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trio

Autostop con avventura inaspettata.


di coppiaestero
27.02.2021    |    2.850    |    8 8.6
"Ho aperto la bocca e ci siamo baciati come solo nei vecchi film americani avevo potuto vedere..."
-è il 40esimo mio racconto.

Ho frequentato l’Università degli Studi di Bari, che si trova a circa 200 km dal mio paese. Il viaggio con mezzi pubblici durava sette ore. Partivo in autobus alle 5:00, con un cambio a 40 km di distanza (l'autobus era della compagnia "Ferrovia Calabro-Lucana"). A Matera, continuavo il viaggio con la "lettorina" della Calabro-Lucana, e arrivavo a Bari intorno alle 12:00.

Nei primi due anni di università, quei viaggi settimanali mi hanno regalato esperienze impreviste: avventurose, ma anche stancanti. Dovevo rientrare il sabato perché giocavo in una squadra di calcio di Serie D. Per partecipare al campionato, ricevevo una paga di 20.000 lire a settimana. Una domenica, abbiamo giocato in trasferta al mattino, poiché nel pomeriggio, sullo stesso campo, avrebbe giocato la squadra maggiore.

La sede universitaria di Bari era vicina al luogo in cui si doveva giocare; perciò, per anticipare il rientro di un giorno, mi sono portato la valigia. Nei giorni festivi non c'erano mezzi pubblici, così ho pensato di tornare a Bari in autostop. Nessuna macchina si fermava e, quando cominciavo a temere di dover passare tutta la notte su quella strada, ecco che una Fiat 128 ha rallentato e si è fermata.

Il signore alla guida si è fermato un po' più avanti e mi ha chiesto, gridando, quale fosse la mia destinazione. Quando ho risposto: "Bari!", il signore ha guardato interrogativamente la moglie al suo fianco. Nel frattempo, mi sono avvicinato alla macchina con la mia valigetta.

Ho notato che accanto all’autista c’era una bella donna bionda, piena ma non grassa, con una gonna sopra il ginocchio e una camicetta scollata che mostrava, e in parte faceva immaginare, delle stupende forme. Il signore, Gianni, era anch’egli un bell’uomo; sembravano avere un'età compresa tra i trenta e i quarant'anni. Mi ha presentato la moglie, Gisella, e, guardandola mentre parlava con me, mi ha chiesto se fossi obbligato a rientrare a Bari la sera stessa oppure se avrei potuto tornare la mattina successiva.

Io ho risposto che dovevo essere a Bari per le 10:00 per seguire la lezione di chimica biologica. Mi ha proposto di pernottare a casa loro, poiché la mattina successiva sarebbe dovuto andare a Bari e poteva accompagnarmi direttamente all’Università. Ho subito avvisato che non volevo dare fastidio, che mi sarei sentito a disagio, ecc. Gianni non smetteva di guardare la moglie, anche mentre parlava con me; chiedeva a lei conferma e le ha chiesto di invitarmi direttamente. Mi ha rivolto la parola per la prima volta, dicendo che sarebbe stato un piacere ospitarmi, anche perché probabilmente non sarei riuscito a raggiungere Bari la sera stessa.

Era una donna bella e sensuale, con la bocca carnosa e le labbra leggermente gonfie. La sua carnagione era chiara, tipica delle bionde, e un minimo di peluria sotto il naso amplificava la sensualità della sua bocca. Indossava un vestitino leggero, estivo, di quelli larghi, tipo "prendi-sole", che però era corto e le conferiva una sensualità da lolita, suscitando in me pensieri eccitanti e indecenti che ho fatto di tutto per nascondere.

Ho spiegato il motivo per cui ero tornato al mio paese e anche perché stavo tornando all'università in autostop. Lui era molto gentile e ci teneva a decantare la bellezza, la bravura e le capacità della moglie. Gli ho dato immediatamente ragione, dicendo che aveva una moglie bellissima, brava e sensuale, che tutti avrebbero voluto avere (certamente mi avrebbe turbato i pensieri nei giorni successivi).
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Lei non parlava molto e diceva che il marito esagerava, sostenendo che di donne più brave e belle di lei ce ne fossero tantissime e che, anzi, si sentiva poco attraente a causa delle "perchiette" che aveva sul naso, sul mento e sulle guance. Ho colto l’occasione per dirle esplicitamente che quei puntini e il suo viso con fossette sulle guance e sul mento la rendevano bellissima, e che quelle labbra umide e carnose erano fatte per essere riempite di baci. Tra me e me pensavo che il suo seno, di seconda misura con capezzoli all’insù, e quel corpo avrebbero fatto impazzire anche un impotente.

