tradimenti
L'amica invidiosa II
marcoxverso
12.08.2025 |
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"Iniziai a pomparla sempre più forte ero concentrato a venire in fretta non potevo correre il rischio che non reggesse al dolore , iniziai a dare colpi più profondi mentre lei si teneva dal mio..."
Se pur lavorando nello stesso posto e visto il rapporto che c’era con Maria la situazione precipitò verticalmente con la gioia di Emma l'amica invidiosa , che si sentiva realizzata e costantemente eccitata dalla performance anale , lei a differenza mia era riuscita a ricucire parzialmente il rapporto con l’amica per oltre ad essere amiche erano anche amiche di letto per i loro giochini lesbo , il mio neanche a pensarlo, anche nel lavoro c’erano difficoltà perche l’avvicinamento a Maria e stato dovuto proprio nell’ambito lavorativo , spesso capitava di camminare a braccetto lavorativamente parlando, questa collaborazione lei la declino ad una stagista che vuoi per capacità ed esperienza per empatia non andava come doveva, spesso le dicevo vai da Maria e fatti spiegare a lei come procedere, dall’altro canto Emma sempre eccitata ed più propositiva verso di me e verso tutti sempre sorridente e propositiva ,decisi di sfruttare questa opportunità e far arrivare sia ad Emma che Maria l’evenienza di sostituire la stagista Laura proprio da Emma e farlo arrivare alle due tramite Laura.
Dissi così a Laura che avevo bisogno di parlare con Maria di dirglielo appena tornata in stanza, dopo qualche minuto ad annunciare l’arrivo del ciclone Maria erano i tacchi suonanti lungo il corridoio, bussò nello stesso istante che aprì la porta, e mi disse :
Maria "mi dici che bisogno c’è di far fare il mio lavoro ad Emma, quando non hai mai voluto che se ne occupasse neanche sotto mia richiesta quando ero troppo carica di lavoro!!"
Io "Proprio il fatto che tu non te ne vuoi più occupare e Laura è ancora acerba, per poterlo fare allo stesso modo, tu non ne vuoi sapere di interagire con me , hai dei motivi , ma io debbo trovare la soluzione e questa si chiame Emma.
Sapevo che le due si vedevano e sapevo che lei avrebbe fatto in modo che Emma lo sapesse prima possibile, questa strategia comunque mi avrebbe portato almeno un vantaggio, che a lavoro non avrei avuto battute d’arresto e che la gelosia di Maria non facesse entrare mai nel mio ufficio Emma, che lei avrebbe ripreso il suo posto e che magari si sistemavano le cose anche con Maria che mi mancava e non poco.
L’indomani incontrai Emma al parcheggio ed entrammo insieme in ascensore mi disse che aveva parlato con Maria e che lei era d’accordo , io gli dissi che come al solito aveva capito solo quello che voleva capire, gli dissi…
Io "trova il modo di far seguire i preventivi a Maria, in cambio puoi chiedermi quello che vuoi.."
Hai detto quello che vuoi, lei ribadì.
Arrivò l’ora di pranzo e mentre stavo per uscire dalla stanza eccoti arrivare Maria , che indicandomi con il dito verso di me a dirmi entra dentro che dobbiamo parlare…entrò come una furia , sbattendo parzialmente la porta con voce incazzata mi disse…
Maria "mi devi dire perchè se non può pensarci Laura perchè deve farlo Emma , e non io..!!"
Io "ho detto a Laura che se non te ne occupavi tu avrei dovuto farlo fare a Emma, non so cosa ti abbia detto la tua leccafica ma io non ho detto no Laura si Emma…ho detto se non te ne occupi tu dovrò chiedere ad Emma."
Continuò dicendomi che Emma era l’unica che sapeva leccarla ultimamente…mi avvicinai a lei e dritto negli occhi gli dissi che era una stronza che voleva fare la troia ma che non ne aveva le doti, lei stizzita tentò di darmi una schiaffo, gli fermai il braccio, dicendogli lo hai preso a vizio allora…e la baciai dritto con la lingua in gola bloccandola in qualche modo, tentò di liberarsi due , tre secondi e poi si abbandonò al bacio, appoggiandosi alla porta e chiuderla con la mandata, iniziò così un’assalto sessuale con la rabbia di aver interrotto quell’amicizia particolare che per principio era giusta ma per tutti gli altri motivi sbagliati, prese una matita dalla scrivania, ma non una di tanta l’unica che era in orizzontale con il suo appoggio per non farla rotolare continuamente, a cui tengo molto lei guardò il mio sguardo come a dire perche quella, lo sguardo che mi tornò indietro da lei era eloquente , ho trovato questa a portata di mano e fattelo andare bene, con un solo movimento la girò sui capelli e li fermò infilandocela, si sedette sulla sedia e con pochi movimenti mi liberò il cazzo e se lo prese avidamente tra le labbra, con la foca che non capivo per quale motivo , non era il suo modo di fare , lei sempre calma e razionale si scocciava quando ci vedevamo per pochi attimi solo il tempo di consumare.
Presto il lavoro di bocca e lingua terminò si tirò su alzandosi la gonna quasi mini e scostandosi la brasiliana di lato mi disse dai riempimi e fallo in fretta , di solo Emma mi sono stancata, con una chiappa sulla scrivania e l’altra gamba poggiata a terra mi prese il cazzo e se portò alla fica presentando la cappella gonfia al cospetto delle labbra umide e vogliose di sentirsi riempite, iniziai in modo blando ma lei subito mi intimò di spingere e fotterla bruscamente aveva voglia di venire subito mi devi far venire subito e vedi di venire anche tu altrimenti ti lascio a cazzo dritto, iniziai a stantuffare con ritmo e vigore fino a che lei come sempre faceva quando veniva si stringeva a me a cercare di farmi perdere il ritmi perche più continuavo a sbatterla più le sue reazione erano incontrollabili, sul letto avevo spesso io la meglio ma sulla scrivania in quel modo quando si alzò tirandosi dal collo si tirò indietro anche con il bacino e mi lasciò davvero a cazzo dritto, dicendomi stasera se vuoi mi prendo quello che non sei riuscito a donarmi.
Anche se contrariato me lo feci andare bene , mi aveva lasciato con la canna dura e dolorante, ma sapevo che avevamo ritrovato la nostra amicizia particolare, gli dissi che quello che aveva fatto era quasi una cattiveria e che la prossima volta avrei dato io le regole , lei rispose che avrebbe felicemente atteso le mie regole e che aveva ben chiara l’idea che avevo in testa, aggiunse che era anche giusto farmi violare anche li dietro.
Solitamente non abbiamo orario per uscire , abbiamo l’orario flessibile, ma quel giorno quella cosa di lasciarmi a cazzo dritto mi tolse tutta al voglia di lavorare ma in compenso era cresciuta a dismisura la voglia di lei, gli scrissi un’email camuffandola come un ordine di servizio e gli dissi perche non prendiamo un paio d’ore di permesso in modo da terminare il discorso rimasto a metà??
Attesi qualche mezzora la risposta ma non arrivava ad un certo punto mi arrivò sull’email aziendale con un mittente che non conoscevo ed un allegato lo aprii e c’era lei prona sulla poltrona della sua abitazione con la stessa gonna della mattina senza mutande e con la brasiliana girata intorno ai capelli ed il fiorellino anale in bella mostra, ed una vignetta che recitava di quanto doveva aspettare in quella posizione, non ci capii più niente chiusi il pc e mi fiondai a casa di Maria.
Salii direttamente le scale non avevo tempo nella mia testa di aspettare l’ascensore a salto di tre gradini alla volta arrivai al pianerottolo e suonai , subito dopo sentii che parlava con qualcuno attesi anche perche sentivo la voce che si avvicinava alla porta e subito dopo sentii la voce inequivocabile di Emma che gli diceva se aspettava qualcuno proprio nell’istante che Maria apriva la porta, aspettava me che con autorità dettata da non so cosa la presi pre un braccio mettendola alla porta e gli dissi aspetta qui o vai via non importa basta che ti togli dalla mia vista…chiusi la porta e nel frattempo vidi di nuovo Maria che togliendosi di nuovo la brasiliana si legava i capelli con la stessa, non so quante volte ho immaginato quella sensazione di una donna che si lega i capelli con il suo stesso intimo bene lo stavo vivendo, e la bellezza di Maria davvero notevole i suoi capelli mesciati folti e mossi si prestava a quella scena di sedizione che oggi è molto social ma di sicuro è ancor di più erotica stava accadendo proprio a me.
