsi notare dagli altri clienti fece il gesto delle corna ben visibile dall’esterno. Francesca rise, poi fece lo stesso mentre prese la cravatta di Pietro tirandolo a se per un bacio. Rise guardando fuori e dicendo a Pietro: “starà già pulendosi dalla prima sega, scommetterei la casa che è già venuto”
Loro non lo sapevano, ma era esattamente così, a Carlo era bastato già quello che venire nel fazzoletto.
Finalmente arrivò il momento del caffè, poi il conto che il cameriere disse essere già stato saldato e Francesca allungò una banconota importante verso il cameriere dicendogli: “mi raccomando, lei qua non mi ha mai vista” con il ragazzo visibilmente eccitato dalla situazione.
Uscirono e si diressero verso l’albergo che non distava molto dal ristorante, 10 minuti ed erano alla reception a lasciare i documenti.
Salirono in camera al primo piano, Pietro guardò subito dalla porta-finestra e vide l’auto del “cornuto” già posteggiata e visibile da loro.
Prese Francesca per una mano, la portò alla vista dell’auto e gli chiese di salutare il maritino mentre l’avvicinò a se baciandola. Il vestito scivolò velocemente sul pavimento lasciando la donna senza veli, Pietro cominciò a carezzarla mentre la baciava e nel farlo non dimenticava di mostrare le corna alla finestra, cosa che stava facendo anche Francesca.
Lei gli disse che adesso poteva bastare, tanto sicuramente Carlo in auto era già venuto per la seconda volta, ora voleva godersi la serata fino in fondo.
In un attimo furono sul letto, non smisero di baciarsi mentre le mani scorrevano ovunque e Pietro indugiava sul plug-in spingendolo a fondo e stuzzicando tutta la zona intorno.
Passarono a cose più esplicite, l’uomo aveva voglia di leccarla e mentre si godeva quei dolci umori lei si toccava il grilletto e il seno, fino a quando tolse il giocattolino dal culetto e lo posò sul comodino dicendo che sarebbe servito dopo.
Anche lei aveva voglia di succhiare il cazzo dell’uomo, gli spinse via la faccia dal proprio sesso e lo fece sdraiare posizionandosi sopra a sessantanove, Pietro rituffò la faccia dentro l’intimità di quella donna fantastica, leccava avidamente i due buchi, soffermandosi a turno sulle labbra, la zona perianale e il grilletto, mentre lei succhiava e baciava il suo membro con una voglia crescente, gli solleticava lo scroto con la lingua, lo massaggiava in punta con le labbra, insomma un signor pompino.
Andarono avanti qualche tempo, poi lei si rialzò lasciando l’uomo steso e si posizionò sopra di lui, ebbe un gemito più forte e un sorriso da porca quando lo infilò dentro con decisione, poi si accasciò su di lui baciandolo e cominciando a ondeggiare sul belino come se fosse la cosa che desiderava da sempre.
Cambiarono posizioni, si baciarono in ogni anfratto, si leccavano ovunque, poi lei si posizionò a pecorina dicendo che era l’ora dell’orgasmo. Pietro infilò deciso l’uccello in figa, lei si voltò e fece cenno di no col capo, l’uomo capì. Tolse il pisello dalla figa fradicia e puntò deciso verso l’altro buchino, già decisamente bagnato dagli umori di lei. Entrò con delicatezza, ma fu lei a dare una spinta che lo inghiottì completamente e cominciò a gemere e urlare sempre più forte quando lui continuava a pompare come se quel culo fosse l’ultimo della sua vita. Lei sentiva arrivare l’onda del piacere, lui se ne accorse e prese a darle degli schiaffetti sulle chiappe, lei a questo punto non ce la fece più e urlò il suo orgasmo, con Pietro che era al massimo dell’eccitazione, ma non voleva venire, voleva ancora fare una cosa. Lei si accasciò soddisfatta sul letto, l’uomo si sdraiò a fianco e cominciò a carezzarla dolcemente, si baciarono ancora, baci romantici.
Quando lei cominciò a carezzarlo sul belino per dargli piacere lui la prese per mano e la portò dalla porta-finestra del balconcino, l’auto di Carlo era la. Lei capì subito, si inginocchiò davanti a Pietro e cominciò un altro pompino, molto lento, con lunghe occhiate alla strada dove Carlo era sicuramente alla terza sega della serata.
