Ti presento Martina, la tua parte femminile
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Questo raccolta su "La Martina che c'è in Ron", frutto della mia fantasia con l'aggiunta di alcune storie ascoltate e altre vissute, parlano della parte femminile che ognuno di noi ha dentro se. A volte la scopriamo troppo presto, a volte troppo tardi e a volte non la scopriamo proprio per mancanza di comunicazione con il nostro corpo.
Ron è un uomo che è nato e vissuto nella periferia di una grande Favela di Rio. Abitare nella periferia di Rio portava alcuni svantaggi che però se visti da altri punti di vista potevano diventare dei vantaggi non indifferenti.
Quella parte periferica della favela non era troppo lontana dal centro favela e dalle problematiche che la contraddistinguono, tuttavia permetteva di fare ottimi affari, soprattutto nell'illecito, con le droghe leggere e prostituzione in quanto non era troppo addentrato nella favela, così chi veniva da fuori non rischiava più di tanto e faceva i suoi malaffari e nel contempo chi viveva nella favela faceva affaracci in quella periferia stessa evitando controlli nel centro della favela stessa.
Si può dire che Ron è cresciuto per strada e la strada li ti fa crescere molto in fretta, facendoti lasciare alle spalle prematuramente una fanciullezza che spesso brucia le tappe.
Era tornato a Rio in vacanza a trovare familiari e amici, lo faceva ogni anno per il periodo di carnevale, la "saudade" è una cosa che non si comanda, diceva sempre ai suoi clienti e caschi il mondo io "il mio carnevale" non me lo perdo.
Il carnevale di Rio è molto, molto diverso rispetto ai carnevali di tutto il mondo. E' espressione sessuale, libertà, voglia di gridare al mondo i propri diritti e non semplicemente una sfilata di carri, a Rio è proprio nel mood di vita.
Quest'anno Ron è tornato qualche giorno in più così con l'occasione visiterà qualche suo amico di vecchia data e qualche parente che non visitava da molto e che magari vuole affacciarsi lavorativamente all'Europa, si, Ron si occupa di questo. E' come se fosse un broker per l'internazionalizzazione aziendale, gli piace far trovare alle aziende opportunità in paesi diversi dalla loro origine.
Mentre il pullman dirigeva dall'aeroporto alla parte sud di Rio, Ron era fisso a guardare dal finestrino e ricordare come sempre, avventure e vicissitudini del passato.
Era cresciuto tra le stradine della periferia di Rocinha, la favela più grande di Rio e ricordava vividamente i caldi pomeriggi passati con i suoi amici durante le loro prime tempeste ormonali. Si mettevano in quattro, cinque al massimo, nascosti come se stessero facendo qualcosa di illegale e si masturbavano, in cerchio, insieme, ogni tanto si masturbavano vicendevolmente.
Per Ron dunque la vista e il tocco del membro maschile non aveva mai generato alcun imbarazzo, anzi, ricorda che a volte era anche molto eccitante anche solo mentalmente confrontarsi e magari toccare qualcosa di forma e durezza diverse dalla propria.
A Ron piacevano molto le donne, tuttavia il passato nella favela e il vivere in una società abituata all'accettazione di una comunità transessuale sempre più in crescita, lo metteva in una posizione di apertura mentale che in Europa difficilmente riusciva a vedere nella gente comune, cosa che invece in Brasile era normalità.
La periferia di Rocinha ,spesso a partire dal tardo pomeriggio, diventava un via vai di trans che passeggiavano e aspettavano i clienti alto borghesi che arrivavano con le loro auto lucidate di tutto punto a godere sei servigi di quelle "donatrici d'amore con optional incluso".
Come ogni anno, passando da quella strada che trasudava tutto quel sesso a pagamento, tutta quella perdizione lo mise in sovrappensiero...
Si fermava nei suoi silenzi, ad analizzarsi, a cercare di capire il perché di alcuni suoi atteggiamenti e comportamenti, i suoi gusti, non aveva mai avuto intimità con transessuali, tuttavia, nelle animate e solitarie notti in cui il raptus sessuale prendeva il sopravvento il suo telefono spopolava di video di femboy dall'aspetto curato e femminile che si masturbavano, venivano e venivano ancora, era una cosa che a lui piaceva molto guardare, lo eccitava a tal punto che non riusciva mai a contenere la sua erezione e conseguentemente il suo liquido pre seminale che faceva capolino dal prepuzio ed inevitabilmente macchiava i calzoncini corti.
Odiava portare gli slip e indossava quasi sempre un cock ring affinché il suo pacco fosse sempre bene in mostra.
