trans
Battona per caso
22.08.2025 |
6.562 |
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"Del resto, avevo sempre fantasticato di “battere”… e la cosa non stava andando affatto male..."
Fu una serata deludente al privé: pochi singoli e tutti a inseguire quel paio di coppie attempate che avevano deciso di mettersi in mostra durante la serata a tema trav. Dopo l’ennesimo giro nella dark room, decisi di farmi un caffè al bar e poi prendere la via di casa. Non che fosse tardissimo, ma tra il poco movimento e le due ore di auto che mi attendevano, era meglio che me ne andassi; magari in autogrill mi andava anche bene e qualche camionista mi dava una bella ripassata.Mi stavo dirigendo verso il parcheggio quando sentii un’auto accostare vicino a me.
“Quanto vuoi, splendore?” disse il tizio al volante. Io continuai a camminare, ignorandolo.
“Dai, ho capito, hai finito per oggi,” disse poi, sembrando un po’ sconsolato. “Ma ho passato un’ora sullo stradone e c’erano solo le tue colleghe… cesse. Posso essere l’ultimo della serata?”
“Guarda, ho già chiuso per stasera,” mentii spudoratamente. Non ero così disperata da accettare del poco comodo car sex.
“Facciamo così: 100 per un pompino, 200 per una scopata. Di certo non chiedi questi prezzi qui in strada.”
Mi girai con l’intenzione di insultarlo, ma vedendolo bene rimasi un po’ colpita. Era un bel signore attempato che, non fosse stato per il look da anzianotto in libera uscita, poteva passare per cinquantenne.
“Se la metti così, parliamone,” risposi d’istinto. Lui propose di andare in un infimo hotel a pochi chilometri da lì. Conoscevo il posto: più blatte che clienti. Allora proposi un vicolo poco più in là, dove avevo già scopato con qualche maschio all’uscita dal club.
Salii in auto con lui per il breve tratto. Una volta fermi, iniziò a palpeggiarmi; decisi di non tradire la mia recita e lo fermai, esigendo la paga prima.
“Certo, certo, scusa. Allora, fino a dove ti spingi? Posso tentarti con 400 per una sborrata in faccia… con foto?”
“Sì, certo, mi sembra ragionevole,” annuii. “Poi, se hai altri 100 che non sai come spendere, puoi anche filmare tutto il finale con la sborrata.”
“Con 150 posso filmare anche altro?” ribatté.
“Con 200 sì, e puoi anche condividerlo con gli amici.”
“Beh, li ho. Però dubito di condividere, se non con un paio di amici,” rispose, contando delle banconote da 50 fino ad arrivare ai 600 euro che mi porse senza troppi pensieri. Visto il tipo di auto, il denaro non sembrava mancargli.
Presi i soldi e, nel tempo di metterli nella borsetta, lui aveva già il cazzo turgido in bella mostra.
Mi chinai e iniziai un bel lavoretto, mentre lui si apprestava a filmare la scena con fare un po’ impacciato. Io, dal canto mio, cercavo di fare il mio dovere, lanciando anche qualche sguardo languido verso la telecamera del cellulare. Del resto, volevo dimostrare di valere quei 600 euro.
Lui gemeva a ogni mio passaggio di lingua. Tra me e me, pensai che ne sarebbe venuto fuori il video più mosso di sempre, ma non era un mio problema.
“Ora cavalcami, puttanella!” disse con voce rotta.
“E se usciamo e mi inculi sul cofano?” proposi io. “Magari viene meglio in video.”
Rise e mi diede ragione. Uscimmo dall’auto e mi piegai a gambe divaricate sul cofano, ancora tiepido.
Con una mano mi alzò la minigonna e tirò giù il perizoma. Mi misi un po’ di lubrificante e lui, dopo un paio di colpetti di avvertimento sul buco, me lo infilò dentro. Non era poi così dotato, quindi riuscii a restare composta per le sue riprese.
“Sì, puttana, prendilo tutto, il mio cazzone!” gridava, sentendosi sicuramente uno stallone. Io gli reggevo il gioco, amplificando il mio godimento più del dovuto.
“Girati e sali sul cofano,” mi disse. Ubbidii senza esitazione. Alzai le gambe e lui si infilò subito in me, aiutandomi con la mano libera a non scivolare. Diedi sfoggio alla mia migliore recitazione per sembrare estasiata dal suo “talento”, ma ammetto che non fu difficile. Non era uno stallone, ma il suo fare mi divertiva, e di certo quella situazione era molto più eccitante delle due ore passate al club. Del resto, avevo sempre fantasticato di “battere”… e la cosa non stava andando affatto male.
“In ginocchio, troia,” mi comandò, indicando un punto ben illuminato del vicolo. Mi misi lì, bocca aperta e lingua di fuori, ad aspettarlo.
Mi prese per la testa e iniziò a scoparmi la bocca, mentre io con la lingua giocavo col suo cazzo duro.
“Troietta insaziabile che non sei altro,” disse soddisfatto. Io accennai un languido sorriso, forse andato perso in quella scopata di bocca.
Presto si sfilò il cazzo dalle labbra e iniziò a segarselo mugugnando. Io mi sporsi in avanti, con la lingua e la bocca pronte ad accogliere il suo succo.
“Sto venendo, sto venendo, cazzo!” mugugnò, prima di schizzarmi in faccia una bella quantità di sperma. Si vedeva che da un po’ girava lì in cerca di una zoccola.
Rimasi ferma, giocando con quella copiosa sborrata per il piacere del suo obiettivo.
“Cazzo se sei troia… ma dimmi un po’: ti sei divertita anche tu?” chiese, con fare soddisfatto.
“Sì, è stata una serata interessante,” dissi. Non mentivo: alla fine, mi ero divertita anche io, aldilà del guadagno inaspettato.
Mi invitò gentilmente in auto, dove aveva qualche asciugamano e delle salviette per sistemarmi.
“Dimmi un po’… dove batti di solito?” chiese.
“Devo confessarti una cosa… non sono una battona. Stavo tornando in auto dal locale qui dietro.”
Lui rise fragorosamente.
“Quindi, se parcheggiavo e entravo, avrei potuto scoparti gratis?” chiese, divertito. Io annuii, mentre mi toglievo gli ultimi schizzi di sperma dal viso.
“Beh, posso dirtelo? Quei 600 euro te li sei meritati a prescindere. Magari dovresti metterti a battere più spesso!” Ridemmo entrambi.
“Non credo a quelle cifre,” risposi, prima di congedarmi con un bacio passionale. “Questo è per farmi perdonare per la bugia.”
Sorrise e mi salutò con un cenno dolce.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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