trio
Sogno o Realtà
ioilpiacere
08.08.2025 |
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"Mi spinge il viso tra le sue gambe, raccolgo ogni goccia con la lingua fino alla fonte..."
La porta si apre.Davanti a me, una coppia che emana calore e sicurezza. Lei sorride con dolcezza, lui mi fissa con uno sguardo fermo, quasi ipnotico. Mi fanno entrare come se fossi già di casa: una mano leggera sulla spalla, un cenno verso il divano, un bicchiere freddo che appare davanti a me senza che lo chieda. L’aria è tiepida, impregnata di pelle, legno e cera calda.
Ci sediamo. Beviamo un sorso. Le loro voci si intrecciano, mi fanno domande, io racconto, rido, e mi accorgo che i loro occhi non mi lasciano mai. Lei è vicina, la sua coscia sfiora la mia ogni volta che si muove. Una mano si posa sopra il mio ginocchio, leggera ma ferma.
Poi, senza una parola, mi prende la mano. Le dita calde e decise la guidano verso di sé… per poi deviarla su di lui.
Lui è accanto, rilassato ma vigile. Sento il tessuto dei pantaloni sotto le dita, e lei, fissandomi, spinge la mia mano tra le sue gambe. Sotto il tessuto sento il calore e la consistenza; è già duro. Lei mi fa stringere, e lui trattiene un respiro profondo. «Così», sussurra al mio orecchio.
Si sposta verso di lui. La sua mano scivola nei pantaloni, lenta ma sicura. Batto le palpebre e quando le riapro, i pantaloni sono già a terra. Lui è lì, eretto, la pelle calda e tesa. Lei lo accarezza, poi si abbassa e lo prende in bocca, lenta, profonda.
Il tempo scivola come in un sogno. Sono sul letto, le lenzuola tiepide contro la pelle. Lei è sopra di me, piegata in avanti, i capelli che mi sfiorano il petto. Dietro, lui la prende con spinte potenti, e ogni affondo la spinge verso di me, trasmettendomi un’onda calda che mi attraversa lo stomaco.
Il suo pene, largo e venoso, è a pochi centimetri dal mio viso. Sento il calore, l’odore intenso e ferroso. Mentre entra ed esce, la sua patatina è così bagnata che ad ogni spinta rilascia un fiotto caldo che mi schizza sulle labbra: è il suo piacere, abbondante, caldo e denso. Lo bevo senza lasciarne cadere nulla.
Lei trattiene i gemiti, ma nella sua bocca pulsa anche il mio pene, duro e febbrile. La sua lingua si muove precisa, le labbra stringono, e io sto per cedere.
La mia lingua la assaggia ancora, mentre a ogni affondo di lui il suo pene mi sfiora il viso. È un intreccio di sapori e consistenze che mi confonde e mi eccita.
Poi la sua gola mi stringe forte. Lei trema e lascia uscire un gemito lungo. Il pene di lui si sfila e, in contemporanea, lei esplode di nuovo: un getto caldo mi investe il viso e il collo.
Lui, gonfio e teso, mi cade sulle labbra: apro la bocca e lo accolgo. È enorme, mi riempie, mi soffoca e mi eccita.
Lei lo strappa dalla mia bocca e lo guida verso il suo ano. Lui le apre il sedere con le mani e prova a entrare, ma lei si ferma: «Aspetta». Si gira verso di me, il respiro corto: «Aiutami tu».
Si siede su di me, premendomi l’ano sulla bocca. Con una mano mi afferra la testa e mi stringe a sé, con l’altra si tocca, massaggiandosi il clitoride. Dietro di lei, lui le bacia il collo, poi la morde leggermente. Le sue mani la stringono ai fianchi, mentre io bevo il suo sapore.
Lui la riprende, la mette a pecorina e questa volta entra del tutto. Lei urla, le mani che si aggrappano alle lenzuola. Il ritmo accelera, le spinte diventano più profonde, ogni colpo la scuote da capo a piedi.
All’improvviso, lui le afferra i fianchi con forza primitiva, la tira a sé e affonda come se volesse penetrarla oltre ogni limite. Il suo corpo è teso, i pollici premuti forte nella pelle.
La prima ondata di sperma arriva con una spinta secca. Lei geme, lui emette un suono gutturale, animale. Non si ferma: ogni pulsazione è un’altra spinta, più profonda, più possessiva. Il suo respiro è un ringhio rotto, fino a diventare quasi un urlo di liberazione.
Lei è persa, piegata in avanti, i capelli scompigliati. In quell’istante il mio pene le sfiora appena il fianco: un tocco impercettibile, ma sufficiente. Il mio corpo cede, travolto dal piacere. È un’eiaculazione violenta, mai provata: ondate calde e dense partono dal basso ventre e schizzano verso l’alto, colpendo il suo fianco, il seno, la clavicola, fino al collo. Ogni pulsazione mi svuota e mi fa tremare.
Sopra di me, lui continua a stringerla e spingerla a sé ad ogni ondata, come se volesse entrare ancora più in profondità. I suoi suoni diventano sempre più crudi, liberatori. Lei resta lì, in mezzo a noi due, segnata dal mio piacere fuori e dal suo dentro.
Quando lui si sfila, una quantità copiosa di sperma cola dal suo ano in fiotti caldi e spessi, scendendo lungo le cosce. Lei mi guarda, un sorriso compiaciuto sulle labbra: «Pulisci tutto».
Mi spinge il viso tra le sue gambe, raccolgo ogni goccia con la lingua fino alla fonte. Poi afferra il pene di lui, ancora pesante e umido, e me lo infila in bocca, tenendolo fermo lì. Lo sento ammorbidirsi ma restare presente, pulsante a tratti, il sapore intenso che mi riempie completamente. Resto così finché lei non decide che basta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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