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Gay & Bisex

Olio, Confini, Pelle e Desiderio 2


di relaxlove
03.06.2026    |    838    |    4 9.7
"Restarono così appoggiati al muro per un lungo momento, respirando pesantemente, l'acqua che iniziava a sciacquare via la schiuma, la sborra e il sudore, portando via le prove della loro follia..."
Simone afferrò il polso di Davide un istante prima che l'inevitabile accadesse, bloccando l'impeto frenetico delle loro mani intrecciate. Davide emise un suono strozzato, un sospiro di frustrazione pura, gli occhi spalancati che fissavano il cazzo duro dell'altro uomo, pulsante e a pochi centimetri dal suo. "Non qui," mormorò Simone, la voce roca, carica di un'autorità che non ammetteva repliche. "Non ancora."

Senza dare tempo a Davide di reagire, Simone si chinò e catturò le labbra dell'altro in un bacio divorante. Non fu un bacio dolce, ma un'assalto, una collisione di denti e lingue che sapevano di sale e sudore. Simone leccò il palato di Davide, mordicchiò il labbro inferiore fino a farlo arrossire, succhiando il respiro dai suoi polmoni. Davide rispose con la stessa fame, le mani che si aggrappavano alle spalle larghe di Simone, le unghie che affondavano nella pelle abbronzata, cercando ancoraggio mentre il mondo girava vorticosamente.

Simone si staccò con un bacio umido, un filo di saliva a unire le loro bocche per un secondo prima di spezzarsi. "Andiamo," sibilò, afferrando Davide per un fianco e guidandolo verso il bagno adiacente. Le loro gambe si incrociarono, goffe e impazienti, i membri eretti che dondolavano pesanti mentre si spostavano dal lettino.

Entrarono nella doccia ampia e rivestita di mosaico. Simone raggiunse la manopola e aprì l'acqua. Un getto caldo e potente esplose dalla testata, colpendo il piatto doccia con un rombo assordante. Il vapore iniziò subito a riempire lo spazio, appannando gli specchi e avvolgendo i loro corpi in una calda nebbia. Quando l'acqua li colpì, fu come un urto termico. Davide gemette, sentendo i muscoli contratti rilassarsi sotto la pioggia torrenziale, ma il suo cazzo non accennò a mollare, rimanendo duro come una roccia contro la sua pancia.

Simone afferrò una bottiglia di gel doccia dal ripiano, versò una generosa quantità nel palmo della mano e poi, senza preavviso, passò entrambe le mani sul petto di Davide. La schiuma bianca e densa esplose al contatto, sporcandogli il petto e i capezzoli scuri. "Laviamoci per bene," disse Simone, gli occhi che brillavano di malizia attraverso l'acqua che gli bagnava i capelli.

Le mani di Simone scivolarono verso il basso, coprendo ogni centimetro di pelle di Davide con una schiuma scivolosa e profumata. Passò i pollici sui capezzoli di Davide, strizzandoli, pizzicandoli, facendoli diventare duri e sensibili sotto la schiuma. Davide curvò la schiena, spingendo il petto contro quelle mani, cercando più pressione. La schiuma rendeva ogni tocco elettrico, riducendo l'attrito e aumentando la sensazione di essere posseduto.

Simone non si fermò lì. Le sue mani scivolarono lungo i fianchi, seguendo la linea dei muscoli addominali, finché non raggiunsero i fianchi di Davide. Si inginocchiò lentamente, l'acqua che gli scorreva lungo la schiena e il culo, e afferrò il cazzo di Davide con entrambe le mani piene di sapone. La sensazione fu devastante. La schiuma, calda e ultra-lubrificata, avvolse l'asta rigida. Simone iniziò a muovere le mani su e giù, un ritmo lento e tortuoso, stringendo e rilasciando, facendo scorrere la schiuma sulla cappella sporgente.

"Ti piace come lo pulisco?" chiese Simone, guardando Davide dall'alto in basso. Senza aspettare risposta, si spostò più in basso, le mani schiumose che scivolavano dietro lo scroto di Davide, tra le cosce, verso il buco stretto e nascosto. Le dita di Simone, coperte di schiuma, iniziarono a massaggiare il perineo, premendo con decisione, prima di sfiorare l'ano. Davide tremò, appoggiandosi le mani al muro piastrellato per non cadere, le gambe che si allargarono istintivamente per permettere l'accesso.

