incesto
La benda rossa: incesto in incognito – Cap. 5
15.06.2025 |
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"Essendo bendata, Rachele era in preda ad una frenesia sensuale particolare, fisica e mentale, amplificata dalle sensazioni che le provenivano dalla sua natura intima..."
La benda rossa – Cap. 5: Madre e figlio in trio con MartinaDall’inizio della vicenda che le aveva cambiato la vita [raccontata nel primo episodio in due parti, N.d.A.] era passata in effetti poco più di una settimana, ma quei pochi giorni a Rachele parevano un’eternità, tanto densi di eventi e nuove situazioni che l’avevano trasformata da moglie morigerata e repressa a donna che aveva riscoperto il sesso in tutte le sue forme, prima cedendo alle provocazioni dei suoi due allievi Franco e Flavio poi coinvolgendo il figlio Samuele fino all’amore incestuoso, e infine riscoprendo i giochi lesbo di gioventù con la sua amica Sara che le ha poi aperto la mente verso nuove frontiere del sesso e del piacere.
Ora Rachele aveva un obiettivo: aiutare Samuele a riconquistare la sua amichetta Martina, da lei cacciata in modo brusco quando l’aveva scoperta nel suo letto con il figlio [come narrato all’inizio del primo episodio, N.d.A.].
Ma non sarebbe stato un aiuto disinteressato, perché poi Rachele avrebbe voluto la sua parte...
Madre e figlio avevano studiato i dettagli del piano.
Così, il primo passo per Rachele fu parlare con Martina, che era una sua allieva nel liceo in cui insegnava matematica. Dopo quell’episodio, la ragazza era rimasta sulle sue e con la sua insegnante, che ora temeva, aveva mantenuto solo i formalisti scolastici; quindi fu Rachele a fare il primo passo verso di lei.
Un giorno la interrogò alla cattedra; Martina era una brava studentessa e rispose bene. Poi alla fine della lezione, allo suonare della campanella per l’intervallo mentre gli altri studenti uscivano, Rachele mentre riponeva i registri nella borsa chiamò la ragazza e con tono bonario le disse:
“Martina, scusa... ti puoi fermare? Vorrei parlarti un attimo...”
Lei non poteva dire di no, e rispose: “Va bene, professoressa... cosa deve dirmi?”
“Oggi sei andata bene nell’interrogazione e ti ho dato nove... sei molto brava nello studio e io ci tengo a te, come allieva e anche... ehm... come amica di mio figlio... Ecco, io mi vorrei scusare con te per il mio comportamento e per quello che ti detto quel giorno... quando ho visto che voi due facevate certe cose... ero sorpresa e non me l’aspettavo e mi sono fatta prendere dall’emotività... ma poi ho capito che voi due avete un certo rapporto anche più di amicizia e che tra ragazzi è normale che ci sia attrazione e certe pulsioni... Quindi mi dispiace di queste incomprensioni e vorrei farmi perdonare e che tu accettassi le mie scuse....” disse d’un fiato Rachele.
Martina non si aspettava di sentire quelle parole riparatrici e ne fu sollevata, dato che anche a lei dispiaceva che si fosse incrinato il rapporto con Rachele che stimava come insegnante e come madre di Samuele; così rispose:
“Oh, professoressa... grazie sia per il voto che per le sue parole... mi fa piacere quello che ha detto
e certo che accetto le sue scuse... io la stimo molto e vorrei mantenere il nostro buon rapporto che c’era sempre stato!”
“Bene Martina, grazie a te... sei una cara ragazza e una brava studentessa... allora, per farmi perdonare vorrei invitarti a cena a casa domani sera... io e mio figlio saremmo felici se volessi accettare... sai anche lui ci tiene molto a te e che tra voi le cose riprendano serenamente... “
La ragazza rimase spiazzata da quell’invito che non si aspettava, ma non poteva dire di no apprezzando gli sforzi di Rachele per farsi perdonare, così dopo averci pensato un attimo rispose:
“Oh, grazie per l’invito, professoressa.... accetto volentieri... anche a me fa piacere rivedere suo figlio”
“Grazie a te, cara... allora a domani sera!” concluse Rachele con un sorriso compiacente e accarezzandole la mano.
Così, la sera dopo all’ora convenuta Martina si recò a casa di Rachele e Samuele, che la aspettavano trepidanti. Rachele la accolse abbigliata in modo provocante, con un top molto scollato da cui spuntavano le grosse tette senza reggiseno nonché, gonna corta, calze a rete e trucco accentuato.
Quando la vide, Martina, che invece si era vestita in modo semplice, rimase stupita e un attimo in ammirazione chiedendosi perché mai la sua insegnante fosse vestita così appariscente. Comunque la salutò e le porse il mazzo di fiori che le aveva portato.
“Buonasera professoressa...grazie ancora per l’invito... ecco, questi sono per lei!”
“Grazie a te cara per essere venuta e per i fiori, sono molto belli e profumati... e poi dammi pure del tu e chiamami Rachele...” fece la padrona di casa, abbracciandola e dandole un bacio a sfioro sulle guance e premendole le tettone sul torace.
“Va bene profess... ehm... Rachele.... e complimenti per il look... è così... attraente!”
“Grazie... sono contenta che ti piaccia il vestito... sai in certe occasioni mi piace mettermi più libera
e disinvolta che non con gli abiti seriosi da insegnante!”
Le raggiunse Samuele che per l’occasione aveva messo pantaloni a righe e una giacca sportiva, che salutò con un casto bacino la sua amica, la quale mentre Rachele si era allontanata un attimo per riporre i fiori provò a dire anche a lui:
“Ho fatto i complimenti a tua mamma per il suo abbigliamento di stasera... è così diverso dal suo stile... sembra un’altra persona!”
“Ehm... sì, in effetti da qualche tempo mamma sorprende anche me... magari riserva qualche altra piacevole sorpresa anche per te...” rispose un po’ sibillino Samuele.
Si accomodarono nella sala da pranzo, dove vi era la tavola già imbandita. Dopo l’aperitivo, Rachele servì la cena, che aveva preparato con cura da abile cuoca, con cibi afrodisiaci come: crostini al caviale, risotto allo zafferano, plateau di pesce e crostacei, il tutto innaffiato da spumante di marca..
Nel tavolo, Martina era seduta in mezzo a madre e figlio; e non poteva fare a meno di guardare le tette ondeggianti di Rachele, la quale per un paio di volte avvicinò, in modo apparentemente casuale, le gambe alle sue.
In effetti Rachele stava inquadrando Martina, che le appariva effettivamente una bella ragazza, mora, capelli lunghi, slanciata, un fisico ancora un po’ acerbo ma tonico e promettente e già con una terza di seno e un culetto bello tondo. Nell’ammirarla, Rachele pensò che poco dopo suo figlio l’avrebbe scopata e ne era felice ma anche eccitata al pensiero, tanto che sentì che le si stava inumidendo la vagina.
Dopo le portate principale era venuto il momento del dessert, per il quale Rachele preparò la sua specialità presentandola alla ragazza: “Ecco il mio dolce preferito: la torta alla crema!... Ho aggiunto anche gocce di cioccolato e pistacchio... spero che ti piaccia!”
“Oh sì, certamente... sarà buonissima come tutto il resto... anzi ringrazio per la cena, veramente squisita...” rispose con deferenza Martina.
Invece Samuele che accolse la torta con un sorrisetto malizioso fece: “Questa è proprio la specialità di mamma... il creampie!... Ed è sempre ben farcita, vero?!”
La ragazza, che non era così ingenua, colse l’allusione e quasi le andò di traverso il boccone che stava mangiando, pensando: “Ma cosa avrà voluto dire con quel riferimento?”
Non finì il pensiero che Rachele spostò la sedia per mettersi a sedere davanti a le, accavallando le gambe con studiata lentezza in modo che la corta gonna rimasse piegata in alto cosicché la ragazza non potesse non vedere che sotto non portava nulla ed anzi era anche imperlata di secrezioni.
E infatti Martina lo notò eccome, quasi sgranando gli occhi incredula: la sua integerrima insegnante che le mostrava senza pudore le sue intimità, pure bagnate! Si chiese senza risposta il perché, e rimase ancor più sorpresa quando Rachele disse:
“Allora, voi ragazzi adesso cosa pensate di fare?.... se volete recuperare quanto non avete concluso la volta scorsa per causa mia, è il momento giusto... vi lascio campo libero e la camera grande è a vostra disposizione con tutto l’occorrente!”
Samuele colse la palla al balzo e rispose: “Va bene, mamma... grazie.... Se Martina vuole, io sono pronto!”
Ma la ragazza colta di sorpresa non sapeva cosa dire e cosa fare: “Ma... veramente... io non so... così mi prendi alla sprovvista...”
“Tranquilla Martina... io adesso esco che vado a trovare una mia zia... così vi lascio soli e rimanete tranquilli a fare le vostre cose... mi raccomando, divertitevi con criterio... se potete, prudenza!”
Così Rachele salutò Martina con un abbraccio e un altro bacio più caloroso, e Samuele con uno sguardo di intesa.
Una volta uscita, i due ragazzi rimasero soli; Samuele sapeva bene cosa fare, mentre Martina pareva smarrita e incerta. Lui la stimolò dicendo:
“Martina, finalmente siamo soli!... Abbiamo la casa tutta per noi e possiamo riprendere il discorso interrotto l’altra volta!” e si avvicinò a lei per baciarla.
La ragazza non respinse le avances, ricambiò il bacio perché effettivamente Samuele le piaceva e non le sarebbe dispiaciuto portare avanti la situazione con lui, ma c’era qualcosa che le pareva strano; così disse:
“Samuele, aspetta un momento... finora è stata una bella serata... una cena squisita... e io sto bene con te... ma c’è una strana atmosfera... tua madre vestita così provocante, come non l’avevo mai vista... non aveva neanche le mutandine!... E poi quello che ha detto prima di uscire... quasi ci spingesse a andare a letto... tutto il contrario dell’altra volta...”
“Su, stai tranquilla... mamma ci vuole bene e desidera rimediare all’inconveniente precedente... poi, sì è vero, ultimamente è... ehm...un po’ cambiata, di mentalità e atteggiamento molto più aperto... e effettivamente in casa va spesso in giro mezza nuda...” si lasciò sfuggire lui.
“Ah, e tu quando la vedi così cosa pensi?”
“Beh, io non mi formalizzo... penso che è ancora una donna attraente... “ fece lui, ma poi andò all’attacco aggiungendo: “Ma ora pensiamo a noi... abbiamo campo libero... Martina, tu mi piaci tanto e io avrei tanta voglia di fare l’amore con te!”
Nel dirlo la cinse con un braccio e tornò a baciarla a fondo, infilandole la lingua in bocca. La ragazza, cercò di resistere per qualche attimo ma alla fine ricambiò il bacio cercando a sua volta la lingua del ragazzo. Samuele era quasi sopra di lei ed era già eccitato con il pacco gonfio; Martina lo sentì e, infine convinta, gli sussurrò: “Mmm... sento che qui sotto si è già mosso qualcosa... In effetti, potremo davvero approfittare della situazione e completare questa bella serata!”
Dopo qualche altro bacio, Samuele la prese per mano e la portò nella camera matrimoniale della madre. Era già tutto pronto: accese le luci soffuse e la musica di sottofondo, tirò fuori da un cassetto un tubetto di lubrificante e dei profilattici, qualora fossero serviti.
Quando Martina vide la camera così preparata, esclamò: “Ah, però!... Avevi già previsto tutto!”
“Meglio essere previdenti per quando si arriva al dunque!” rispose lui, mentre si toglieva camicia e pantaloni. Poi si girò verso la ragazza seduta sul letto, dicendo:
“Dunque, dove eravamo rimasti?” Una domanda accademica, a cui Martina diede la risposta accarezzandogli l’uccello già consistente sotto i boxer. Lo guardò negli occhi e con un sorriso fece:
“Direi di riprendere da qui!” così dicendo, gli estrasse il cazzo che ora si ergeva duro davanti ai suoi occhi. Lo ammirò un attimo e lo afferrò avvicinandolo alle labbra e iniziando a leccarlo lentamente tutto intorno alla cappella e poi scendendo lungo l’asta.
Quindi finalmente lo prese tutto in bocca con leggeri risucchi che divennero via via più intensi, mostrando una certa abilità nell’arte orale per essere così giovane.
Samuele si gustava quei momenti con sospiri profondi; “Martina ci sa fare, non c’è che dire... con chi avrà imparato?” pensò lui mentre veniva spompinato.
Nel continuare la sua opera, seduta di fronte al ragazzo, Martina mentre aveva l’uccello in bocca, con la mano accarezzava lentamente le palle di Samuele. Questo gesto gli diede un ulteriore impulso e così spinse tutto il cazzo fino in gola a Martina, la quale cercò di accoglierlo a fondo il più possibile.
