trio
Il grande ritorno
belinone
02.01.2026 |
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"Ci volle tutta la sua esperienza e anche un aiutino con le mani a stuzzicare i capezzoli da parte del giovane, ma alla fine la ragazza esplose nel suo primo orgasmo lasciando il volto di Pietro..."
“Ciao Vecchio, come stai? Indovina chi sono?”Pietro ebbe un sussulto, con alcuni amici ci si chiamava “vecchio”, ma il numero non era memorizzato.
Ebbe un sussulto perché c’era solo una persona che lo chiamava così e a lui aveva lasciato un gran bel ricordo: Valeria!
Rispose chiedendo se fosse lei e lei a sua volta rispose: “se non avessi indovinato avrei dovuto pensare che ti sei rincoglionito oppure, orrore, ci sono altre che ti chiamano così”
Pietro scrisse se poteva chiamare e Valeria rispose di si.
Al telefono la stessa voce squillante, lo stesso accento siciliano molto marcato.
Si raccontarono un po’ gli ultimi anni, Pietro rimarcò sul fatto che sia pure rispettando la decisione non capì mai perché lo avevano tagliato senza nemmeno un salutino, Valeria rispose che lei e Maurizio dopo il trasferimento a 600 km da Genova avevano tagliato tutto col passato, non era una cosa personale.
“A proposito di Maurizio, vuoi salutarlo?”
“Ma certo, mi farebbe piacere”
Fu così che i due parlarono molto, poi Maurizio disse che erano a Genova ospiti dei suoi parenti e che gli avrebbe fatto piacere rivederlo.
Pietro era contentissimo, disse che non c’erano problemi e che se avevano bisogno di ospitalità casa sua era casa loro.
Maurizio rispose che intanto potevano vedersi a Deffe, fare due passi e poi magari vedere cosa accade.
Si misero d’accordo per l’indomani sul tardo pomeriggio.
Appena chiusa la chiamata Pietro era raggiante come raramente gli era capitato negli ultimi mesi, ricordava molto bene i pomeriggi e le serate con i “pivellini”, risate, allegria, chiacchiere e sesso, tanto sesso.
Pensò a Gloria, mandò un messaggio dicendole che si erano fatti vivi e lei rispose poco dopo con una emoticon con cuoricini e scrisse che voleva sapere tutto appena li avesse rivisti.
Il giorno dopo Pietro sarebbe dovuto andare a sistemare la barca presa in società con un amico, mandò un messaggio in cui si scusava, ma doveva rimandare. L’amico la prese bene, disse che alla sua età pensare ancora alla figa è male, ma avrebbe continuato da solo, nessun problema.
Arrivò all’appuntamento in leggero anticipo con tanta curiosità, come sarebbe stato rivederli dopo 7-8 anni? Come sarebbero stati delusi nel rivederlo sicuramente invecchiato? Ma, soprattutto, Lei sarebbe stata sempre splendida come la ricordava?
Era assorto in questi pensieri e non si rese conto che li aveva alle spalle, fu Maurizio a bussargli sul braccio dicendo: “oh, vecchio siamo di qua”
Si girò e restò senza parole, Valeria la ragazzina che dimostrava meno dei suoi anni era diventata una giovane donna bellissima, dai calcoli di Pietro intorno ai 30 anni, ma in quel momento si chiese solo come era potuto accadere il miracolo che quello splendore avesse voluto provare il primo threesome proprio con lui e come fosse possibile che oggi lo avesse ricercato. Vestita con una camicetta bianca e un golf celeste, una gonna scura dalla quale uscivano delle gambe perfette sorrette da un paio di scarpe con un tacco giusto, non troppo esagerato.
Ci pensò Maurizio a riportarlo alla realtà, si allungò per un abbraccio al quale Pietro rispose e poi fu lei che si avvicinò, lo baciò dolcemente sulla guancia e disse che si era mantenuto bene.
Pietro rispose: “non certo bene come te, sono senza parole davanti a cotanta bellezza” e l’uomo non era un tipo da facili complimenti,ma gli uscirono tutti molto spontanei.
Lei arrossì appena, non era abituata ai complimenti di Pietro, tra di loro sempre molta complicità, ma scherzosa e in questo Maurizio era un maestro.
Finiti i convenevoli decisero per un giro nei vicoli decisi a trovare un posticino dove sorseggiare un aperitivo tranquilli.
Arrivati nel posto giusto cominciarono a parlare degli anni in cui si erano persi, Maurizio adesso lavorava come tecnico del suono per artisti importanti, fece dei nomi ma a Pietro risultavano praticamente sconosciuti, generi e generazioni diverse. I guadagni erano come sempre altalenanti, alcuni mesi da nababbo e altri da miseria, ma nel complesso era soddisfatto.
