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Gay & Bisex

Padre e figlio – Parte II


di Aquarius
14.12.2025    |    3.968    |    6 9.5
"Quella dei miei amici spesso è così insipida!” Dopo quella venuta, Raniero si sedette semidisteso sul divano per riprendere le forze e metabolizzare le emozioni contrastanti che stava vivendo..."
Dopo la fase introduttiva narrata nella Parte I, continua la vicenda tra Luca e il padre Raniero, fino al compimento.
* * * * *

L’indomani mattina, Raniero si alzò verso le 8.00 per portare la trans Chantal nel suo studio e continuare la sessione fotografica iniziata il giorno precedente, mentre Luca dormì fino verso fine mattina dopo l’improvvisata scopata avvenuta nottetempo con la trans.
Così i due si incontrarono solo all’ora di pranzo, e dopo i saluti e qualche parola, Luca, che indossava una sorta di leggings aderenti che gli valorizzavano le natiche, provò a provocare il padre che sembrava volesse evitare la conversazione, dicendo:
“Sai papà, stanotte, quando sono tornato dalla discoteca, ho incrociato la tua amica Chantal.”
Raniero rispose evasivamente: “Ehm...sì, me l’ha detto.”
“Ma ti ha detto anche che...ecco...mi ha scopato?!” aggiunse il ragazzo.
“Come ti ha scopato?!..No, questo non me lo ha detto...da non credere....porto a casa una e questa mi scopa il figlio a mia insaputa!” fece con stupore l’uomo.
“Beh, cosa c’è di male?....A te ha dato il culo e a me il suo gran cazzo....E’ bello che io e te abbiamo condiviso per una notte la stessa amante pur separatamente!” lo stuzzicò il ragazzo, aggiungendo: “Così ti piacciono anche le trans, eh?!”
Il padre cercò di giustificarsi dicendo: “Ecco...lei è un’attricetta di passaggio che fa video di un certo tipo e anche incontri...aveva bisogno di fare un book fotografico e mi ha proposto...ehm...di pagare in natura! Alla fine non le ho detto no...anche perché effettivamente le trans sono belle creature e hanno un bel culo disponibile...che è quello che mi interessa!”

Forse quest’ultima frase gli sfuggì inconsciamente, ma Luca colse la palla al balzo e continuò ammiccando:
“Se cerchi un culo disponibile basta vedere quello che hai sotto gli occhi!”
Raniero restò interdetto da quelle parole, e dopo qualche attimo di silenzio chiese al figlio:
“Cosa vuoi dire?”
Luca provò a osare senza remore, e gli fece:
“Papà, io adoro gli uomini maturi e il mio culo è sempre disponibile per un cazzone come il tuo!...E poi, se tu hai scopato Chantal e lei ha scopato me, per la proprietà transitiva, e sottolineo trans, è come se tu avessi scopato me!”
Il padre restò ancor più stupito da quella avance esplicita e non sapendo come comportarsi, farfugliò imbarazzato: “Ma quale proprietà transitiva?...Cosa dici?...Siamo padre e figlio...Divertiti con i tuoi amichetti e non farti venire strani pensieri!”
Ma nel dirlo e nel vedere il culo tonico e rotondo del figlio sotto i leggings, gli venne un principio di erezione; così per evitare di proseguire il discorso lo salutò frettolosamente:
“Adesso devo tornare in studio...e ogni tanto studia che hai gli esami all’università...non pensare solo a certe cose!”
Luca non riuscì a replicare, ma da quel momento cominciò a pensare a come arrivare a compimento con la sua idea perversa di provare finalmente il cazzo paterno.

Dato che il padre aveva accennato che la trans Chantal faceva video evidentemente porno, Luca provò a cercarne in rete e ne trovò effettivamente diversi, con lei che faceva sesso da attiva e da passiva, sia con uomini che con donne, in due o in gruppo. Nel vederli rimase eccitato, masturbandosi nel pensare a quante fantasie erotiche si potrebbero realizzare con una trans del genere.
Così gli venne l’idea di come realizzare il suo piano e tentare il tutto per tutto.

Qualche giorno dopo, sapendo che il padre sarebbe rientrato verso fine pomeriggio, Luca preparò tutto l’occorrente nel salone al piano terra. Un video porno di Chantal sullo schermo, bibite e alcolici sul tavolo e si mise nudo sul divano in preda a un’erezione, eccitato all’idea di quello che sarebbe potuto accadere; aveva anche un suo dildo piuttosto grosso che ben presto si infilò in culo, pronto a farsi trovare dal padre in tale stato.

Verso le 18.30 rientrò Raniero che appena sbucato dalla porta interna del garage vide il figlio nudo con il dildo in culo che si segava allegramente. Ne rimase sorpreso e un po’ agitato, ed esclamò:
“Luca!....Ma cosa fai?!..Non ti vergogni a farti trovare così?...con quel coso in culo?”
“Uh...oh...ciao papà...ecco, stavo guardando un video e mi sono eccitato e avevo bisogno di prendere qualcosa lì.“ rispose il ragazzo per nulla imbarazzato e anzi sempre più eccitato, aggiungendo in modo provocatorio:
“...E poi tra noi non ci siamo mai vergognati di nulla riguardo al sesso...anzi, questo video è davvero stimolante e la protagonista è qualcuna che conosciamo!”
Raniero che mentre ascoltava il figlio guardava di sottecchi lo schermo, cercò di svicolare:
“Come qualcuna che conosciamo?”
“Ma sì...vedi?...è la tua amica-trans Chantal...davvero bona e brava...che ne dici, lo guardiamo insieme?...Così quando la rivedi le fai i complimenti per le sue doti...artistiche e non solo...Dai papà, siediti e bevi qualcosa...c’è qui il tuo whisky preferito.”

Il padre non sapeva come comportarsi. Effettivamente era curioso di vedere all’opera la sua amichetta Chantal e in certe situazioni non disdegnava di bere un bicchierino o altro.
Così Raniero cedette e si accomodò sul divano, a lato di Luca, dicendo apparentemente senza convinzione: “Mah, vediamo qualche scena per curiosità.”
In realtà l’uomo alternava lo sguardo tra il video porno sullo schermo e il figlio che si menava l’uccello duro, sempre tenendo in posizione il suo dildo anale. Innegabilmente, Raniero si stava eccitando, sentiva il suo attrezzo gonfiarsi sotto i pantaloni e vi passò la mano più volte, mentre sorseggiava il suo whisky doppio.

Luca si accorse subito dello stato del padre e del “pacco” sempre più evidente; ormai era vicino al suo obiettivo. Era il momento di osare: o la va o la spacca. Cominciò col chiedere:
“Ti piace, papà?...Guarda, qui lei scopa con un ragazzo mentre un uomo maturo la incula!... Sembriamo proprio noi!“
Lui voleva sembrare distaccato e rispose: “Mah, è solo un video...quindi finzione, fuori dalla realtà...comunque lei ci sa fare, anche in scena.” Ma ormai si era eccitato e il figlio lo sottolineò:
“Papà...si vede che sei eccitato...se vuoi, puoi segarti liberamente come faccio io....tanto siamo tra noi e io non mi formalizzo, anzi!”
Raniero era al limite, bofonchiò qualcosa cercando di controllarsi per rimanere apparentemente indifferente, ma Luca calò l’asso con un’ulteriore provocazione:
“Papà...vorrei pensarci io...posso tirartelo fuori?”

Raniero lo guardò, fissandolo per un attimo non solo come figlio ma come possibile partner, tentando l’ultima difesa per non cadere in tentazione:
“Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?...Te l’ho già detto: siamo padre e figlio...un conto è guardare un video, un conto è fare quello che pensi...che è impossibile...sarebbe un...un...incesto!”
“Ma papà....guarda che il sesso in famiglia è molto più diffuso di quanto non si creda...su internet si trovano tante storie reali del genere...ad esempio il mio amico Yannick è stato sverginato dal padre e scopa abitualmente anche con il fratello più grande che pure è sposato...inoltre mesi fa ho conosciuto un ragazzo venuto qui in vacanza, si chiama Florian e mi ha raccontato che lui fa sesso abitualmente con la madre che in realtà è una trans e quindi è suo padre biologico...non solo: ora lui sta facendo il percorso per diventare a sua volta una trans dopo che ha messo incinta la sua ragazza, la cui madre è la compagna della trans...e ora vivono felici e fanno sesso liberamente tutti insieme!”
[Nota dell’Autore: per i lettori interessati la vicenda di Florian e della madre-trans è narrata nella serie “Storia di Natalia, madre-trans” sezione-incesto]

