Gay & Bisex
1. Alessandro e il primo incontro
24.12.2025 |
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"Riguardo il suo ultimo accesso in chat alle 3:22 con scritto il modello della sua macchina: una golf nera..."
Mi chiamo Marco, ho 22 anni e sono uno studente universitario. Sono tornato a casa tardi dopo una lunga giornata di corsi e una cena tra colleghi, stanco, ma con la mente inquieta. Sono in una relazione a distanza e i lunghi tempi di astinenza non aiutano a tenere sotto controllo quei miei desideri che con tanta fatica nascondo. Così dopo essere rientrato silenziosamente nella mia stanza, mi connetto ad una chat, dove nell’ultimo periodo entro sempre più frequentemente, per esplorare qualcosa di me stesso che ancora non conosco del tutto.Dopo qualche scambio banale con altri utenti, verso l’una di notte, mi ha scritto Alessandro, un uomo di 28 anni. Abbiamo cominciato a parlare senza troppe aspettative. Mi ha detto di convivere con la sua fidanzata, ma che quella sera era solo.
Sono io per primo ad entrare in argomenti intimi e gli dico di essere curioso e che cerco seghe tra amici in segreto.
Lui però risponde con circostanza e mantiene il tema della conversazione sul tradizionale, università, hobby, sport.
Lui mi piace, è sportivo, estroverso, ma messaggio dopo messaggio aumenta la curiosità di capire perché quel tipo si trovi in una chat di quel genere in piena notte senza sembrare di volere approfondire certi temi.
Sono io ad insistere e a riprovarci. Gli racconto dell’unica mia esperienza con un uomo, una sega frettolosa che però cerco di presentargli nel modo più eccitante possibile. Lui non si sconvolge ma non sembra essere interessato troppo alla cosa.
Un pò mi risento e, vista la fretta da parte mia di un orgasmo rapido, gli scrivo direttamente che capisco che non gli interesso e augurandogli una buona notte.
Lui a quel punto risponde educatamente che gli dispiace, che mi trova simpatico ma che lui cerca solo cose particolari e che non pensa facciano per me.
Questo da una svolta inaspettata alla conversazione, il mio cazzo sussulta dalla curiosità.
Gli chiedo direttamente di dirmi di cosa si tratti, che rimane tra noi.
Lui a quel punto comincia ad aprirsi, sembrando che non aspettasse altro che la mia domanda diretta.
Mi confessa di essere dominante e di provare piacere nel sottomettere altri uomini.
Cominciamo così a parlarne e a fantasticare e nonostante la mia inesperienza la mia mente naviga mentre la mia mano scende sul mio uccello durissimo per massaggiarlo, mentre con lui converso di cose inimmaginabili per me.
Arrivano le tre e mi sento sfinito dall’eccitazione. Il mio cazzo lo tocco appena, perché ad ogni momento potrebbe schizzare incontrollato.
Non vorrei che finisse mail, ma il mio corpo era pronto a terminare quella seduta di sexting, quando lui improvvisamente mi chiede di incontrarci.
Mi da sicurezza nonostante i temi affrontati e mi mette nelle condizioni di scambiare delle foto anche del viso, nonostante non lo facessi volentieri.
Lui portava degli occhiali da sole in una foto al mare ma quel mento deciso e quel collo con il pomo d’Adamo prominente mi
fanno impazzire e non posso che ricambiare.
Sapevo che era anche lui a Torino e scopriamo di essere anche non troppo lontani ma mai avrei pensato di volerlo incontrare sul serio. Soprattutto dopo quello che ci siamo scritti, ben oltre alla sega tra amici.
Casa sua è a poche fermate di bus ma di notte a piedi, una buona mezz’ora.
Insiste, viene lui in macchina ma io non voglio, non posso. Devo svegliarmi tra poche ore, anche lui, ma solo per conoscerci.
Propone un incontro vicino all’indirizzo approssimativo che gli ho dato. Per caso ancora più vicino al mio indirizzo reale, in un vicolo poco frequentato di notte, vicino al fiume.
Lui sembra leggermi nel pensiero e mi convince calmierando le mie paure. Sa che erano solo fantasie, ma propone solo una conoscenza veloce.
Lui parte senza aspettare la mia conferma finale e io rimango a fissare il soffitto con il petto che mi scoppia.
Riguardo il suo ultimo accesso in chat alle 3:22 con scritto il modello della sua macchina: una golf nera.
Sono passati già almeno dieci minuti e impreco contro me stesso mentre mi metto le scarpe in silenzio e al buio.
3:38: È online di nuovo e chiede dove sono e come sia vestito. Non rispondo perché nel mentre sto già entrando nel vicolo e vedo quella golf nera parcheggiata.
Sono così nervoso, con il cuore che sbatte nel mio petto e i piedi che vogliono scappare, che mi precipito sulla maniglia della macchina, che però è chiusa e nessuno siede nell’abitacolo. I pochi secondi di perplessità per questo gesto impulsivo vengono rotti dalla sua mano pesante e la sua voce profonda che scherza se fossi lì per incontrarlo o per rubargli la macchina.
Girando la testa verso di lui vengo attratto dalla linea del mento e da quel pomo che mi avevano affascinato. Non era abbronzato come nella foto ma la barbetta di due tre giorni lo rendevano ancora più bello. Mi stringe la mano forte e mi indica una scaletta che va verso il fiume.
Lui indossa una tuta di marca grigio scuro con la felpa con il cappuccio e mi anticipa giù per i pochi gradini. Si affaccia sul lungo fiume per vedere se arriva qualcuno e mi fa poi sedere su uno degli ultimi gradini, rimanendo lui in piedi davanti a me.
Sottovoce mi dice che sono come mi immaginava ed è contento che ho trovato il coraggio di incontrarlo.
Mi appoggia la mano sulla spalla e accenna un massaggio per distendere la mia tensione poi passa al collo, alla nuca e al mento. Mi tiene con un po di forza e mi orienta il volta verso l’alto, verso di sé.
Si abbassa verso di me e mi sputa una prima volta in faccia. Un brivido mi percorre la schiena. Con il pollice mi raggiunge l’angolo della bocca e con un po’ di pressione mi dischiude le labbra. Sento la saliva colare sulla guancia e lui avvicina le sue labbra quasi volendomi baciare per poi sputare una secondo volta direttamente sul mio labbro superiore.
Con l’indice mi spinge la saliva in bocca ed entra con le due dita e puntando sulle gengive verso il basso mi apre la bocca.
Un terzo sputo arriva poi direttamente sulla lingua. Con le dita ci gioca e mentre le spinge in fondo. Io di istinto chiudo le labbra. Si avvicina al mio orecchio e mi sussurra che sono bravo e che devo succhiargli le dita come farei con il suo cazzo. Le ciuccio lentamente mentre le muove dentro e fuori. Il mio cazzo torna vigoroso come prima a casa e comincio anche a mugolare leggermente vedendolo compiaciuto. Gli appoggio la mia mano sulla gamba che al tatto sento muscolosa e mi avvicino tastando al suo inguine. Il pacco è bello pieno e sento quella, che come già visto in una foto, sembra confermarsi una bella dotazione ma a differenza mia non è ancora eccitato.
Si abbassa di nuovo verso di me e mi chiede se mi piace, se lo vorrei. Si compiace vedermi annuire ma mi ricorda che non ci siamo incontrati per questo.
Annuisco per la terza volta e lui sorride compiaciuto, prima di tirarmi per un orecchio e spingermi nella penombra del lungo fiume.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per 1. Alessandro e il primo incontro :

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