Pietro chiese a Valeria della laurea e lei con un po’ di vergogna rispose che no, non si era laureata, le era scesa la voglia di studiare dopo aver lavorato in un bar di parenti e che però aveva conseguito dei diplomi da barman, ora lavorava in un bar molto gettonato ed era contenta così.
Pietro pensò a tanti altri giovani che conosceva che avevano trovato una strada diversa da quella che si erano prefissati ed erano comunque soddisfatti, forse meglio una grande barman che un mediocre architetto, disse a Valeria, la quale sorrise.
Chiacchierando era arrivata ora di cena e Pietro disse che se avessero voluto li avrebbe voluti ospiti in una trattoria dove era di casa oppure…
“Oppure?” Chiese Valeria.
Oppure possiamo andare da me, vi faccio qualcosa da mangiare e continuiamo la chiacchierata.
Maurizio non perse l’occasione: “solo chiacchierata vero? Ormai tu cosa vuoi fare? Puoi vivere di ricordi” e giù una risata. Pietro sorrise e disse che per il momento seppure non più come un tempo funzionava, ma l’invito non era a doppio senso, quello sarebbe stato bellissimo, ma la voglia era di stare in compagnia con loro.
Arrivarono a casa di Pietro che li fece accomodare, Valeria disse le faceva strano, tutte quelle volte che si erano visti e non erano mai andati da lui.
Appartamento semplice, due camere con un bagno ciascuna, un salottino e la cucina dove Pietro si recò aprendo subito il frigorifero e dicendo che a saperlo avrebbe scongelato una ricciola pescata da lui, ma così su due piedi poteva fare una pasta al pesto oppure al ragù. I ragazzi dissero pesto subito, era tanto che non ne mangiavano uno fatto in casa.
Mise su l’acqua, buttò una manciata di fagiolini e mentre si stava girando sentì una stretta da dietro: Valeria lo stava abbracciando, gli diede un bacino sul collo, allungò una mano sul pacco e disse che stasera il belino non poteva fare scherzi.
Pietro si girò e in un attimo i due furono un tutt’uno, le lingue freneticamente si incrociarono, le mani, soprattutto di lui, andarono ovunque, non si stavano trattenendo quando Maurizio entrò in cucina e disse: “ma allora vi amate!” Risero tutti e tre, Pietro un po’ meno perché dovette staccare le mani da quelle tettine fantastiche, sode come le ricordava. Provò a dire che potevano mangiare anche più tardi, ma Valeria rispose di avere fame e non solo di uccello, quindi di buttare le trenette che non vedeva l’ora di mangiarle.
Buttò la pasta, preparò la tavola in salotto e tirò fuori una bottiglia di Rossese che secondo lui col pesto era perfetto. Maurizio non potè fare a meno di notare la dispensa con ottimi vini e ottime birre, disse all’uomo che si trattava bene e lui rispose che aveva spesso nipoti e amici a cena ed era sempre ben fornito.
Mangiarono e Pietro con gli occhi mangiava Valeria, sotto al tavolo c’era un gioco di piedi che Maurizio intuiva da come si muovevano i due. Pietro arrivò col piede a stuzzicare Valeria in mezzo alle cosce, il tutto mentre divoravano le trenette.
Fecero appena in tempo a finire, Pietro aveva del gelato in freezer e chiese se fosse gradito, Valeria disse che l’unica cosa che voleva era la sua lingua al posto del piede.
Non fece in tempo a finire la frase, si buttarono entrambi sul divano e l’uomo si tuffò in quelle cosce che ben ricordava, quasi strappò via il tanga e subito andò a prendersi gli umori della figa. Dolcissimi umori e cominciò un lento lavoro di lingua, mentre Valeria si cominciava a denudare e Maurizio si accomodò di fianco tirandosi giù i pantaloni.
Pietro continuò il suo lavoro deciso a portare Valeria al massimo dell’eccitazione e se possibile al primo orgasmo, Valeria gliela spingeva sulla faccia, il suo volto era l’espressione della lussuria piena, l’uomo era deciso a slogarsi la mandibola e voleva sentire quella voce calda dire che stava venendo. Ci volle tutta la sua esperienza e anche un aiutino con le mani a stuzzicare i capezzoli da parte del giovane, ma alla fine la ragazza esplose nel suo primo orgasmo lasciando il volto di Pietro totalmente fradicio di umori.
