Una doccia bollente (3): Senza mani!
Ma quello spettacolo di ragazzi avevano altro in testa...
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Vassilis mi prese dalle braccia con un movimento veloce e mi tirò su, apparecchiandosi il mio culetto davanti a lui, mentre davanti a me si trovava Akis. Gli tastai le cosce per sostenermi e venne così a trovarsi in una posizione assai accogliente. Pochi centimetri davanti a me avevo il cazzone di Akis, ormai eccitatissimo e che sembrava ancor più enorme. Dietro di me Vassilis non aveva perso tempo e aveva già iniziato a palpeggiarmi le chiappe.
- Che culo che hai, frocione! Vieni a vedere, cazzo, neppure le fiche hanno un culo così! – disse e Akis mi appoggiò subito le mani al muro e prese posto anche lui dietro di me.
- Toccalo per rendertene conto – gli ordinò Vassilis, e ubbidì. La mano di Akis cominciò ben presto a palpeggiarmi il culo allargandomi le natiche.
- Non te lo faccio più chiudere, frocetto. Chinati e facci vedere quel buco che hai, troia!
Il mio cazzo stava per esplodere dall’eccitazione. Senza pensarci due volte mi chinai ancor di più aprendomi le chiappe e percependo il mio buco che si apriva per presentarsi ai due fichi eccitati. A giudicare dalle loro reazioni quella vista li eccitava da matti.
- Ma guarda che buco di culo che ha il frocetto! – disse per primo Vassilis.
- Porco Giuda, è come una fica! – disse Akis.
- Piccolo, vieni qui! – disse e avvicinò ancor più il viso al mio posteriore.
- Te lo sei pure depilato, eh? Hai il buco del culo proprio come una fichetta, frocio che non sei altro! E i nostri cazzoni te lo apriranno proprio come una fregna. Ma prima lo dobbiamo preparare alla chiavata che lo aspetta – disse, e inginocchiandosi mi aprì le chiappe con le mani e avvicinò ancor più il viso.
- Che cazzo ci fa lì? – gli chiese sbalordito Vassilis.
- Cosa vuoi che ci faccia? Non hai mai fatto un ditalino a una fica? Questo faccio: prima lo scopo con il dito e dopo gli infilo il cazzo.
Nei minuti che seguirono lo sentii sputare una gran quantità di saliva esattamente sul mio buco del culo. Subito dopo avvertii le sue dita spalmarla tutto intorno al buco, facendo particolare attenzione al centro. Infine lo sentii sputarsi sul dito e appoggiarlo all’estremità del mio buco.
- Sei pronto ad accogliere il mio dito medio? Ti sfondo, stronzo! - e iniziò a infilarmi il dito dentro.
All’inizio sentii il mio buco tendersi per prendersi il suo ditone. Quando però si spinse ancor più a fondo, cominciò a farmi male, perché nulla sinora mi era mai arrivato così dentro.
- Fermati, mi fa male! - gli dissi, ma non sembrò prestarmi una grande attenzione.
- Ti fa male? Già da adesso? Vedrai cosa ti aspetta fra un po’! - disse e mi sfilò pian piano il dito da dentro, ma solo per rinfilarlo con maggiore potenza e raggiungere questa volta il fondo. Gridai dal dolore.
- Vedi com’è stato facile prenderlo tutto? - disse e cominciò a scoparmi con il dito. Era come se mi stesse aprendo il culo con un cazzo, per quanto era lungo. Continuai a gridare dal dolore.
- Dai, cazzo, fallo stare zitto! Sveglierà tutto il piano! – disse a Vassilis, che in tutto ciò era rimasto a guardare l’amico che mi scopava con il dito, mentre si masturbava.
- Ti sfonda la fichetta e ti fa male? - disse sarcastico Vassilis, ormai in piedi davanti a me.
- Ti do qualcosa per farti passare il dolore? - chiese prendendomi in giro e mi afferrò per i capelli, mi portò davanti il cazzo e cominciò a sbattermelo sul viso, sulla bocca, sulle guance…
Sentivo il suo pesante cazzone colpirmi con forza e stavo quasi svenendo per l’eccitazione. Improvvisamente si arrestò: lo prese dalla base e con un’unica spinta me lo infilò in bocca. La mia lingua lo avvolse subito e cominciai a leccarlo come un matto. Con una mano mi tenevo appoggiato alla sua coscia e con l’altra gli palpavo l’arnese dalla base. Almeno la mia bocca si era abituata al suo cazzone, mentre il mio buchetto stava per essere aperto in due dal dito medio che mi infilava Akis.
