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Ginevra e Aurora, l’ermafrodita – Cap. 2
23.03.2026 |
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"Così disse: “Ora che abbiamo goduto tra noi donne, ci vorrebbe il cazzo di un uomo per soddisfarci ancora, vero?”
Rispose Alba: “Oh, magari..."
INTRODUZIONE: dopo il coming out del precedente episodio, in cui Aurora ha rivelato a Ginevra la sua natura ermafrodita, tra le due è scoccata la scintilla della reciproca attrazione e ora daranno vita a un’ampia serie di giochi erotici, ai quali si aggiungerà presto un altro personaggio.Sottogeneri: trio, incesto.
* * * * *
Alle parole quasi supplichevoli e allo sguardo languido di Aurora, che le diede così il via libera, Ginevra le sorrise dolcemente e si impossessò dell’attributo maschile della giovane ermafrodita.
Dopo averlo ammirato un attimo, iniziò a far passare lentamente la lingua dalla base alla cima e viceversa, ripetendo più volte l’operazione. Poi si dedicò alla cappella che sporgeva come un fungo, succhiandola prima delicatamente e poi in modo più deciso.
Aurora si gustava le attenzioni dell’amica a occhi socchiusi, sospirando ed emettendo dei flebili gemiti:
“Mmm...oh, sì! Come sei brava, continua...continua!”
Nel mentre la spompinava, Ginevra inserì un dito nella fighetta muovendolo all’interno delicatamente, trovandola assai calda e bagnata; evidentemente anch’essa bisognosa di cure.
Così abbassò il viso e iniziò a leccarla, infilando la lingua a fondo e poi dando delle lappate decise;
mentre con la mano le massaggiava il membro.
“Oh, come lecchi bene...si vede che sei abituata anche con le donne.“ le sussurrò Aurora, e aggiunse:
“Ora vorrei leccarti anch’io...da quando ieri ti ho visto senza mutandine sto fantasticando di come sia assaggiare la tua passerina!”
Ginevra sorrise soddisfatta:
“Ti ha fatto effetto vederla, eh? Ne sono felice; vedi, io non uso quasi mai biancheria intima...è un orpello inutile quando si arriva al dunque. Dai, ora spogliamoci così siamo più libere!”
disse togliendosi quel poco che aveva addosso e aiutando la sua giovane ospite a fare altrettanto.
Una volta nuda, ammirò Aurora in tutta la sua bellezza:
“Oh Aurora, che bel corpo che hai! Così femminile e armonioso che la tua appendice maschile aggiunge intrigo e fascino! E che tette, più belle e grosse delle mie! Mmm, vedo che anche tu hai i piercing ai capezzoli come me...che belli, li adoro!”
“Anche tu hai un corpo splendido, così tonico e abbronzato! Sono contenta che ti piacciano i miei piercing...sai, sono un segno distintivo con mia sorella, altrimenti saremo identiche: io li ho a barretta, lei ad anello!” replicò Aurora che poi invitò la partner:
“Ora vieni sopra a me a 69, che voglio leccarti a fondo!”
Così Ginevra si mise sopra di lei, distesa sul divano, mettendo la vulva in faccia alla ragazza, che solo in quella posizione si accorse che il buchino posteriore di Ginevra era occupato, e chiese:
“Ehi, e questo cos’è?”
“E’ il mio plug anale da passeggio. Mi piace tantissimo tenerlo sempre in posizione, anche quando sono in ufficio...mi stimola piacevolmente, così poi il buchino è pronto per ricevere di tutto, adoro il sesso anale! E tu?” rispose Ginevra, mentre stava riprendendo l’obelisco eretto di Aurora, la quale disse:
“Devo dire di sì, il sesso anale piace molto anche a me, sia dare che ricevere. Dopo se vuoi lo proviamo!”
“Certo che lo proviamo!...Adesso voglio succhiare ancora il tuo bel cazzo e farti un ditalino nella fighetta, mentre tu mi lecchi!”