Dopo qualche secondo lei si tirò su, finì di spogliare il “suo” vecchio e cominciò a toccarlo in ogni posto, fino a farlo sedere e inginocchiarsi lei stavolta per ricambiare. Maurizio non riuscì a trattenere una battuta: “hai sciolto la pillolina blu nelle trenette?”
Risero tutti, poi Pietro propose di portarsi in camera, molto più comoda, ma Valeria era già con la lingua sulla punta del pisello e disse: dopo!
Cominciò un lavoro di lingua alternato con affondi, mentre con una mano stuzzicava il sacchettino e allungava il ditino verso dietro in modo molto dolce.
Valeria era fantastica nell’arte orale, Pietro la lasciava fare e godeva come un matto ritrovando le sensazioni che gli ha sempre dato il fare sesso con la ragazza. Lei continuava, ogni tanto la lingua scendeva fino al perineo, il ditino andava oltre e a un certo punto si insinuò nel buchetto con la punta. Lei sentì che questo stava per provocare l’orgasmo all’uomo e si fermò, risalì baciandolo ovunque e poi cercò le sue labbra. Mentre si baciavano indicò a Maurizio il bracciolo, poi spinse l’uomo sul divano e cominciò a cavalcarlo strusciando il grilletto sulla punta del pisello, lo stava masturbando con la figa. Continuò un pochino quel gioco delizioso, mentre i due non smettevano di baciarsi, finché con una mossa fulminea si mise dentro tutto il pisello dell’uomo cominciando a muoversi sopra molto lentamente, se lo stava gustando tutto e appena Pietro allungò le mani sulle chiappe stuzzicando il buchino lei venne per la seconda volta, meno platealmente della prima, quasi sussurrando nell’orecchio dell’uomo il suo piacere.
Maurizio si alzò e mise il pisello davanti al volto della compagna, lei lo baciò in punta e poi rivolta a Pietro: “ora andiamo in camera?” Lui rispose con un cenno del viso e si diressero verso la stanza.
Appena furono sul letto lei si mise in posizione inequivocabile: a quattro zampe. Maurizio subito le presentò il pisello sulla faccia e Pietro andò a gustarsi con la lingua quelle chiappe, un culo come ne aveva visti pochi e a pecorina era uno spettacolo della natura. Non si limitò a baciare le natiche, arrivò al centro e diede alternativamente slinguate e baci sul buchino e sulla figa, poi sentì lei dire: “se mi sono messa così è perché avrei voglia di altro, non credi?”
Non se lo fece ripetere, lo strusciò un po’ su entrambi i buchi, puntò deciso sulla figa (sapeva che a lei non piace dietro) e cominciò a prenderla, mentre Maurizio godeva delle labbra di lei e
la insultava dandole della zoccola, della vacca, della grandissima troia cercando di coinvolgere anche Pietro che era leggermente a disagio, con loro il turpiloquio non era mai stato esplicito, ma cominciò anche lui a insultarla schiaffeggiando le natiche.
Non passò molto tempo, venne di nuovo e stavolta mentre veniva Maurizio le inondò la gola impedendole di urlare il suo orgasmo.
Pietro si staccò, voleva lasciarli un attimo soli, poi lei chiese del bagno e restarono i due uomini.
“allora che te ne pare?” “E’ sempre la migliore tra tutte le Lei di coppia con cui sono stato”
Però Pietro aveva una domanda: “ma da quando non mi date neanche il tempo di prendere i gondoni?” “Lo sapevo che ti avrebbe fatto strano, ma ne abbiamo parlato, lei aveva voglia del suo vecchio, sappiamo che tu sei sempre molto attento a certe cose e ti posso giurare che dove siamo non abbiamo mai incontrato” Pietro a questo credette poco, ma comunque sapeva che anche loro non erano mai stati imprudenti, altrimenti voglia o no si sarebbe fermato prima.
Valeria tornò dal bagno, disse a Pietro che gli aveva fregato un po’ di dentifricio, ma non c’erano spazzolini oltre al suo e così aveva fatto con le dita.
Si sdraiò subito in mezzo a loro, Pietro sentì risalire qualcosa, lei cominciò piano piano un’azione combinata baci in bocca e mano sul pisello che riprese consistenza.
