Lui & Lei
Possesso e Abbandono
02.05.2026 |
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"Si sporse in avanti, afferrando i fianchi di Ambra con forza sufficiente da lasciare segni bianchi sulla pelle..."
La camera da letto non era più il solito spazio familiare, ma un santuario profumato, dove le ombre danzavano al lume di una dozzina di candele posizionate con precisione strategica sui comodini e sulla cassettiera. Ambra si fermò sulla soglia, il respiro che si spezzava leggermente nel vedere il tappeto di petali di rosa rossa che conduceva al centro della stanza, dove un lettino da massaggio portatile attendeva, coperto da lenzuola di seta bianca. Davide le si avvicinò da dietro, le mani posate sui suoi fianchi, e le sussurrò all'orecchio che quel pomeriggio era tutto per lei, un regalo per rilassarsi e abbandonarsi completamente.Un uomo, con le mani calde e l'aria professionale di chi sa maneggiare i corpi senza mai invadere, attendeva in silenzio vicino al lettino. Indossava una tunica leggera e i suoi occhi scansionarono Ambra non con avidità, ma con la valutazione di un artigiano che sta per esaminare la sua materia prima. Ambra sentì un brivido di eccitazione mista a timore percorrergli la schiena mentre Davide la incoraggiava a spogliarsi. Quando il suo vestito scivolò a terra, lasciandola nuda al lume tremolante delle candele, non cercò di coprirsi. L'aria tiepida della stanza accarezzò la sua pelle, facendole venire i brividi mentre si sdraiava prona sul lettino, il viso incastonato nell'apertura apposita del cuscino.
Il massaggiatore iniziò dalle spalle. Le sue mani erano oliate, scivolose e calde, e lavorarono sui muscoli tesi di Ambra con una pressione decisa ma ritmica. Ogni movimento era un cerchio perfetto, una preghiera laica fatta di polpastrelli che scioglieva la tensione accumulata nelle scapole. Ambra chiuse gli occhi, emettendo un sospiro profondo che sembrava provenire dalle profondità del suo stomaco. L'olio caldo profumava di lavanda, un odore inteso che riempiva le sue narici ad ogni respiro. Davide sedeva su una sedia nell'angolo, osservando in silenzio, i suoi occhi fissi sulla schiena della sua donna mentre questa si abbandonava sotto le mani di un altro.
Le mani del massaggiatore scesero lungo la colonna vertebrale, seguendo la curva naturale della vita, poi si aprirono a ventaglio sui glutei sodi di Ambra. Qui il massaggio divenne più lento, più intimo. Le sue dita affondarono nella carne morbida, modellandola, separando le chiappe con una lentezza deliberata che fece battere il cuore di Ambra più forte. Non c'era nulla di clinico in come toccava quella zona; era un possesso temporaneo, un'esplorazione che prometteva molto di più. Ambra sollevò leggermente i fianchi, un movimento involontario, una ricerca di contatto che il massaggiatore ignorò con calcolo sadico, preferendo accarezzare la parte interna delle cosce, sfiorando la pelle sensibile senza mai toccare dove lei ora bramava.
"Voltati," disse il massaggiatore, la voce roca e bassa.
Ambra obbedì, girandosi con un movimento fluido. Il suo seno era pallido al lume delle candele, i capezzoli già induriti dall'attesa e dall'aria che li colpiva. Il massaggiatore ricominciò dalle caviglie, risalendo lentamente lungo i polpacci, le ginocchia, i quadricipiti. Ogni centimetro della pelle di Ambra venne venerato, oliato, scaldato. Quando le sue mani arrivarono all'inguine, Ambra distese le gambe, aprendosi completamente. La vergogna iniziale era stata sostituita da una fame bruciante. Voleva quelle mani su di lei, dentro di lei.
