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Ginevra e Aurora, l’ermafrodita – Cap. 3
06.04.2026 |
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"Poi, dopo qualche minuto, le due sorelle raggiunsero quasi in simultanea l’apice del piacere..."
INTRODUZIONE: continua la vicenda di Ginevra con le gemelle ermafrodite Aurora e Alba. Dopo aver fatto lungamente sesso tra loro (nell’episodio precedente), ora hanno bisogno di un uomo e Ginevra ha pronta la persona adatta per soddisfarle.
Sottogeneri: quartetto, incesto.
* * * * *
Con le due sorelle distese sul letto ai suoi fianchi che la guardavano languidamente, Ginevra già pregustava quello che stava per avvenire; così alzando il tono di voce esclamò:
“Mauro, entra pure!”
Dalla porta lasciata socchiusa a fessura si palesò Mauro: uomo maturo sui 55 anni, in buona forma fisica, esperto in ogni pratica sessuale e di mentalità aperta, collaboratore sul lavoro di Ginevra e suo amante [come raccontato negli episodi precedenti della serie di Ginevra, N.d.A.], e quindi collega di Aurora.
Sapeva dell’incontro tra le due (Ginevra lo aveva avvisato con un messaggio di tenersi pronto) e quindi si aspettava la presenza della giovane collega, ma quello che vide lo lasciò stupito.
Non si immaginava certo la presenza di due ragazze, per di più identiche. Le guardò per qualche attimo in silenzio, mentre loro due, altrettanto sorprese, restarono ammutolite.
Fu Ginevra a rompere il silenzio: “Beh, non dici niente? Non hai mai visto due gemelle?”
L’uomo si scosse e disse: “Gemelle?...Ah, ecco perché! Ma non sapevo che Aurora avesse una sorella gemella:”
“Già, ma chi è Aurora? La dovresti riconoscere, dato che ci lavori insieme.” aggiunse sorniona la padrona di casa.
“Mah, sono due gocce d’acqua!...Non saprei, forse lei?” fece Mauro, indicando però Alba.
“Sbagliato! Lei è Alba, ma c’è un modo per riconoscerle...su ragazze, mostrategli i vostri piercing!”
Le due sorelle, divertite da quel siparietto e incuriosite da come Ginevra lo avrebbe continuato, si girarono leggermente sul fianco facendo vedere i seni con i piercing ai capezzoli, ma tenendo coperta con il lenzuolo la parte bassa del corpo.
“Vedi Mauro, Aurora ha i piercing a barrette, Alba ad anello.”
“Oh, vedo...molto belli e utili, quando sono nude!” replicò Mauro, che si stava eccitando, trovandosi con tre donne.
“Ma non è finita...queste due bellissime ragazze hanno ancora una sorpresa da mostrarti.” e poi rivolta a loro due aggiunse:
“State tranquille, Mauro è una persona di fiducia, riservato e aperto a tutte le esperienze. Su giratevi!”
Le due sorelle si scambiarono uno sguardo di intesa, si girarono sul letto togliendo il lenzuolo e finalmente mostrandosi in tutta la loro bellezza e sessualità ibrida, già in stato di semi-erezione.
A quella vista inaspettata, Mauro aguzzò la vista nella semi-oscurità della camera da letto.
Non gli pareva possibile quello che stava vedendo. Quelle gemelle avevano un pene che si ergeva dal loro bel corpo femminile! L’uomo restò interdetto, e riuscì solo a dire:
“Ma...ma...sono due trans?”
Intervenne ancora Ginevra che spiegò: “No caro, molto più che trans... vedi, sono delle bellissime ragazze ermafrodite, cioè hanno sia l’organo maschile che femminile, entrambi perfettamente funzionanti!”
“Ah, questa poi non me la sarei mai aspettata! Ermafrodite, davvero incredibile!” rispose lui, ancora in preda alla sorpresa.
“Beh, per un uomo come te, abituato alle trans e aperto a ogni situazione, vedrai che sarà un’esperienza sublime fare l’amore con queste splendide creature!”