Aumentò gradualmente il ritmo, ora segava o succhiava in alternanza fino a quando l’uomo non poté fare altro che scaricare tutto il seme nella bocca di lei che, mentre lui grugniva il suo piacere, inghiottiva tutto avidamente.
Si ricordarono di Carlo e sorrisero entrambi mentre l’uomo aprì un finestrino mostrando loro il fazzoletto, sicuramente fradicio.
Francesca andò al telefono, c’erano almeno 20 messaggi del marito, li aprì, li lesse ma non rispose, disse solo che doveva soffrire come un cane, sorridendo soddisfatta.
Pietro le disse che una doccia non ci sarebbe stata male e andarono in bagno: sorpresa, più che un bagno sembrava una SPA, doccia matrimoniale con cromoterapia, ma soprattutto vasca con idromassaggio.
La riempirono subito e anche Pietro guardò il cellulare, c’erano messaggi anche per lui e lesse ad alta voce quello che lo fece sorridere: “lo so che adesso farete un bagno insieme, ho scelto apposta quella camera, sono contento per voi”
Quando la vasca fu pronta entrarono e Francesca si mise accanto a Pietro con il telefono aperto sulla fotocamera, si fecero un selfie e lo spedirono a Carlo con la didascalia: “cornuto e contento, beato te, noi riprendiamo da qua”
Ricominciarono a baciarsi in acqua, si carezzavano e Pietro sentiva che forse ce n’era ancora, il pisello dava segni di risveglio, d’altronde con una donna così bella e così calda non era difficile.
Si masturbarono reciprocamente in mezzo alle bolle dell’idromassaggio, poi uscirono come se fossero d’accordo e con addosso gli accappatoi tornarono sul letto, non senza essere passati dalla finestra per un saluto a Carlo.
Lei gli chiese di leccargliela di nuovo per bene e l’uomo non si fece pregare, rituffò la faccia in mezzo a quelle cosce e succhiò il grilletto, lecco le labbra, baciò dietro e non tolse mai le mani dai seni, con i capezzoli turgidi.
Lei ricominciò a gemere, le piaceva da matti la lingua di quell’uomo, ora se la stava godendo con calma, ma non dimenticava il marito. Prese il telefono e fotografò la testa di lui infilata nel suo ventre e scrisse solo: “sono la sua troia e godo tanto, cornuto!”
Pietro continuava a leccare, ora aveva staccato una mano dal seno per aiutarsi con le dita, ne faceva scorrere due dentro alternandole tra figa e culo.
Lei aumentava il ritmo dei gemiti, qualche piccolo urlo di piacere, era pronta per un altro orgasmo quando Pietro con l’uccello di nuovo al massimo si tolse, le alzò le gambe dietro alle spalle e lo infilò deciso nel buco stretto. Lei cambiò volto, sgranò gli occhi e poi aiutandosi con due dita ben dentro la figa venne nuovamente, molto rumorosamente e con un trasporto al quale Pietro non seppe resistere scaricando lo sperma dentro a quel bellissimo culo.
Si accasciò su di lei esausto dall’orgasmo e dalla serata, lei prese il plu-in sul comodino e gli chiese di rimetterlo facendo attenzione a non far uscire nulla. Pietro capì, voleva tornare piena dal marito.
Restarono abbracciati qualche minuto, poi lei lo guardò dicendo che la serata era stata fantastica, ma c’era un uomo che la stava aspettando per finire la notte insieme.
Andarono di nuovo nudi alla finestra e lei si mostrò di spalle aprendo le natiche per far vedere il giocattolino ben piantato.
Poi sorrise a Pietro dicendo che questa era per un’altra sega di Carlo.
Scesero con calma, il portiere li salutò e andarono dritti verso la macchina di Carlo.
“Ti riporto la tua troia, cornuto” “Ora puliscila bene che non abbiamo avuto tempo per un’altra doccia”
Francesca diede un ultimo bacio a Pietro, poi salì in auto e i due uomini si salutarono con un cenno.
Pietro arrivò a casa con mille pensieri, la serata era stata speciale, ma il bello era pensare che coppie così innamorate non ne aveva incontrate molte.
Arrivò un messaggio, era Carlo: ce l’ho fatta, ho ripulito tutto, stavolta ce l’ho fatta! E Un messaggio da Francesca: dovresti vederlo è felice come un bimbo la mattina di Natale, non so come faccia ma è di nuovo duro, io ne approfitto e me lo prendo!, buonanotte.
Buonanotte a voi , coppia dei sogni.
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