Preso dalla foga e dal calore della bocca della ragazza, Samuele cominciò a muovere il suo attrezzo avanti e indietro, scopandola letteralmente in bocca, con lei che accolse di buon grado quel movimento.
Dopo quella prima fase, Samuele voleva finalmente vedere nuda Martina, la quale non si fece pregare per spogliarsi. Quando rimase in mutandine e reggiseno, con un fare invitante lei chiese:
“Vuoi togliermeli tu questi?”
A lui, data la poca se non nulla esperienza nel spogliare una donna, quasi tremavano le mano nel cercare di slacciare il reggiseno che infatti rimase con l’allacciatura incastrata.
Una volta liberata, poté finalmente ammirare le belle tettine di Martina non certo paragonabili a quelle di Rachele per dimensione (forse una terza, valutò lui), ma gradevoli e proporzionate al suo fisico, morbide e con i capezzoli ben in rilievo.
“Ti piacciono?” chiese lei.
“Oh sì, certo!... Sono così carine e morbide....mmm... adesso te le lecco!” rispose lui, dedicandosi a tastarle e leccarle, dandole degli succhiotti sui capezzoli, facendo sospirare la ragazza.
Poi Samuele scese più in basso, accarezzò le cosce toniche di Martina e le sfilò le mutandine che parevano già umide, rimanendo per qualche attimo in contemplazione della sua giovane fighetta, perfettamente glabra con le labbra poco sporgenti, ben diversa – pensò lui – alla passerona con i labbroni di mamma.
“Cosa aspetti?... Non vuoi leccarmela?!” lo incoraggiò lei.
In effetti Samuele non aspettava altro e così affondò il viso in quella vulva che pareva intonsa, da ragazzina, ma già bagnata. Come suo solito, cominciò a leccare qua e là in modo disordinato, senza un criterio preciso finché Martina cercò di guidarlo su come procedere.
“Comincia dall’esterno e continua verso l’interno... poi passa al clitoride che è già eccitato...”
Lui seguì le indicazioni ed effettivamente riuscì a passare la lingua in modo più ordinato, procurando più piacere alla ragazza che espresse il suo apprezzamento:
“Mmm... bravo... sì... così... dai... continua a leccarmi... che mi sto bagnando tutta!”
Incoraggiato da quelle parole, Samuele continuò il cunnilingus ancora per un po’, ma ora il suo cazzo duro reclamava per entrare in azione; così per rispetto chiese conferma a Martina:
“Credo sia giunto il momento...sei pronta?... vuoi che metta il profilattico?”
La sua risposta lo sorprese:
“Sì Samuele, sono pronta... e non vedo l’ora di prenderlo... Non ti mettere nulla, voglio sentirlo bene il tuo grosso bastone... comunque stai tranquillo non rimango incinta, ho la spirale!”
“Hai capito la ragazza, è abituata a farsi scopare così, al naturale - pensò Samuele –, certo non mi tiro indietro e farò come vuole lei”
Però, a quel punto, Martina fece una richiesta apparentemente in contrasto con la sua accondiscendenza: “Senti, vorrei che spegnessi la luce mentre lo facciamo, sennò mi imbarazzo...”
Al che Samuele colse la palla al balzo, era l’occasione che aspettava per portare avanti il suo piano. Così le propose un’alternativa:
“Se invece di spegnere la luce, che a me piace vederti bene, ti mettessi questa?” disse Samuele tirando fuori dal cassetto del comodino la famosa benda rossa, che tanta parte aveva avuto nelle vicende precedenti.
Lei rimase sorpresa e chiese: “Cos’è? Cosa vuoi fare?”
“Stai tranquilla, è solo una benda... così rende il gioco più eccitante... hai presente il film Nove settimane e mezzo?” cercò di rassicurarla Samuele.
“Mmm... va bene, proviamo!... Però fai piano...” rispose non del tutto convinta la ragazza.
Così Samuele le mise la benda in modo che le coprisse bene gli occhi e, mentre lei era stesa in attesa degli eventi, inviò furtivamente un messaggio con lo smartphone alla madre, la quale non era affatto andata a trovare la zia, ma era rimasta fuori in macchina ad aspettare il segnale che infatti arrivò anche prima del previsto.
“Però, mio figlio non ha perso tempo se è già pronto per scoparla!” pensò Rachele già eccitata all’idea di quello che avrebbe trovato.
Così rientrò furtivamente in casa, senza farsi sentire. Si tolse le scarpe con il tacco, la gonna e il toppino rimanendo nuda con le sole calze a rete e si avvicinò alla camera da letto, dove la porta era rimasta semiaperta. La musica di sottofondo copriva i suoi passi e i possibili rumori dei suoi movimenti.
La scena che le si presentò le diede un fremito: la ragazza stesa sul letto bendata e con le gambe aperte che si stava sditalinando mentre suo figlio era davanti a lei con l’uccello duro in mano che stava per penetrarla.
Samuele si accorse della presenza di Rachele e i due si scambiarono un sorriso di intesa.
Quindi il ragazzo si mise all’opera, posizionandosi davanti a Martina. Appoggiò la grossa cappella sulla sottile fessura della vulva. Pareva non potesse entrarci, ma l’elasticità e la lubrificazione naturale di quell’organo lo fecero dischiudersi sotto la pressione graduale dell’ariete maschile.
Così in qualche attimo fu dentro di lei, che lo accolse con un “Aahhh...” e un sospiro, ma ben presto la sua vagina si adattò per accogliere il gradito ospite.
Ora che era entrato, Samuele cominciò a spingere e prendere il ritmo scopatorio, dapprima lento per farla abituare, poi vedendo che lo riceveva bene ed era ben bagnata aumentò ben presto la frequenza dei colpi.
Martina ne fu subito coinvolta e accompagnava il movimento del cazzo che la stantuffava con dei:
“Sì...sì...sì...:”, accompagnati da gemiti di piacere, mentre si contorceva il clitoride e muoveva la testa bendata a destra e a sinistra sul cuscino.
Rachele seguiva la scena in silenzio ma stava colando dall’eccitazione e con una mano si sditalinava con decisione mentre con l’altra si pastrugnava le tette.
Era compiaciuta di come suo figlio stesse scopando quella bella ragazza, preparandosi a entrare anche lei nella mischia poco dopo.
Dopo alcuni minuti di scopata alla missionaria, Samuele fece con tono deciso:
“Ora girati... voglio prenderti alla pecorina!”
Martina, sempre bendata, obbedì prontamente mettendosi con le terga in alto ed offrendo i suoi due orifizi alle attenzioni del ragazzo, a cui però chiese quasi con tono supplichevole:
“Prima di continuare mi lecchi ancora?”