A quelle parole, Mauro sorrise soddisfatto, la sua dirigente gli aveva preparato un piatto prelibato che non vedeva l’ora di gustare e sentì che il suo attrezzo si stava preparando per entrare in azione.
Intanto, Aurora, anche lei eccitata dalla situazione che si stava creando, chiese candidamente a Ginevra:
“Quindi, tu e Mauro avete una relazione?”
“Sì cara, Mauro è il mio amante ufficiale, uomo serio e affidabile sul lavoro come nel sesso, che garantisce sempre la piena soddisfazione. Provalo con fiducia e senza imbarazzi, vedrai che tu e tua sorella ne sarete appagate.” confermò Ginevra.
“Allora ci avevo visto giusto. Sai, sul lavoro si nota che voi due avete una complicità particolare.”
poi dopo una breve pausa e uno sguardo di intesa con la sorella, Aurora aggiunse:
“In questa serata speciale in cui ci siamo aperte a nuove esperienze, io e mia sorella siamo ben liete di provare un uomo che ci possa soddisfare, ma sempre sotto la tua guida, Ginevra.”
Mauro prese quelle parole come un via libera; in un attimo si tolse la camicia e si sbottonò i pantaloni, esibendo il suo maestoso uccello, già in piena erezione, leggermente ricurvo, con una grossa cappella e di diametro consistente. già duro e pronto all’uso.
Nel vederlo, le due sorelle rimasero stupite e Alba fece:
“Aurora, hai visto che bel cazzo? Così grosso, anche più del tuo, e duro! Voglio proprio assaggiarlo!”
Nel dirlo, la ragazza afferrò lo scettro, lo strinse con la mano, quasi a soppesarlo e quindi se lo prese in bocca, iniziando a leccarlo e succhiarlo.
Alba spompinò con gusto quel cilindro di carne che tanto l’attraeva; poi lo passò volentieri alla sorella dicendo:
“Ecco, ora assaggialo anche tu!”
Aurora lo ammirò qualche attimo, poi guardando negli occhi Mauro disse:
“Mauro, come collega sei sempre stato gentile e disponibile con me e mi hai insegnato tanto. Ora vorrei ricambiare la cortesia prendendomi cura di te!” e quindi si infilò l’asta tutta in bocca per un deep-throat profondo, procurando all’uomo uno stimolo inaspettato, facendolo sospirare:
“Oh sì, Aurora...sapessi quante volte da vecchio mandrillo mi sono venute fantasie su di te, così giovane e attraente, ma un po’ per la differenza di età, un po’ perché eri sotto la tutela di Ginevra, mi sono trattenuto. Ora che sei qui, anche con tua sorella, chissà quante cose potremmo fare, se la padrona di casa acconsente.”
“Certo che acconsento! Noi tutti possiamo fare sesso liberamente, in tutti i modi che queste straordinarie creature ci ispirano.” fece Ginevra, eccitata all’idea di vedere il suo amante alle prese con le due giovani sorelle.
Così Aurora prese a succhiare con decisione la grossa cappella del collega, sotto gli occhi eccitati della sorella che si stava menando il cazzo duro, la quale l’affiancò per continuare l’opera in tandem per un pompino a due bocche. Le due erano così ben sincronizzate, che Mauro pensò che non fosse certo la prima volta che lo facevano insieme.
Poi Mauro, desideroso di provare il doppio sesso delle due sorelle, fece:
“Ora stendetevi e aprite le gambe...voglio dedicarmi io a voi.”
Una volta messe in posizione, l’uomo si avvicinò a loro; rimase qualche attimo in ammirazione di quelle vulve bagnate che emanavano una fragranza di femmina in calore ma su cui si ergeva sopra un grosso cilindro di carne, turgido e pulsante.
Per scuoterlo da quell’apparente indecisione, Ginevra lo spronò:
“Su forza, cosa aspetti? Sei esperto sia di donne che di trans, quindi cosa c’è di meglio che assaggiare la loro duplice natura?”