Il massaggiatore versò la giusta quantità di olio direttamente sul pube di Ambra. Il liquido caldo scivolò lungo le labbra della figa, già lucide e gonfie. Iniziò il massaggio yoni con una maestria disarmante. Non si precipitò. Usò il pollice per tracciare cerchi larghi attorno al clitoride, senza toccarlo direttamente, stimolando le aree circostanti, spingendo il sangue verso quella zona sensibile. Ambra emise un gemito strozzato, le mani che affondarono nella seta del lettino. I suoi occhi cercarono Davide, lo trovarono. Il suo compagno si era spostato sul bordo della sedia, lo sguardo incollato alla figa della sua donna mentre le mani di un altro la manipolavano con una competenza erotica.
Le dita del massaggiatore scesero, esplorando l'apertura vaginale, raccogliendo l'umidità che iniziava a fuoriuscire e mescolandola all'olio. Entrò con un dito, lentamente, curvandolo in avanti verso il punto G. Ambra arcuò la schiena, un urlo soffocato le uscì dalle labbra. Il massaggio yoni non era solo fisico; era un'assalto diretto al suo sistema nervoso centrale. Il massaggiatore aggiunse un secondo dito, iniziando un ritmo di "vieni qui", pressione e rilascio che mandò scosse di piacere elettrico attraverso tutto il suo corpo. Si sentiva piena, dilatata, viva in un modo che non aveva mai provato prima. Il clitoride pulsava, chiedendo attenzione, ma il massaggiatore continuava a negargliela, concentrandosi sull'espansione interna, sulla costruzione di un'onda di piacere che minacciava di travolgerla.
Proprio mentre Ambra sentiva l'orgasmo avvicinarsi come un treno in lontananza, una pressione insopportabile che si accumulava nel basso ventre, Davide si alzò. Camminò verso il lettino con un passo pesante, predatorio. Si fermò accanto al massaggiatore, i suoi occhi scuri fissi sul viso di Ambra, contorto dal piacere. Non disse una parola, ma il suo sguardo comunicò tutto al massaggiatore. Era un segnale di possesso, un avvertimento silenzioso che il tempo dell'osservatore era finito.
Il massaggiatore capì al volo. Ritirò le dita con una lentezza tortuosa, lasciando Ambra vuota e ansimante, sospesa sul bordo del precipizio senza poter saltare. Si spostò verso la testa del lettino. Le sue mani, ancora unte e calde, presero il posto del vuoto lasciato sul petto di Ambra. Iniziò a massaggiarle i seni, affondando i pollici nei tessuti morbidi, pizzicando i capezzoli duri tra indice e pollice, mantenendo viva l'eccitazione senza permetterle il rilascio finale.
Davide salì sul lettino, posizionandosi tra le gambe spalancate di Ambra. Non ci fu dolcezza nel suo tocco, solo una fame urgente. Si sporse in avanti, afferrando i fianchi di Ambra con forza sufficiente da lasciare segni bianchi sulla pelle. Il suo cazzo, duro e pulsante, si premette contro l'ingresso bagnato e caldo della figa di Ambra. Non chiese permesso. Con un affondo potente, la riempì completamente.
Ambra gridò, una combinazione di dolore e piacere puro. Davide non le diede tempo per abituarsi. Iniziò a scoparla con una violenza ritmica, ogni colpo spingendola contro le mani del massaggiatore che continuavano a lavorare sui suoi seni. Era un assalto a due fronti. Davide la possedeva, rivendicando ciò che era suo, mentre il massaggiatore la stimolava dall'alto, un coro di sensazioni contrastanti che la lasciavano senza fiato. La stanza si riempì dei suoni del sesso: il rumore sordo della pelle che sbatteva contro la pelle, i gemiti gutturali di Davide, i sussulti di Ambra e il fruscio delle lenzuola di sotto. L'odore del sesso si mescolò alle fragranze delle candele, creando un'aria densa, quasi elettrica, che rendeva ogni respiro un atto intimo. Ambra era persa, una nave in tempesta tra due mari, incapace di distinguere dove finiva una sensazione e iniziava l'altra, solo consapevole che l'onda che aveva temuto stava per rompersi su di lei con una forza devastante.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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