- Vediamo un po’ cosa abbiamo combinato – disse Akis sfilando il dito dal mio buco, che mi pareva come fosse stato aperto in due.
- Adesso sì! – disse Akis – adesso sì che è pronto per essere chiavato. Vieni qui tu, perché è un pezzo che te lo stai menando, mi sembra – disse ridendo a Vassilis.
Dopo aver tirato fuori il pisello dalla mia bocca sbattendomelo sulle labbra, si avvicinò ad Akis.
- Che te ne pare? - gli chiese.
- Non vedo l’ora di sfondarglielo – rispose massaggiandosi il pisello.
- Cazzo, non abbiamo profilattici, come facciamo adesso?
- E ti preoccupi di questo? – disse Akis – Ci ha pensato il nostro amico qui – aggiunse mostrando le bottigliette che avevo portato con me.
Ne afferrò una, ne versò un po’ sulla mano e me lo spalmò sul buchetto affondando di tanto in tanto il dito per vedere se ne servisse ancora. Io, che ancora non mi ero ripreso per bene dalla scopata con il dito, mi preparavo a prendere il cazzo gigantesco di Vassilis? Lo sentii sputare e capii che se lo stava insalivando per entrare più facilmente.
- No, idiota, non fare stronzate! Per quanta saliva tu possa metterci, è impossibile che un arnese del genere ci passi.
- E che dovrei fare? – chiese Vassilis.
Io nel frattempo attendevo con il culo in aria. Mi girai per vedere cosa stesse succedendo e in quel momento vidi Akis versarsi sulla mano dello shampoo e toccare il cazzo di Vassilis.
- Che cazzo fai?! - disse Vassilis sobbalzando al contatto di Akis.
- Come che faccio, coglione? Come credi che possa entrargli quest’affare dentro, usando soltanto la saliva? Lo shampoo è molto più scivoloso. Dài, scemo non abbiamo tutta la sera!
Vassilis avvicinò ulteriormente il cazzo e Akis soppesò quel suo grosso attrezzo, cominciando a spalmargli lo shampoo. L’eccitazione per quello che vedevo mi fece eiaculare senza neppure toccarmi il pisello: fu uno dei più violenti orgasmi che abbia mai avuto, le palle mi bruciavano mentre espellevano il mio sperma caldo.
Dopo essermi appoggiato meglio al muro per evitare di cadere, guardai dietro di me e vidi Akis che cercava di prendere tutto il pisello di Vassilis in mano.
- Ma che cazzo di bestia hai, porco Giuda? non mi entra neppure in mano! - diceva mentre gli strofinava la cappella che occupava tutto il suo palmo.
Vassilis non parlava, si godeva la masturbazione che gli stava facendo il suo amico. La mano di Akis faceva su e giù sul cazzo di Vassilis che appariva lucido a causa dello shampoo. Ogni volta che arrivava sul cappellone lo massaggiava e stringeva ancora di più.
- Pronto? – chiese, e tirandolo dal pisello me lo appoggiò sul buco del culo.
- Apri quelle chiappe, frocio, che ti voglio spaccare con il mio cazzone! – ordinò.
Ubbidii immediatamente: mi appoggiai con il corpo al muro e con le mani mi aprivo le chiappe: sentii tendersi anche il mio buchetto. Vassilis mi prese con una mano per i fianchi vita e con l’altra cominciò a spingere il pisello nel mio culo. L’estremità della sua cappella era appena entrata, calda e pesante, nel mio buchetto: pian piano spinse ancora di più e a quel punto sentii il mio buco del culo pericolosamente aperto. A un certo punto cominciai a provare dolore finché la sua cappella non si perse nel mio culo.
- Ti piace il mio pisello? Hai mai preso un attrezzo del genere? - disse Vassilis con voce piena di libidine.
Nel frattempo per il dolore io cominciai a ritrarmi pian piano dal suo cazzo, cosa che non lo trovò affatto d’accordo. Stringendomi per i fianchi disse:
- Ma dove te ne vai? Scappi sul più bello? - disse e m’inchiodò il cazzo ancor più in profondo.
Stavo per morire dal dolore: mi sentivo spaccare in due. Del resto, era esattamente quello che aveva intenzione di fare.