Mauro non se lo fece ripetere e affondò la lingua nella fighetta della sua collega, iniziando a lapparla e gustare il sapore dei succhi che colavano.
“Una vera vagina femminile, non c’è che dire... ma anche un bel cazzo maschile!” pensò lui in sequenza mentre la leccava, afferrando nel contempo e segando il membro eretto.
Aurora apprezzava assai le attenzioni orali del suo collega, con sospiri prolungati e continue secrezioni vaginali; quindi gli disse:
“Come lecchi bene! Prenderesti in bocca anche il mio organo maschile?”
“Ma certo!” rispose Mauro, che alzò leggermente il capo per arrivare al cazzo, prendendolo subito in bocca e iniziando a succhiarlo senza porsi dubbi.
Dato che la spompinava con abilità e decisione Aurora si accorse subito che l’uomo era abituato a prendere cazzi in bocca e chiese: “Mmm, sei così bravo...hai esperienze con trans, vero?”
Lui annuì e nel continuare a spompinarla le infilò due dita in figa, per stimolarla ulteriormente.
“Oh sì, così mi fai impazzire...continua!” disse Aurora in estasi.
Intanto, anche Ginevra si era rimessa all’opera facendo lo stesso trattamento ad Alba. leccandola e succhiandola.
Le due sorelle erano una accanto all’altra sul letto, mentre venivano così doppiamente stimolate,
arrivando anche a una sorta di orgasmo vaginale.
Si stringevano la mano e allungarono il capo per arrivare a baciarsi, intrecciando le lingue.
Dopo qualche minuto, Mauro e Ginevra si scambiarono le posizioni, con lui che si dedicò ad Alba e lei ad Aurora.
Le due ermafrodite erano sempre più eccitate ed ora volevano essere scopate.
Fu Aurora a prendere l’iniziativa, con un sorriso languido:
“Mauro, ora vorrei tanto che mi scopassi!”
Lui non se lo fece ripetere: si avvicinò a lei con il suo randello duro, appoggiò la cappella a fungo sulla vulva e con una leggera spinta fu subito dentro.
Lei ebbe un sobbalzo emettendo un “Oh!” quasi di sorpresa.
Era da molto, troppo tempo che non prendeva un cazzo che non fosse quello di sua sorella.
Il pistone di carne del suo collega la riempiva completamente e subito sentì che lui aveva preso un ritmo intenso, stantuffandola senza ritegno. La forma leggermente arcuata del pene e la grossa cappella andavano a stimolarla proprio nel punto-G che, come retaggio femminile, anche lei aveva.
Ma ciò le procurava anche un effetto corrispondente su quello che doveva essere solo il clitoride, ma sviluppatosi come un vero pene maschile.
Così mentre Mauro la sbatteva affondando in lei i suoi colpi, Aurora si ritrovò nel pieno di una duplice eccitazione, con la fregna colante e il cazzo durissimo, menandoselo con la mano.
A Ginevra, ancora intenta a leccare e succhiare Alba, nell’osservare la scena le venne un’intuizione. “Ora guarda quello che faccio e stai pronta.” sussurrò alla ragazza.
Così, si girò verso i due intenti a scopare, sorrise ad Aurora, le prese il cazzo in bocca per un veloce risucchio e per insalivarlo.
Quindi, si alzò posizionandosi a cavalcioni sopra di lei, dando le spalle a Mauro, per poi calarsi lentamente sul cazzo duro della ragazza, infilandoselo tutto in figa.
Mauro, capendo le sue intenzioni, si era fermato per favore l’operazione e stava per riprendere il suo movimento, quando la padrona di casa esclamò:
“Alba, ora vieni dietro di me e inculami, mentre Mauro continua a scopare tua sorella!”
L’uomo sorrise abituato alle fantasie erotiche della sua amante, mentre le due ragazze erano stupite da tanta sfrontatezza e perversione, per quel gioco a quattro tutti insieme che loro così non avevano mai fatto, ma che ora le stava eccitando terribilmente.
Alba cercò di capire in che modo posizionarsi e chiese:
“Ma...così non so come fare. Come mi devo mettere?”