Gianni ha rilanciato il mio complimento, e per dare forza visiva a ciò che stava dicendo, le ha alzato il vestito, mettendo in mostra delle favolose cosce, tra le quali si intravedevano delle mutandine nere orlate di pizzo, sotto le quali ho subito immaginato la peluria bionda. "Non mi scoprire, il signor Peppe penserà che siamo degli svergognati!" Le parole che ha pronunciato a quel punto mi hanno meravigliato per la loro disinibizione. "Cara, non ti devi vergognare della tua bellezza: se attiri gli uomini come un fiore attira le api, non è una colpa." Mi è piaciuta l'immagine del fiore e, colpevolmente, ho immaginato di penetrarla per 'impollinarla'. Forse sono arrossito immaginando quanto mi sarebbe piaciuto "impollinare" quella splendida creatura.

Ha continuato dicendo: "Sei bellissima e fai bollire il sangue degli uomini." Quei ragionamenti, insieme alla visione di quella magnifica donna, mi hanno procurato un'erezione potente, che non si poteva nascondere, e me ne vergognavo. Quando la signora Gisella si è voltata verso il sedile posteriore, facendo cadere gli occhi sul mio inguine, sono diventato rosso come un peperone. Lei ha concluso il discorso con tono severo, dicendo: "Basta con questi ragionamenti lussuriosi da libertini, stiamo scandalizzando questo povero giovanotto."

Sono uscito dall’imbarazzo dicendo: "Siete una coppia fantastica e sono contento che, avendo deciso di fare l’autostop, ho avuto l’opportunità di incontrarvi." Il discorso si è poi spostato sui raccolti agricoli, sulle ciliegie e sulla raccolta delle albicocche, di cui mi ero occupato già alla tenera età di undici anni.

Arrivati a Castellaneta, paese di Rodolfo Valentino, dove loro abitavano, ho aiutato Gianni a scendere i bagagli e mi hanno fatto visitare la loro bellissima casa, con un ampio salotto in cui c’era anche il televisore, un angolo cucina e tre camere da letto. Poiché era presto, Gianni mi ha fatto visitare il centro storico, la statua del famoso 'viveur' e le chiese di quella città. Dopo circa due ore, siamo rientrati a casa.

La signora Gisella si era cambiata, indossando un paio di pantaloni elastici molto stretti, e aveva preparato la cena: tagliatelle al ragù piccante, vino rosso locale, una fettina ai ferri con insalata e un gelato che aveva comprato e conservato. Dopo aver lavato i piatti, la signora si è rimessa il vestitino "prendi-sole" e abbiamo visto la TV. La "Domenica Sportiva" ha dato i risultati delle partite di calcio, compresa quella in cui avevo giocato io, che era finita 0-0.

Ho notato che avevano dei dischi fantastici, compresi alcuni ballabili, e un bel giradischi. Gianni mi ha chiesto di far ballare la moglie, poiché lui non sapeva ballare. Ho scelto qualche valzer e un tango. La signora era splendida, leggera come una farfalla e sapeva ballare benissimo.

Dopo un po’, si è avvicinato al giradischi e ha messo il disco di un ballo lento: "La notte" di Salvatore Adamo (https://www.facebook.com/reel/1878833726347691). Mi sono allontanato dalla moglie, ritenendo che fosse un ballo che Gianni dovesse ballare con Gisella, ma ha insistito che continuassimo a ballare. Mi vergognavo, perché il ballo lento è un ballo sensuale che invita ad avvicinarsi e a condividere un'intimità che non potevo condividere con la moglie di una persona tanto gentile. Ho allentato la stretta, mettendo un po' di distanza tra i nostri corpi, ma Gisella mi ha messo le braccia al collo facendo aderire il suo corpo al mio e portando le bellissime labbra vicino alla mia bocca. Ha "guidato" il lento con movimenti sensuali delle anche che immediatamente mi hanno provocato un'eccitazione potente ed incontrollabile, che cercavo di nascondere mentre Gisella incurante della presenza di Gianni cercava sempre di più un contatto più intimo col mio corpo.