Raniero sospirò, dicendo a mezza voce: “Mm....che intreccio...proprio una bella famigliola perversa!”
Ma il ragazzo continuò a insistere:
“E allora...se lo fanno gli altri...potremmo farlo anche noi...rimarrà tra me e te!“
E nel dirlo allungò la mano sul pube paterno rigonfio, iniziando a massaggiarlo.
“Ma che fai?...Non possiamo!” cercò di opporsi l’uomo, ma ormai senza troppo convinzione.
“Su, lascia fare a me...vedrai che ti piacerà!” sussurrò il ragazzo, con un sorriso malandrino.
E così, gli sbottonò i pantaloni e fece scorrere la chiusura lampo. La punta del pene turgido già fuoriusciva dagli slip. Luca vi infilò le dita e finalmente estrasse quella verga, oggetto del suo desiderio.
Era un membro di dimensioni ben oltre la media, già assai duro e scappellato e Luca esclamò:
“Oh!...Che bel cazzo!...Finalmente ora posso assaggiarlo!” e lo prese subito in bocca, mentre Raniero era rimasto come bloccato, senza proferire parola.

La cappella emanava un aroma di maschio di cui Luca rimase inebriato mentre la leccava prima delicatamente quindi con lappate più decise per poi ingoiarla tutta in bocca, prodigandosi in un magistrale pompino salivoso che trascinò definitivamente Raniero nel gorgo della perversione.
Seguiva i movimenti orali del figlio con sospiri crescenti, sussurrando:
“Mm...sei proprio bravo di bocca, figliolo...meglio di molte donne!”
Il ragazzo gli sorrise, guardandolo negli occhi, mentre si dedicava al suo cazzo, rispondendo:
“Grazie papà....sono contento che ti piaccia...il tuo cazzo è così gustoso che potrei continuare per ore...ma ci sono molti altri giochi da fare.. tra poco ti lecco anche il culo!”

Così, dopo qualche altro minuto di lavoro orale si tolse la cappella di bocca e con la lingua discese lungo l’asta, soffermandosi a succhiare le palle ben gonfie, pensando:
“Mm...saranno cariche di sborra!”
Continuò a leccare la zona del perineo fino ad arrivare all’orifizio anale che appariva rosato e con pochi peli. Vi affondò la lingua il più possibile; aveva il tipico sapore di culo maschile, leggermente acre ma per lui assai eccitante. Con la lingua il buchino non gli parve proprio stretto e allora, dopo averlo ben insalivato, provò a infilarci un dito che entrò senza troppe difficoltà ed iniziò a muoverlo delicatamente, senza che il genitore lo fermasse.
Luca ne rimase un po’ stupito, pensava che il padre avesse il culo inviolato, così provò a dire:
“Ehi papà...ma il tuo buchino ha già avuto visite?...Il dito entra facilmente e vedo che non ti dispiace sentirlo lì!”

Raniero, che ormai non ragionava più razionalmente, non nascose i suoi precedenti:
“Ehm...sai in passato ho già avuto qualche esperienza con le trans.. e soprattutto con tua madre facevamo spesso l’inversione di ruoli...a lei piaceva molto usare dildo e strap-on...e così in qualche modo mi sono abituato...ma ora è da tempo che lì non pratico, neanche con Chantal che è troppo dotata per me...”
“Ah, però...mi sa che è ora che ricominci a usare il culo anche tu!” lo provocò Luca, il quale però ora aveva voglia di usare il proprio culo, e così aggiunse:
“Ora però lo voglio prendere io il tuo cazzone...dai papà, inculami!”

