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Bella Internet, ma il cinema :-)


di Membro VIP di Annunci69.it belinone
24.12.2025    |    4.026    |    2 9.9
"Anna fece un sorriso e poi rispose che non ne sarebbero passati altrettanti per il prossimo incontro..."
Ma quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo visti?
Pietro fece due conti e rispose: belin, è da prima del Covid, ma un bel po’ prima. Comunque se posso dire Lei è in forma olimpica, gli anni passano solo per noi maschietti.
Ma il nostro numero lo hai buttato?
Ehm, no ho cambiato numero e telefono ed è andato perso, purtroppo.
Anna fece un sorriso e poi rispose che non ne sarebbero passati altrettanti per il prossimo incontro.

Questo il finale di una serata cominciata malissimo, Pietro aveva preso un pacco dagli amici per una cena e scazzato pensò a cosa fare visto che non aveva voglia di stare a casa. Di colpo gli venne in mente il cinema porno dove per anni si era divertito con coppie in cerca di singoli, ma sapeva che gli anni passati erano solo un ricordo, il cinema era l’ultimo del suo genere e il gestore teneva aperto per qualche gay che andava nella sala principale e per qualche sporadica coppia che ancora prediligeva le sorprese agli incontri programmati e calcolati tramite piattaforme digitali.
Alla fine decise di fare un tentativo e al suo arrivo il gestore lo accolse come un reduce: “ma guarda chi si rivede, quanti anni sono che non ti fai vivo?
Pietro rispose che il lavoro, una relazione fissa e altre menate gli avevano impedito di fare un po’ il monello in giro, ma che adesso c’era l’intenzione di recuperare.
Poi chiese se la galleria era vuota o se c’erano coppiette e con sua sorpresa arrivò una bella conferma. Fece le scale col cuore in gola, un’emozione che ormai sembrava perduta ed egoisticamente sperò che non ci fossero troppi singoli.
Quando entrò come sempre fece fatica a mettere a fuoco nell’oscurità, ma sentiva i rumori provenire dal fondo della sala. Aspettò di vedere meglio e quando il chiarore del film lo permise vide in ultima fila due uomini intenti a soddisfare una donna apparentemente giovane.
Piano piano si avvicinò e cavolo!!! Era giovane davvero, non più di 25 anni e si stava godendo una cavalcata su un ragazzo altrettanto giovane e molto fisicato, mentre con una mano teneva il membro dell’altro, un ragazzo sulla trentina con una dotazione che non avrebbe sfigurato in un film porno.
Pietro sapeva che in certi momenti l’attesa è meglio dell’azione, arrivare di botto avrebbe potuto interrompere quel momento per loro così appassionante e si mise a circa due metri in una posizione dove vedeva tutto, ma soprattutto anche loro lo avrebbero visto.
La ragazza e il ragazzo in piedi lo videro e non fecero alcun cenno, lei continuava a godersi la cavalcata (a rovescio sul partner) mentre masturbava e a tratti leccava il ragazzo in piedi.
Pietro sentì salire l’eccitazione, sbottonò i jeans e piano piano cominciò a toccarsi davanti a loro.
Lei gemeva, i due uomini sembravano in sintonia incitandosi a vicenda, quello sotto che diceva all’altro mettiglielo in bocca, quello in piedi che incitava l’amico a sbatterla senza ritegno.
La donna arrivata al limite incitò entrambi a insultarla cosa che non si fecero ripetere e puttana fu il termine più gentile mentre lei aumentava i gemiti fino a esplodere in un orgasmo molto rumoroso.
Arrivati a quel punto lei si sfilò alzandosi e l’uomo sotto vide anche lui Pietro esclamando con un sorriso: “abbiamo anche il pubblico, oggi ci divertiamo”.
Pietro sorrise, ma purtroppo per lui non era contemplato come parte attiva del divertimento.
Lei completamente nuda con solo autoreggenti passò proprio davanti a Pietro per portarsi dietro l’ultima fila e così facendo lo sfiorò, ma al tentativo di lui di fare una carezza a quel corpo fantastico con un seno meraviglioso lo bloccò e disse “solo guardare”.