Lei non smise fino a quando lui la girò e continuando a baciarla la penetrò nuovamente, trovando un laghetto. Un minuto, forse due, poi lei gli chiese di tornare sopra, era la sua posizione preferita per gli orgasmi e questo l’uomo lo sapeva. Lui si fece cavalcare, lei continuava il suo movimento, accarezzandosi con un dito il grilletto e ogni tanto scendeva a baciarlo, finché piano piano sentiva che le stava arrivando un altro orgasmo. Aumentò il ritmo, sempre più scatenata, Maurizio la incitava e insultava, lei lo guardava con lussuria fino a quando posò le labbra sull’orecchio di Pietro e sussurrò: “voglio venire insieme, riempimi” Pietro aveva un buon controllo di se stesso, ma a quelle parole cominciò anche lui a spingere da sotto, il ritmo era frenetico, le lingue si incrociavano fino a quando sentì salire l’orgasmo, lo disse quasi urlando e nello stesso istante scaricarono tutta la loro voglia.
Lei si accasciò stremata, lui non riusciva a muoversi, sotto sentiva il suo seme colargli addosso, una sensazione dimenticata.
Ci misero un pochino a ricomporsi, poi Pietro aprì un cassetto del comodino, prese le Camel e disse che non fumava più e il pacchetto era li a ricordarglielo, ma stasera una era d’obbligo. Anche i ragazzi ne presero una e ricominciarono a chiacchierare finché Valeria chiese: “Ma Gloria e Lorenzo? Li vedi sempre?”
Uh, che memoria. Una coppia giovanissima come loro con cui si erano divertiti 4-5 volte.
Disse che si erano lasciati, di Lorenzo aveva perso le tracce, ma con Gloria andava qualche volta a cena come un vecchio zio. Aveva un altro compagno al quale aveva raccontato tutto, ma proprio tutto e lui, fidandosi, la lasciava libera di vedere le vecchie amicizie, comprese quelle del gioco. Lei per ripagare la fiducia non aveva mai più fatto nulla con nessuno, anche se in qualche occasione aveva confessato a Pietro che le sarebbe piaciuto portare Christian sulla strada della perdizione, come la chiamava lei.
Mentre Valeria era in bagno a lavarsi Maurizio disse che si sarebbero fermati una ventina di giorni e che rivedere Gloria sarebbe stato molto bello, magari una cenetta tranquilla anche col nuovo compagno, niente di strano.
Il vecchio rispose che si poteva organizzare, tanto Gloria stava aspettando notizie su questo incontro e li avrebbe rivisti volentieri.
Pietro al rientro di Valeria andò anche lui a darsi una lavata e quando tornò vide i ragazzi già vestiti.
Ovviamente sapeva che avrebbe dovuto accompagnarli, ma mentre si stava rivestendo Valeria volle informarlo che in quegli anni qualcosa era cambiato: “guarda che adesso lo prendo anche dietro e mi piace parecchio”
“Belin, ma me lo dici adesso?”
“Beh, tanto stasera non era pronto, ma la prossima volta…” disse sorridendo e Pietro rivide quel sorriso malandrino, quel viso angelico con uno sguardo furbetto.
Parlarono anche nel tratto di strada verso la casa dei parenti di Maurizio, poi quando stavano per scendere lei si avvicinò, gli diede un bacio passionale e gli disse: “quando ti manderemo un messaggio, tu chiama Gloria e tira fuori la ricciola, me la farai alla ligure?”
Pietro rispose affermativamente e lei concluse: ho visto la vasca da bagno, la prossima volta mi fai trovare i sali e facciamo un bel bagno insieme?”
Pietro sorrise, lui quella vasca la usava pochissimo, andava nell’altro bagno a fare la doccia, ma disse che per lei questo e altro.
Lei disse ancora soltanto: “ok la doccia eh, magari facciamo insieme anche quella, però dorata”
Aprì la porta ridendo e Pietro non fece in tempo ad aggiungere nulla, Maurizio gli disse che tra loro avevano scoperto che era eccitante e che sicuramente è uscita di corsa perché si stava già vergognando.
Maurizio concluse con: “ciao vecchio, è stato un piacere, la ricciola è il mio pesce preferito, vedrai che sarà prestissimo”
L’uomo sentì chiudere la portiera e guidando piano piano come forse non aveva mai fatto si diresse verso casa, ma i pensieri stavano già volando al prossimo incontro.
Arrivato a casa vide dei messaggi, aprì subito quello di Gloria: “Allora?”
“Allora la prossima volta si mangia pesce a casa mia e venite con Christian”
“lo sai che lui non vuole fare nulla”
“lo so, si mangia davvero pesce, poi si chiacchiera e se accade qualcosa farete da spettatori” rispose lui con tante emoticon da risata.
“STRONZO!”
“Lo so, come so che domani mi chiederai di raccontarti tutto, buonanotte pivellina del mio cuore”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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