Il ragazzo si mise a pecorina, offrendo alla vista del padre il suo bel culetto rotondo e sodo, con la rosellina pulsante e già dischiusa. Raniero non resistette, si avvicinò e vi infilò due dita che entrarono assai facilmente, muovendole all’interno.
“Mio figlio ha proprio il culo ben aperto!” pensò Raniero, ma prima che gli venisse qualche remora, il suo cazzo duro fremeva per entrare in quel pertugio così invitante.
Così egli pose il glande, già insalivato dal pompino precedente, sulla soglia di accesso all’intimità del figlio e spinse in modo progressivo, data la sua esperienza di inculatore di donne e trans. Sentendo quel bastone di carne entrare il lui, Luca emise un prolungato gemito di piacere:
“Mm....sì...oh sì....finalmente ho il tuo cazzo dentro di me, papà...è stupendo!... continua...scopami a fondo....il mio culo è tutto per te!”

Raniero prese subito il ritmo; dopo i primi movimenti delicati, dato che le pareti anali erano così morbide ed elastiche, aumentò subito la spinta con affondi decisi che Luca accolse con mugugni di libidine, mentre si menava il proprio cazzo duro.
L’uomo in un barlume di razionalità si rese conto che stava scopando il proprio figlio, ma ormai la frenesia dei sensi ei fumi dell’alcol avevano preso il sopravvento e non erano più padre e figlio ma come due amanti che stavano cercando di procurarsi il massimo del piacere l’un l’altro.

Raniero continuò a sodomizzare il figlio alla pecorina per parecchi minuti, poi cambiarono posizione. Luca si distese sul divano e alzò le gambe fino alle spalle e lo incitò:
“Ora inculami da davanti!”
Il padre si mise davanti a lui e lo infilzò con forza e riprendendo a scoparlo; ormai dal figa anale del ragazzo era spalancata per prendere di tutto senza limiti.
In quella posizione con le gambe alzate, mentre prendeva i colpi del padre, Luca esclamò:
“Così mi sento proprio una troia...la tua troia!...Mi hai aperto completamente il culo...ora ci infilo anche qualcos’altro che farà effetto anche a te!”

Allungò la mano per prendere il dildo che aveva usato prima da solo, rimasto sul bordo del divano
e se lo avvicinò al culo già occupato. Raniero con sguardo interrogativo chiese:
“Ma cosa vuoi fare?”
“Voglio infilarmi anche il dildo...due cazzi sono meglio di uno!...Come l’altra volta quando mi hai visto prendere i cazzi dei miei amici insieme...ora lo farò con il tuo...sfilati un attimo che prima metto questo!”
L’uomo eseguì e tolse l’uccello, prontamente Luca si inserì il fallo in culo aggiungendo un po’ di lubrificante; quindi disse al padre:
“Ora rimettimi il tuo cazzo...vedrai che entra...sono abituato a prenderne due!”

Un po’ perplesso, Raniero provò a seguire le istruzioni: appoggiò la cappella nel ristretto spazio tra il dildo e lo sfintere e spinse con decisione. Con qualche sforzo, il glande si fece strada in quel pertugio e centimetro dopo centimetro la cappella e buona parte dell’asta furono dentro a quel culo sfondato.
“Incredibile – pensò Raniero – mio figlio prende due cazzi come se niente fosse...un conto è vederlo, un conto è farlo realmente con lui...sono un porco e depravato ma è così eccitante!”
Riprese così a scoparlo, pur se ora la sua verga non scorreva più liberamente in quell’antro anale, ma sfregava sul dildo, creando una certa resistenza.
Dopo qualche attimo, Luca accese la vibrazione del fallo artificiale, procurando un ulteriore effetto ad entrambi.
“La senti anche tu la vibrazione?.... A me dà una stimolazione ancora maggiore!”
“Mm...certo che la sento...anche a me mi stimola...forse anche troppo...mi sa che così tra poco vengo!” fece il padre ansimando leggermente per l’intenso sforzo scopatorio.