- Chiudigli la bocca, che aspetti? – disse ad Akis che mi stava davanti – Capii immediatamente a cosa si riferisse e non opposi resistenza. Il suo cazzo magari non era così grosso come quello dell’amico, ma era comunque enorme e pieno di vene, che la mia lingua leccava una per una.
All’improvviso questa meravigliosa sensazione fu interrotta da un dolore acuto: Vassilis, dopo essermisi aggrappato con entrambe le mani ai fianchi, mi infilò tutto il suo pisello nel culetto: un grugnito di dolore uscì dalla mia bocca, pur attutito dal cazzo di Akis.
- Ecco, spaccale il culo a questa troia! Infilale il tuo cazzone sino in fondo! – disse Akis.
Vassilis ritirò il pisello dal mio culo e mentre la cappella usciva sentii il mio buco spalancarsi. Era davvero grossissimo. Senza averlo sfilato del tutto, me lo rimise subito tutto dentro. Questa volta il dolore era minore, ma lo sentivo ancora.
All’inizio lo faceva entrare e uscire con un ritmo lento, ma quando capì che mi ero ormai abituato alle sue dimensioni cominciò a chiavarmi sul serio. Mi tenevo aggrappato alle gambe di Akis, lasciandogli la mia bocca solo per il suo pisello. Vassilis ora si appoggiava di peso su di me, mentre con il cazzo mi scopava il mio buchetto.
- Che fica che hai, frocione: ti sei preso tutto il mio cazzone! Aaah sì, così… Ti spacco il culo con il mio arnese.
Il tipo era ormai uscito di testa dall’eccitazione. Mi si era messo regolarmente in groppa e mi chiavava, come aveva detto, come una fica. Il cazzo magari non era molto lungo, ma con quella larghezza mi riempiva il culo. Le sue palle sbattevano pesanti sulle mie chiappe producendo quel tipico rumore così eccitante, mentre il sudore che scendeva dal buchetto le faceva incollare su di me.
Per tutto il tempo in cui il mio culo subiva gli attacchi del cazzone di Vassilis, la lingua mi si era sciolta a forza di leccare il cazzo di Akis: eccezionale! Me lo ero infilato in gola sino alla laringe e con il naso sentivo l’odore di sudore raccoltosi sui peli del pube. Improvvisamente mi prese dalla testa e cominciò a scoparmi con il cazzo. Si eccitò moltissimo, a quanto pareva, e io me lo godevo pienamente.
Fu allora che Vassilis lasciò i miei fianchi e con un senso di orgoglio disse:
- Guarda, cazzo: anche senza mani! Capii immediatamente cosa volesse dire. Mi ero abitutato alla velocità e al ritmo con cui mi chiavava e ormai mi scopavo da solo sul suo cazzo. Il mio corpo faceva su e giù sul suo cazzone, facendo sì che la mia bocca riportasse lo stesso movimento sul pisello di Akis.
- Ecco così, bravo: rompiti il culo sul mio cazzo! – lo sentii dire. E questo stavo in effetti facendo. Ora quel suo grosso attrezzo faceva facilmente su e giù nel mio culo, che sentivo grondare liquidi e sudore, facendo arrivare il suo pisello fino in fondo ai miei recessi.
Sfruttando la posizione in cui mi stava prendendo Vassilis, feci più forza e incollai il culo sulle sue cosce pelose, facendo così affondare il suo cazzo dentro di me fino alla radice. Dopo averlo tenuto così per un po’, presi a muovere la schiena facendo girare e rigirare il suo pisello dentro il mio buco del culo.
- Guarda il frocetto come se lo prende, il cazzo!… Ti sfondo il culo e ti piace, vero frocetto?
Avrei voluto dire “sìììì!”, ma il pisello di Akis non me lo consentiva. Mi uscì invece dalle labbra un “mmmh…” Le mani di Vassilis mi afferrarono di nuovo per i fianchi ed ebbe di nuovo inizio la cavalcata selvaggia.
Passarono dieci minuti così, finché Akis decise di riprendere l’azione. Tirò fuori il cazzo dalla mia bocca e, dopo averlo fatto sgocciolare per bene sulle mie labbra, si avvicino all’amico. Rimase lì un cinque minuti a guardarlo mentre mi scopava e si masturbava con respiri profondi.
- Dài, cazzo, basta! Tocca a me ora – disse a Vassilis. Il quale, tirando il pisello dal fondo del mio culo, lasciò il mio buco del culo spalancato, ormai abituato alla sua taglia gigante.
(continua)
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