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trio

Il profumo del doppio vortice


di Remember_Me_Passion
05.09.2026    |    967    |    1 8.7
"L'aria era carica di un'attesa elettrica, il profumo delle loro fighe eccitate si mescolava all'odore di sterco dell'ambiente clinico, creando un contrasto perverso che eccitava..."
Yuri varcò la soglia dello studio di fisioterapia con un po' di scetticismo.
Il suo gomito gli faceva ancora male, un fastidio sordo e insistente che si era rifiutato di andarsene dopo l'ultima seduta. Si aspettava di trovare il solito odore di crema riscaldante e la figura rassicurante del Dottor Rossi, un uomo sulla cinquantina con mani forti e modi bruschi ma efficaci.
Oppure la Dottoressa Elena della volta scorsa.
Invece, la reception era vuota e l'ufficio sembrava diverso, più ordinato, con una luce più fredda che filtrava dalla persiana.
Una porta accostata lasciava intravedere una sagoma femminile muoversi con agilità.
"Dottor Rossi?" "Dottoressa Elena?"chiese Yuri, la voce che rimbombò leggermente nel silenzio.
La porta si aprì del tutto e una donna emerse.
Alta, con una stola bianca che le copriva una figura snella ma formosa, aveva i capelli neri raccolti in una croce morbida e occhi di un castano intenso che lo misurarono da capo a piedi.
"Il Dottor Rossi è in vacanza," disse, la sua voce aveva un timbro caldo e professionale. "Io sono la Dottoressa Francesca.
Lo sostituisco. Entriamo."
Yuri la seguì, notando il modo in cui la gonna del suo camice aderiva ai fianchi mentre camminava.
Entrarono nello studio principale, un ambiente spazioso dominato dal classico lettino da visita ricoperto di carta sterile. Ma c'era qualcos'altro.
Attraverso una porta aperta sul lato opposto della stanza, Yuri scorse un altro locale, più piccolo e con un'atmosfera diversa. Lì, al centro, c'era un lettino ginecologico, con le sue staffe cromate che brillavano sotto la luce al neon.
La vista gli provocò una scossa, un brivido che partì dalla base della schiena e si irradiò lungo le gambe.
"Allora, il gomito," iniziò Francesca, indicandogli di sedersi sul lettino da visita.
"Togliti la maglietta, per favore."
Yuri obbedì, sfilando la t-shirt e rivelando un torso muscoloso.
Mentre la dottoressa si avvicinava per esaminarlo, lui non poté fare a meno di notare i dettagli.
Sotto la stola, indossava una camicia trasparente attraverso cui si intravedevano i contorni di un reggiseno nero.
E quando si chinò, una ciocca di capelli le sfiorò il collo, scoprendo un piccolo diamante che luccicava su una catenina sottile.
Ma ciò che catturò l'attenzione di Yuri fu il profumo.
Non era il solito odore da ambulatorio, ma una miscela di sandalo e un fiore dolce e quasi selvatico, che gli riempì le narici e gli annebbiò i pensieri.
"Fa male qui?" chiese Francesca, premendo un dito preciso su un punto specifico del suo gomito.
Yuri sussultò.
"Sì, lì."
Mentre lei lavorava, le sue dita agili e forti, la mente di Yuri iniziò a vagare.
Si immaginò la dottoressa Francesca non più in camice, ma nuda, con quel corpo che ora poteva solo intuire.
Amava le donne con seni grandi, così grandi da traboccare tra le sue dita, con areole scure e larghe come monete e capezzoli duri e prominenti che poteva succhiare per ore.
Si immaginò la sua fica, liscia e depilata, con le grandi labbra carnose e un clitoride grosso e sensibile che sporgeva, un piccolo gioiello da stimolare con la lingua finché non urlava.
Il suo cazzo, sempre vigoroso, iniziò a indurirsi sotto i pantaloni della tuta.
Era un cazzo importante, lungo e spesso, con la glande pronunciata e solchi profondi scavati da vene corrugate.
Come sempre, un segno distintivo che lo faceva sentire ancora più grosso e dominante.
"Mi sembra che ci sia un'infiammazione," disse Francesca, interrompendo le sue fantasie.
"Bisogna lavorare un po' sul muscolo.
Sdraiati, mettiti comodo."
Yuri si allungò sul lettino, il cuore che gli batteva forte. Il dolore al gomito era quasi svanito, sostituito da un'altra tensione, molto più piacevole.
Franesca prese una boccetta d'olio e versò un po' di liquido caldo sulla sua pelle.
Le sue mani iniziarono a massaggiarlo, con movimenti lenti e circolari.
Ma non erano solo movimenti professionali.
C'era una lentezza deliberata, una pressione che sembrava cercare altro oltre il muscolo infiammato.