Lui acconsentì di buon grado; in quella posizione era una delizia passare la lingua dalla fighetta alla rosellina anale e viceversa. In ognuno dei due buchini vi infilò la lingua per gustarne il sapore di giovane femmina.
Ma il suo cazzo reclamava di tornare in azione e così lo reinserì senza indugio nella vulva calda e umida e riprese a stantuffarla.
Per Martina le sensazioni che le procuravano i colpi della mazza di Samuele, non potendoli vedere essendo bendata, erano amplificati mentalmente dagli altri sensi che le procuravano un intenso fremito interiore. Così poco dopo disse al suo montatore:
“Se vuoi puoi metterlo anche nell’altro buchino!”
Samuele ne fu sorpreso e chiese conferma: “Vuoi dire nel culo?”
“Sì, proprio lì... mi piace tanto prenderlo dietro!... E così bendata mi eccita ancora di più!”
A Samuele non pareva vero che la ragazza gli chiedesse di incularla; così prese un po’ di lubrificante che sparse sull’orifizio anale e sul suo glande.
Poi si posizionò sulla parte e spinse con una certa decisione. Con sua sorpresa, la cappella entrò senza troppi sforzi nel buchino anale che si rivelò per nulla stretto. Poi il suo cazzo fu avvolto dal calore delle pareti anali che lo stimolarono ancora di più ed esclamò: “Ecco, ti sto inculando!”
Prese a pompare senza troppo riguardo, con Martina che gemeva sotto i suoi colpi e lo incitava:
“Sì...sìì... dai, continua... inculami!”
Rachele si era avvicinata in silenzio e seguiva la scena sempre più eccitata nel vedere come suo figlio e suo amante inculava quella ragazza, la quale non si era affatto accorta della sua presenza alle prese com’era con il cazzo di Samuele. Avrebbe voluto buttarsi in mezzo a loro e partecipare alla scopata, ma non era ancora il momento; quindi continuò ad osservare e a strofinarsi il clitoride.
I due ragazzi continuarono imperterriti nell’amplesso, cambiando spesso posizione. Martina bendata lasciava fare a Samuele, che ogni tanto sospendeva il fuck, per baciarla, leccarla o stringerle le tette, e questa alternanza di gesti, che sentiva ma non vedeva, piaceva assai alla ragazza.
Finché dopo oltre quaranta minuti di amplesso variegato, Samuele sentì che era ormai al limite; poteva dare ancora solo qualche altro colpo. Così fece rimettere Martina stesa a gambe larghe, e la penetrò nuovamente alla missionaria per gli ultimi affondi.
“Martina... sto per venire... vuoi che godiamo insieme?” le chiese con tono concitato.
“Sì... sìì... anch’io sto per godere ancora... dai... fammela sentire la tua sborra!” rispose lei ancor più in affanno.
Così qualche attimo dopo Samuele esplose in una cospicua venuta:
“Ecco!... Vengooo... sborro dentro di te!”, con quattro o cinque fiotti di sperma che inondarono la vagina di Martina, la quale appena avvertì quel flusso di liquido caldo e denso dentro di lei raggiunse un orgasmo squassante: “Aagghh... la sentoo... godo anch’io... oh sì... sìì... godooo!”
Samuele continuò a muoversi dentro di lei ancora per qualche istante, poi estrasse il membro ancora consistente e gocciolante dalla sua vulva ma anziché fermarsi o mettersi a fianco della ragazza, si mise a cavalcioni sul suo torace e le porse il cazzo impregnato di sborra, dicendole:
“Ora Martina... puliscimelo con la bocca!” e fece un cenno a sua madre.
Era il momento per intervenire!
Mentre Martina leccava con gusto quel cilindro di carne che era appena stato dentro di lei, Rachele si avvicinò silenziosamente alla ragazza che aveva le gambe divaricate.
Così, fece un bel respiro e rompendo gli indugi si diresse con il viso sulla vulva bagnata e colante di sperma, inserendovi lestamente la lingua.
Appena Martina avvertì quel tocco morbido e umido sulla sua intimità, fece un sobbalzo spaventata, gridando:
“Oddio!... Chi è?”
Samuele provò a rassicurarla dicendo: “Tranquilla, è una persona che ti ammira e vuole darti altro piacere!”
Martina cercò di divincolarsi, ma il ragazzo sopra di lei la bloccò nei movimenti, tenendole il cazzo in bocca, mentre Rachele stava leccando con piacere quella giovane fighetta pregna della sborra del figlio.
Dopo qualche attimo, Martina mise in fila nella sua mente i vari elementi particolari che erano maturati in quella strana serata – Rachele vestita in modo provocante e senza intimo, la sua apertura affinché loro due ragazzi andassero a letto insieme, il riferimento al creampie, ecc. – e finalmente realizzò, gridando il suo stupore:
“Professoressa!.... Rachele!... Ma sei tu?”
Madre e figlio si guardarono e dopo un cenno d’intesa, Rachele si palesò dicendo:
“Sì Martina, sono io!... E sono qui per condividere il vostro piacere e leccare la tua bella passerina sborrata!”
La ragazza, ancora bendata, rimase stupita e sconcertata; non sapeva cosa pensare, poi farfugliò:
“Ma... ma... come è possibile?... Samuele, tua madre vuole stare qui con noi?”
A quel punto Samuele volle rendere evidente la situazione, dicendo:
“Sì, Martina... mia mamma è qui con noi... non c’è niente di male... anzi, aumenta l’eccitazione... adesso ti tolgo la benda, così la vedi!”
Le sfilò la benda rossa e, dopo qualche attimo per riabituarsi alla luce, Martina vide nuda davanti a sé Rachele che sorridente alzò il viso dalla fighetta che aveva appena leccato e le disse:
“Cara Martina, non me ne volere per questa messinscena... ma io ti voglio bene come te ne vuole Samuele e vorremmo che tu partecipassi ai nostri giochi!”
“Come ai vostri giochi?... Rachele, tu qui con noi... nuda...cosa vuoi dire?”chiese la ragazza ancora frastornata.
“Ecco... vedi... io e mio figlio siamo diventati... amanti!... Facciamo liberamente sesso tra noi!... E ci sono tanti modi per godere... anche in tre... anche con un’altra donna, giovane e bella come te!”
Nel dire queste parole Rachele si chinò per baciare la ragazza, che non si oppose, anzi volontariamente o inconsciamente ricambiò il bacio della sua insegnante, assaggiando qualche goccia di sperma che Rachele aveva sulla punta della lingua.