Le due ripresero a darsi reciprocamente piacere orale, con Ginevra che mentre aveva il cazzo in bocca le stimolava abilmente la vulva con le dita, facendola colare di piacere che poi leccava allungando il collo.
Aurora rispondeva infilando la lingua nella vagina altrettanto bagnata della sua compagna di giochi ed esplorando la rosellina anale con le dita dopo averle tolto il plug, trovandola assai accogliente e poi arrivando a leccarle il buchino.
La ragazza non era mai stata mai leccata così a fondo, se non dalla sorella e tra un sospiro di piacere e l’altro disse:
“Oh Ginevra, sentire la tua lingua ovunque mi ha eccitato ancora di più...e la tua passerina bagnata ha un gusto così inebriante, che ora mi verrebbe voglia di assaggiare anche in altro modo.”
“Certo cara, è il momento di provare il tuo stupendo cazzo...i miei buchi sono tutti per te. Scopami!” rispose Ginevra con tono invitante e deciso.
Così dicendo, si distese aprendo le gambe mostrando la vulva umida e vogliosa alla sua giovane sottoposta. Aurora l’ammirò per qualche istante, pensando che praticamente mai aveva avuto modo di ritrovarsi con una donna così attraente ed esperta.
Aveva il suo organo maschile ben duro e pulsante, dopo il benefico lavoro orale che aveva ricevuto, e ora se lo massaggiava lentamente pensando a come utilizzarlo in quel corpo femminile voglioso che si metteva a sua disposizione.
Quindi si mise in posizione davanti a lei, sbattendole l’attrezzo sul clitoride turgido e strusciandolo sulle labbra intrise di umori.
A ogni colpetto, Ginevra riceveva uno stimolo maggiore che ne aumentava viepiù l’eccitazione. Ora aveva proprio bisogno di quel cazzo che la stuzzicava:
“Dai, cosa aspetti? Mettimelo dentro in un colpo solo!”
Aurora annuì sorridendo e finalmente appoggiò la cappella a fungo sulla fregna fradicia e spinse con decisione. La sua verga entrò per tutta la lunghezza nell’intimità di Ginevra, che fece un
“Oh!” di soddisfazione.
Finalmente aveva dentro di sé il membro maschile di quella stupenda ragazza, la quale cominciò a scoparla di buona lena, sentendo il proprio organo avviluppato dalla calda natura della sua capoufficio.
Durante la scopata le due si guardavano perse l’una negli occhi dell’altra restando in silenzio, rotto solo dai rispettivi gemiti di piacere. Aurora mentre usava il suo cazzo con un’abilità che non pensava di avere, era talmente emozionata che le vennero le lacrime agli occhi.
Così, si fermò un attimo, si chinò verso la sua partner e le sussurrò:
“Oh Ginevra, è bellissimo fare l’amore con te così...non l’avrei mai creduto possibile, mi viene da piangere di gioia!”.
Da sotto Ginevra, in preda alle stimolazioni che le salivano dalla vagina, le sorrise dolcemente, le accarezzò delicatamente il viso e le tette, la strinse a sé, baciandola lungamente, succhiandole la lingua. Quindi, le disse:
“E’ bellissimo anche per me...sei una persona stupenda. Voglio fare l’amore il più possibile con te, in tutti i modi. Continua, ti prego...dai, che godiamo insieme! Vieni dentro di me!”
Contenta di quella corrispondenza di amorosi sensi, Aurora riprese a stantuffarla con forza, mentre Ginevra smaniava, sfregandosi il clitoride e colando in continuazione.
Finché dopo una serie di colpi ancora più intensi, le due amanti arrivarono davvero all’orgasmo contemporaneamente: Ginevra fece in un lungo gemito “Oh, sìì...ahh!”, in preda a una sorta di convulsione, mentre Aurora gridò il suo piacere: “Ecco! Sto venendo! Godoo!”
E proruppe in una serie di quattro o cinque abbondanti getti di sperma che riempirono la vagina che la ospitava.
