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Gay & Bisex

Compagni di naia


di Membro VIP di Annunci69.it Fantasieinracconti
23.04.2024    |    1.195    |    6 9.3
"Gli altri due militari in tenda erano Umberto ed Alessandro che avrebbero dovuto montare di guardia alle 4 di notte..."
Era verso la fine degli anni 80, eravamo ad un campo militare di tre giorni ad inizio dicembre.
Avevamo montato le tende ed ora ci preparavamo per la guardia notturna.
Io e Roberto ci eravamo conosciuti in caserma, diventammo molto amici, uscivamo spesso assieme ed alcune volte sono andato a casa sua a mangiare.
Una sera mi aveva fatto conoscere le sue cugine, una di queste era molto bella e mi garbava un sacco.
Peccato che poi non ebbi più occasione di rivederla.
Roberto al tempo era fidanzato, ma noi tutti eravamo consapevoli del fatto che fosse gay.
A me comunque non fregava un cazzo, per me era un grande amico, lo aveva dimostrato in tante occasioni e a me bastava.
Mentre gli altri dormivano noi iniziavamo il nostro turno di guardia dalle 20:00 alle 24:00. A regola era il turno migliore. Eravamo in un campo vicino a Vercelli in una estesa pianura destinata ad esercitazioni militari con i carri armati.
Quella notte era solo la luna a farci luce, l’illuminazione artificiale era solo in alcuni punti strategici,ma per il resto non ci si vedeva un tubo.
Io e Robby camminavamo uno fianco all’altro quasi a toccarci per non perderci di vista.
La temperatura era di 6 gradi, avevamo una buona scorta di cordiale e verso le 23 era praticamente finito. Eravamo ubriachi persi, ancora pochi minuti e ci avrebbero dato il cambio.
Entrammo nella tenda e svegliammo Luciano e Rocky che non ne volevano sapere di montare di turno.
Dopo un po’ si convinsero ed uscirono.
La tenda era da sei, ma le coperte erano solo tre per problemi di spazi negli zainetti.
Dovevamo dormire a coppie, a me toccava dormire con Robby.
Era freddissimo quindi ci scaldavamo a vicenda.
I piedi non si scaldavano, poi mi ricordai che il capitano aveva detto di togliersi le scarpe per far sì che si scaldassero. In effetti dopo pochi minuti migliorarono.
Gli altri due militari in tenda erano Umberto ed Alessandro che avrebbero dovuto montare di guardia alle 4 di notte.
Ci addormentammo così, ma
durante la notte sentii il culo di Robby contro di me, si strusciava.
Ero in astinenza da mesi e anche se etero il mio pene si indurì.
Iniziai anch’io a fare dei movimenti di sfregamento, ma tutto si concluse li.
Continuammo ad uscire per tutto il tempo che restammo insieme, lui si congedò col 3ºscaglione ed io col 6º alcuni mesi più tardi. Non lo rividi più.
Verso il 2009 feci una ricerca su Facebook e lo trovai.
Passammo un’intera notte a chattare.
Lui mi disse che dopo il militare aveva scoperto di essere gay, io gli dissi che se me lo avesse chiesto glie lo avrei detto prima.
Io rievocai la notte del campo e lui in effetti ammise di averlo saputo prima.
Mi disse” peccato che non abbiamo potuto farlo quella notte”.
Io risposi per provocarlo:”potremmo recuperare”.
Lui che non aveva capito che stavo scherzando mi rispose”al momento sono accoppiato con un ragazzo di Milano, ma tu davvero lo faresti?”
“Certo che no, a me piacciono le donne” lui rispose “ma io sono una donna” e detto ciò inviò una immagine di “lei” in discoteca con i tacchi e in minigonna.
Miei coioni, sembrava sua cugina ai tempi del militare.
Sfido chiunque a scoprire che fosse un trav, ormai Roberto era diventata Roberta.
Ci salutammo ed andai a dormire verso le quattro del mattino.
Mi svegliai più volte col cazzo duro pensando a Robby, mi chiedevo se avesse fatto un intervento MtF o se avesse mantenuto i propri organi.
La sera dopo ebbi di nuovo l’occasione di chattare con lui e gli dissi che mi aveva di nuovo fatto venire l’uccello duro come anni prima.