Era un bel porco Ron, sapeva che gli piaceva essere guardato, gli piaceva quando le donne mettevano gli occhi addosso a quel fisico scolpito ed abbassando lo sguardo vedevano nel pantalone un rigonfiamento che puntava il pavimento grande quanto una bottiglia di birra.
Si eccitava ancora di più quando pensava al membro di un trans che si induriva guardandolo...lo faceva andare fuori di testa questo pensiero, non si spiegava il motivo, gli uomini non gli piacevano, aveva anche provato a guardare qualche video con bisex o gay ma era una cosa che in particolari condizioni lo disturbava.
Con le donne non si faceva troppi problemi, certo non che valesse la regola "va bene purché respiri" ma nonostante fosse davvero un bell'uomo Ron non si faceva troppi problemi di gusti, gli piacevano tutte le donne, riusciva a trovare la parte bella dei difetti e adorava donare piacere, sentire godere.
Quando si trattava di uomini invece il discorso cambiava radialmente. Vero che non aveva mai avuto alcuna esperienza fisica ma già il pensiero di un petto villoso o con ricrescita gli dava un po' di voltastomaco facendolo inorridire.
Tuttavia con quei video di femboy e trans così lisci, profumati e maledettamente femminili si rendeva conto che le immagini dei cazzi così turgidi, lucidi, depilati gli piaceva, lo eccitava e gli piaceva guardarli grossi, enormi se possibile e quanto più eiaculavano meglio era.
Era li che guardava ancora fuori dal finestrino e pensava proprio al fatto che era un bel po' di tempo che non si eccitava guardando video di qualche bel trans o femboy.
Intanto arrivò la sua fermata, prese il borsone di pelle nera, il suo grande zaino da campeggio e scese avviandosi verso casa di Fabinho, suo cugino, non lo vedeva da svariati anni.
Fabinho era un ragazzo attorno alla trentina abbondante, qualche tatuaggio, gli piaceva andare in palestra e anche se i risultati della palestra erano chiaramente apprezzabili, non si poteva dire che avesse un fisico scolpito e definito.
Viveva a Sao Paulo e da quasi 20 anni che non tornava a Rio per il capodanno per un motivo o un altro.
Lui e Ron si sentivano giornalmente per messaggi anche se tutto l'anno vivevano ad un oceano di distanza, il loro era sempre stato un rapporto particolare, quando parlavano, di ogni cosa, da sempre, sembrava flirtassero, ogni loro discorso era riconducibile direttamente o meno al sesso, all'adorazione del fallo.
Non era mai capitato che tra loro succedesse qualcosa, a parte il loro chiaro modo di scherzare stracolmo di doppi sensi che lasciavano intendere il fatto che in un modo o nell'altro tra i due c'era attrazione, a guardarli da fuori si sarebbe sicuramente detto "quei due scopano sicuro", a parte quella volta...già, quella volta, erano in cameretta di Fabinho e mentre Ron andò al bagno lui mise un cd al pc con un film di trans....erano poco più che adolescenti, ed erano soli in casa.
Fabinho alzò il volume e quando Ron uscì dal bagno iniziò a sentire i gemiti, gli umidi rumori che una bocca affamata sa fare quando assaggia il salmastro sapore di un cazzo turgido, guardava le mani di quella trans così curate, afferrare con ferma delicatezza la testa dell'attore protagonista e spingere quel palo così importante fino gola, fino a sentire quella tosse da conato di vomito....sembrava volesse ucciderlo per soffocamento.
Ron si rese conto del suo rigonfiamento nei pantaloni ed inevitabilmente anche Fabinho, che con i suoi perfetti lineamenti da femboy, era delicato, occhi da cerbiatto e sguardo malizioso iniziava a guardare insistentemente il gran dono che la natura aveva fatto a Ron.
Quello sguardo era diventato assatanato vedendo che gran mazza avesse Ron, facendogli perdere del tutto il controllo della salivazione.
"Fabi che fai?...sono tuo cugino e tra l'altro mi piacciono le donne"
"lo so, ma hai mai provato un pompino da un femboy?"
La mano di Fabinho ormai era già sopra il bozzo prepotente di Ron che poteva sentire il proprio battito cardiaco sulla sua mazza allo stringere delle mani affusolate e perfettamente curate di Fabinho.
La scena del film poteva solo incrementare l'eccitazione, così un gemito con annessa pelle d'oca arrivò per Ron quando vedendo la scena dove il trans appoggiava le labbra sulla cappella dell'attore assaporandola avidamente....sentì la stessa sensazione sulla sua di cappella. Un brivido di goduria, un gemito forte ma strozzato...era in estasi, le sapienti labbra di Fabinho, la lingua sinuosa e quella gola così dannatamente umida e profonda... "cazzo fai Fabi...così vengo in 30 secondi".