Dopo un attimo per riprendere fiato, sussurrò: “Oh Ginevra, è una sensazione bellissima poter godere liberamente dentro di te...così non lo avevo mai fatto con una donna. Grazie, ti adoro!” e la baciò nuovamente.
“Mmm...mi hai fatto godere intensamente, sei più brava di tanti uomini. Ricevere la tua sborra calda dentro di me, mi ha inebriato di piacere. Sento che ce l’hai ancora duro, non ti fermare...continua!” replicò Ginevra a occhi socchiusi, ancora quasi in trance per l’intenso orgasmo.
Aurora in effetti era ancora in piena erezione, così riprese a stantuffare la donna sotto di lei, il suo cazzo scorreva ancor più facilmente in quell’ambiente fluido pieno di sperma, facendo una specie di gorgoglio.
Continuò alla missionaria ancora per alcuni minuti, mantenendo appieno il suo vigore.
Quindi fu Ginevra a prendere l’iniziativa: strinse e abbracciò la sua amante e roteando su un fianco, facendo perno sul membro dentro di sé, si ritrovarono a posizioni invertite con lei sopra e Aurora distesa.
Così la padrona di casa disse con tono deciso: “Ora ti voglio cavalcare io!” ed iniziò a muoversi su e giù sul cazzo della giovane, sentendoselo davvero fino in fondo.
Aurora la assecondava dando dei colpi di bacino da sotto, che Ginevra si gustava assai, procurandole accenni di squirt accentuati dallo sfregamento del clitoride.
Le due si stringevano reciprocamente le tette, strizzandosi i capezzoli con i piercing, amplificando le stimolazioni dell’amplesso.
Poi, dopo qualche minuto di cavalcata, Ginevra sfilò il cazzo che aveva dentro di sé e se lo appoggiò sul bordo della rosellina anale, sussurrando: “Ora lo voglio nel culo!”
Nel dirlo si lasciò scivolare lentamente su quella verga che si faceva strada dentro di lei senza bisogno di lubrificante, impalandosi fino ad averlo tutto dentro.
Quindi, iniziò a muoversi su e giù, in modo deciso, mentre gustava ogni centimetro di cazzo che le riempiva l’intestino. Contemporaneamente si chinò in avanti per baciare Aurora, sussurrandole:
“Ti piace il mio culo?”
La ragazza annuì sorridendo e fece: “Sì, è stupendo!”
In effetti era un culo caldo e accogliente che le avvolgeva il cazzo come un guanto, riprendendo così a dare dei colpi di bacino che squassarono le profondità anali di Ginevra.
Quindi le due si girarono, con Ginevra che si mise a pecorina e la sua giovane amante la montò da dietro, inculandola a tutta forza, facendola gemere di piacere:
“Oh sì, così! Inculami forte, adoro sentirlo così!”
Aurora continuò a sodomizzarla con decisione, con Ginevra che a occhi socchiusi si godeva quel cazzo femminile su per il culo.
Poi cambiarono ancora posizione, con Ginevra che volle farsi inculare da davanti, alzando le gambe, non prima di aver succhiato il cazzo appena estratto dal suo culo e impregnato dai propri sapori anali, per poi facendoselo reinserire dentro.
In quella posizione, mentre Aurora la martellava, Ginevra si sfregava freneticamente il clitoride.
Finché dopo parecchi minuti di penetrazione anale, Aurora arrivò nuovamente all’apice del piacere:
“Oh, sto venendo di nuovo!” ed esplose in una nuova intensa sborrata, che riempì il retto di Ginevra.
La quale sentendo scorrere quel flusso caldo dentro di sé, si stimolò ancor più intensamente la vagina con le dita, fino ad eiaculare una abbondante squirtata a spruzzo che raggiunse il viso e il petto di Aurora sopra di lei che non si aspettava quell’inondazione.
