Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > 4. Alessandro: Allenamento con il dildo
Gay & Bisex

4. Alessandro: Allenamento con il dildo


di Marco88bi
26.12.2025    |    5.651    |    3 9.3
"Sentendo il rumore delle bottigliette che rotolano leggermente, mi fermo un attimo e rifletto sull’allenamento di ieri, ripercorrendone mentalmente ogni dettaglio..."
Mi lascio scivolare a terra fino a sedermi, la schiena appoggiata al muro. Il cemento davanti a me è bagnato, così come la maglietta che mi si è incollata addosso. Mi asciugo in modo approssimativo con alcuni fazzoletti, poi apro lo zaino. Sul fondo, sotto le bottiglie, trovo come promesso una maglietta di riserva.

Mi tolgo quella sporca e uso la parte rimasta asciutta per passarmela sul viso e sul corpo. A petto nudo sento subito freddo. Indosso la T-shirt pulita e mi rialzo. In quel momento mi accorgo che il mio cazzo è ancora duro. Lo sistemo in una posizione più comoda, scendo le scale di corsa e prendo il primo autobus verso casa. Anche i jeans hanno della macchie piu scure per il bagnato ma si asciugano velocemente e nessuno sembra notarlo.

Durante il tragitto verso casa il cuore continua a battermi forte. Più volte cerco il contatto con il mio uccello. Entrato in casa vado direttamente in camera mia. Uno dei miei coinquilini è in salotto ma accenno a malapena un saluto. Chiudo la porta della mia camera a chiave dietro di me e mi spoglio completamente rimanendo nudo. Mi butto sul letto a pancia in giù e senza alzarmi, allungo il braccio per recuperare lo zaino. Lo apro e tiro fuori la maglietta e il dildo. Appoggio la maglietta sul cuscino davanti a me e ci metto sopra il cazzone di gomma. Lo avvicino al viso: l’odore è neutro, di plastica, ma si mescola a quello di piscio rimasto nel tessuto della maglietta.

La stanza è in penombra, con la luce che filtra appena dalle tapparelle. Prendo il cilindro tra le dita e lo osservo, è molto realistico. La gomma è liscia, leggermente elastica, e cambia forma sotto la pressione delle mani. Rimango concentrato sui dettagli del glande e delle venature, sul contatto e sull’odore che rimane costante.

Dopo un po’ avvicino l’oggetto alle labbra. È un test, un gioco concordato con un nuovo amico. Lecco con la lingua attorno alla cappella e poi lo faccio entrare in bocca. Mi accorgo che il primo terzo entra senza problemi e che alcuni altri centimetri scivolano fino a toccare, credo, il fondo della gola.
A quel punto distendo un po’ il collo e lo spingo ancora più in fondo provocandomi un conato di vomito. Cerco di non perdere troppa posizione e ci riprovo, lentamente, centimetro dopo centimetro. Un nuovo forte conato ma non retrocedo. Mi lacrimano gli occhi è do un’ultima spinta segnandomi con il dito il traguardo raggiunto. Tossisco violentemente e lo sfilo. Osservo il mio dito e soddisfatto noto di aver raggiunto i due terzi al
primo tentativo.
Sento bussare alla porta. È Luca il mio coinquilino che mi chiede se sto bene. Il conato si é sentito anche da fuori.
Nel mentre osservo il dildo davanti alla mia faccia, che ora luccica della mia saliva.
Nella penombra sembra così reale.
Sapere che Luca è lì dietro la porta a parlare con me mi rende ancora più eccitato. Chiudo gli occhi e me lo struscio in faccia.
Gli rispondo che sto poco bene ma di non preoccuparsi.
Con dei movimenti di bacino struscio sempre più deciso il mio uccello sul lenzuolo sotto di me e con gli occhi chiusi, rivivo l’uccello lungo e penzolo di Alessandro davanti alla mia faccia appoggiarsi sul mio labbro.
Un attimo dopo davanti alla mia faccia un altro uccello, è quello di Luca. Il suo più corto e scuro, visto di sfuggita dopo una doccia. Contraggo i muscoli della schiena e il mio cazzo comincia a schizzare copioso sotto di me. Una quantità inusuale di sperma si sparge sul lenzuolo, arrivando fino all’altezza del petto. Sono troppo stanco e rimango così com’è, senza pulire il disastro, con il mio sperma che si appiccica ai peli del petto e dell’addome e nel giro di poco mi addormento.

Mi risveglio che è ormai notte fonda. Lo sperma in parte si è seccato, lasciando una macchia opaca sul tessuto. Accendo la luce del comodino, mi tiro su a sedere e prendo un libro dell’università. Leggo cercando di concentrarmi e, sorprendentemente, riesco a mantenere l’attenzione per una mezz’ora buona. Poi guardo il mio corpo nudo e le croste di sperma secco tra i miei peli e richiudo il libro.

Prendo il telefono e noto le chiamate perse: la mia ragazza ha provato a contattarmi molte volte. Le scrivo per tranquillizzarla, dicendole che avevo un po’ di febbre e che mi ero addormentato dopo aver preso una Tachipirina al rientro dalle lezioni. Le dico che l’avrei chiamata il giorno dopo.

Guardo il programma per l’indomani e, a quel punto, decido di rendere coerente la scusa: non andrò all’università.

Riapro il telefono ed entro in chat e vedo che anche lui mi ha scritto. Mi chiede il numero per sentirci più facilmente. Glielo mando e chiudo la chat. Dopo qualche secondo la riapro e gli scrivo che ho fatto esercizio, è andato bene: due terzi al primo tentativo e che sul resto ci lavorerò. Promesso.
Esco dalla camera e mi faccio una doccia. Torno a letto e mi addormento nuovamente. Il mio corpo ne ha bisogno.

La mattina dopo mi sveglio riposato, con la testa più lucida. Chiamo subito Martina e le racconto la mia versione del giorno precedente. La lascio parlare, ascolto le sue preoccupazioni. Si era spaventata, ma accetta la spiegazione senza insistere. Chiudiamo la chiamata con un tono tranquillo, come se la giornata potesse ricominciare da lì.

Mi metto a riordinare la stanza, sistemando libri e vestiti, ma lascio in un angolo le “reliquie” del giorno precedente, così da poterle mettere tutte insieme in lavatrice più tardi. Tolgo il lenzuolo sporco e lo metto da parte con il resto della biancheria. Il dildo va nell’armadio, insieme allo zainetto, fuori dalla vista. Sentendo il rumore delle bottigliette che rotolano leggermente, mi fermo un attimo e rifletto sull’allenamento di ieri, ripercorrendone mentalmente ogni dettaglio.

Ho bevuto mezzo litro di tè e mezzo litro di piscio dalla bottiglia, poi mi chiedo quanta ne abbia ingerito da lui. Apro il computer e cerco informazioni sulla capacità della vescica maschile. Scopro che mediamente può contenere circa 400–600 millilitri, e mi chiedo lo scopo di avermi allenato quindi con circa un litro e mezzo. Penso poi ad altro e continuo con la mia giornata.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per 4. Alessandro: Allenamento con il dildo:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni