Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Il liceo e gli occhi sul futuro
Lui & Lei

Il liceo e gli occhi sul futuro


di Membro VIP di Annunci69.it Unpodileggerezza
14.06.2026    |    329    |    0 6.0
"Eppure, ancora oggi, quando passo davanti a quella scuola nelle sere di primavera, mi torna in mente quel foglio piegato..."
La cittadina si era svuotata come succede soltanto a fine maggio.

Le spiagge non erano ancora piene, i turisti non erano ancora arrivati davvero, e le strade conservavano quella calma sospesa che appartiene solo alla Riviera prima dell’estate.

Ero andato all’istituto per consegnare alcuni documenti informativi. Un incarico semplice, una delle tante commissioni che riempiono una giornata di lavoro.

Entrai nel corridoio principale mentre una campanella suonava in lontananza.

Fu allora che la vidi.

Stava uscendo da un’aula.

Capelli neri, lisci, lucidi come l’inchiostro. Una figura esile, quasi fragile, con un modo di muoversi che sembrava leggero e determinato allo stesso tempo.

Incrociò il mio sguardo.

Mi sorrise.

Un sorriso breve, spontaneo.

Io ricambiai senza pensarci.

Poi continuai verso la segreteria.

Compilai i moduli, consegnai il materiale, scambiai due parole con l’impiegata e me ne andai.

Ma quando tornai lungo lo stesso corridoio, lei era ancora lì.

Davanti alla porta della classe.

Come se stesse aspettando qualcosa.

O qualcuno.

Mi vide.

Sorrise di nuovo.

Questa volta il suo sguardo rimase sul mio un secondo in più.

Poi entrò in aula.

Nel farlo lasciò cadere un piccolo foglio piegato.

Non accidentalmente.

Lo capii subito.

Aspettai qualche istante prima di raccoglierlo.

Sul foglio c’erano poche parole.

“Vederti mi ha dato speranza nel futuro. Stasera alle venti farò una passeggiata davanti alla scuola.”

Nient’altro.

Nessun nome.

Nessuna firma.

Per tutto il pomeriggio quel messaggio rimase nella mia testa.

Speranza.

Che cosa significava?

Perché proprio io?

Forse stavo interpretando troppo.

Forse era un errore.

Forse era soltanto il gesto impulsivo di una ragazza che attraversava uno dei tanti momenti difficili che l’età porta con sé.

Alle sette e mezza ero ancora indeciso.

Alle otto meno dieci stavo ancora cercando motivi per non andare.

Alle otto ero davanti alla scuola.

Lei era lì.

Camminava lentamente sul marciapiede illuminato dai lampioni.

Quando mi vide non sembrò sorpresa.

Come se avesse saputo fin dall’inizio che sarei arrivato.

Ci salutammo.

Nessun imbarazzo.

Nessuna teatralità.

Iniziammo semplicemente a camminare.

Le chiesi del biglietto.

Lei abbassò lo sguardo per un momento.

Poi sorrise.

— Perché era vero.

— Cosa?

— La speranza.

Continuammo a camminare.

Il vento portava l’odore del mare fino alle vie interne della città.

Lei mi raccontò che quell’ultimo anno era stato difficile.

Che si sentiva spesso persa.

Che tutti sembravano avere già deciso cosa diventare, mentre lei vedeva soltanto strade che si dividevano.

— Poi stamattina ti ho visto.

Sorrisi.

— E questo dovrebbe aiutarti?

— Non lo sai nemmeno, vero?

Scossi la testa.

Lei rise.

Una risata leggera.

— Hai gli occhi di qualcuno che non ha smesso di credere che le cose possano cambiare.

Rimasi in silenzio.

Nessuno mi aveva mai detto una cosa simile.

Parlammo ancora a lungo.

Le ore passarono quasi senza accorgercene.

Seduti su una panchina.

Camminando lungo il viale.

Fermandoci a guardare le luci lontane delle barche.

La distanza tra noi diminuì poco alla volta.

Non per decisione.

Per naturalezza.

Come due persone che si scoprono sulla stessa frequenza.

Quando le nostre mani si sfiorarono nessuno dei due le ritrasse.

Quando ci abbracciammo sembrò la conclusione inevitabile di qualcosa iniziato molto prima di quella sera.

Restammo così per un tempo impossibile da misurare. Non successe altro. Io non lo permisi.

Con il rumore del mare in lontananza.

Con la città che dormiva.

Con il mondo che sembrava essersi fatto improvvisamente più semplice.

Poi arrivò il momento di salutarci.

Lei si fermò sotto un lampione.

La luce dorata illuminava i suoi capelli scuri.

— Grazie di essere venuto.

— Grazie a te per il biglietto.

Abbassò lo sguardo.

Poi lo rialzò.

— Domani probabilmente tutto tornerà normale.

— Forse.

— È giusto così.

Annuii.

Perché entrambi sapevamo che certe persone non arrivano nella nostra vita per restarci.

Arrivano per ricordarci qualcosa.

Lei mi ricordò che anche nei giorni più ordinari può nascondersi un momento capace di cambiare una prospettiva.

Io, forse, le ricordai che il futuro non è soltanto una minaccia.

Può essere anche una promessa.

Si allontanò lungo il marciapiede.

Io rimasi fermo a guardarla.

Finché la sua figura scomparve dietro l’angolo.

Non la rividi mai più.

Eppure, ancora oggi, quando passo davanti a quella scuola nelle sere di primavera, mi torna in mente quel foglio piegato.

Quelle poche parole.

E il pensiero che, a volte, la cosa più importante che possiamo lasciare a qualcuno non è un ricordo d’amore.

Ma un motivo per guardare avanti con un po’ più di luce negli occhi.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il liceo e gli occhi sul futuro :

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni