trans
V.
travperte
07.06.2026 |
686 |
3
"Valerio voleva che io fossi la sua spugna, l'estensione passiva dei suoi bisogni più intimi..."
La penombra della stanza era tagliata solo dalla luce soffusa di una lampada d'atmosfera, il palcoscenico perfetto per la mia sottomissione. Davanti allo specchio a figura intera, ammiravo il contrasto che da sempre accende i miei sensi: il nero lucido dei miei tacchi a spillo in vernice, alti quattordici centimetri, che slanciavano le mie gambe avvolte in calze a rete finissime, e la stretta carezza di un bustier stringato in pizzo trasparente. Quel tessuto non nascondeva nulla del mio corpo di travestita devota, accarezzava le mie forme ed esaltava la mia vulnerabilità, preparandomi a essere posseduta, usata e venerata nei modi più estremi e sinceri.Per me, essere una trav sub non significa solo cercare il piacere della carne, ma spingersi là dove i tabù si frantumano, dove gli odori, i sapori e gli umori corporei diventano l'unico vero linguaggio dell'estasi. Amo l'intimità assoluta che si respira quando ci si spoglia di ogni dignità sociale per abbandonarsi alla purezza degli istinti. La sottomissione totale, le leccate intime e profonde, e soprattutto le pratiche più viscerali come il pissing, il farting e lo scambio degli umori, sono il mio altare.
Quella sera l'aria era densa, impregnata del profumo del mio profumo dolce mischiato all'odore muschiato della pelle maschile. Un nuovo capitolo stava per essere scritto nella mia storia di devozione, un'avventura nata dall'incontro con un uomo che sapeva esattamente come prendere il controllo del mio corpo e della mia mente: Valerio.
Lui non aveva bisogno di gridare per dimostrare la sua dominazione. Il suo calore e la sua autorità di maschio 50enne, si percepivano dal modo in cui mi guardava dall'alto verso il basso, mentre ero rannicchiata ai suoi piedi, con il bustier teso e i tacchi che battevano leggeri sul pavimento. Quando la sua mano si è aperta sul mio viso, spingendomi delicatamente ma con decisione verso il basso, ho capito che la mia bocca e il mio corpo di travestita devota sarebbero diventati i contenitori dei suoi desideri più intimi.
Il sapore della sottomissione ha inizio sempre con l'esplorazione. Valerio ha preteso che adorassi ogni centimetro della sua pelle, respirando il suo odore forte e mascolino. Le mie leccate intime si muovevano con venerazione, assaporando l'essenza primitiva del suo corpo, mentre lui godeva del contrasto visivo della mia figura iper-femminile, strizzata nel pizzo nero, completamente sottomessa a lui.
"Sei mia, Katia. Fammi sentire quanto sei disposta a ricevere," ha sussurrato, la voce ridotta a un brivido profondo.
Poi, è arrivato il momento che accende la mia completa femminilità d'artificio. Il pissing, per me, non è un semplice gioco erotico; è una fusione chimica e spirituale, una pioggia dorata che lava via ogni barriera. Quando Valerio si è posizionato sopra di me, con lo sguardo fisso nei miei occhi spalancati per l'eccitazione, ho aperto la bocca spontaneamente, come una devota pronta a ricevere il suo dono.
Il flusso è iniziato: caldo, intenso, liberatorio. Sentire quel liquido sacro scorrere sul mio viso, bagnare il pizzo trasparente del mio bustier e scivolare lungo la vernice lucida dei miei tacchi alti è stata un'apoteosi di puro abbandono. Ho ingoiato ogni goccia con una gratitudine immensa, assaporando quel gusto acre e caldo che per me rappresenta l'essenza stessa del possesso. In quel momento, mentre mi marchiava con il suo calore, mi sono sentita la cagna più felice e appagata della terra. Era un battesimo di sottomissione reciproca: lui si fidava al punto da mostrarsi nella sua natura più selvaggia, e io mi offrivo come tempio per accoglierlo.
Ma la sottomissione totale che cerco richiede di spogliarsi di ogni briciolo di orgoglio, accettando il dominio del maschio in ogni sua forma, anche la più cruda e animalesca. Valerio voleva che io fossi la sua spugna, l'estensione passiva dei suoi bisogni più intimi.
Dopo avermi bagnata con la sua pioggia d'oro, mi ha ordinato di sdraiarmi sulla schiena sul pavimento, afferrandomi le gambe e spingendole con forza verso il mio petto. In quella posizione di totale vulnerabilità, con i tacchi a spillo alti puntati verso il soffitto e il mio sesso esposto, la sua pancia si è premuta contro il mio viso. Il suo bacino era a pochi millimetri dalle mie labbra.
È stato in quel momento che ha preteso la mia sottomissione più profonda attraverso il farting passivo. Sapevo cosa stava per succedere e l'eccitazione mi faceva tremare. Valerio ha liberato i suoi gas caldi e potenti direttamente sulla mia bocca e sul mio naso, costringendomi a respirare a fondo, a inalare e a ingoiare l'odore più intimo, forte e selvaggio del suo corpo. Sentire quel soffio bollente sulla pelle del mio viso e accogliere quell'odore acre e maschile nel profondo dei miei polmoni è stata un'estasi primordiale. Per una trav vogliosa come me, non c’è umiliazione, c’è solo il sublime piacere di annullarsi, diventando il ricettacolo passivo di tutto ciò che l'uomo produce.
La serata è culminata in una danza liquida e travolgente, dove il suo piscio, i suoi odori e i nostri fluidi si sono mescolati sulla mia pelle, creando una patina lucida che rifletteva la luce della stanza. Valerio mi ha posseduta con ferocia mentre ero ancora impregnata della sua essenza, unendo il suo seme a tutto ciò che mi aveva fatto subire e godere.
Ogni singola goccia, ogni sapore forte, ogni odore pungente di quell'incontro è rimasto impresso nella mia memoria. Questa nuova avventura mi ha confermato, ancora una volta, chi sono veramente: una creatura fatta di travestimento, pizzo nero e tacchi alti, la cui massima aspirazione è perdersi nella sacralità dell'abbandono più totale, celebrando la bellezza di essere dominata, usata e amata nella mia forma più autentica.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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