Dopo qualche minuto e aver spinto ancora il più possibile, Raniero esclamò:
“Ecco...ci siamo...sto venendo!”
Un fiume di sborra inondò il culo del ragazzo che appena ne avvertì il flusso scorrere in lui, gridò la sua soddisfazione: “Sì!...Dammi tutta la tua sborra!...Oh, la sento...quanta!”
Raniero rimase qualche istante col membro dentro il culo del figlio, poi lo estrasse, ancora consistente, gocciolante di sperma che subito Luca volle in bocca per ripulirlo, gustando il sapore della sborra paterna. Quindi si sfilò il vibratore, anch’esso impregnato di sperma e di effluvi anali e se lo leccò tutto soddisfatto.
Ma sentendo che lo sperma stava ancora defluendo dall’ano dilatato, chiese con tono perverso e supplichevole al padre:
“Papà, vorrei chiederti una cosa particolare...da veri porcellini...come faccio con i miei amici...mi leccheresti il culo passandomi in bocca la sborra che esce?”
Raniero guardò sconcertato il figlio; ormai avevano superato il limite della decenza e rispose:
“Mm...mi chiedi proprio una bella perversione...ma siamo diventati davvero due maiali e l’idea di leccare il tuo culo sborrato mi eccita...sarai accontentato!”

Così l’uomo si avvicinò con il viso all’ano sfondato di suo figlio e iniziò a leccare, prima timidamente poi prendendoci gusto, la sua stessa sborra che stava fuoriuscendo.
Raccoltane una certa quantità, si diresse verso il viso del ragazzo facendo colare quel liquido denso e ancora caldo nella sua bocca aperta, che Luca assaporò con libidine.
“Oh sì...grazie papà...è così buona la tua sborra...di sapore deciso, da uomo maturo...quella dei miei amici spesso è così insipida!”

Dopo quella venuta, Raniero si sedette semidisteso sul divano per riprendere le forze e metabolizzare le emozioni contrastanti che stava vivendo. Luca invece era ai massimi per aver finalmente realizzato quel desiderio erotico di essere scopato dal padre; ma ora era rimasto eccitato con il cazzo duro.
Se l’era menato delicatamente mentre si faceva scopare ma aveva resistito per non venire, pur se vicino al limite. Nel vedere il padre, nudo vicino a lui con il membro ancora semiduro, gli suscitò un’ulteriore fantasia perversa; così si fece coraggio e disse:
“Papà...è stato bellissimo farmi scopare da te...ma io devo ancora venire...e dato che il tuo culetto ha già avuto qualche esperienza di penetrazione, me lo faresti provare?”
Raniero lo guardò stupito e chiese conferma di aver capito bene:
“Vuoi dire che mi vorresti scopare?...Ma sei davvero perverso senza limiti...inculare tuo padre!...comunque sono ancora eccitato...e prima o poi qualche cazzo lo avrei preso...quindi....va bene, proviamo!...Ma lubrifica bene che non sono abituato come te.”
“Oh, grazie papà...vedrai che ti piacerà...sarò delicato!...Ma prima me lo prenderesti un po’ in bocca?”

Nel dirlo, Luca porse il cazzo duro verso il viso del padre, il quale lo guardò quasi in stato di trance e senza pensarci troppo afferrò quel cilindro di carne e lo accolse in bocca con decisione, iniziando a succhiarlo. Avendo solo qualche esperienza di sesso orale con le trans, Raniero era un po’ irruento ma determinato nell’azione.
Luca apprezzò molto quell’attenzione particolare del genitore che gli stava facendo un discreto pompino, e fece:
“Però!...Vedo che ti piace prenderlo in bocca...sei bravo per essere un principiante!”
Raniero annuì e continuò a leccare e succhiare il cazzo del figlio per qualche minuto, prendendoci gusto nel sentirlo pulsante in bocca.
Poi Luca, ritrovandosi con la cappella ben insalivata e voglioso di arrivare alla scopata, disse:
“Papà, è delizioso ma se continui mi fai venire...quindi è ora di assaggiare il tuo buchino!”

