trio
La prima volta si ricorda per sempre
ioilpiacere
08.08.2025 |
208 |
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"Lo spinge piano, con movimenti lenti e regolari, finché mi abituo alla sensazione..."
Era la prima volta che mettevo piede a casa loro.Un appartamento elegante, luci soffuse, un profumo dolce nell’aria.
Lui mi stringe la mano con fermezza, lo sguardo sicuro e calmo.
Lei mi accoglie con un sorriso caldo e una mano sulla spalla, quel tocco che ti fa sentire subito al sicuro.
«Rilassati» dice, accompagnandomi verso il salotto.
Mi sento impacciato, ma lei mi parla con calma, come se mi conoscesse da tempo.
Si siede accanto a me, la sua coscia che sfiora la mia, una mano leggera sul mio ginocchio.
Poi, senza staccare gli occhi dai miei, mi prende la mano e la guida verso di lui, che nel frattempo si è seduto vicino.
Sotto il tessuto dei pantaloni, sento il calore e la consistenza.
Lei mi sorride: «Vedi? Ti sta aspettando.»
Con calma, apre la zip e libera il suo pene. È già duro.
Me lo porge, tenendolo alla base, e con un tono dolce ma fermo: «Assaggialo».
Esito, ma lei mi avvicina con una mano dietro la nuca.
Le prime volte sono solo sfioramenti, poi la punta è nella mia bocca.
«Bravo… così» sussurra, mentre lui lascia andare un respiro profondo.
Dopo qualche minuto, lei si alza.
Comincia a sbottonare la camicetta, rivelando un reggiseno in pizzo nero a balconcino che sostiene il suo seno grande, naturale e sodo.
Si piega verso di me, lasciandomi sfiorare il calore e il profumo della sua pelle.
«Ti piace?» chiede, sollevando le coppe con le mani, facendole sembrare ancora più piene.
Poi mi prende per mano e mi conduce verso il letto.
«In piedi, piegati un po’ in avanti» ordina, posizionandomi vicino al bordo.
Si inginocchia dietro di me, mi apre lentamente i glutei e comincia a leccare.
All’inizio si muove in ampi cerchi, senza fretta.
Ogni tanto morde leggermente la pelle delle cosce interne, poi torna a concentrarsi, riducendo il cerchio fino a sfiorarmi l’ano.
Il suo respiro caldo mi fa rabbrividire.
Una mano scivola sotto di me: mi prende le palle con un tocco pieno, caldo, quasi protettivo.
L’altra avvolge il mio pene dalla base, massaggiandolo con lentezza.
«Bravo… rilassati» dice con quella voce materna che mi scioglie ogni resistenza.
La sua lingua ora spinge, cerca di entrare.
Alterna pressioni con la punta a succhiate brevi, come a preparare la strada.
Io stringo i muscoli per resistere all’ondata di piacere, ma lei se ne accorge e rallenta sul pene, mantenendo però un massaggio costante alle palle.
Quando sente che sono pronto, aggiunge un dito.
Lo spinge piano, con movimenti lenti e regolari, finché mi abituo alla sensazione.
Io respiro a scatti, le mani aggrappate al bordo del letto.
Lei mi guarda dal basso, sorride: «Ci sei…»
Si sposta di lato, mantenendo una mano sul mio fianco, e fa cenno a lui.
Sento il suo corpo avvicinarsi da dietro: calore, mani forti sui miei fianchi, il glande che preme contro di me.
Una pressione lenta.
Io trattengo il respiro, lei me lo ricorda: «Respira… ci sono io.»
Mi accarezza la schiena e i capelli, mentre lui avanza piano, centimetro dopo centimetro.
Quando è completamente dentro, resta fermo un momento. Lei mi bacia dietro l’orecchio, stringendomi la mano.
Poi il movimento comincia.
Lui prende un ritmo lento ma deciso, ogni spinta profonda mi scuote.
Io cerco di abituarmi alla pienezza, lei mi aiuta: si sposta davanti a me, fa scivolare il mio viso tra i suoi seni caldi e sodi, tenendomi stretto.
«Sei bravissimo…» mormora, mentre lui accelera leggermente.
Il piacere cresce, la resistenza cede.
Ogni colpo di lui è accompagnato dalle carezze di lei sul mio petto, sul viso, sul collo.
Mi sento in mezzo a due forze: la potenza di lui dietro e la dolcezza avvolgente di lei davanti.
Lui ora affonda con più decisione, le mani che stringono forte i miei fianchi.
Lei lo guarda, sorride, e con una mano torna a prendere il mio pene, massaggiandolo dal basso mentre il suo corpo continua a cullarmi nel ritmo.
Sento che sto per cedere, lei lo capisce e stringe un po’ di più.
«Non ancora… resisti un attimo» dice con tono materno, ma deciso.
Poi lui accelera ancora, le spinte profonde, regolari.
Ogni affondo è un’ondata che mi attraversa.
Lei mi bacia, mi tiene, mi avvolge, e finalmente lascio andare: un orgasmo lungo, potente, che esplode mentre lui continua a riempirmi.
Resto lì, tra loro due, il corpo scosso, il respiro irregolare.
Lei mi accarezza i capelli e sorride: «Così… la prima volta si ricorda per sempre».
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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