Questo gelò gli entusiasmi dell’uomo che comunque capì subito che non tutte le ragazze giovani si trovano a proprio agio con dei maturi e poi a lui piaceva anche guardare, ma difficilmente si eccitava a lungo sapendo di non poter partecipare.
La ragazza si appoggiò a pecorina sullo schienale dell’ultima fila, il tipo che prima era in piedi le andò dietro mentre l’altro le posizionò il cazzo davanti alla faccia. Quello dietro la prese con vigore, nel momento in cui penetrò dietro di lei si sentì un urletto e lei che gemendo disse: “porco, nel culo lo voglio e nel culo me lo metti” e un attimo dopo aveva anche il cazzo dell’altro in bocca.
Andarono avanti un po’, lei che ogni tanto lanciava occhiate lascive a Pietro, dicendogli se gli piaceva lo spettacolo, Pietro rispose che avrebbe volentieri assaggiato gli umori della sua fighetta e messo al calduccio il proprio cazzo, lei che lo provocava per poi gelarlo con “sono tutta dei miei due fidanzati, tu segati che voglio vederti venire sul pavimento”
Loro stavano divertendosi, i ragazzi continuavano a insultarla e lei ne godeva e spompinava quello più giovane davvero bene, alternando leccatine sensuali con deep throat da film porno fermandosi ogni tanto per godersi il cazzo che le entrava nelle viscere da dietro.
Pietro si divertiva, ma la delusione c’era, sperava di poter partecipare.
A un certo punto lei con una faccia da porca navigata disse a quello dietro di toglierlo dal culo e metterlo nella figa perché voleva venire, quello neanche se lo fece ripetere, la prese sempre a pecorina mentre l’altro con una mano le strizzava con vigore le fantastiche tette.
E dopo pochi minuti lei venne, venne senza ritegno con i due uomini che le dicevano quanto fosse puttana e porca.
Lei si fermò un attimo esausta, guardando sempre in posizione di Pietro che nel frattempo era sempre eccitato, ma con quel sapore agrodolce per cui manca qualcosa.
I ragazzi le misero i membri in bocca a turno, lei davvero bravissima nel succhiarli, quando proprio in quel momento si sentirono dei passi con tacco arrivare dalle scale.
Pietro si girò immediatamente e vide entrare una coppia, sulle prima non la riconobbe, lei alta e slanciata, sulla quarantina abbondante, lui sulla cinquantina.
Per come stava girando la serata il primo pensiero fu pessimista: “ora fanno comunella con questi e a me resta federica, la mano amica.”
Invece si accomodarono in prima fila senza neanche osservare troppo cosa accadeva dietro, i ragazzi si erano anche loro fermati in attesa di capire se il gioco si sarebbe allargato.
Pietro aveva di nuovo preso speranza, se non erano saliti fino all’ultima fila e si erano fermati davanti forse volevano altro, magari un singolo.
Pensò che tanto peggio di così non poteva andare, lasciò i ragazzi ai loro giochi sorridendogli come a chiedere scusa se li abbandonava e scese la galleria verso la prima fila.
Quando fu a pochi passi li riconobbe: “Anna e Gino, ma quanto tempo. Che bello rivedervi”
“Ussignur, Pietro” esclamò Gino.
Si andò a sedere lasciando Anna in mezzo a loro e dandole un bacino, bacino che subito si trasformò in un bacio appassionato. Pietro stava andando in estasi, una delle coppie più simpatiche e calde mai conosciute e il destino, in una serata nata malissimo, glieli rimise davanti.
Pietro cominciò a chiedere come stessero, dove fossero finiti, ma lei gli disse: “parliamo dopo, ora ho voglia di sesso”.
Accontentata subito, lei era in gonna e Pietro mettendo una mano sulle cosce a salire scoprì che era senza mutandine, senza indugio si alzò per inginocchiarsi davanti alla donna, aprirle le lunghe gambe il giusto per far entrare la faccia e appena a contatto con la fighetta cominciare a leccare come se fosse l’ultima volta che avrebbe potuto farlo.
Lei era appassionata del genere, farsela leccare era il suo massimo godimento, veniva sempre copiosamente sotto la lingua dei partner e stasera la fortuna era toccata al nostro protagonista.
Lei cominciò a gemere, Pietro si prodigava, leccando, succhiando il grilletto, spingendo la lingua come a volerla scopare, il suo uccello fremeva, non vedeva l’ora di andare in quel nido che ben conosceva, ma Pietro sapeva benissimo che era presto, lei voleva prima godergli in faccia, si spingeva avanti sulla poltroncina per sfregargli la patata sulla faccia, sulla bocca, sulla lingua.
Sarebbe andato avanti fino a slogarsi la mandibola, voleva sentire gli umori in bocca, voleva sentire le contrazione dell’orgasmo, con le mani era salito fino ai seni che nel frattempo lei aveva liberato, un seno non tanto grande, una seconda forse, ma due capezzoli reattivi che ad ogni pressione tra le dita facevano sobbalzare Anna di piacere.
Gino nel frattempo era come sempre molto interessato, ma non partecipava in nessun modo limitandosi a qualche frasetta nei momenti in cui vedeva Anna più coinvolta: “ti piace eh, porcellina” “lecca sempre bene il nostro amico?”
Si andò avanti finché Anna sentì crescere l’orgasmo, disse a Pietro di non fermarsi mentre portò una mano col dito sul grilletto, gli chiese di spingere la lingua dentro, di succhiare le labbra e… venne, copiosamente venne in faccia ad un estasiato Pietro.
Appena lei si riprese lui gli mise l’uccello davanti alla bocca raccomandandole di fare piano perché era troppo eccitato. Lei lo guardò sorridendo, glielo cominciò a leccare piano, ogni tanto una succhiatina in punta, poi un passaggio sulle balle gonfie e quindi gli chiese di girarsi. Lui sapeva che stava per partire una delle specialità della casa, si girò offrendole il culo e lei ci si tuffò dando vita ad un rimming fantastico, Pietro adorava questa cosa, ma poche donne tra quelle disposte a farlo lo sanno fare bene come Anna. Soffiava dolcemente sul buchino, ci passava la lingua a sfiorarlo, saliva verso il perineo e il sacchettino, poi scendeva di nuovo e leccava forte e poi di nuovo dolcemente mentre con la mano gli teneva il pisello fermo.
“SCOPALA!” la voce di Gino tuonò nel cinema, lui capì e si staccò da quel giochino per andarsi a sedere, lei in un attimo gli fu sopra e mentre lui cercava nelle tasche delle braghe in terra un preservativo lei si strusciava, passava la fighetta sul cazzo di Pietro, sembrava volerlo così. Finalmente prese il condom e una volta infilato senza altri indugi lei si mise su di lui cominciando a baciarlo in maniera appassionata. Pietro non ne aveva più, aveva già ricacciato indietro 2-3 orgasmi e adesso era al limite, Gino si alzò e si mise a masturbarsi di fianco a loro.
Anna era un tornado, saltava e si dimenava sul cazzo, baciava Pietro sui capezzoli, dietro le orecchie, in bocca mentre entrambi erano sempre più vicini all’orgasmo.
Quando il godimento era ormai prossimo Gino glielo piantò in gola, lei non fece in tempo a urlare “vengo” che anche Pietro sentì arrivare l’onda.
Arrivarono tutti e tre insieme, lei non fece cadere una goccia del seme del suo uomo, mentre Pietro aveva riempito il preservativo.
Anna e Pietro restarono immobili un tempo infinito, lui ancora dentro sentiva le ultime contrazioni finché lei si staccò dicendo: “lo so che ti piace finire in bocca, ma io ho scoperto che godo a mille se mi vengono dentro” Pietro sorrise, anche per lui era stato un orgasmo molto intenso.
Gino chiese se ci siamo accorti che i tre ragazzi ci sono passati davanti uscendo.
Lui disse che li aveva intravisti, ma era concentrato su altro, sorridendo.

Ma quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo visti?
Pietro fece due conti e rispose: belin, è da prima del Covid, ma un bel po’ prima. Comunque se posso dire Lei è in forma olimpica, gli anni passano solo per noi maschietti.
Ma il nostro numero lo hai buttato?
Ehm, no ho cambiato numero e telefono ed è andato perso, purtroppo.
Anna fece un sorriso e poi rispose che non ne sarebbero passati altrettanti per il prossimo incontro.

E vissero tutti porcelli e contenti.
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