Aprì la bocca e allungò la lingua per raccoglierne il più possibile, e fece:
“Mmm...che buono il sapore della tua venuta! E’ cosi inebriante...sai, per me è la prima volta che gusto la squirtata di una donna!”
“Oh cara, sono contenta che ti piaccia il mio sapore...ma ora sono io a voler gustare la tanta sborra che mi hai dato!”
“Come? Non capisco.” chiese la giovane.
Quindi Ginevra estrasse il pene ancora duro e colante, fece stendere Aurora a fianco a lei, si avvicinò al capo della ragazza e, senza dire altro, si mise con la figa e il culo in faccia ad Aurora, allargando le labbra e spingendo con i muscoli pelvici e anali. Un flusso di sperma ancora caldo cominciò a colare in bocca a colei che lo aveva prodotto. Così Ginevra con tono provocante disse:
“Ecco, prendi tutta la tua sborra in bocca...che poi me la ripassi!”
Aurora annuì, ben contenta di assecondare la sua amante in quel gioco perverso a cui non aveva pensato.
Terminata la colata di sperma, Aurora aveva la bocca piena, pensando: ”Ne ho fatta proprio tanta!”.
Quindi Ginevra si attaccò a lei e così le due si scambiarono bocca a bocca quel nettare denso e aromatico. Una volta ricevuta tutta, Ginevra la ingoiò lentamente gustandola goccia a goccia:
“Mmm...la tua sborra è davvero deliziosa, così dolce e fragrante...Dopo me ne darai ancora, vero? Ora mi lecchi un po’ i miei buchini, per ripulirli dai residui del tuo sperma e dei miei umori?”
La ragazza non si fece ripetere quella gentile richiesta: allungò la lingua sulla vulva imbrattata di quei fluidi del piacere, facendola passare delicatamente in ogni punto esterno e interno per poi passare alla rosellina anale, facendo così tornare entrambi i pertugi ripuliti e pronti per essere usati nuovamente.
Dopo tutto quello che avevano fatto, Aurora era già appagata e felice, mai aveva goduto così con una donna, ma Ginevra, da esperta nelle arti erotiche, aveva ancora molte sorprese per la sua giovane amica.
Mentre lei era distesa a occhi socchiusi per riprendere le forze e si sditalinava lentamente la passerina, rimasta bagnata dallo stato di eccitazione, Ginevra si era attrezzata per la fase successiva. Così esclamò:
“Ora cara mia, sarò io ad occuparmi di te e della tua natura femminile!”
Nel dirlo, prese dal “cassetto degli attrezzi” il suo strap-on che usava spesso nei giochi in famiglia e lo indossò in un attimo, aggiungendo:
“Adesso voglio scoparti io!”
Aurora ammirò la sua dirigente che la guardava vogliosa con quel fallo artificiale di una ventina di centimetri. Le sorrise e alzò le gambe divaricandole, tenendo le labbra vaginali aperte con le dita per ricevere la sua dominatrice.
Ginevra accostò il glande sull’organo femminile della ragazza; bastò una leggera spinta che entrò facilmente bagnata com’era. Aurora lo accolse con un sospiro:
“Oh! Sì scopami, fammi sentire donna!”
La padrona di casa iniziò a muoversi e a stantuffare, come sapeva ben fare. Il suo cazzo artificiale si muoveva agevolmente nella vagina della sua sottoposta, che gemeva di piacere
Ginevra aumentò gradualmente il ritmo, mentre Aurora si menava il suo organo maschile che aveva già ripreso una buona erezione.
Ogni tanto estraeva il fallo per ammirare la vulva leggermente socchiusa e colante di umori e disse:
“Oh Aurora, è stupendo fare sesso con te, sia con il tuo lato maschile che femminile!”
La ragazza annuì e ricambiò: “Anch’io non ho mai goduto tanto con una donna...sei eccezionale!
Oh, se mi vedesse mia sorella!”
Al che Ginevra ebbe un’intuizione: “Dai, allora chiamala! Falla venire qui con noi!” fermandosi un momento dalla scopata.