"Meglio , prima sento che sapore hai e poi mi concedo il bis".
Ron era eccitatissimo mentre la sua mazza di notevoli dimensioni, scorreva nell'esofago della ormai cuginetta.
Ron prese i capelli a caschetto di Fabinho, lo staccò dal suo cazzo tirandolo quasi a volerlo preparare ad uno scalpo, lo guardò mentre lo teneva forte in ginocchio davanti a se, con la bocca aperta, la lingua fuori ed una fottuta, eccitantissima espressione di "ahegao".
L'eccitazione era troppa, Ron fa per avvicinare la sua bocca a quella di Fabinho che sussultanto sperava di essere baciato ma Ron gli sputò in bocca, "sei la mia troia e devi bermi, fammi venire".
Fabinho al sentire quelle parole così sporche con la bocca inumidita della saliva di Ron si rese conto che una goccia di dolce nettare trasparente faceva capolino dalla sua cappella, da quel buchino così perfetto, lo raccolse con l'indice e se ,o portò alla lingua per poi riprendere il cazzo di Ron in bocca con tutta la fame di sesso che aveva, con una mano faceva su e giù, quel cazzo umido era enorme sembrava non finire mai, i bicipiti cominciavano a bruciare per lo sforzo fisico, con la mano destra gli strizzò lo scroto, tirandolo verso il basso, la sinistra smise di stantuffare l'enorme mazza e si fece largo con il medio tra le natiche di Ron che esplose di immenso piacere liquido nel momento in cui il dito medio di Fabinho arrivò a toccargli la prostata.
Fu un orgasmo intenso, lungo e che gli fece girare la testa per almeno due minuti mentre Fabinho dopo aver ingoiato la quintalata di sperma che Ron aveva tirato fuori senza perdere neanche una goccia continuava la pulizia e la sua scarpetta sulla succulenta mazza di Ron.
Le gambe di Ron ormai tremavano ed era ormai in preda in furia da eccitazione in modo irreversibile.
"E' stato talmente intenso che non vuole andar giù, ne vuole ancora cazzo!"
Fabinho fece inginocchiare Ron che ora come se lo avesse sempre desiderato, come se lo facesse da una vita prese tutto il membro di Fabinho nella bocca con una maestria che dava dell'incredibile.
Ron stava scoprendo il suo alter ego femminile, nascosto, quiescente dentro di se, aveva sempre dato qualche piccolo input di presenza, di essere li con lui sempre ma questa volta si fece strada a calci e con prepotenza.
"Sai essere proprio una gran puttana Martina" e più Ron se lo ripeteva in testa e più si eccitava.
Fabinho non aveva dimensioni ciclopiche tuttavia aveva un bel cazzetto reattivo e nella media che diventava durissimo in un attimo e puntava delicatamente verso la sinitra.
Quel cazzo profumava e sapeva di vaniglia era troppo bello, buono ed eccitante per smettere e pensava a tutti i video dei trans e dei femboy che aveva visto mentre venivano di piacere immaginandosi inginocchiato a loro, con le mani intanto gli teneva stretto il culo, quel culo così liscio e setoso.
" Para Ron me voy Gozar" sussurò ansimando Fabinho.
Ron si mise in piedi di fronte a lui e iniziarono a mastrurbarsi, a toccarsi, vicendevolmente, le cappelle strusciavano una con l'altra, i liquidi preseminali che ormai erano completamente fuori controllo si mescolavano colando a terra come fossero quasi ragnatele.
Ron sentì l'irrigidirsi ed il pulsare del cazzo di Fabinho e si eccitò ancora di più venendo copiosamente con quattro schizzi poco densi e con una quantità e gittata che sembrava aver buttato un bicchier d'acqua sulla pancia di Fabinho.
Fabigno intanto godeva dei movimenti della mano di Ron che con la colatura del suo stesso sperma aveva lubrificato ancora di più, tutto era ora più caldo e scorrevole.
Fabinho esplose con una venuta densissima, copiosa e che usciva ad onde, si vedeva chiaramente che aveva un peso specifico rilevante, non schizzava, colava copiosa come dolce miele....Ron si abbassò e ne bevve quanta più ne poteva bere.
La porta di ingresso della casa di Fabinho era coloratissima e molto carioca nello stile, Ron era arrivato, non vedeva Fabinho da anni e si rese conto che camminando e immaginando la prima volta che si ha risvegliato Martina, aveva per l'ennesima volta macchiato i suoi calzoni.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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