Le sue dita scivolarono verso l'ascella, poi lungo il bicipite.
Yuri chiuse gli occhi, lasciandosi andare.
"Si rilassi," sussurrò Francesca, la voce ora più vicina, quasi un respiro.
"È tutto sotto controllo."
La sua mano sinistra continuava il massaggio sul braccio, mentre la destra si posò delicatamente sul suo petto, proprio sopra il cuore.
Yuri sentì il calore della sua palma attraverso la pelle.
Poi, la mano scese.
Lentamente.
Scivolò lungo l'addome, si fermò un istante sull'ombelico, poi proseguì fino a posarsi sul rigonfiamento evidente sotto il tessuto dei pantaloni.
Yuri trattenne il respiro.
Francesca non disse nulla.
Si limitò a stringere leggermente, a valutare la sua erezione con la punta delle dita.
"Mi sembra che lei abbia un altro problema, Dottore," disse lei, con un sorriso che Yuri non vedeva ma poteva sentire nella sua voce.
Dicendo aspetta un attimo prendo una cosa...
Senza aspettare una risposta, allentò il laccio dei pantaloni da tuta.
La mano di Francesca scivolò sotto l'elastico dello slip, le dita trovarono la pelle calda e vellutata del suo cazzo.
Lo afferrò, stringendolo con decisione.
"Mmm," fece lei, un suono di approvazione.
"Un paziente... interessante."
Con un movimento rapido, tirò giù i pantaloni e lo slip, liberando il suo cazzo eretto.
Infilò un anello di gomma per la riabilitazione peniena
Sentì la consistenza, lo infilo l'anello di gomma alla base e le vene poi cominciarono a solcarlo.
Francesca lo guardò per un lungo istante, poi si chinò.
La sua lingua calda e umida leccò lentamente la glande, raccogliendo il suo sapore.
Yuri gemette, le anche che si inarcavano involontariamente.
Francesca lo prese tutto il glande in bocca,
succhiandolo con delicatezza ma con un ritmo che prometteva molto di più.
La sua mano lavorava sull'asta, scorrendo su e giù, sfiorando l'anello di gomma.
Yuri aprì gli occhi.
La vedeva inginocchiata accanto al lettino, la testa che si muoveva su e giù, i suoi capelli neri che le cadevano sul viso. Era una visione incredibile.
"Alzati," disse lui, la voce roca.
Francesca obbedì, un filo di saliva che collegava le sue labbra alla punta del suo cazzo.
Yuri la prese per un polso e la fece alzare sul lettino, sdraiandola sulla schiena.
Le sue mani furono veloci a sbottonare la stola e la camicia.
Sotto, il reggiseno nero a balconcino sosteneva due seni magnifici, enormi e pieni.
Li liberò, gettando via il reggiseno.
Erano esattamente come li aveva immaginati: grandi, con areole scure e larghe, e capezzoli duri come sassolini che sporgevano verso di lui.
Si chinò e prese uno in bocca, succhiandolo forte, mordicchiandolo leggermente mentre la sua mano si stringeva sull'altro seno.
Francesca gemette, le gambe che si aprivano.
Le sue mani scesero, aprirono la gonna, sfilandole le mutandine di pizzo.
La sua fica era liscia, perfettamente depilata, proprio come nel suo sogno.
Le grandi labbra erano gonfie e umide.
Yuri le separò con le dita, esponendo il clitoride grosso e sporgente.
Lo sfiorò con il pollice e Francesca si contrasse tutta.
"Sì... lì," ansimò.
Ma Yuri aveva altri piani.
La prese, la sollevò come se non pesasse nulla e la portò nella stanza accanto.
La adagiò con delicatezza sul lettino ginecologico, sistemandole le gambe sulle staffe.
La posizione la lasciava completamente esposta, aperta e vulnerabile.
francesca lo guardò, gli occhi pieni di un desiderio sfrenato.
Yuri si inginocchiò tra le sue gambe.
Le sue mani afferrarono le sue cosce, la sua bocca si abbassò sulla sua fica.
Leccò lungo le labbra, assaggiò la sua umidità, poi la sua lingua trovò il clitoride.
Lo prese, lo succhiò, lo stimolò con la punta, alternando pressioni forti a carezze leggere.
Francesca urlò, le mani che si aggrappavano ai lati del lettino.
Proprio in quel momento, la porta dello studio si aprì.
Un'altra donna entrò, alta e bionda, con un camice identico a quello di Francesca.
Si fermò sulla soglia, guardando la scena senza sorpresa.
"Francesca," disse, con un sorriso sornione.
"Non mi avevi detto che avevi un paziente... speciale."
Francesca alzò la testa, il respiro corto.
"Giulia, unisci a noi."
La bionda, Giulia, sorrise e si avvicinò.
Mentre Yuri continuava a leccare la fica di Francesca, Giulia iniziò a spogliarsi.
Il suo corpo era diverso: seni più piccoli ma sodi, con due barrette d'argento brillanti che attraversavano i capezzoli.
E quando si tolse le mutandine, Yuri vide che aveva una sottile striscia di peli biondi sul pube, una pista che portava alla sua fica, anch'essa adornata da un piccolo piercing a barretta sul clitoride.
Giulia si accoccolò sul lettino accanto a Francesca, le sue mani che iniziarono a esplorare il corpo della sua collega.
Yuri si alzò, il suo cazzo duro e pulsante.
Aveva due donne, due fighe diverse e desiderabili, entrambe pronte per lui.
Si avvicinò al lettino, pronto a scoparle entrambe, a riempire le loro bocche, le loro fighe, e magari anche i loro culetti stretti.
La stanza si riempì del profumo del sesso e dei gemiti di due donne che sapevano esattamente cosa volevano.
La vista di Giulia, nuda e con i suoi piercing che luccicavano sotto la luce al neon, fu la scintilla che fece esplodere il controllo di Yuri.
Il suo cazzo, già duro come il marmo, pulsò con una forza nuova, un'urgenza che richiedeva di essere placata.
Con un movimento deciso, si allontanò dal lettino, afferrò Francesca per un braccio e la costrinse a inginocchiarsi sul pavimento freddo di linoleum.
Poi, con uno sguardo che non ammetteva repliche, indicò a Giulia di fare lo stesso.
Le due donne obbedirono, posizionandosi l'una accanto all'altra, i loro volti all'altezza del suo membro teso e pulsante. L'aria era carica di un'attesa elettrica, il profumo delle loro fighe eccitate si mescolava all'odore di sterco dell'ambiente clinico, creando un contrasto perverso che eccitava Yuri all'inverosimile.
Prese il suo cazzo per la base, l'anello di gomma stringendo la pelle e facendolo apparire ancora più grosso e venoso. Avvicinò la punta prima alle labbra di Francesca, che lo accolse con un gemito sommesso, la sua lingua esperta che già leccava la fessura della sua cappella, assaporando la goccia di pre-eiaculazione che vi era apparsa.
Poi, lentamente, lo tirò indietro e lo offrì a Giulia.
La bionda, con un sorriso sornione, lo inghiottì subito, più avida, più profonda.
La sua bocca era più stretta, e il piercing al clitoride che Yuri aveva visto prima sembrava preannunciare una natura più audace.
Iniziò così un gioco lento e tortuoso.
Yuri guidava il suo cazzo da una bocca all'altra, alternando il caldo e l'umido di Francesca con la stretta e l'impeto di Giulia.
Mentre le loro labbra e le loro lingue lo lavoravano, le sue mani non rimasero ferme.
Una mano si intrecciò nei capelli neri di Francesca, spingendola a prenderlo più a fondo, mentre l'altra scivolava lungo la schiena liscia di Giulia, affondando tra le sue chiappe per trovare il suo buco del culo stretto e secco, che massaggiò con la punta di un dito.
Entrambe gemettero, le loro mani si aggrappavano alle sue cosce, i loro sguardi si incrociavano sopra il suo cazzo in un'intesa complice e viziosa.
Dopo averle torturate a sufficienza, Yuri le fece alzare.
"Sul lettino," ordinò, la sua voce roca.
"Entrambe."
Francesca si sdraiò per prima, aprendo di nuovo le gambe nei supporti cromati, la sua fica gonfia e bagnata pronta ad essere presa.
Giulia, invece, si arrampicò sopra di lei, appoggiando la schiena sul petto di Francesca, le sue gambe divaricate che si aprivano sopra quelle della collega, creando una visione di carne aperta e desiderante.
Yuri le guardò per un istante, un quadro di lussuria sfrenata.
Si avvicinò, senza esitazione, e infilò il suo cazzo nella fica di Francesca.
La donna urlò, un suono di puro piacere, mentre lui la riempiva con un colpo secco.
La sentette contrarsi intorno a lui, calda e bagnata.
Dopo pochi colpi, per non farla godere troppo presto, si tirò fuori e, spostandosi appena, infilò la stessa asta, ancora bagnata dei succhi di Francesca, nella figa di Giulia.
La bionda gemette più forte, il suo corpo che si inarcava contro quello di Francesca.
Yuri iniziò a scoparle in sequenza, un colpo per Francesca, uno per Giulia, alternando le loro fighe, sentendo le diverse strette, i diversi modi in cui rispondevano ai suoi colpi.
Le loro mani si cercavano, si stringevano, i loro corpi si muovevano in un'unica onda.
"Sì, scopaci, riempici," sussurrò Francesca, e Yuri obbedì, aumentando il ritmo fino a sentire le contrazioni dei loro orgasmi che si susseguivano.
