Vicino tuttofare 3
E’così intenso il piacere che mi dà quel biberon umano che ne rimango davvero sorpreso. Armando inizia a muoversi piano, avanti e indietro mentre lo stringo con le labbra e lo lecco dalla punta fino a dove riuscivo. Ad ogni colpetto lo sento andare ancora più in fondo dentro alla gola. I peli mi arrivano sul naso e quasi mi solleticano, così odorosi di piacere e di uomo. Le palle morbide e calde mi sbattono sul mento ogni volta che i suoi movimenti ritmici scopano la bocca e il mio cazzo ormai dritto come un manico di scopa oscilla libero al vento dell’eccitazione.
Armando aumenta il ritmo della scopata ma all’improvviso si ferma e con un sorriso. mi dice “Franco leccalo un po’ … dai “. Era maestoso, grosso e ondeggiava come fosse vivo. Era vivo. Dalla punta rossa e lucida uscivano delle gocce di umore che andai a cogliere subito con la punta della lingua. Avevano un sapore dolce e fecero un filo come il miele. Mi fermo sulla cappella e gliela lucido per bene poi solo in punta di lingua ci giro tutto attorno. Scendo sul bastone e arrivo alle palle che provo a leccare tra i peli radi e grigi. Una per volta le metto in bocca e le succhio e sento Armando ansimare. “Dai ragazzo … si vai così, sei bravo di bocca”. Armando si piega un po’ e si gira mettendomi in faccia il culo. Con le mani si divarica le chiappe et voilà … ecco il suo buco in mostra insieme alle palle viste da dietro. Subito, senza reticenze ci infilo dentro la lingua umida, lo massaggio intorno mentre pulsa aprendosi e chiudendosi. Lo penetro come avessi un cazzetto in bocca. Armando inizia a masturbarsi e sento il suo respiro aumentare di intensità. Sento i suoi mugolii di piacere che si uniscono ai miei muti mentre mi occupo del suo culo voglioso di attenzioni. All’improvviso Armando si gira di scatto e dopo due o tre colpi mi schizza sulla faccia una scarica di sborra che mi eccita ancora di più. Imbocco quel manico e sento gli ultimi schizzi rimbalzare dentro la bocca con un piacere infinito mai provato prima. “Ahhhhh siiiii”. Il sapore dolce acidulo dello sperma invade il palato, il cervello e tutto il mio corpo che trema di piacere. Non riesco a smettere di segarmi per dar sfogo al piacere che mi sta squassando il ventre. “Ecco si, vieni anche tu, siii”, mi dice Arnado baciandomi e mischiando i nostri sapori. Mi prende in mano il cazzo che, dopo pochissimo, schizza per aria fiotti di sborra come una fontana. “Peccato sprecare tanta grazia”, mi dice e iniziando a leccare me lo ripulisce completamente quasi con avidità, dalla cappella alle palle che si erano ricoperte di sborra fumante.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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