Quelle parole e quel bacio prolungato, sotto lo sguardo compiaciuto di Samuele, in qualche modo ebbero su Martina l’effetto di calmare le sue inquietudini ed anzi di darle un nuovo stimolo, per quella situazione inaspettata, a cui alla fine non si tirò indietro. Così, rivolta ai due, disse con un tono quasi provocante:
“Ah, è così?... Però!... E chi se lo immaginava!... Anche voi fate sesso in famiglia!... Beh, complimenti, non mi scandalizzo affatto, anzi....”
A quel punto furono madre e figlio ad essere stupiti dalle sue parole, e così Rachele chiese:
“Come...anche voi?... Questa volta siamo noi ad essere sorpresi....Cosa intendi dire?”
La ragazza li guardò e con fare saputo e malizioso spiegò:
“Ecco... io sono orfana di madre da quando ero piccola, e mi ha cresciuto mio papà... io l’ho sempre ammirato come padre e come uomo... e ne sono stata sempre più attratta, prima inconsciamente poi volutamente... così appena maggiorenne ho voluto sedurlo e donargli la mia verginità... e poi anche il culo!... Da allora anche noi facciamo sesso in famiglia in due e non solo... Per questo condivido la vostra esperienza e ne sono compiaciuta!”
Rachele e Samuele si guardarono attoniti; altro che ragazza apparentemente ingenua o alle prime armi, ne aveva di esperienza e c’era da imparare da lei!.
“Questa volta siamo noi a farti i complimenti... e ci fa piacere che hai voluto renderci partecipi di questa tua situazione... così magari ci possiamo confrontare su queste nostre esperienze di vita...” le disse con ammirazione Rachele, aggiungendo: “Ma ora... ci farebbe piacere se tu volessi continuare questi giochi con noi... quello che hai detto mi ha eccitato ancora di più!”
Martina guardò madre e figlio e con un sorriso e uno sguardo provocante, fece:
“Mmm... certo!.... Prima ho goduto con Samuele e voglio godere ancora con entrambi... Poi tu Rachele sei una donna così attraente... già prima quando ti ho vista vestita in modo provocante e senza nulla sotto ho fatto dei pensieri su di te... sai, ho esperienze anche con donne... mi piace farlo con delle amiche bisex!”
“Oh cara... anch’io sono attratta da te... quindi, riprendiamo i giochi senza indugio!” esclamò Rachele baciando ancora la ragazza e accarezzandole il corpo.
Martina ricambiò il bacio, attorcigliando le lingue e stringendole le tettone.
“Rachele, che belle tette che hai!... Così grosse e morbide, le ho sempre ammirate... anche a scuola, quando spiegavi o interrogavi io guardavo il tuo decolleté e anche il tuo culo quando scrivevi alla lavagna... e non ti dico i commenti dei compagni di classe, specie alcuni come Franco e Flavio....”
“Grazie per i complimenti... sono contenta che le mie tette ti piacciano... quanto ai commenti, mi immagino... e quei due li conosco bene... li ho anche scopati!”
Martina rimase ancora una volta stupita dalla sua insegnante: “Come li hai scopati?... Da non credere... dietro la professoressa così seria e formale vedo che invece c’è una donna vogliosa...
E come è successo con Franco e Flavio?... Ci hanno provato anche con me, ma li ho mandati al diavolo... non mi piacciono i loro modi!”
“Eh, è successo recentemente... a causa delle ripetizioni... in effetti hanno dei modi da sbruffoni, ma dei cazzi favolosi... poi hanno coinvolto anche mio figlio, che la prima volta mi ha scopata a mia insaputa mentre ero bendata come te poco fa... Da lì è cominciato tutto...Ma ora basta parlare, facciamo l’amore!”
Le due donne si misero l’una sull’altra, baciandosi e strusciando i loro corpi,
Poi Rachele da sopra si girò mettendosi a 69 e mise la sua figona in bocca a Martina, dicendole:
“Dai, lecchiamoci a vicenda!”
Ognuna aveva la lingua nella natura intima dell’altra. Rachele sentiva la lingua della ragazza saettare abilmente nei punti nevralgici della sua vulva, facendola già colare e un attimo dopo sentì leccarsi anche il culo per un profondi rimming. Decisamente Martina ci sapeva fare anche con le donne e aveva sicuramente più esperienza di lei, che invece aveva riscoperto il piacere dei giochi saffici solo pochi giorni prima con la sua amica Sara.
Comunque, Rachele cercò di ricambiare quelle attenzioni, leccando la fighetta della ragazza e succhiandole il clitoride che si rivelò molto sensibile, facendola fremere a ogni passaggio di lingua,
per poi infilarle anche un dito per esplorare la sua calda vagina.
Samuele che guardava infoiato da quel quadretto, con l’uccello duro in mano; con due bocche, due fighe, due culi sotto i suoi occhi non vedeva l’ora di infilarlo in uno dei pertugi a disposizione.
Vedendolo così vicino, Martina lo invitò provocatoriamente: “Samuele, dammi un po’ il cazzo in bocca, poi scopa tua mamma mentre siamo in questa posizione!”
Così Samuele glielo infilò in bocca che la ragazza succhiò avidamente, insalivandolo per bene; poi lo appoggiò sulla vulva di Rachele e gli diede il via:
“Dai, ora mettiglielo dentro:.. mi eccita moltissimo vederlo da qui sotto!”
Rachele fu ben lieta di accontentarli e disse al figlio: “Sì, Samuele... dai, fai vedere a Martina come scopi la mammina!”
Il un sol colpo il cazzone del ragazzo fu dentro fa fregna materna e iniziò a stantuffare di gran lena. Rachele si sollevò un po’, a pecorina, per ricevere meglio il cazzo del figlio, incassando i colpi con sospiri di piacere senza altre parole, e continuando a dedicarsi alla passerina della ragazza.
Martina da sotto ammirava lo spettacolo, dicendo:
“Che bello vedere così da vicino il figlio che scopa la mamma!”
Dopo una sequenza serrata di colpi, Samuele estrasse il cazzo e gli venne l’intuizione di porgerlo in bocca a Martina: “Ora succhiamelo un po’!”
La ragazza non ci pensò nemmeno un attimo: prese il cazzo in bocca, impregnato com’era dei succhi vaginali materni e lo succhiò con decisione, sussurrando:
“Mmm... così è ancora più buono... al sapore di figa!”
Ma poi invece di reinserirlo nella vagina di Rachele, propose a Samuele:
“Ora che ne dici di incularla?... E’ già nella posizione giusta!”
