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La Doccia del Campeggio - Parte II
ioilpiacere
12.03.2026 |
281 |
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"Lei tiene il dito ancora dentro di me, appena, e lo muove piano, solo quel tanto che basta a farmi tremare di nuovo..."
Lei è in ginocchio davanti a lui, l’acqua le scorre sui capelli e sulle spalle. Il pene di lui è duro e bagnato, e lei lo sta succhiando con calma, come se volesse farlo impazzire senza arrivare mai in fretta da nessuna parte. Io sono a pochi centimetri: li vedo, li sento, respiro lo stesso vapore caldo, lo stesso odore di pelle e sapone.Lei si stacca un istante e mi guarda. Le labbra sono lucide, bagnate di saliva e di pre-seme. Sorride appena, poi si alza quel tanto che basta per arrivare al mio viso e mi bacia.
È un bacio pieno, lento, intenzionale. Sento il gusto salato sulle sue labbra, il calore della sua bocca che mi prende e mi trascina. E mentre mi bacia, senza fretta, mi spinge più vicino a lui.
È tutto così vicino che mi sembra irreale: noi due che ci baciamo, e a pochi millimetri da noi il glande di lui, gonfio e pulsante. Lo sento quasi sfiorarmi. Ne sento l’odore, il calore. Lui respira forte sopra di noi, immobile, come se fosse lei a tenerlo fermo anche col solo modo in cui muove la bocca sulla mia.
Io provo a non guardare, poi guardo. E lei lo capisce subito.
Senza interrompere il bacio, una sua mano scivola sul mio corpo. Parte dal collo del mio pene e scende, lenta, fino ai testicoli. Li supera e continua ancora sotto, più giù, fino a raggiungere l’ano. È un tocco leggero ma preciso, come se sapesse esattamente dove premere per farmi perdere la testa.
Mi sfugge un gemito nel bacio. Apro la bocca un istante, lei sorride compiaciuta contro le mie labbra, e allora ritira la mano, risalendo sul mio pene, tornando a stringere il collo e il glande, come per riportarmi su… e poi, senza vergogna, sputa sulla mano.
La saliva si mescola all’acqua e rende tutto più scivoloso.
Lei riscende di nuovo, questa volta con un dito. Arriva dietro, lo appoggia e spinge piano. Entra appena — sì e no una falange — ma è abbastanza. Il mio corpo si irrigidisce, il respiro mi si spezza, e in quell’istante sento il mio pene reagire come se fosse stato colpito da una scossa: una grondata calda mi scivola fuori senza che io riesca a fermarla, finendo sul suo avambraccio.
Lei lo sente, lo vede, e sorride ancora.
Io resto con la bocca aperta, come se mi mancasse l’aria.
Allora lei, con una mano che non smette di controllarmi, prende il prepuzio di lui e lo avvicina lentamente alla mia bocca. Non mi forza. Mi porta lì e basta, lasciandomi sentire il calore, la pelle tesa, il glande che pulsa a pochi millimetri.
«Piano…» mormora, come un comando.
Io sfioro appena con le labbra. Solo un contatto. Un assaggio.
Lei mi bacia di nuovo subito dopo, come per mescolare tutto: la sua bocca calda, il gusto del pre-seme, la consapevolezza di lui che ci guarda e respira sopra di noi. E mentre ci baciamo, lei mi guida ancora più vicino, finché le mie labbra tornano su di lui.
Questa volta resto lì più a lungo. Sento il glande vivo sotto la bocca. Sento che pulsa. Sento che lui fatica a restare fermo.
Lei tiene il dito ancora dentro di me, appena, e lo muove piano, solo quel tanto che basta a farmi tremare di nuovo. Il mio pene continua a gocciolare, caldo, incontrollabile, e lei — come se fosse la cosa più naturale del mondo — usa quel ritmo per guidarmi: un movimento del dito, un bacio, un altro assaggio su di lui.
Lui lascia uscire un gemito basso. Lei alza lo sguardo verso di lui, come a chiedere permesso e insieme a concederglielo.
E poi, con la stessa calma con cui ha fatto tutto fino a quel momento, mi prende per la nuca e mi spinge appena più avanti, quel tanto che basta perché io lo accolga davvero.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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