Intervenne Mauro, da vecchio maiale esperto: “Vieni, ti insegno io... ecco, mettiti davanti a me e sopra a Ginevra, poi ti abbassi quasi in verticale e arrivi al tuo bersaglio. Con il cazzo che hai, vedrai come entra nel culo di Ginevra!”
La ragazza cercò di eseguire e, pur se un po’ impacciata, alla fine riuscì nell’intento: inserì la cappella nell’orifizio anale di Ginevra e spinse per ritrovarsi facilmente all’interno con tutta l’asta.
“Oh sì, così! Ragazze, ho i vostri stupendi cazzi dentro di me! Ora ci sincronizziamo nei movimenti: voi scopate me in tutti i buchi mentre Mauro scopa Aurora!”
Così il quartetto iniziò a muoversi prima lentamente poi sempre più all’unisono in quella posizione inedita, per un intreccio di corpi l’uno sull’altro come nel gruppo scultoreo del Laocoonte, in cui ognuno dava il proprio sesso agli altri e altrettanto ne riceveva.
Mauro scopava da par suo Aurora, sopra di lei Ginevra si gustava i cazzi delle due ermafrodite che la penetravano a fondo, eccitate all’idea di possedere contemporaneamente la stessa donna, sentendo ognuna il cazzo dell’altra in azione, separati solo dalla sottile membrana tra ano e vagina.
Continuarono così per parecchi minuti, finché riuscirono a mantenere la posizione e la sincronia nei movimenti, a cui le ragazze non erano abituate.
Ginevra raggiunse ben presto con un grido il massimo godimento data la doppia stimolazione vaginale e anale, accasciandosi su Aurora sotto di lei, baciandola languidamente come per ringraziarla della dose del suo cazzo che aveva ricevuto.
A sua volta la giovane ermafrodita ebbe un orgasmo “da donna” a seguito dei potenti colpi di ariete che l’esperto Mauro aveva affondato nel suo ventre, ma senza che venisse anche con l’organo maschile.
“Sapete, io mi eccito contemporaneamente come femmina e come maschio ma l’orgasmo è alternativo, di solito prima un godimento e poi l’altro, quasi mai insieme.. Così possiamo continuare più a lungo e godere più volte in modo diverso.” spiegò poi lei.
Ma non era certo finita. Alba continuò a inculare Ginevra finché arrivò al godimento, gridando il suo piacere: “Ecco, sto venendo! Oh Ginevra, ti sborro nel culo!”
“Sì, la sento la tua sborra che mi riempie il culo! Dammela tutta” le rispose soddisfatta la donna.
Poi Alba estrasse il suo pene gocciolante e ancora consistente e si avvicinò alla sorella dicendo:
“Aurora, me lo pulisci come sai fare tu?”
La ragazza prese senza indugio il cazzo della sorella e lo leccò amorevolmente ripulendolo dai residui di sperma che lo ricoprivano e succhiò delicatamente la cappella ancora turgida per carpire il delizioso sapore del culo di Ginevra che era stato sodomizzato a lungo.
Nel contempo Ginevra disse al suo amante ufficiale: “E tu Mauro, mi leccheresti il culo sborrato?”
“Certo cara, sai che adoro farlo!” rispose l’uomo, leccando a fondo l’orifizio anale di Ginevra, ancora un po’ dilatato, da cui fuoriusciva sperma in quantità, ingoiandolo avidamente.
“Buona vero la sborra di Alba?” chiese sorniona Ginevra.
“Sì, è deliziosa, così dolce e fruttata...e poi presa dal tuo culo è ancora più buona!” rispose lui, ancora intento a ripulire con la lingua l’ano della sua amante.
Quindi egli aggiunse:
“Se vuoi scopo anche a te, dato che ancora non sono venuto.”
“No Mauro, dai la precedenze a loro...scopale ancora, prima l’una poi l’altra! Per voi va bene, ragazze?” disse Ginevra.
Le due sorelle si guardarono un attimo e risposero: “Oh sì, certo!”