Rachele sentendo quelle parole ne fu felice ed esclamò:
“Sì, amore di mamma.... sbattimelo nel culo!... Ma prima, Martina ti prego.. leccami bene il buchino, così entra meglio!”
La ragazza si sollevò un po’ per leccare la rosellina anale di Rachele, così calda e invitante da infilarci due dita. Dopo averla insalivata e sditalinata per bene disse: “E’ pronta!”
E come poco prima, fu lei stessa ad appoggiare la cappella di Samuele sull’orifizio di Rachele, osservando ammirata come centimetro dopo centimetro quell’ariete di carne viva stesse entrando nel culo della sua insegnante.
“Ecco mamma... è tutto dentro!” fece lui, contento di essere entrato fino in fondo; “Ora ti scopo in culo!” Così dicendo, cominciò a fotterla analmente con forza.
Nel mentre, Martina si sditalinava eccitata nel vedere la madre inculata dal figlio.
Dopo aver sodomizzato la madre per alcuni minuti, Samuele sfilò l’uccello dall’orifizio anale, lasciandolo dilatato e pulsante. Martina rimase in ammirazione per qualche istante e sussurrò:
“Oh Rachele... che culo aperto....è stupendo!” e senza indugio vi infilò la lingua per assaggiare il gusto eccitante di culo appena scopato. Vedendola così attratta da quel buco nero, Samuele le avvicinò il cazzo duro, ancora pregno degli effluvi anali della madre, dicendo:
“Me lo lecchi dopo che è stato nel culo di mamma?”
Martina sorrise e rispose senza esitazione prendendolo in bocca:
“Ma certo!.... Mmm... buonissimo il tuo cazzo così... prima al sapore di figa... ora al sapore di culo!”
Al suo pompino salivoso, si aggiunse Rachele che anche lei non vedeva l’ora di riprendere in bocca il cazzo che era appena uscito dal suo culo.
Le due donne si passarono la cappella l’un l’altra per poi leccarla ognuna su un lato e succhiarla a fondo. Samuele era in estasi, non gli era mai capitato un pompino a due bocche e se lo stava gustando a fondo, sospirando a occhi socchiusi.
Poi Rachele ebbe un’idea perversa. Essendo rimasta colpita dalla recente esperienza con la sua amica Sara, voleva mettere in pratica alcuni giochi di piacere con un’altra donna.
Così riprese la benda rossa lasciata sul letto e la mise sugli occhi della ragazza, dicendole dolcemente: “Martina, adesso ti metto questa e... ti farò una sorpresa per un nuovo gioco!”
La ragazza lasciò fare, curiosa ed eccitata all’idea, mentre Samuele la fece stendere sul letto.
Rachele prese da un cassetto lo strap-on che le aveva regalato la sua amica Sara e lo indossò.
Martina, sentendo che stava armeggiando con qualcosa, chiese: “Rachele, cosa stai facendo?”
“Un attimo di pazienza, cara... sono quasi pronta per te... per darti piacere!
Appena pronta con la cintura fallica già lubrificata, Rachele si mise davanti alla ragazza che l’aspettava a gambe larghe. Appoggiò il glande sulla vulva ancora bagnata e chiese: “Sei pronta?”
“Sìì.. qualunque cosa vorrai farmi... sono pronta... la benda mi fa aumentare l’eccitazione” rispose Martina effettivamente ansiosa di quel gioco al buio.
Avuto quel via libera, Rachele spinse con decisione e in un attimo penetrò quella dolce fighetta
e iniziò subito a muovere l’attrezzo dentro di lei.
La ragazza avvertì il colpo e chiese:
“Aahhh.. con cosa mi stai scopando?... Non mi sembra il dildo di prima...”
Samuele che stava osservando compiaciuto la scena, gli sciolse la benda e le fece:
“Ecco... guarda tu stessa come ti sta scopando mamma!”
La ragazza poté finalmente vedere quello che stava avvenendo ed esclamò: “Uaooo!... Stai usando uno strap-on!... Una volta una mia amica l’ha usato con me e mi ha fatto godere!....Oh, è stupendo farmi scopare da te con quello!... Dai, continua!”
Così Rachele prese a fare l’uomo, montandola con decisione alla missionaria. In quella posizione, china verso Martina, le tettone ballonzolavano seguendo il movimento arrivandole in viso, in modo che la ragazza potesse stringerle e arrivare a leccarle con la lingua.
Continuarono così per alcuni minuti, con Martina che gemeva sotto i colpi della sua montatrice e Samuele spettatore che menava lentamente l’uccello sempre duro, finché Rachele ebbe un’intuizione ed esclamò:
“Martina, adesso cambiamo posizione e un nuovo gioco per farti godere il doppio... Samuele ti benderà nuovamente, così avrai sensazioni ancora più intense!”
“Sì certo, Rachele... tutto quello che vuoi... sto già godendo moltissimo con voi due... scopatemi ancora!” rispose la ragazza che ormai non si poneva limiti.
Così Samuele rimise la benda rossa sugli occhi della ragazza, mentre Rachele si sfilò da lei per stendersi sul letto, dando nuove indicazioni sul da farsi:
“Ora Martina con l’aiuto di Samuele ti impalerai sul mio fallo e mi cavalcherai bendata!”
“Oh sì... con molto piacere... mi piacere fare l’amazzone!” rispose lei, calandosi lentamente sul membro artificiale ma assai realistico di Rachele finché non fu tutto nella sua vagina, ormai abituata ad accoglierlo, procurandole un: “Oohhh...” e un lungo sospiro di piacere.
A quel punto la prode Martina cominciò a muoversi su e giù, facendo perno su quel cazzo che aveva dentro di sé e afferrando le tette di Rachele per tenersi, la quale da sotto dava dei colpi di bacino che la scuotevano ulteriormente.
Questo movimento la faceva colare in abbondanza ed era prossima all’orgasmo e ogni tanto si chinava in avanti per cercare la bocca di Rachele che ricambiava intrecciando la lingua.
Non volendo più essere solo spettatore, intervenne anche Samuele che si mise davanti a Martina cacciandole il cazzo in bocca, che la ragazza si mise a succhiare di buon grado mentre continuava la cavalcata.
Venne quindi il momento dell’ultima fase di quel gioco a tre che Rachele aveva in mente. Fece un gesto al figlio che si mise dietro alla ragazza, facendola chinare in avanti mettendo così in evidenza il suo buchino posteriore socchiuso e invitante. Senza neanche avvisarla, appoggiò il suo cazzone già lubrificato sullo sfintere e la inculò in un colpo solo, facendo gridare la ragazza per la penetrazione improvvisa: “Aahhh!... Ma che fai?.... Così di brutto mi fa male!”
