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Io, Alessia & Chloe
travperte
07.06.2026 |
555 |
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"I loro flussi di piscio sono partiti all'unisono, potenti e violenti: tre getti di pioggia dorata bollenti, abbondanti e carichi di un odore aspro e mascolino ci hanno investito in pieno viso..."
L’aria dentro il bilocale di Alessia era una fottuta fornace, densa di fumo di sigaretta, alcol economico e di quel calore eccitante che sprigionano i corpi quando hanno solo voglia di scopare senza pietà. Niente lampadari di cristallo o stronzate da ricchi: c'era solo la luce gialla e un po' squallida di un lampadario sgangherato che illuminava il salotto, con un vecchio divano letto di velluto scuro aperto in mezzo alla stanza. Stavamo lì noi tre, un gruppo di amiche travestite, fighe da paura e iper-femminili, unite dalla stessa identica voglia di farci usare, svuotare e dominare da maschi veri.Quella sera mi ero conciata da impazzire, un contrasto assurdo con quel posto così normale e un po' decadente. Indossavo un lungo abito nero in velluto di seta, a collo alto e con le maniche lunghe, che mi fasciava i fianchi e la vita come una seconda pelle, mettendo in risalto le mie forme da trav vogliosa. Lo spacco sulla coscia sinistra era vertiginoso, arrivava quasi all'anca, e a ogni movimento mostrava la mia gamba nuda, slanciata da un paio di décolleté nere lucide con un plateau esagerato e un tacco a spillo da sedici centimetri. Avevo i capelli corvini con una frangia bombata retrò che mi incorniciava la faccia, e le labbra cariche di un rossetto rosso fuoco, bagnate dal gin tonic che stavo bevendo. Niente maschere stavolta, volevo che vedessero ogni mia singola espressione di sottomissione.
I tre uomini che avevamo rimorchiato quella sera in un brutto bar della periferia erano tre pezzi di carne da monta, rozzi e pronti a spaccarci in due. C'era Marco, un muratore di trentacinque anni con le braccia tatuate, le mani enormi e callose e una barba incolta che profumava di tabacco e sudore mascolino; un toro con un cazzo enorme, venoso e perennemente duro. Insieme a lui c'era il suo amico Rocco, un tipo tarchiato, con i capelli rasati e due occhi cattivi da predatore che non chiedeva mai il permesso, uno che emanava un odore selvaggio di pelle e asfalto. E infine Igor, un camionista dell'Est enorme, con le spalle larghe come un armadio, la pancia tesa e pelosa, e un'aria di chi è abituato a prendersi tutto ciò che vuole sulla strada, senza tanti complimenti.
Marco e Rocco mi hanno puntata subito, eccitati fino al delirio da quel mio vestito sfacciato e dai miei tacchi assassini. Marco mi ha afferrata per i capelli corvini, tirando indietro la testa con una violenza che mi ha fatto bagnare all'istante, mentre Rocco mi spingeva per i fianchi buttandomi sul divano letto, dando inizio a un'orgia selvaggia e oscena in quel salotto disordinato.
L'intesa tra me, Alessia e Chloe è andata subito alle stelle, eravamo tre troie sintonizzate sulla stessa frequenza di lussuria. Alessia, una bionda da urlo stretta in un corsetto nero stringatissimo che le sparava il seno in fuori, si è buttata sopra di me. Mi ha bloccata la testa con le sue mani bagnate e mi ha infilato la lingua in bocca, baciandomi con una foga pazzesca e impastando il suo rossetto col mio, mentre il corpo massiccio di Igor la prendeva da dietro a spinte selvagge e animalesche. Sentivo i colpi duri e ritmici del cazzo enorme di Igor ripercuotersi sul bacino di Alessia e spingere di riflesso contro la mia pancia, un calore che mi faceva impazzire.
Contemporaneamente Chloe, splendida con le sue calze a rete strappate e i capelli spettinati, si è messa in ginocchio di fianco a me. Con una complicità pazzesca, ha afferrato le mie scarpe di vernice, sollevando le mie gambe nude e spalancandomi la passera d'artificio al massimo per offrirmi a Marco. Il cazzo di Marco era una verga di carne bollente e lucida di eccitazione; si è buttato su di me con una fotta tremenda, guidato dalle dita di Chloe che gli accarezzavano le palle mentre spingeva dentro. Mi ha penetrata con una botta secca, violentissima, che mi ha fatto inarcare la schiena contro il materasso sfondato di Alessia.
Ho cacciato un urlo di piacere osceno che ha riempito la stanza, un gemito porco che si è fuso con le grida di Alessia, che sopra di me continuava a farsi fottere duro dal camionista. Eravamo un ammasso di carne, sudore e perversione vera: la mia bocca cercava i baci bagnati e complici di Alessia, le mie mani stringevano i fianchi di Chloe che nel frattempo si prendeva in bocca il cazzo enorme e nodoso di Rocco, e i corpi dei maschi si muovevano sopra e dentro di noi a un ritmo violento e spietato. Le spinte erano profonde, cattive, piene di una fottuta energia maschile. Sentivo l'attrito del velluto del mio abito ormai inzuppato di sudore, le mani pesanti di Marco che mi strizzavano la carne lasciandomi i lividi sulle cosce, e le dita di Chloe che si intrecciavano alle mie mentre venivamo possedute insieme in quel salotto disadorno. La stanza era un casino di schiocchi di pelle, respiri affannati, bestemmie sussurrate dai maschi e l'odore forte dei nostri umori mischiati.
Quando quella scopata colossale ci ha lasciate sfinite, bagnate e completamente aperte sul divano, con le nostre intimità che colavano sul lenzuolo, i maschi hanno preteso l'atto più viscerale e sporco, il nostro rituale preferito. Marco, Rocco e Igor si sono messi in piedi sopra di noi, con i cazzi ancora duri, gonfi e fumanti dei nostri liquidi.
Io, Alessia e Chloe ci siamo strette l’un l’altra sul lenzuolo sgualcito, con le facce rivolte verso l'alto, i capelli completamente spettinati e le bocche spalancate come troie all'ingrasso, guardando quei tre maschi dal basso della nostra totale sottomissione.
I loro flussi di piscio sono partiti all'unisono, potenti e violenti: tre getti di pioggia dorata bollenti, abbondanti e carichi di un odore aspro e mascolino ci hanno investito in pieno viso. Il piscio caldo di Marco mi ha centrata sugli occhi rovinando tutto il trucco, mi è entrato in gola mentre lo ingoiavo a grandi sorsate, mischiandosi a quello di Igor e Rocco che lavava i visi di Alessia e Chloe. Quel liquido bollente ci ha inzuppate completamente, colando a fiumi sul velluto nero del mio abito, sul corsetto di Alessia e giù, fino a bagnare i plateau di vernice delle mie scarpe. Abbiamo mandato giù quel flusso con una foga incredibile, scambiandoci sguardi di pura, folle complicità liquida tra amiche, assaporando il gusto forte e selvaggio del loro piscio. Ci stavano pisciando addosso e marchiando tutte insieme sul divano letto, trasformando quel salotto decadente nel cesso privato del loro piacere più estremo.
E la serata è finita nel modo più crudo e porco possibile: mentre eravamo ancora interamente inzuppate e bagnate di pioggia d'oro, i tre uomini si sono avventati di nuovo su di noi come bestie in calore. Ci hanno girate, scambiate e fottute a turno in ogni buco con una ferocia pazzesca, fino a quando non sono venuti tutti insieme, sborrandoci dentro le pance, sulle tette e direttamente in faccia, unendo il loro seme caldo e denso al piscio e al sudore che ormai ci tappezzavano la pelle.
Quando tutto è finito, sono rimasta buttata sul divano, stretta tra i corpi caldi e bagnati di Alessia e Chloe. Eravamo distrutte, sporche, col trucco completamente colato e il mio vestito di velluto ridotto a uno straccio bagnato di piscio e sborra, ma godevo come mai nella vita. Guardando le mie amiche e i maschi che si rivestivano e accendevano una sigaretta, ho sorriso con la bocca ancora sporca dei loro umori. La casa di Alessia era un mezzo disastro, ma era diventata il posto perfetto per essere le troie sottomesse che siamo sempre state.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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