Così le due si misero una accanto all’altra, tenendosi per mano e a gambe aperte. Aurora aveva il cazzo duro, pronta a sborrare un’altra volta, mentre Alba aveva perso vigore, essendo appena venuta da maschio e ora voleva godere da donna.
Mauro riprese l’opera partendo sempre da Aurora, scopandola ancora e pensando a quante cose avrebbe potuto fare sul lavoro e fuori, con una collega così.
Dopo qualche minuto, in uno slancio di altruismo Aurora disse:
“Mauro, hai un cazzo stupendo, ma ora fallo assaggiare a mia sorella.”
Così, il buon Mauro passò ad Alba che accolse il suo cazzone con un “Ohh!” di sorpresa e apprezzamento. Lui prese a scoparla con l’abituale decisione, mentre lei smaniava sotto i suoi colpi.
Ogni tanto Mauro estraeva l’attrezzo, di cui Aurora era lesta ad impossessarsene per succhiarlo con trasporto e gustare anche il buon sapore dei succhi della gemella, che colavano in continuazione. Lei stessa glielo reinseriva nella fighetta e lo incitava:
“Dai Mauro, scopa forte mia sorella, falla godere!”
Nel mentre ammirava la scena di Mauro che scopava sua sorella, Aurora si segava il cazzo duro;
al che Ginevra, a sua volta attenta osservatrice, disse:
“Aurora, cosa aspetti a scopare Mauro? Dai, inculalo che a lui piace...vero caro?”
Lui, in piena scopata, annuì dicendo: “Certo, da vecchio porco mi piace scopare e contemporaneamente essere inculato!”
“Ora cara, ti aiuto io. Vedrai, Mauro ha un bel culo aperto, è abituato a prendere di tutto!” fece perfida Ginevra.
Quindi si mise dietro di lui per leccargli l’orifizio anale e insalivarlo per bene, infilandogli prima un dito e poi un altro, muovendoli all’interno come per esplorare quell’ambiente.
“Ecco, è pulito e pronto per il tuo cazzo!” concluse Ginevra che prima riprese in bocca la cappella pulsante di Aurora, quindi l’appoggiò al buchino dell’uomo. La ragazza spinse con delicatezza ed entrò senza difficoltà; Mauro, che si era fermato per agevolare l’operazione, era abituato ai grossi calibri e accolse quel gradito intruso dicendo:
“Oh sì, che bello sentirti dentro di me, Aurora...dai, inculami mentre scopo tua sorella!”
Il terzetto prese a muoversi all’unisono. Aurora ci prese subito gusto a fottere il suo collega, che aveva un culo caldo e aperto proprio come piaceva a lei.
A sua volta Alba sentiva sensazioni vaginali sempre più intense sotto gli affondi di Mauro che continuava implacabile a martellarla, il quale anzi ancor più stimolato dai colpi che stava a sua volta ricevendo.
Poi, dopo qualche minuto, le due sorelle raggiunsero quasi in simultanea l’apice del piacere.
Alba ebbe un orgasmo violento e prolungato, con spasmi che la scossero in tutto il colpo, sbrodolando abbondantemente e ululando di piacere: “Ah sì, sì...mmm...godo, godoo!”
Contemporaneamente, Aurora sentì che il suo membro aveva delle pulsazioni, segno dell’imminente ennesima eiaculazione. Così diede gli ultimi colpi e anche lei raggiunse il suo godimento: “Mauro, ecco...sto venendo, oh sì ti sborro nel culo!” e le ultime riserve di sperma si riversarono nelle profondità anali dell’uomo, che le accolse con piacere:
“Oh sì, Aurora... sborrami pure, che poi Ginevra mi ricambia il favore di poco fa, vero cara?”
Dopo la venuta, Aurora estrasse il membro, che aveva perso un po’ di consistenza, dal culo del collega. Ginevra ripulì delicatamente la cappella con la lingua, quindi si attaccò al pertugio anale del suo amante, leccando lo sperma che ne usciva.
