Gay & Bisex
Olio e trasgressione
27.05.2026 |
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"Con un ultimo, potente strappo, Davide venne, riempiendo Carlo con il suo sperma caldo, il corpo che scosse in spasmi incontrollabili..."
La porta dell'ascensore si aprì con un sibilo, rivelando il corridoio del terzo piano dell'elegante palazzo in centro. Davide controllò l'orologio: preciso. Si raddrizzò la camicia di lino chiara, facendo scorrere una mano tra i capelli scuri per assicurarsi che fossero in ordine. Come massaggiatore tantra, la sua presenza doveva trasmettere calma e autorità, ma il messaggio che Carlo gli aveva inviato quella mattina suggeriva un cliente molto diverso dai soliti adepti alla ricerca di rilassamento. "Prima volta. Curioso ma nervoso." Davide si abituò a leggere tra le righe; di solito, quella combinazione significava una tensione sessuale repressa che cercava una via di fuga legittima.Bussò alla porta. Dopo qualche secondo, la porta si aprì. Carlo era un uomo di mezza età, ben curato, con una mascella squadrata e occhi che scansionarono Davide con una rapidità che tradiva l'ansia. Indossava una tuta di cotone morbido, grigia, che sembrava più un pigiama di lusso che abiti casalinghi.
"Entra, per favore," disse Carlo, facendo un passo indietro. La sua voce era un po' roca. "L'appartamento è in disordine, ho preparato la stanza da letto come hai chiesto."
"Tutto bene, Carlo," rispose Davide, entrando e sentendo subito l'odore del legno di sandalo e di una candela appena spenta. "Il disordine è energia in movimento. Non preoccuparti."
Seguì Carlo in camera da letto. La stanza era spaziosa, le tapparelle abbassate per filtrare la luce del pomeriggio, creando un'atmosfera crepuscolare e intima. Un materasso a terra era stato preparato con lenzuola bianche pulite e alcuni cuscini di supporto. Davide posò la sua borsa su un sedia, estraendo una bottiglia di olio e qualche asciugamano.
"Prima di iniziare," disse Davide, voltandosi verso Carlo che stava in piedi in mezzo alla stanza, le mani incrociate nervosamente davanti al petto, "voglio rassicurarti su ciò che abbiamo concordato al telefono. Questa è una sessione di tantra. L'obiettivo è muovere l'energia, rilassare il corpo e la mente. Non c'è sesso. Non c'è bisogno di fare nulla se non ti senti a tuo agio. Sei tu al comando."
Carlo annuì, deglutendo a vuoto. "Sì, sì. L'ho capito. Niente sesso. Solo... massaggio. È solo che è la prima volta e non so cosa aspettarmi."
"Il corpo ti guiderà," disse Davide con un sorriso professionale ma caldo. "Spogliati e mettiti a pancia in giù, quando sei pronto."
Davide si voltò per dare privacy, controllando la temperatura della stanza. Sentì il fruscio dei tessuti che cadevano e il respiro trattenuto di Carlo mentre si sdraiava sul materasso. Quando Davide si voltò, vide la schiena di Carlo, muscolosa ma tesa, le scapole che sporgevano come ali pietrificate. La pelle era chiara, in contrasto con la tonalità più scura delle braccia esposte al sole.
Davide si accovacciò accanto a lui, versando una generosa quantità di olio tra le sue mani. Iniziò dalle spalle, sfregando l'olio tra i palmi per scaldarlo prima di posarlo sulla pelle di Carlo. Il contatto fu immediato. Le mani di Davide, forti e sicure, scivolarono lungo i muscoli trapezi, premendo con il pollice sui nodi di tensione.
"Respira," sussurrò Davide. "Lascia che l'aria riempia la pancia."
Carlo emise un suono strozzato, un misto tra un sospiro e un gemito, mentre le dita di Davide lavoravano in profondità. L'olio profumava di ylang-ylang e arancia, un aroma intenso che riempì la stanza. Davide seguì la linea della colonna vertebrale, scendendo lentamente verso il bacino. Ogni movimento era deliberato, un invito ad abbandonare il controllo. Sentì i muscoli di Carlo cedere sotto la sua pressione, il corpo che affondava nel materasso.
Man mano che il massaggio procedeva, l'atmosfera cambiò. La rigidità iniziale svanì, sostituita da un calore palpabile. Davide spostò le mani sui glutei di Carlo, massaggiando con movimenti circolari ampi e profondi. Era una zona spesso bloccata, piena di stress e repressione. Sotto le sue dita, sentì Carlo tremolare leggermente.
"Qui c'è molta energia," disse Davide, la voce bassa e rauca. "Non trattenerla."
Carlo sollevò leggermente i fianchi, un movimento inconscio, quasi istintivo, cercando il contatto. Davide notò il cambiamento nel respiro dell'altro uomo, che si era fatto più corto, più affannoso. Le sue dita scivolarono lungo la parte interna delle cosce di Carlo, sfiorando ma non toccando ancora il centro del piacere. La pelle lì era incredibilmente morbida, sensibile al tatto. Davide sentì il calore irradiarsi dall'inguine di Carlo.