Aurora la guardò stupita, non sapeva cosa pensare di quella proposta indecente. Dopo un attimo di silenzio disse: “Mia sorella? Mah, non so come reagirebbe...finora con lei l’abbiamo fatto solo tra noi, mai a tre...certo che però che con te e con lei insieme sarebbe ancor più eccitante!”
Ginevra insistette: “E allora? Cosa aspetti? E’ una serata magica, condividi il tuo e il nostro piacere anche con tua sorella!”
Alla fine Aurora si convinse, prese il telefono e chiamò la sorella, che stava finendo il corso serale all’università e le disse con tono concitato e suadente:
“Alba, qui sta succedendo una cosa bellissima...vieni anche tu!”
“Aurora, cosa dici? Cosa succede e dove dovrei venire?”
“Qui a casa di Ginevra...è una donna stupenda e vorrei che la conoscessi e provassi anche tu quello che sto provando io adesso! Dai, fidati...ti invio l’indirizzo su whatsapp.”
“Mah, non so cosa pensare...sto uscendo proprio ora dall’università e stavo andando a casa ad aspettarti per stare un po’ tra noi.” rispose Alba ancora indecisa.
Aurora continuò a insistere, finché la sorella, che non aveva capito la reale situazione, accettò:
“E va bene, vengo ma solo un saluto e via. Arrivo lì tra circa venti minuti”
Nel mentre Aurora era al telefono, Ginevra inviò un messaggio su whatsapp al suo amante Mauro, scrivendo, come se fosse un ordine:
“Vieni subito. Abbiamo bisogno di te. Entra dalla porta di servizio e aspetta che ti chiamo.”
Quando lo ricevette, Mauro sorrise compiaciuto; aveva sentito della serata tra Ginevra e Aurora e si immaginava bene cosa stessero facendo. Era un’occasione che un vecchio marpione come lui non voleva perdere. Così a quell’invito perentorio rispose come Garibaldi: “Obbedisco!”
Ma non immaginava la vera natura della sua giovane collega.
Nell’attesa che arrivasse Alba, le due amanti mangiarono velocemente qualcosa delle portate che Ginevra aveva preparato per la cena, così da rifocillarsi, mentre si facevano confidenze intime e si accarezzavano rimanendo nude in uno stato di eccitazione.
Poi, dopo i venti minuti previsti, Aurora ricevette la chiamata della sorella:
“Sono qui all’indirizzo che mi hai dato. E’ una bella villa.”
“OK, vengo ad aprirti.” le rispose; si alzò per andare ad aprirle e stava per rivestirsi, quando Ginevra fece:
“Non ti vestire...andiamo ad accoglierla così, nude! Le faremo una sorpresa!”
Aurora sorrise compiaciuta, non vedeva l’ora di far conoscere alla sorella la sua capoufficio e nuova amante.
Le due scesero le scale e arrivarono al portone. Aurora lo aprì lentamente, mentre Ginevra rimase dietro la porta.
Appena Alba vide la sorella senza nulla addosso e in piena erezione, ed esclamò stupita:
“Ma sei nuda! Cosa succede?”
Aurora sorrise alla sorella, la baciò affettuosamente e le sussurrò:
“Stai tranquilla, come ti ho detto sta succedendo una cosa bellissima...ecco, ti presento Ginevra, padrona di casa e mio superiore. Ma soprattutto una donna stupenda, comprensiva e senza pregiudizi sulla nostra natura particolare!”
A quelle parole si palesò Ginevra, che accolse con un sorriso e un abbraccio Alba, guardandola con ammirazione disse: “Piacere Alba, sono Ginevra...tua sorella mi ha parlato tanto di te e sono contenta di conoscerti e di accoglierti qui. Siete davvero identiche e bellissime!” e la baciò in bocca, facendo scivolare la lingua sulle sue labbra.
Alba era rimasta senza parole; aveva sentito un fremito quando aveva visto le due nude e a quell’abbraccio, e non sapeva cosa pensare. Così Ginevra aggiunse:
“Con tua sorella abbiamo subito trovato un’attrazione reciproca e un’intesa intima...mi farebbe piacere se volessi unirti a noi!”
E Aurora aggiunse: “Fare l’amore con Ginevra è un’esperienza sublime e vorrei condividere questo piacere con te!”
Alba era sconcertata: “Ma...tu e lei avete fatto sesso? Io non so cosa pensare. Aurora, finora non l’abbiamo mai fatto insieme ad altre persone...però se mi dici così, con te farei qualsiasi cosa!”
“Vieni, andiamo in camera!” disse Ginevra prendendo Alba per mano, la quale a sua volta stringeva quella della sorella.
Mentre attraversavano saloni e corridoi, Alba ammirò quegli ambienti curati e ben arredati e disse: “Che bella casa, complimenti!”, al che Ginevra rispose:
“Grazie, sai mio marito è architetto, nonché bisessuale, cuckold e dedito al sesso in tutte le sue forme, proprio come me. E come ho detto a tua sorella questo lo abbiamo trasmesso ai nostri figli, che partecipano anche ai nostri giochi!”
Alba ascoltò stupita quelle parole; capì subito che la padrona di casa era una donna senza inibizioni e aperta a ogni situazione ed esperienza. E mentre la osservava, nuda com’era, si rese conto che emanava fascino e sensualità, con il suo corpo così proporzionato e seducente pur se di corporatura minuta, e capì l’attrazione della sorella per lei.
Una volta in camera, Ginevra sorrise alla nuova ospite e le sussurrò:
“Certo di viso e di aspetto tu sei proprio identica a tua sorella...ma Aurora mi ha detto che avete un segno di distinzione particolare, vero?”
Alba era ancora un po’ imbarazzata, ma sentiva che si stava eccitando; rispose a bassa voce: “Ehm sì, ecco...noi abbiamo dei piercing differenziati, ma non so se...“ e guardò la sorella la quale le fece: “Su dai, spogliati, non avere paura...con Ginevra c’è solo da provare piacere e godere!”
Quindi le slacciò il vestito e la gonna, in un attimo anche Alba fu finalmente nuda, suscitando l’ammirazione di Ginevra: “Oh, in coppia siete una visione unica, veramente bellissime!”
Così abbracciò la nuova venuta, baciandola a fondo con la lingua e accarezzando il suo bel corpo e stringendole i capezzoli con i piercing ad anello:
“Proprio una bella trovata avere piercing diversi per distinguervi! Come vedi li ho anch’io, una passione comune.”
Nel ricevere quelle attenzioni dalla padrona di casa, Alba si stava eccitando e il suo attributo maschile aveva già preso vigore, mentre l’organo femminile si stava bagnando.
Ginevra le trascinò entrambe sul letto dicendo:
“Che creature stupende!...Voglio assaggiarvi insieme!”
Nel dirlo, seduta sul letto con le due in piedi, prese i loro membri eretti e iniziò a leccarli prima l’uno e poi l’altro, e quindi a succhiarli con decisione; nel mentre con una mano libera sditalinava alternativamente quelle giovani fighette bagnate, facendo aumentare loro l’eccitazione.
Così mentre Ginevra le spompinava all’unisono, le due sorelline si accarezzavano reciprocamente, baciandosi con passione.
Dopo un prolungato lavoro orale, Ginevra le fece stendere, dicendo: “Ora fatemi vedere un bel 69!”
Aurora non se lo fece ripetere. Si distese, facendo sistemare la sorella sopra di lei, con ognuna subito alle prese con il doppio sesso dell’altra.
Le due alternavano il cazzo in bocca con leccate, sditalinamenti e colate vaginali. Vederle così per Ginevra era uno spettacolo unico, a cui voleva partecipare.
Così si dedicò ad Alba che era sopra, affondando il viso tra i suoi glutei, ed esplorando con la lingua prima la delicata rosellina anale e poi la calda e umida fighetta.