Ci pensò Rachele a zittirla: “Shhh... silenzio!.... Un cazzo in culo più fa male più fa bene!... Ora godrai ancora di più con due cazzi dentro di te!... Samuele, scopiamola forte fino a farla venire!”
Così madre e figlio aumentarono l’intensità dei colpi dei loro falli, squassando il corpicino di Martina che gemeva di piacere: “Mmm... sììì... due cazzi... è stupendo... così bendata li sento ancora di più direttamente nella testa... ho già un orgasmo cerebrale!”
Continuarono ancora per far durare il più possibile quella situazione in cui i tre erano un'unica entità volta al raggiungimento del piacere di tutti.
Finché per Martina, dopo l’ennesima raffica di colpi, l’orgasmo cerebrale divenne anche fisico con un intenso godimento che la fece fremere, quasi in preda a spasmi incontrollati:
“Ahh... gghhh... vengooo... sììì.... godoo... godooo!” nel gridare il suo piacere, si sfilò velocemente dal fallo che aveva dentro di sé lasciandosi andare a una cospicua squirtata liberatoria che bagnò completamente le tette e l’inguine di Rachele sotto di lei.
A quel punto, vedendo che Martina era venuta in modo così violento, Samuele non si trattenne più e, dopo gli ultimi affondi, raggiunse anche lui il suo godimento:
“Mmm... ecco, Martina... adesso vengo anch’io dentro di te... ti sborro nel culooo!” e inondò così la cavità anale della ragazza con un fiume di sborra calda e densa.
“Oh sì, Samuele... la sento... la tua sborra dentro di me... quanta!... E’ bellissimo godere insieme così!”
Rachele era assai compiaciuta che i due ragazzi avessero goduto così e anche lei aveva avuto quasi un orgasmo nel scopare Martina con lo strap-on.
Ma i giochi non erano ancora finiti. La ragazza si sfilò dal cazzo di Samuele che l’aveva abbondantemente penetrata e sentendosi bagnata e piena, pensò bene di offrire quanto aveva in corpo alla sua insegnante:
“Rachele vorrei offrirti la sborra di tuo figlio che ho in culo e gli sbrodolamenti della mia fighetta... che ne dici?”
“Ma certo Martina!... Sei davvero gentile e intraprendente!” rispose Rachele, ben contenta di assecondare quella proposta.
Così Martina si accovacciò sul viso di Rachele in modo che dall’ano dilatato colasse tutto lo sperma che Samuele vi aveva depositato.
“Ecco... la sborra di tuo figlio... ti piace?”
“Mmm... sì, certo... è deliziosa... ancora calda e con in più anche l’aroma del tuo culo!” commentò Rachele nell’ingoiare quello che le stava fuoriuscendo dal buchino, in cui poi infilò la lingua per cercare le ultime stille di sperma.
Ripulito il culo, la lingua di Rachele passò alla vulva ancora bagnata e pregna dei succhi del godimento della ragazza, che avevano un sapore dolce e assai afrodisiaco, facendole venire ancora altri desideri erotici.
Infatti Rachele voleva godere ancora, sia con Martina che con suo figlio. Così, essendole rimasta impressa l’esperienza particolare con Sara, pensò a un ultima fantasia da realizzare.
Sì sollevò dal letto, accarezzò Martina che si stava riprendendo dal violento orgasmo ma era ancora eccitata, si slacciò la cintura fallica e gliela porse, chiedendole quasi con tono supplichevole: “Ora mi vuoi scopare tu con questo?”
A Martina brillarono gli occhi: “Oh sì, magari!... Non l’ho mai usato da attiva!... Vuoi che ti metta la benda?... A me ha fatto tanto effetto!”
Rachele le sorrise e replicò: “Certo, bendami pure... Sai, anche a me le volte scorse con mio figlio e i suoi amici ha fatto effetto, anche troppo!”
Quindi, Martina la bendò e indossò velocemente l’attrezzo, mettendosi davanti a Rachele che l’aspettava a gambe aperte. Appoggiò il fallo sulla vulva e, trovata la posizione, spinse con decisione penetrando la padrona di casa che l’accolse con un sospiro di voluttà.
Anche se non aveva esperienza con la cintura fallica, Martina imparò subito come usarla, prendendo il ritmo di stantuffare a fondo Rachele, e sussurrò:
“Mmm... dà gusto fare l’uomo con questo cazzo!”
Samuele osservava la scena ancora una volta spettatore, ma con l’uccello che stava già tornando turgido, data l’eccitazione crescente nel vedere il duo lesbo tra le due donne.
Dopo alcuni minuti, Martina rallentò, fece un gemito e si distese sul corpo di Rachele sotto di lei, sussurrandole: “Ho avuto un’altra godutina mentre ti scopavo!”
Rachele replicò: “Anch’io cara... è tremendo quel fallo... ma adesso toglilo... voglio sentire le tue dita dentro di me!”
La ragazza esegui e cominciò a inserire nella vulva della sua professoressa un dito dopo l’altro.
Era arrivata a quattro e sapeva come muoverle, ruotandole ed andando a stimolare il punto G.
Poi aggiunse anche il pollice, la figa di Rachele già aperta dal fallo che l’aveva scopata poco prima si dilatava sempre più a seguito delle digitazioni che stava ricevendo ed era un lago di umori.
Essendo bendata, Rachele era in preda ad una frenesia sensuale particolare, fisica e mentale, amplificata dalle sensazioni che le provenivano dalla sua natura intima.
Così, all’apice del parossismo erotico, espresse il suo desiderio finale:
“Martina, ora infila tutta la mano dentro... fistamI!”
La ragazza di fermò, stupita dalla richiesta: “Come tutta la mano?... Non ti farà male?... Io con le mie amiche non sono mai andata oltre alle dita... ma anche loro erano senza esperienza, mica come te...”
“Coraggio, prova... non mi farai male, ma solo godere!” la incoraggiò Rachele.
Così Martina aggiunse del lubrificante e riprese a muovere e roteare la mano; raggiunto l’ostacolo delle nocche con un’ulteriore spinta la mano fu tutta dentro, come risucchiata da quella vagina famelica.
“Ecco... sììì... sei dentro di me, con tutta la mano... continua a muoverla, è una sensazione stupenda!”
Sia Martina che Samuele erano quasi increduli nel vedere come Rachele ricevesse dentro di sé tutta la mano fin oltre il polso. La ragazza proseguì nel muoverla avanti e indietro dando anche dei colpetti con le dita chiuse a pugno, mentre Samuele si stava menando con decisione il cazzo ora ben duro alla vista di quella scena.