Quindi si mise davanti a lui e gli fece colare lentamente la sborra da una bocca all’altra, chiedendogli:
“Ti piace la sborra appena uscita dal tuo culo?”
“Mmm...sì certo, buonissima. Si sente che sono sorelle, ha lo stesso sapore.”
Intervenne Alba che chiese con tono supplichevole:
“Mauro, ora ce la fai assaggiare la tua sborra? Anche a noi piace tantissimo gustarla.”
“Certo, ragazze...mi ero trattenuto mentre vi scopavo, non sapendo come siete messe lì sotto... insomma se potete rimanere incinte. Ma ora sono al limite, qualche tocco e vi innaffio a dovere!”
A quelle parole, Alba sussurrò fra sé e sé: “Incinte, eh chissà! Sarebbe da parlarne.”
Aurora, pur se eccitata e in attesa dell’atto finale, captò quelle parole e disse:
“Incinte? Ma cosa dici? Sei impazzita? Noi non potremo mai avere figli, data la nostra natura.”
Ma la sorella, avendo già in mente qualcosa, insistette: “Non esserne così sicura...ne riparliamo:”
Le interruppe Mauro che si stava segando violentemente il cazzo ed era sul punto di non ritorno:
“Ragazze scusate, ma sto per venire, se gradite...”
“Sì certo, scusaci tu per questi discorsi poco opportuni... siamo pronte a gustare la tua sborra!” fece Aurora, mentre lei e la sorella si misero una accanto all’altra con il viso all’altezza del possente membro di Mauro, pulsante e violaceo per la pressione interna.
Lo ripresero per qualche attimo in bocca, succhiandolo a turno, finché l’uomo esplose in una intensa sborrata con un urlo liberatorio: “Ah...eccola, tutta per voi!”, dirigendo sapientemente gli abbondanti getti, due all’una e due all’altra.
Le due sorelle si ritrovarono con la bocca e il viso ricoperti di sperma, caldo e denso. Sorrisero soddisfatte e si baciarono a fondo, leccando l’un l’altra la sborra che le ricoprivano e passandosela da una boccuccia all’altra.
“Oh Mauro, la tua sborra è così buona e saporita, da uomo vero!” lo lusingò Alba, mentre la gustava ancora con soddisfazione, a cui si aggiunse Aurora:
“Sì Mauro, sono così contenta di avere un collega come te...e ora ho capito perché Ginevra ti ha scelto come amante!”
Dopo quella lunga serie di godimenti reciproci, il quartetto rimase disteso sull’ampio letto di Ginevra, la quale abbracciava le due sorelle ai suoi fianchi, che a loro volta l’accarezzavano languidamente. Mauro le osservava sornione; il suo attrezzo stava già riprendendosi e avrebbe voluto gettarsi in mezzo a loro, ma disse:
“Care ragazze, siete stupende. Io continuerei molto volentieri con voi, ma purtroppo devo rientrare a casa, avendo mia madre anziana da badare...riprenderemo i nostri giochi un’altra volta.”
Poi rivolto a Aurora aggiunse: “E con te ci vediamo lunedì in ufficio per i lavori che la nostra capoufficio ci darà da fare.”
Chiamata in causa, Ginevra rientrò per un attimo nel suo ruolo da dirigente e disse con tono serio:
“Già, lunedì con voi due ci vediamo al lavoro come se niente fosse. Mi raccomando, non una parola con nessuno sui nostri piacevoli intrighi erotici...tornerò ad essere il vostro superiore, esigente e implacabile, e alle volte anche un po’ stronza!”
“Eh, m’immagino...vale sempre il famoso ‘Teorema’ della canzone di Marco Ferradini:
‘Dosa bene amore e crudeltà, cerca di essere un tenero amante, ma fuori del letto nessuna pietà’!”
replicò Mauro che si stava preparando per uscire.
“Dai, in azienda ho un ruolo, ma sai che non sono così...che poi vi dono tutta me stessa.” cercò di giustificarsi Ginevra.
Mauro le sorrise, concludendo con: “Lo so cara, è il nostro gioco da amanti!” e la baciò, facendo altrettanto con Aurora e Alba, che a loro volta lo abbracciarono e baciarono per il commiato finale.