Così Raniero, ormai desideroso e convinto di provare quell’esperienza anale, si mise nella stessa posizione del figlio di poco prima, disteso con le gambe alzate.
Luca gli leccò ancora abbondantemente l’orifizio anale, dove spalmò del gel lubrificante, inserendolo a fondo con le dita e aggiungendolo anche sul suo membro.
Quindi si avvicinò e provò ad entrare nel culo paterno. Inizialmente incontrò una certa resistenza; poco prima il dito era entrato agevolmente nel pertugio ma ora ad infilarci l’uccello pareva piuttosto stretto. Allora il ragazzo spinse all’interno con decisione il suo cazzo durissimo come se fosse un ariete, che alla fine entrò tutto.
Raniero emise un flebile lamento, ma quando Luca cominciò a scoparlo il lieve dolore iniziale divenne subito piacere. Suo figlio lo stava inculando e a lui non dispiaceva affatto, anzi aveva scoperto o riscoperto una nuova forma di godimento.
“Oh papà...che bel culo stretto che hai...quelli dei miei amici sono tutti già molto aperti...il tuo è quasi vergine...è stupendo scoparti così...finché riesco a resistere.”

Il ragazzo continuò a sodomizzare il padre, martellando quel culo maturo che, se inizialmente stretto, si stava gradualmente adattando ai colpi che riceveva con veemenza giovanile.
Intanto, Raniero si gustava a occhi socchiusi, quasi in stato di torpore, quella dose di cazzo in culo segandosi a sua volta l’uccello tornato ben presto ben eretto.
Luca continuò ancora per qualche minuto, ma lo sfregamento sulle strette pareti anali paterne lo portarono al punto di non ritorno. Così, dopo qualche altro colpo, lanciò un grido:
“Papà...sto venendo...ti sborro in culo!” riversando una serie di fiotti di sperma.

Il genitore si risvegliò dall’appagamento silente e fece: “Si, figlio mio...fammi sentire la tua sborra!”
Dopo aver finito di eiaculare, Luca estrasse il pene e fece la sua piccola perversione abituale:
leccò il culo del genitore da cui stava colando il proprio sperma, si avvicinò a lui e gli fece colare il liquido in bocca, dicendo: “Ecco, papà...ricambio il favore di poco fa...assaggia la mia sborra!”
“Mm...si, caro...devo dire che è un sapore che mi piace e mi abituerò a gustarne ancora!“
rispose Raniero, che poi aggiunse: “A farmi inculare da te sono rimasto eccitato...il cazzo mi è tornato duro e avrei bisogno di..”
“Ci penso io, papà...ho proprio voglia di prenderlo ancora il tuo cazzone!”

Così Luca riprese in bocca il cazzo del padre, leccandolo e succhiandolo a dovere. Poi, mentre Raniero rimaneva seduto semidisteso sul divano, lui si accovacciò calandosi lentamente sul suo scettro duro, mentre i due si guardavano vis à vis negli occhi, allungando le lingua per sentire il sapore di sperma che entrambi avevano ancora in bocca.
Luca, una volta che lo aveva preso tutto, sussurrò sospirando:
“Sì...tutto il tuo cazzo su per il culo...fino in fondo...ah...ecco, così!”
Quindi, si mosse lentamente su e giù per gustarsi ogni centimetro di quel cazzo che si ergeva dentro di lui. Ma, a sua volta, Raniero accompagnava quei movimenti con colpi di bacino, facendo veramente affondare tutta l’asta nelle profondità anali del figlio.
I due continuarono ancora per diversi minuti finché avevano energie in corpo, poi all’apice del godimento reciproco vennero quasi contemporaneamente: Raniero riempiendo ancora il culo del figlio, e Luca scaricando le ultime riserve di sperma sul petto e sul viso del padre.

Rimasero così, avvinghiati l’uno sull’altro, quasi inanimati per riprendere le forze dopo quella lunga maratona di sesso di quasi due ore.
A Luca dava gusto sentire il membro del padre ancora inserito nella sua figa anale, mentre lentamente stava perdendo consistenza, finché Raniero fece per muoversi, ma il ragazzo lo fermò:
“Papà, rimaniamo ancora così...è così bello restare abbracciati sentendoti ancora dentro di me..”
“Sì, Luchino...piace anche a me...ma mi dovrei muovere per fare la pipì.”
Al che a Luca gli venne un sorriso malizioso e disse con tono provocatorio:
“Non serve che ti muovi...falla dentro di me!”

Il padre rimase ancora una volta stupito del livello di perversione del figlio ed esclamò:
“Come dentro di te?...Ma vuoi davvero che ti pisci nel culo?...Questa davvero non l’ho mai fatta!”
“Sì, papà....io l’ho fatta altre volte con i miei amici...è così eccitante.. dai, prova anche tu!”
“Oh Luca, sei proprio senza limiti...ma l’idea eccita anche me...va bene, ci provo....un momento che mi concentro..”
Dopo qualche attimo di concentrazione, pur se la posizione era scomoda, Raniero riuscì a procedere alla minzione inondando il culo del figlio. Appena Luca sentì scorrere quel flusso di urina calda dentro di lui, fu preso da un fremito di eccitazione che gli fece quasi tornare l’erezione e mormorò: “Sì...la sento...mi dà una sensazione incredibile sentire il tuo pissing scorrermi nel culo, con ancora il tuo cazzo dentro!”

Completata l’operazione, Raniero fece per sfilarsi, ma Luca lo fermò: “Aspetta, non è ancora finita!”
Prese un bicchiere che era sul tavolino, se lo posizionò sotto l’orifizio anale e quindi tirò fuori il membro paterno; così il liquido che era dentro di lui iniziò a colare nel bicchiere, riempiendolo per oltre metà. Era un miscuglio di urina e sperma che Luca mostrò a Raniero, dicendo:
“Ora guarda come gusto questo cocktail in tuo onore!”
Così inizio a sorseggiare quella pozione ancora calda, fino a berla quasi tutta, concludendo con: “Mm....delizioso!”
Raniero era rimasto senza parole, non aveva mai fatto né visto quella perversione estrema con nessun’altra partner, e ora che suo figlio gliela aveva dedicata ne rimase assai colpito.
“Davvero incredibile per come hai concluso questa nostra performance, Luca...hai proprio una devozione per tutti i giochi di sesso, anche i più perversi e particolari!”

I due rimasero vicini sul divano per qualche minuto, in silenzio. Ognuno aveva mille pensieri che si affollavano in testa, un po’ frastornati ma appagati per aver condiviso quei momenti di piacere particolare.
Fu Luca a dire la sua: “Io sono così contento e felice per quello che abbiamo fatto...godendo insieme senza tabù...e a te papà, è piaciuto?”
Il padre ci pensò un attimo e quindi disse con tono compiaciuto:
“Luchino caro...oggi mi hai fatto vivere sensazioni nuove, mai provate che non credevo possibili... ma non ho sensi di colpa o rimorsi per quello che abbiamo fatto tra padre e figlio...anzi mi sono reso conto che anche il sesso in famiglia è una realtà da vivere serenamente con i propri cari senza inibizioni per il piacere reciproco...e devo dire che sei proprio un gran porco e già esperto, pur così giovane...chissà cosa diventerai da grande!”

Il ragazzo fu contento di quelle parole: “Forse ho preso da te questa propensione al sesso...comunque mi fa piacere che sei rimasto contento...potremo rifarlo ogni volta che vorrai...io sono sempre disponibile per essere il tuo sborratoio!”
E quindi aggiunse, in proiezione futura:
“Anzi che ne dice se una prossima volta lo facciamo in tre con anche la tua amica Chantal, come nel suo video?”
“Mm...come corri tu...però, penso che prima o poi si potrà fare...ma a una condizione!” rispose Raniero.
“Quale?...Dimmi pure!” chiese il ragazzo.
“Che tu proverai a farlo anche con una donna!...Se vuoi anche in tre...A me hai fatto scoprire che anche con un uomo è bello fare sesso...e allora vedrai che anche a te piacerà scopare con una donna, dato anche che hai un bell’arnese e lo sai usare bene...poi ad alcune donne piace essere dominanti e possedere l’uomo con dildo e strap-on, come faceva anche tua madre!”
Luca sorrise sornione a quella proposta, dicendo:
“Va bene papà...con te sono disponibile a tutto...vorrà dire che proverò sensazioni nuove...sono già eccitato all’idea!”

Così, alla fine padre e figlio si abbracciarono strettamente, entrambi contenti e appagati di quella loro esperienza di sesso, aprendo corpo e mente a nuove prospettive di vita.


2 - FINE


Il racconto è di fantasia; ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.


P.S. Sono graditi commenti, osservazioni e suggerimenti, anche tramite messaggio privato sul profilo. Grazie per l’attenzione.




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