Simone premette un dito contro l'ingresso, la schiuma che agiva come un lubrificante perfetto. "Apri," ordinò. Davide spinse indietro, e il dito di Simone scivolò dentro, facile e caldo. La schiuma fece il resto, permettendo a Simone di ruotare il dito, di esplorare quelle pareti calde e contratte mentre l'acqua continuava a cadere su di loro. Davide godeva, un suono gutturale che echeggiò contro le piastrelle.

Non soddisfatto di aver solo toccato, Simone si spostò ancora più in basso, portando la bocca a livello del cazzo di Davide. Con una mano ancora impegnata a massaggiare le palle di Davide, l'altra a spalmare sapone sui suoi stessi glutei, Simone leccò la punta del cazzo dell'altro uomo. Il sapore del sapone si mescolò al sapore della pelle, un contrasto strano ma eccitante. Prese la cappella in bocca, succhiando forte, mentre la sua mano libera continuava a lavorare sul buco del culo, infilando un secondo dito lubrificato dalla schiuma.

Davide non riusciva a reggere l'assalto da entrambi i lati. "Simone... cazzo..." ansimò, le dita che graffiavano il muro. Ma Simone non ebbe pietà. Si staccò dal cazzo e si alzò, afferrando Davide per le spalle e girandolo contro il muro. "Tocca anche me," sibilò Simone nell'orecchio di Davide.

Davide si voltò, il suo cazzo che sbatté contro la pancia dura di Simone. Vide il membro dell'altro uomo, enorme e violaceo, coperto di schiuma e acqua. Davide afferrò il bagnoschiuma e ne versò una quantità eccessiva sul cazzo di Simone. Avvolse le dita attorno all'asta, sentendo la pelle calda e la vena che pulsava sotto il palmo della sua mano. Iniziò a segarlo, veloce e forte, usando la schiuma per far scivolare la sua mano su e giù con un suono bagnato e sporco.

Simone premette il proprio corpo contro quello di Davide, intrappolando i loro membri tra i loro corpi bagnati. La schiuma li univa, creando un ponte viscoso tra le loro pance. Iniziarono a muoversi, una danza frenetica sotto l'acqua. Davide strofinò il suo cazzo contro quello di Simone, la schiuma che riduceva ogni attrito, permettendo una velocità impossibile a secco. I loro corpi si scontravano, le palle che sbattevano l'una contro l'altra con un ritmo ritmico e pesante.

"Sì, così, spingi," incitò Simone, affondando i denti nel collo di Davide. Le sue mani tornarono sul culo di Davide, aprendolo, spalmandolo di sapone, sfregando il proprio pene duro contro la coscia dell'altro uomo, cercando più attrito.

Il piacere crebbe come una marea. L'acqua calda che li colpiva, il profumo intenso del sapone, il calore dei loro corpi, la vista della schiuma bianca che sporcava i loro peli pubici e le loro cosce: tutto contribuiva a una follia sensoriale. Davide sentì il cazzo di Simone pulsare contro il suo, sentì l'asta dell'altro uomo indurirsi ancora di più, diventando come il marmo.

"Vengo... vengo..." ansimò Davide, la testa gettata all'indietro, l'acqua che gli entrava nella bocca aperta.

"Anche io, cavolo, anche io," ringhiò Simone.

Le loro mani accelerarono, diventando una macchia sfocata. Simone afferrò entrambi i cazzi in una sola mano gigante, stringendoli insieme, strofinando le cappelle una contro l'altra con la schiuma come lubrificante. Fu troppo. Davide gridò, il corpo che si contrasse in un arco rigido, e il suo cazzo esplose. Un getto denso di sborra uscì violentemente, mescolandosi alla schiuma bianca e colando sul pancia di Simone. Un secondo, un terzo getto li coprì entrambi, un liquido caldo e appiccicoso che si univa all'acqua della doccia.

Vedere Davide godere fu la goccia. Simone godeva, affondando le unghie nei glutei di Davide, e il suo cazzo sborrò a sua volta, aggiungendo il suo sperma al mix già presente sui loro corpi. I loro orgasmi si sovrapposero, i corpi che scotevano convulsamente mentre si svuotavano l'uno nell'altro, le mani che continuavano a muoversi lentamente, spremendo ogni goccia di piacere dall'asta sensibile.

Restarono così appoggiati al muro per un lungo momento, respirando pesantemente, l'acqua che iniziava a sciacquare via la schiuma, la sborra e il sudore, portando via le prove della loro follia nel tubo di scarico. Simone baciò la spalla di Davide, un morso delicato sulla pelle bagnata. "Migliore di qualsiasi doccia fredda," sussurrò, e Davide poté solo annuire, esausto e completamente soddisfatto.


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