Uscito l’uomo, anche le due ragazza fecero per rivestirsi per andarsene, ma Ginevra le fermò:
“Dovete credete di andare voi due?”
“Beh, ormai è tardi, è ora di tornare a casa...siamo anche un po’stanche dopo tanti godimenti e questa bellissima esperienza con te.” rispose Aurora.
“Mie care, io non vi lascio certo andare. Adesso ci riposiamo un momento, facciamo uno spuntino per recuperare le forze e poi abbiamo tutta la notte per stare ancora insieme.” aggiunse con tono deciso la padrona di casa.
Le due sorelle si guardarono negli occhi e con un cenno d’intesa, acconsentirono a quella proposta.
“Oh Ginevra, va bene, rimaniamo con molto piacere. Grazie per la tua disponibilità e ospitalità. Stiamo così bene qui con te, sei una donna eccezionale, così comprensiva e affascinante che ci hai accolto senza pregiudizi e ci hai fatto uscire dal nostro guscio e aperte a nuove esperienze.”
le rispose con riconoscenza Aurora.
Aggiunse Ginevra:
“Aurora, Alba...siete ragazze stupende, così delicate e sensibili, che conoscervi a fondo come belle persone e condividere con voi i piaceri del sesso è una sensazione sublime che va oltre alla vostra natura particolare che vi unisce in modo indissolubile.”
“Grazie Ginevra, ci fai emozionare! Ti adoro!” sussurrò commossa Alba, baciandola.
Le tre si alzarono dal letto e, restando nude, scesero al pianterreno per mangiare qualcosa di quanto Ginevra aveva preparato per quella che doveva essere una semplice cena.
Mentre si rifocillavano, continuarono a parlare per approfondire la conoscenza reciproca.
Le due sorelle raccontarono delle ansie e discriminazioni che avevano affrontato per la loro natura ermafrodita facendosi forza l’un l’altra, mentre Ginevra parlò liberamente della sua vita, da una parte dirigente seria e integerrima, dall’altra donna dedita al sesso in tutte le sue forme e aperta a ogni esperienza e perversione.
Aurora e Alba rimasero stupite nel sentire delle sue tante avventure, come aver fatto la escort per un giorno o dell’orgia sul lago con una dozzina di uomini e trans e soprattutto del racconto dettagliato di come aveva iniziato al sesso i suoi figli [il tutto come narrato nella serie “Ginevra, donna in carriera e trasgressiva”, N.d.A.], che Ginevra concluse con:
“... e chissà cosa diranno i miei figli, Elisabetta e Lorenzo, quando gli racconterò di voi.”
Aurora, incuriosita, chiese: “Davvero dirai loro quello che abbiamo fatto?”
“Certo, non ho segreti per i miei figli...anzi sono sicura che si ecciteranno e che se ci sarà l’occasione vorranno partecipare anche loro!” rispose con tono ammiccante Ginevra.
“Mmm...mi piacerebbe conoscerli i tuoi figli.” aggiunse la ragazza.
“Benissimo, possiamo combinare un incontro quando torneranno a casa dall’università fuori sede. Sarei contenta se diventaste amici e vi frequentaste, hanno poco meno della vostra età. Vedremo presto.” confermò Ginevra, che aggiunse:
“E ora che vi siete rifocillate, ho ancora tanta voglia di fare l’amore con voi due, splendide sorelline!”
Le due gemelle si guardarono e risposero in coro:
“Oh sì Ginevra, anche noi vogliamo continuare questa notte magica e godere ancora con te!”
E così Ginevra abbracciò Aurora e Alba, risalendo insieme le scale, pensando a quante altre inebrianti fantasie erotiche avrebbe potuto realizzare con due creature così straordinarie.
3 – FINE (per ora)
Il racconto è di fantasia; ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
P.S. Sono graditi commenti, osservazioni e suggerimenti, anche tramite messaggio privato sul profilo. Grazie per l’attenzione.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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