Ricevendo contemporaneamente le attenzioni sia della sorella che di Ginevra, Alba mentre succhiava il cazzo di Aurora, era in uno stato di eccitazione massima: la sua vulva colava e il suo pene era in piena erezione, per la gioia di Ginevra che continuava a leccarla a fondo, gustandone gli eccitanti sapori che sprigionava.
La sorella se ne accorse e disse: “Vuoi scopare, vero?”
Alba annuì con un flebile: “Sii!”
Aurora con un sorriso ammiccante disse alla sua gemella:
“Facciamo vedere a Ginevra come ci amiamo tra sorelline!”
Così mentre Aurora era rimasta distesa, la sorella si mise sopra di lei, si impossessò del suo cazzo duro e vi si impalò lentamente, infilandoselo nella vulva con un sospiro. Quindi iniziò a cavalcarla,
muovendosi ritmicamente su e giù, mentre le due sorelle si guardavano languidamente sotto gli occhi ammirati di Ginevra che si stava sditalinando.
Dopo qualche minuto all’amazzone, Alba si sfilò e si distese sul letto allargando le gambe.
Subito la sorella fu sopra di lei, accostando i cazzi l’uno sull’altro. Ginevra fu lesta nel cogliere il momento e impossessarsi dei loro cilindri di carne, succhiandoli insieme per poi allungare ancora la lingua nella fighetta colante di Alba, pronta a ricevere ancora una dose di cazzo.
Così fu la stessa Ginevra a prendere il glande di Aurora, sbatterlo sulla vagina della sorella e inserirlo con decisione, dicendo: “Dai, scopala ancora!”
Aurora non aveva certo bisogno dell’incoraggiamento e prese subito a stantuffare Alba con forza, procurandole dei fremiti e continue colature vaginali, mentre si menava il proprio membro ben eretto.
Nel mentre, Ginevra si mise a sua volta sopra Alba a 69, mettendole letteralmente la figa in bocca per farsela leccare e a sua volta succhiandole il cazzo, mentre la sorella continuava a scoparla.
Continuarono in quella posizione per diversi minuti, finché a Ginevra venne spontanea una domanda nell’ammirare in azione quelle creature dalla natura così particolare:
“Ragazze, siete stupende! Ma riuscite a scoparvi contemporaneamente?”
Le due sorelle scambiarono uno sguardo d’intesa e Aurora rispose:
“Certo! E’ la nostra specialità! Siamo contente di poterlo finalmente mostrare a qualcuno che ci comprende, a una donna speciale come te, vero Alba? Forza, mettiamoci in posizione.”
Alba sorrise compiaciuta e rimase distesa allargando ancora di più le gambe. Aurora si mise sopra di lei in modo inverso, quasi come in un 69.
Trovandosi con i sessi l’uno sull’altro in posizione complementare, il pene dell’una era in corrispondenza della vagina dell’altra. Così le due sorelle ermafrodite iniziarono a penetrarsi contemporaneamente, finché l’organo maschile di ognuna era nella natura femminile dell’altra.
Quindi presero a muoversi all’unisono, muovendo armoniosamente i loro corpi per scoparsi davvero reciprocamente.
Erano realmente una carne sola, due sorelle unite dal loro essere ibride.
Ginevra le guardava a bocca aperta; pur essendo esperta di ogni tipo di gioco e perversione sessuale, mai aveva assistito a una tale forma di amore, così completo e biunivoco.
Aurora e Alba continuavano a scoparsi con una sintonia e coordinamento tali che solo chi conosce a fondo il corpo e le aspettative del partner può raggiungere un tale livello di complicità e soddisfazione.
Ginevra le accarezzava fin dove arrivava e infilò anche un dito in culo ad Aurora, che essendo sopra era più a portata di mano, procurandole un’ulteriore stimolazione.