Con un gemito, venne, prima dentro Giulia, poi si tirò fuori per schizzare l'ultimo getto caldo sulla fica di Francesca, marcandole entrambe con il suo sperma.
Mentre Yuri cercava di riprendere fiato, Francesca si sollevò su un gomito, il suo sguardo che si posava su Giulia, ancora sdraiata e tremante.
"Voglio mostrarti una cosa, Yuri," disse, la sua voce carica di un nuovo orgoglio.
"Guardaci."
Scivolò via dal lettino, afferrò Giulia per le spalle e la distese sulla superficie fredda.
Poi si arrampicò sopra di lei, posizionandosi al contrario, la sua fica proprio sopra la bocca della bionda.
"Leccami," ordinò a Giulia, prima di abbassare il capo e seppellire il suo viso tra le cosce della collega.
Yuri guardava, affascinato.
Le due donne si leccavano con una fame che sembrava antica, le loro lingue che esploravano ogni piega, ogni centimetro di pelle umida.
Francesca succhiava il piercing al clitoride di Giulia, mordicchiandolo delicatamente, mentre Giulia affondava la lingua nella fica di Francesca, bevendo il suo sperma mescolato ai suoi succhi.
Lo spettacolo fu così intenso, così viscerale, che il cazzo di Yuri si raddrizzò di nuovo, duro e più esigente di prima.
Non poté resistere.
Si avvicinò al lettino, un'isola di piacere in mezzo allo studio clinico.
Senza dire una parola, si posizionò sopra di loro.
Giulia, sentendolo, lo prese in mano e lo guidò alla sua entrata, ancora bagnata e aperta.
Con un gemito, si lasciò penetrare, iniziando a cavalcarlo lentamente.
Nel frattempo, Francesca si alzò, si voltò e, con un movimento felpato, si posizionò sopra il viso di Yuri.
"Leccami anche tu," sussurrò, abbassando la sua fica direttamente sulla sua bocca.
Yuri fu avvolto dal calore, dal profumo, dal sapore di lei.
Si trovò intrappolato in un vortice di carne e piacere: Giulia che saltava sul suo cazzo, Francesca che sfregava la sua fica sul suo viso, le loro mani che si aggrappavano a lui e l'una all'altra.
I gemiti si fusero in un'unica melodia rauca, un coro di orgasmo che si avvicinava.
Sentì le contrazioni di Giulia intorno al suo cazzo, il tremito di Francesca sulle sue labbra, e un'ondata di piacere lo travolse, facendolo venire di nuovo, riempiendo la figa di Giulia mentre beveva gli orgasmi di Francesca.
Fu Giulia, con gli occhi lucidi e il fiato corto, a notare di nuovo l'anello di gomma alla base del cazzo di Yuri, ancora semi-eretto e luccicante dei loro fluidi.
Si chinò verso l'orecchio di Francesca e le sussurrò qualcosa, un'idea perversa che fece illuminare gli occhi della collega. Francesca annuì, un sorriso malizioso sul volto.
Si girarono verso Yuri.
"Abbiamo un'ultima voglia da esaudire," disse Francesca, la sua voce un invito tentatore.
"Vogliamo prenderlo insieme." Giulia si sdraiò sulla schiena sul lettino, le gambe aperte.
Francesca si arrampicò sopra di lei, schiena contro schiena, le loro chiappe che si toccavano, le loro fighe allineate una sopra l'altra, una visione incredibile di disponibilità totale.
Yuri capì. Il suo cuore batté forte.
Si avvicinò, il suo cazzo che si induriva di nuovo, più duro che mai.
Guidò la punta alla fica di Giulia, quella più in basso, e la penetrò con un lento movimento.
La bionda gemette.
Poi, con una fatica controllata, si piegò leggermente le ginocchia, trovando l'angolazione giusta per spingere la stessa asta, ancora più in alto, nel buco del culo di Francesca.
Entrambe urlarono, un suono di dolore e piacere fuso.
Yuri si trovò a penetrarle contemporaneamente, una nella fica e una nel culo, la sensazione delle due strette diverse che lo avvolgevano era quasi insostenibile.
Le loro mani si cercarono, i loro volti si girarono per baciarsi, un bacio appassionato e disperato mentre lui iniziava a scoparle entrambe.
Il ritmo divenne frenetico, i corpi sbattevano l'uno contro l'altro in una sinfonia di carne.
Sentì il climax montare, un'energia che partiva dalle sue palle e si propagava a tutto il corpo.
Con un urlo potentissimo, venne, un'esplosione violenta che lo svuotò completamente, riempiendole entrambe con il suo sperma caldo, mentre i loro orgasmi le facevano tremare in un abbraccio finale, collassando sul lettino in un cumulo di corpi sudati e soddisfatti.
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