Mi disse: “senti, si vive una volta sola, e anche se ora sono fidanzata di te non mi sono mai scordata” e poi prosegui” se vuoi mi vesto così, ti vengo a trovare e se vorrai finiremo ciò che abbiamo iniziato anni fa”
Volevo dirle di no, ma la curiosità era tanta e poi avevo anche voglia di vederlo/a.
Ci accordammo che io sarei andato a Bergamo, avremmo visitato la città e poi cenato da qualche parte.
Arrivai a Bergamo il Venerdì alle 17:00 in treno.
A prendermi trovai lui vestita come nella foto.
Ci abbracciammo e le lacrime scesero copiose.
Era bellissima, ve la farei vedere, ma accidentalmente dopo quell’incontro persi il cellulare con tutte le foto.
Salimmo fino a Bergamo alta e visitammo la città antica ricordando i vecchi tempi.
Cenammo lì e poi facemmo una passeggiata in notturna. Ci sedemmo su di una panchina sopra le mura e come una coppia normale, mi venne l’istinto di baciarla sulle guance, “lei” mi disse”:speravo osassi di più”.
In quel momento non so come spiegarvelo, ma per me avevo di fianco una donna, fu perciò naturale abbracciarla ed iniziare a baciarla sul collo.
Ad un certo punto fu allo stesso modo normale avvicinare le nostre bocche ed iniziare a baciarci.
Ormai ero più che convinto di arrivare fino in fondo per soddisfare i nostri desideri.
Poche volte in vita mia mi era capitato di trovare una donna che baciasse così bene.
Mi permisi di allungare una mano sul seno, era decisamente quello di una donna, direi all’incirca una terza. Lei aveva iniziato ad ansimare, era sempre più bramosa ed in men che non si dica mi ritrovai Roberta a cavallo.
Solo i sottili indumenti dividevano i nostri membri.
Ci baciammo a lungo e nell’’intimità del buio ebbi il coraggio di aprirle la camicetta ed immergere la mia bocca sul suo reggiseno.
Quando lasciai libero il suo seno iniziai a succhiare avidamente i suoi capezzoli e vidi lo stesso grado di eccitazione in Roberta delle mie partner femminili.
L ei scivoló verso il basso e si posò con la bocca sulla mia patta dei pantaloni.
Aprí la bocca e fece scivolare le labbra lungo il bastone.
La mia erezione era massima, quando lei liberó il mio membro fui sollevato.
Dopo averlo guardato Roberta passó la lingua sul glande poi con maestria posò le sue labbra sul mio organo e si muoveva allo stesso modo di prima sui jeans.
Quando salí di nuovo sul glande usó la lingua per lubrificarlo prima di spalancare la bocca ed avvolgere tutta la mia asta.
Dopo aver provato decine di altre donne posso confermare che il suo pompino era il migliore che avessi mai ricevuto. La pressione esercitata i movimenti erano sublimi. Quando scendeva ingoiava e quando saliva manteneva il glande nella bocca e girava con la lingua tentennando sull’orifizio.
Quando ero sul punto di venire Roberta si fermava per poi ricominciare il suo lento supplizio.
Si alzò mi venne a baciare accavallandosi a me. La sua mini copriva ogni visione, ma capii immediatamente che era senza mutande quando con la mano guidò il mio membro verso il suo buchetto.
Dapprima si muoveva lenta per poi aumentare lievemente il ritmo senza mai lasciare la mia bocca.
Le sussurrai un sei fantastica all’orecchio. Tanto bastó per scatenare in lei una foga animalesca. Mise i piedi sulla panchina a fianco a me e aggrappandosi allo schienale iniziò un movimento sempre più accelerato fino a quando io ero pronto a venire.
“Robby così mi fai venire” dissi al suo orecchio.
“Fammi sentire che mi vieni dentro, dimmelo” alzai lo sguardo verso lei e ragionai sul fatto che non poteva rimanere in cinta.
“Muoviti, vengo, dai così, si,sii,siii vengooooooo!”
Lei rimase ferma sopra di me abbracciandomi al collo e respirando lentamente quasi in una sorta di Nirvana.
Ora che sono passati anni e sto ricordando con piacere quella esperienza,ritorno ad avere quel dubbio amletico che come il mistero dell’universo non verrà mai svelato.
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