Mentre mi avvicinavo a lei con la faccia di chi ormai aveva sistemato tutto senza fretta e con le idee ben precise , mentre Maria guadagnava la stessa posizione prona sul divano con la gonna sull’anca, io presi il puff davanti alla poltrona di lato e mi sedetti davanti al culo sodo e iniziai a leccare e spingere con la lingua sul fiorellino rosa , spinsi sulla sul bacino di Maria per fargli arcata la schiena così avrei avuto accesso anche alla fessura, già umida e grondante di umori , lappavo fica e culo soffermandomi più su quest’ultimo e sorsare con la lingua sul pertugio, per poi passar a profanarlo delicatamente con un dito, e ruotarlo intorno ad esso, i gemiti di Maria aumentavano e insieme ad essi anche la mia erezione , che ancora ero seduto con il cazzo costretto nei pantaloni, iniziava ad essere troppo doloroso sentire quell’ingombro che cercava di uscire senza possibilità fu Maria a risolvere la situazione voltandosi facendomi alzare dal puff e baciandomi mentre mi liberava da camicia pantaloni, e mutande.
Dopo qualche istante di un bacio decisamente bagnato più che umido, mi spinse sulla spalle e mi fece sedere di nuovo sul puff e di nuovo inginocchiata ed anche china ora iniziò a succhiarmi e bagnarmi il cazzo per tutta la lunghezza, non era una fellatio come tanti ma molto intenso e profondo fino alla gola per favorire la salivazione, presto mi ritrovai con anche le palle grondanti di saliva , tirando la testa indietro si alzò e venendo di mezzo passo verso di me allargò la gambe e scendendo sul mio cazzo eretto duro e nodoso come un ramo di quercia, scese per impalarsi e con mia sorpresa anziché scegliere la fica si puntò il cazzo in quel pertugio rosa grinzoso che ora chiamarlo culo è uno sproloquio, se lo puntò con una mano e l’altra si sgrillettava la fica, mentre io la tenevo per i fianchi, per controllare la discesa , per la premura che si facesse male…era la prima volta che lo prendeva dietro con me , non gli piaceva mi diceva sempre ogni volta che ci provavo , ora invece lo aveva fatto sola senza passare dalla fica e a me questa cosa del culo senza passare dalla fica mi fa perdere la testa.
Solo qualche minuto per superare lo sfintere ed abituarsi ma la velocità delle sue dita sulla fica non tentava a diminuire , con la velocità aumentava la spinta sul cazzo fino a che non decise di sedersi con più decisione e fermandosi per il dolore provato, la sollevai e misi abbondante saliva sul cazzo e sul culo, e sola ancora si sedette questa volta con più decisione fino a sentirlo per metà dentro , iniziai a pompare senza irruenza , iniziava a piacergli si alternavano mugugni di dolora a sss……iiii di apprezzamento, fino a quando rapidamente divennero solo sss……iiii….iniziai a pomparla sempre più forte ero concentrato a venire in fretta non potevo correre il rischio che non reggesse al dolore , iniziai a dare colpi più profondi mentre lei si teneva dal mio collo per non franare sul cazzo ma nulla poteva contro i colpi di bacino, il mio, fino a che venni piantandola completamente sul cazzo , con forza senza dargli la possibilità di alzarsi, fu proprio in quel momento che mi abbraccio e la sentii tremare, e i suoi seni bellissimi che mi solleticavano il petto, poi mi disse che anche se è stato doloroso all’inizio mi ha fatto fare la pipì addosso , usò questo termine per dire che aveva squirtato dal piacere …
Andammo in cucina a rifocillarci e gli chiesi del perche di Emma , e mi disse che aveva capito che avessi in testa qualcosa perche sono scappata come una ladra, adesso il problema è diventato Emma , forse si era messa in testa che potevamo fare a meno del cazzo, io non posso fare a meno del tuo adesso più che mai….gli dissi se vuoi la sistemo io questa cosa la chiamo e vi faccio trovare d’accordo credimi, mi portai le mani sulla faccia per evitare un’altro schiaffo…lei sorrise e replicò chissà se non sarà proprio la soluzione …
Sono passati due mesi che con Maria siamo tornati all’amicizia particolare ancora non succede nulla ma da come parla qualche giorno suonando a casa di Maria la troverò aperta come troverò aperte le loro fiche….
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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