La doppia vita di Giulia (parte seconda)
PensieroStupendo80
Lui aprì senza dire una parola, la afferrò per la vita e la spinse contro il muro del corridoio. La baciò con fame, le mani che le alzavano subito il vestito leggero.
«Hai obbedito?» sospirò contro la sua bocca. Giulia annuì, arrossendo. Marco le infilò due dita tra le gambe, trovandola ancora bagnata e sporca del piacere di entrambi.
«Brava puttana» mormorò soddisfatto, spingendola verso la camera da letto.
La spogliò lentamente, assaporando ogni centimetro di pelle. Quando fu nuda davanti a lui, Marco si sedette sul bordo del letto, le gambe aperte. Il suo cazzo era già duro, spesso e venato, puntato verso l’alto.
«Inginocchiati» ordinò.
Giulia obbedì senza esitare. Si mise tra le sue cosce, baciandogli l’addome, scendendo piano. Gli prese il cazzo in mano, lo accarezzò, poi lo leccò dalla base fino alla cappella, assaporando il gusto salato della sua eccitazione. Marco le accarezzò i capelli, spingendola più giù.
Ma non era quello che voleva stasera. La tirò su per i capelli e la fece sdraiare sul letto a pancia in giù. Le aprì le natiche con le mani grandi e ci affondò la lingua senza preavviso, leccandola profondamente, bagnandola tutta. Giulia gemette forte, spingendo il culo contro la sua faccia.
Dopo qualche minuto lui si fermò e le sussurrò: «Adesso tocca a te».
La fece girare. Marco si mise in ginocchio sul letto, di spalle, e si chinò in avanti, offrendole il culo sodo e liscio. Giulia non aveva mai fatto niente del genere prima di lui, ma con Marco ogni limite scompariva. Si avvicinò, gli baciò le natiche, poi ci passò la lingua piano, esplorando. Sentì il sapore della sua pelle calda, il muscolo che si contraeva sotto la sua bocca. Diventò più audace: spinse la lingua contro l’anello stretto, leccandolo con movimenti circolari, infilandola appena dentro mentre con una mano gli accarezzava il cazzo duro che penzolava tra le gambe.
Marco gemette di piacere. «Cazzo, sì… leccami più profondo, Giulia»
Lei obbedì, infilando la lingua più che poteva, sbavando, mentre lo segava con la mano. Sentiva il suo respiro diventare sempre più pesante, i gemiti più gutturali.
Dopo qualche minuto Marco si voltò di scatto, il viso arrossato dal piacere. La spinse giù sul pavimento, ai piedi del letto.
«In ginocchio. Apri la bocca»
Giulia si mise in posizione, nuda, le ginocchia sul parquet freddo. Marco si alzò in piedi davanti a lei, segandosi il cazzo lucido di saliva con movimenti rapidi e forti. La guardava dall’alto con occhi possessivi.
«Voglio venirti sui piedi» disse.
Le afferrò i capelli con una mano e continuò a masturbarsi. Giulia gli leccò le palle, poi tornò a guardarlo negli occhi mentre lui accelerava. Con un gemito lungo e profondo, Marco esplose. Il primo schizzo caldo le colpì il petto e scese sul ventre. Il secondo e il terzo li diresse più in basso: getti densi e bianchi atterrarono sui suoi piedi, tra le dita, coprendole le unghie laccate di rosso. Un ultimo fiotto le finì sulla caviglia. Giulia rimase lì, ansimante, a guardare il suo sperma che le colava sui piedi. Marco respirava pesantemente, ancora mezzo duro.
«Brava» mormorò, accarezzandole il viso. «Adesso leccati le dita dei piedi mentre ti guardo». Lei arrossì violentemente, ma l’eccitazione era troppo forte. Si portò un piede alla bocca, passò la lingua sul suo stesso sperma mescolato a quello secco di Luca, assaporando il gusto proibito. Marco la osservava con un sorriso soddisfatto, già pronto a prenderla di nuovo.
La notte era ancora lunga, e Giulia sapeva che non sarebbe tornata a casa prima dell’alba. La doppia vita le piaceva troppo per fermarsi.
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