Finito il lento, Gianni ha rimesso la canzone ed è venuto vicino a noi. Stavamo ballando in tre, con le braccia di ognuno di noi che cingevano il collo degli altri due. A un certo punto, lui l'ha baciata sulle splendide labbra, il che mi ha imbarazzato, facendomi sentire un intruso tra due persone innamorate. Stavo per allontanarmi, ma lui ha detto: -"adesso il bacio tocca a te"- La mia espressione era di totale meraviglia ed allo stesso tempo era interrogativa. Mi disse che dovevo baciare anch’io Gisella, perché il ballo in tre lo permetteva e che, se non lo avessi fatto, lei si sarebbe offesa.

Ho avvicinato le mie labbra sottili alle sue carnose ed eccitanti. Lei le ha fatte combaciare e ha picchiato con la lingua. Ho aperto la bocca e ci siamo baciati come solo nei vecchi film americani avevo potuto vedere. Gianni le toccava il seno e noi non smettevamo di baciarci, incollati con le bocche. Ha detto che gli sarebbe piaciuto vederci ballare nudi, perché gli piaceva vedere quanto gli uomini desiderassero la sua donna e voleva osservare il momento in cui la nostra eccitazione sarebbe stata al massimo facendo cadere le nostre paure e le nostre inibizioni.
..
Lei è rimasta con le mutandine ed io mi sono vergognato di ballare completamente nudo ed ho indossato il pantaloncino sottilissimo che avevo usato per giocare. L’ho abbracciata in un ballo lento in cui i nostri corpi aderivano in ogni punto. L’eccitazione è salita alle stelle ed il mio cazzo spingeva la stoffa in mezzo alle sue cosce. Il movimento lento mi procurava una specie di masturbazione. L’ho baciata di nuovo infilandole la lingua in bocca e succhiando la sua. Le mie mani le percorrevano le spalle nude e scendevano sulle natiche, lei mi accarezzava le tette, ho visto che le piaceva molto far scorrere la pianta delle mani sul mio torace e scendere fino all’altezza dei primi peli. Ha ripetuto il gesto più volte e finalmente ha allungato la mano nel pantaloncino stringendo il mio povero pene tra le sue dita. Il suo profumo di donna bionda, si è mescolato col profumo della sua e della mia eccitazione, Gianni ci guardava, sembrava incantato dal corpo della moglie che vibrava disinibito tra le mie braccia. Mi sono abbassato un poco per leccarle un capezzolo, e con la mano sono passato su entrambi i seni con aureole piccole e con capezzoli rosei e gonfi, ancora infantili. Forse perché non aveva ancora avuto gravidanze.