Quella posizione delle due incrociate, una sopra all’altra, era però un po’ faticosa da mantenere a lungo; così dopo qualche minuto le sorelle si girarono su un fianco per continuare l’opera.
Si avvicinava il momento del culmine del piacere. Entrambe erano quasi sul punto di venire, ma sapevano che in quella posizione non riuscivano a fare forza al massimo. Così, per loro abitudine, avrebbero goduto una alla volta.
Così, prima fu Aurora a ricevere il godimento della sorella: distesa a gambe larghe, Alba si mise alla missionaria davanti a lei e riprese a scoparla con forza, finché poco dopo raggiunse l’orgasmo:
“Ecco! Sto venendo!...Aurora sorella mia, prendi tutto il succo del mio piacere! Sempre unite!”
Un’abbondante sborrata, calda e densa, invase la vagina di Aurora, la quale ne avvertì distintamente i fiotti scorrere dentro di sé, che ne aumentarono l’eccitazione. Anche se era già venuta due volte con Ginevra, aveva ancora una riserva di sperma per la sorella.
Così, Alba si sfilò dopo la venuta, quindi Aurora si mise dietro di lei e la penetrò in un sol colpo alla pecorina, procurandole una sobbalzo accompagnato da un: “Oh sì! Scopami ancora!”
Aurora continuò a stantuffarla, tenendola per i fianchi, mentre Ginevra, messasi sotto, cercava di succhiare il pene ancora gocciolante di Alba, stringendole nel contempo le tette.
Finché dopo qualche minuto, anche Aurora giunse all’apice del piacere. Dal suo cazzo pulsante sgorgarono alcuni getti di sperma che irrorarono la natura intima di Alba, la quale li ricevette con un prolungato sospiro di piacere: “Oh, sii!” mentre Aurora ricambiava la frase di poco prima come loro abitudine: “Alba sorella mia, prendi anche tu il succo del mio piacere! Sempre unite!”
Quindi le due sorelline, ognuna farcita con lo sperma dell’altra, si distesero sul letto fianco a fianco
tenendosi per mano e baciandosi amorevolmente.
Ginevra che le aveva osservate con eccitante ammirazione durante il loro amplesso, si avvicinò e disse:
“E’ stupendo vedervi godere così, due creature meravigliose che si amano! Vorrei gustare il succo del vostro piacere che vi siete scambiate, posso?”
“Ma certo!” risposero all’unisono le due.
Così Ginevra si diresse sulle loro fregne, prima l’una poi l’altra, leccandole avidamente per raccogliere tutto lo sperma che contenevano, gustandolo goccia a goccia, così dolce e afrodisiaco.
Dopo aver ripulito le vulve, fece lo stesso con i loro membri, ancora consistenti, succhiandoli dolcemente, carpendo i sapori vaginali di cui erano impregnati.
Il terzetto si prese quindi un momento di pausa per ritemprare le forze. Ginevra appoggiata alla testiera del letto, mentre le due sorelle erano distese a pancia sotto, guardando Ginevra e accarezzandola.
Ma non era ancora finita. La padrona di casa aveva in mente ancora parecchie cose da fare e una sorpresa per le sue ospiti.
Così disse: “Ora che abbiamo goduto tra noi donne, ci vorrebbe il cazzo di un uomo per soddisfarci ancora, vero?”
Rispose Alba: “Oh, magari...io ne prenderei tanti di uccelli, oltre a quello di mia sorella, ma gli uomini con noi si spaventano.”
Aggiunse Aurora: “Sì, pur se io sono più attratta dalle donne, un bella verga maschile non mi dispiace certo!”
Allora Ginevra con sorriso sornione fece: “Bene, allora vi accontento subito ! Voi non dite niente, state al gioco.”
Il seguito nel prossimo episodio, che sarà pubblicato a breve.
2 – CONTINUA
Il racconto è di fantasia; ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
P.S. Sono graditi commenti, osservazioni e suggerimenti, anche tramite messaggio privato sul profilo. Grazie per l’attenzione.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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