Rachele, sempre bendata, era in estasi: quella mano la stava squassando, procurandole stimolazioni fuori misura, ma voleva provare un’ ultima sensazione estrema. Così, rivolta al figlio, disse: “Samuele, immagino che ti sei eccitato a vedere Martina che fista la mamma...”
“Ehm... sì, certo... mi sto segando!” rispose il ragazzo.
“Allora invece di segarti infila anche il tuo cazzo nella mia figona!” esclamò Rachele.
Al che i due ragazzi si guardarono stupiti, ovviamente nessuno dei due aveva mai fatto o visto un’esperienza simile.
“Come anche il cazzo?... Ma non ci può stare...” disse lui incredulo.
“Dai, prova... vedrai che ci sta... il tuo cazzo duro è come un ariete... poi una volta dentro Martina te lo sega con la mano mentre mi scopi!” lo incitò Rachele, lei stessa che quasi non credeva di poter dire quelle frasi oscene e spingere i ragazzi verso quelle fantasie perverse.
Ma quelle parole diedero come una scossa ai ragazzi che ora volevano andare fino in fondo.
Così Samuele si mise tra Martina e la madre, cercando la posizione giusta.
Trovatala, aggiunse del lubrificante sulla cappella appoggiandola sul bordo della fregna materna.
Martina fermò il movimento e distese le dita all’interno per favorire la penetrazione del membro.
Samuele prese la base del pene con le dita per fare più forza e spinse con forza crescente; il pertugio era stretto, essendo già occupato dalla manina della ragazza, ma il suo cazzo si faceva spazio penetrando nell’intimità di Rachele davvero come un ariete.
“Ecco... sono quasi tutto dentro... mamma, è incredibile... sono dentro di te con la mano di Martina che mi stringe!”
“Bravi ragazzi!... Ora muovetevi insieme... Samuele tu mi scopi mentre Martina ti cinge il cazzo!”
Così i due eseguirono, cercando di trovare la giusta sincronia per quella penetrazione molto fuori dall’ordinario. Ma Samuele ben presto si accorse che non sarebbe durato molto; era una situazione troppo particolare, con il cazzo stretto tra le pareti vaginali e la mano di Martina, creandogli stimolazioni molto intense sul glande.
Anche Rachele era ormai al limite; aveva dentro di sé la mano della ragazza e il cazzo del figlio che la stavano dilaniando procurandole uno stato di esaltazione ed euforia erotica fuori misura.
I tre continuarono ancora per qualche minuto, poi Samuele giunse alla terza eiaculazione della serata: “Mmm... ecco mamma... sto venendo... sìì... sborooo!”
Le ultime riserve di sperma si riversarono nei residui spazi liberi della vagina della madre, la quale dopo qualche altro colpetto con il pugno di Martina arrivò anche lei a un orgasmo sconvolgente, gridando il suo piacere, con il corpo in preda agli spasmi: “Sii... vengo anch’io...godooo....aahhh!”
Dopo qualche attimo, calmatisi i fremiti, prima Samuele estrasse il pene gocciolante poi Martina sfilò delicatamente la mano, lasciando la vulva dilatata e pulsante da cui defluivano i liquidi dei loro godimenti. La ragazza osservò la mano impregnata di sperma e di succhi vaginali e, senza pensarci un attimo, la leccò avidamente. Poi baciò Rachele, passandole una parte di quel nettare che aveva ancora in bocca.
Quindi i tre si distesero sul letto, quasi senza più energie dopo la lunga e intensa serata di sesso in cui tutti avevano goduto più volte.
Ripreso un po’ di fiato, Rachele abbracciò i ragazzi dicendo: “Cari miei, fare sesso con voi è stato stupendo... ho goduto moltissimo... E tu Martina sei stata una rivelazione... sei già una donna esperta di arti erotiche e, se posso dirlo, mi piacerebbe tanto se tu e mio figlio faceste coppia fissa... sei proprio la ragazza giusta per lui e io ti voglio tanto bene!”
Samuele guardò la ragazza e aggiunse: “Sì Martina, io sono attratto da te e ti voglio molto bene...vuoi essere la mia morosa?”
Martina li guardò entrambi, fu presa da una certa emozione e con voce commossa disse
“Rachele, Samuele... siete stupendi. Non sono mai stata tanto bene nel fare sesso così liberamente e senza limiti al piacere. Samuele, anch’io ti voglio bene e vorrei tanto essere la tua ragazza fissa, la tua fidanzatina... Ma vorrei anche che tu Rachele mi potesse accogliere come una figlia, sei una donna eccezionale e una madre amorevole, come io non ho più e ti amerei come una seconda mamma... E posso dire a mio papà cosa abbiamo fatto oggi? Chissà come si ecciterà!
Aggiunse Rachele: “Oh Martina, anche tu sei una cara ragazza, sensibile e di mentalità aperta. Dato che anche Samuele ti vuole così bene, io sono felicissima di accoglierti con piacere nella nostra famiglia, così continueremo ad amarci tutti insieme come abbiamo fatto oggi!... E certo che lo puoi dire a tuo papà... sono contenta che anche voi vi amiate liberamente come lo facciamo io e mio figlio... Tuo papà l’ho incontrato qualche volta durante i colloqui a scuola, e ora mi piacerebbe rivederlo in altra veste e confrontarci insieme delle nostre esperienza in famiglia...”
Così Rachele e Martina si abbracciarono strettamente, baciandosi amorevolmente tra lacrime di gioia, a cui si unì Samuele che pensò a voce alta:
“Care mie, io vi adoro entrambe... ma se continuate a piangere, chissà che allegria con voi così giulive!”
Le lacrime lasciarono presto il posto a un sorriso e si scambiarono ancora baci affettuosi, poi crollarono addormentati tutti nello stesso letto, felici di quella esperienza a tre e delle prospettive che si aprivano.
[Nota dell’Autore: in questa storia, dove pare filare tutto per il meglio, manca ancora un personaggio citato nel primo episodio, che tornerà alla ribalta nel prossimo capitolo mettendo a rischio l’idillio tra madre e figlio]
5 – CONTINUA
Di prossima pubblicazione, serie “La benda rossa”:
Cap. 6 – Un ritorno inaspettato (Il finale)
Il racconto è di fantasia; ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
P.S. Sono graditi commenti, osservazioni e suggerimenti, anche tramite messaggio privato sul profilo. Grazie per l’attenzione.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per La benda rossa: incesto in incognito – Cap. 5:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