Gianni mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto far l’amore con la moglie… Ho risposto dicendo che ero già grato ad entrambi per avermi permesso di accarezzare il bellissimo corpo di Giselle e che se avessi fatto l'amore con lei gli sarei stato infinitamente grato, onorato, felice, e sarebbe stato per me un indimenticabile ricordo. Gisella ha dato il consenso con un cenno, e, forse stordito dalla inimmaginabile situazione e dalla eccitazione, sono caduto in ginocchio ed ho incominciato a leccarla da sopra le mutandine. Lei, con viso meravigliato mi guardava. I miei occhi azzurri si perdevano nell’oceano dei suoi occhi blu marino, la leccavo e la guardavo, per cercare di capire i gesti più apprezzati. Per un poco, mi ha messo le mani dietro la nuca, e mi ha guidato la bocca, con deboli lamenti di piacere.
Ad un tratto, con decisione si è staccata da me, ha detto: -Gianni, io me lo scopo adesso, vieni a vedere. Prendendomi per mano mi ha tirato in camera da letto, mi ha spinto sul letto e mi è saltata sopra impugnando il mio cazzo, senza nemmeno togliermi i pantaloncini e lo ha diretto direttamente in figa, mi ha cavalcato a lungo, la bocca era aperta e la voce era impastata di piacere, si è rivolta al marito dicendogli:
-"guardami, guarda come cavalco, sono una porca eccitata, depravata che cavalca un giovane appena conosciuto. Guardami, guarda tua moglie come desidera il cazzo di un altro uomo, guarda come cavalco sul cazzo di questo giovane che mi sta facendo godere e bagnare come una porca. Credevi che non l’avrei fatto? Credevi che non ti avrei fatto vedere quanto sono zoccola quando sono eccitata? Guardami.. Adesso sì che sei cornuto. Ho il cazzo di Peppe piantato in figa e sto godendo… sto godendo ve-ra-men-teee… -dai sbattimi… -continua, sìììììì scopami, fai vedere a mio marito come mi fai godere, daiiii sìììììììììì, godooo, guardamiiiii, guardamiiiiiii" AMOREE- Ha pronunciato la parola 'Amore' con un tono gutturale indescrivibile che sembrava venisse da un'altra dimensione, e sono certo che in quel momento lei ha immaginato di possedere il marito.
Si è abbassata su di me, ha fatto aderire le sue tette al mio torace ed ha incominciato a scoparmi con frenesia, fino a quando ha dato dei colpi potenti. Lo ha fatto entrare tutto, se lo è piantato dentro ed ha ululato facendo colare il piacere del suo orgasmo (un abbondante liquido vischioso) prima sui miei coglioni è poi sul letto. Gianni l'ha guardata, quasi meravigliato, poi si è avvicinato, e con la moglie ancora impalata, le ha baciato il seno e l’ha baciata in bocca mentre con la mano le accarezzava il seno.
Io non avevo goduto, ho già detto, in altri racconti, che non godo facilmente. Le accarezzavo la pancia, il pelo biondo della figa, e giravo sulle spalle ad accarezzarle le natiche fino all’imboccatura del sedere. Forse la presenza del marito le ha dato il coraggio della lussuria. Ho cominciato a sentire di nuovo la vagina che me lo strizzava mungendolo dal suo interno. Di tanto in tanto le davo qualche colpo, che lei mostrava di gradire accompagnandoli con gemiti di piacere e movimenti rotatori del bacino. Mi ha messo le mani sul torace ed ha incominciato una nuova cavalcata, più veloce, più profonda mentre il marito le accarezzava le spalle e credo che di tanto in tanto facesse pressione sul forellino, perché rispondeva a quei gesti con gemiti indescrivibili. Poi, come un fantino in vista del traguardo, ha sollevato il bacino e con colpi rapidissimi e leggeri, ha incominciato a dire siiii siiiiiiiiiiiiiii e ha roteato il bacino quasi a volersi far trapanare dall'indomabile membro. Ha goduto di nuovo, non mi sono fermato, ho accelerato il mio ritmo e godendole dentro a pelle, anch’io ho gridato il mio piacere. Dopo un tempo che non è possibile conoscere, ci siamo ripresi, lei era sempre sopra di me, il marito, stranamente ancora vestito, la accarezzava e le diceva che l’amava e che era stato bellissimo vederla cavalcare. Rivolgendosi a me, Gianni mi ha detto… -finalmente siamo riusciti a realizzare la nostra fantasia erotica di farlo in tre, tu sei stato mandato dal cielo, quando ti ho visto per strada, in cerca di un passaggio, e ho visto i tuoi occhi azzurri, ho fatto capire a mia moglie che era giunto il momento di provare, senza fartelo capire le ho chiesto se era d’accordo, lei ha acconsentito, ha dato il consenso ad ospitarti da noi, e tu sei stato molto discreto e sei stato proprio la persona che cercavamo. Ti ringraziamo, ti ringraziamo di cuore e se vorrai venire a trovarci vieni pure, tu sai dove abitiamo e so che sei una brava persona e che di te possiamo fidarci--
Grazie a te Gianni, per avermi offerto quel grazioso giglio che è tua moglie, grazie a te Gisella che mi hai permesso di cibarmi del tuo nettare d’amore. Non vi ho più rivisti… ma non vi ho dimenticato, e una domenica così è difficilissimo che potrò riviverla. Grazie a voi Castellanetani per avermi parzialmente guarito dalla prima mia esperienza -con mia cognata- raccontata in altro racconto.

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