"Posso girarmi?" chiese Carlo, la voce impastata dal desiderio.
Davide annuì. "Certamente."
Carlo si girò supino. Il suo cazzo era già duro, pulsante contro la pancia, la cappella liscia e rossa che sporgeva leggermente dal prepuzio. Non cercò di coprirlo, ma i suoi occhi cercarono quelli di Davide, pieni di un misto di vergogna e fame. Davide non guardò l'erezione con distacco professionale; la sua espressione era calda, accogliente, riconoscente.
"È energia vitale, Carlo," disse Davide, posando una mano sul petto dell'uomo, sentendo il battito accelerato sotto il palmo. "Non c'è nulla di cui vergognarsi."
Scivolò le mani lungo i fianchi di Carlo, poi verso l'interno, avvicinandosi sempre più all'asta eretta. L'aria tra loro sembrava elettrica, densa di promesse non mantenute. Davide sapeva che avrebbe dovuto fermarsi, che l'accordo era "niente sesso", ma la chimica tra i due corpi era una forza di gravità impossibile da ignorare. Le mani di Davide abbracciarono il cazzo di Carlo, stringendolo leggermente.
Carlo arcuò la schiena, un gemito profondo che uscì dalla sua gola. "Davide..." sussurrò.
Davide si chinò, le sue labbra sfiorando la pelle calda del petto di Carlo, poi scendendo verso l'addome piatto. Poteva sentire l'odore di Carlo, un aroma che gli fece venire l'acquolina in bocca. Le regole professionali si dissolsero come neve al sole. Le sue labbra trovarono il capezzolo di Carlo, mordendolo delicatamente, sentendolo indurire sotto la lingua.
"Lo vedi?" mormorò Davide contro la pelle di Carlo. "Il corpo sa cosa vuole, anche se la mente ha fatto delle regole."
Carlo afferrò la testa di Davide, le dita intrecciate nei capelli, tirandolo verso di sé per un bacio. Fu un bacio disperato, famelico, le lingue che si scontravano e si intrecciavano in una danza caotica. Davide ricambiò con la stessa intensità, la sua mano che iniziava a muoversi sul cazzo di Carlo, scorrendo su e giù con il ritmo dell'olio, stringendo il glande ad ogni passata.
"Scopami," implorò Carlo tra un bacio e l'altro, le sue mani che scivolavano sotto la camicia di Davide per toccare la pelle calda della sua schiena. "Per favore, Davide, ho bisogno di sentirti dentro."
Davide si sollevò, strappandosi la camicia e gettandola via. Il suo corpo non era atletico, coperto da una leggera peluria scura. Si liberò dei pantaloni con rapidità, liberando il suo cazzo, già duro e pronto. Non ci furono più parole, solo il linguaggio universale del bisogno.
Si posizionò tra le gambe di Carlo, sollevandole leggermente e poggiandole sulle sue spalle. Versò più olio sul suo cazzo e sull'ano di Carlo, che si contrasse e poi si rilassò sotto il tocco caldo delle sue dita. Davide premette contro l'ingresso, sentendo la resistenza iniziale che cedette lentamente, permettendogli di scivolare dentro.
Carlo emise un urlo soffocato, le unghie che affondavano nelle braccia di Davide. Il calore era avvolgente, una stretta viscosa e perfetta che fece chiudere gli occhi a Davide per un istante. Iniziò a muoversi, lentamente all'inizio, permettendo a Carlo di abituarsi alla sua dimensione, poi aumentando il ritmo, spingendo in profondità, cercando quel punto che avrebbe fatto vedere le stelle all'altro uomo.
Ogni colpo era preciso, potente. Il suono della pelle che sbatteva contro la pelle riempì la stanza, mescolandosi ai gemiti e ai respiri affannosi. Davide guardò Carlo negli occhi; il volto dell'uomo era contorto in una maschera di puro piacere, la bocca aperta, il sudore che gli scendeva sulla fronte.
"Sì, così, cazzo, sì!" gridò Carlo, spingendo i fianchi incontro a Davide, prendendolo tutto.
Davide affondò con forza, il suo cazzo che pulsava dentro il culo caldo e stretto di Carlo. Sentì l'orgasmo avvicinarsi come un'onda, una pressione crescente alla base della schiena. Si chinò a baciare di nuovo Carlo, un bacio pieno di denti e saliva, mentre le loro mani si aggrappavano l'una all'altra in un disperato bisogno di contatto.
Con un ultimo, potente strappo, Davide venne, riempiendo Carlo con il suo sperma caldo, il corpo che scosse in spasmi incontrollabili. Carlo lo seguì poco dopo, il cazzo che schizzò tra i loro corpi, coprendoli di liquido denso e bianco. Rimasero così, intrecciati, il respiro che rallentava gradualmente, il profumo di sesso e olio che avvolgeva la stanza come una coperta pesante. L'accordo era stato rotto, ma nessuno dei due sembrava averne rimpianti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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