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In vacanza con la zia: seconda parte
12.11.2025 |
6.498 |
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"Mi spostai per dargli più libertà di tastare e ricambiai, esplorando con la mano il suo cazzo: era impressionante come in foto..."
Ci svegliammo tardi, ancora elettrizzate dalla nostra serata piccante. Io ero felice che la vacanza mantenesse le aspettative che avevo quasi abbandonato con l’inclusione di mia zia; lei era raggiante… rinata, direi. Via il look sciatto e insignificante: ecco un sorriso smagliante e abiti estivi che ne esaltavano una provocante bellezza curvy.Iniziammo la giornata con una colazione leggera, prima di buttarci in spiaggia come il giorno prima. Un copione simile a quello precedente: tanti flirt, ma nulla di concreto. Bene così: entrambe necessitavamo di una tintarella e trovammo pure il coraggio di stare in topless, per la gioia dei svariati maschietti che ci osservavano.
Arrivò il tardo pomeriggio e ci spostammo verso la camera. Ero cotta e con un filo di mal di testa, perciò optai per una pennichella in modo da essere carica per la serata. Mia zia invece puntò a farsi un giro per il villaggio, magari per prendere qualche souvenir per i figli. Crollai subito, tanto che quando squillò il telefono pensai fossero passati pochi minuti e non due ore.
Era lei.
“Tesoro, ho fatto un po' amicizia qua e mi sa che a breve ci avvieremo verso l’albergo”, disse esaltata.
Io capii l’antifona e dissi di darmi mezz’oretta per sistemarmi e lasciarle la camera libera.
“No tesoro, sai… gli ho fatto vedere un po' dei nostri selfie in spiaggia… e mi è scappato qualcuno di ieri sera… dopo la festa”, spiegò con un filo di imbarazzo, “e questo mio amico ha pensato di parlare di te a uno che avrebbe apprezzato. Ti mando una sua foto!”
Guardai in diretta WhatsApp ed ecco comparire la foto di un aitante sessantenne, in formissima, massiccio, villoso e con una mazza decisamente fuori dal comune. Non mi aspettavo proprio questo. Ribadii di darmi una mezz'ora e lei mi salutò tutta eccitata.
Pensai di mettermi uno dei tanti completini provocanti che mi ero portata dietro, ma non volevo risultare troppo presa, così, a scatola chiusa. Indossai una maglietta e dei pantaloncini che a malapena contenevano il mio fondoschiena, esagerando solo con i sandali col tacco 12.
Sentii la porta aprirsi. Mia zia era ancora più raggiante; il suo nuovo amico non era 'sto granché: grassoccio, stempiato e chiaramente sofferente per il caldo estivo. Il mio potenziale partner, invece, era ancora più impressionante anche da vestito. Alto, villoso e vestito con abiti che sembravano su misura, con un look giovanile che lo rendeva ancora più attraente.
“Piacere, Alex”, si presentò.
Scambiammo quattro chiacchiere prima che i due piccioncini tagliassero corto per chiudersi in camera, lasciando me e il mio nuovo amico soli a conoscerci. Ben presto la nostra conversazione venne interrotta da gemiti di piacere e sconcerie che ci strapparono qualche sorriso.
“Tua madre sembra darci dentro, non ti imbarazza, vero?”, chiese lui.
“Beh, dato che mio padre la ignora, ci sta”.
Continuammo a parlare, ma la distrazione era forte. Gli proposi di andare a spiarli un po' e lui mi assecondò.
Aprii leggermente la porta e vidi lei a pecora e lui, ancora più sudato di prima, che la cavalcava vigorosamente. Un po' lo rivalutai, devo dire.
Presto sentii la mano di Alex scivolare vicino al mio inguine. Mi spostai per dargli più libertà di tastare e ricambiai, esplorando con la mano il suo cazzo: era impressionante come in foto. Mi girai e gettai le braccia intorno al suo collo, baciandolo. Lui ricambiò, facendo abilmente scendere i miei pantaloncini con una mano.
Spalancai la porta e lo trascinai dentro, sotto lo sguardo divertito di mia zia e del suo amante. Mi gettai sul letto di fianco a loro e lui, dopo essersi spogliato, mi prese le gambe e mi sollevò, iniziando a leccarmi il buchetto.
Godevo già come una troietta bisognosa di cazzo.
Mi abbassò, puntando già la cappella nel buco, ma balzai, respingendolo, per poi mettermi in ginocchio a spompinarlo.
“Questo è tosto! Lo riesci a gestire?”, chiese mia zia tra un gemito e l’altro.
Risposi ingoiandolo quasi tutto, sfiorandone la base con le labbra.
“Io ti sfondo, zoccoletta!”, disse godereccio, e mi prese per il braccio con forza, ributtandomi a letto a 90. Con una mano mi spingeva la schiena giù, con l'altra mi sculacciò un paio di volte, prima di sputare sul buco e prendere le misure con la cappella grossa e turgida.
Un colpo secco ed era dentro.
Mi uscì un urlo che era un intreccio di dolore e piacere.
Due, tre colpi secchi per prendere le misure, poi iniziò a stantuffarmi vigorosamente e piacevolmente. Gli altri due erano passati alla posizione con lui in piedi e lei che lo succhiava, mentre ci fissavano scopare.
“Visto che figlia ho cresciuto?”, disse con fierezza.
“Zoccola e ingorda come la mammina”, ribatté lui.
Alex mi diede una pacca sul culo, invitandomi a girarmi. Ubbidii e lui, con fare esperto, mi divaricò le gambe, infilandosi di nuovo dentro il mio buchetto ormai pronto ad accoglierlo. Godevo ancora di più: oltre a sentirlo dominarmi, vedevo il suo fisico imponente e mi sentivo schiava del suo piacere.
“Ma… me lo presteresti?”, chiese quella porca di mia zia.
Lui sorrise, si sfilò e, dopo avermi baciato appassionatamente, prese per mano mia zia e la portò nel balconcino della camera da letto. Le fece divaricare le gambe e iniziò a scoparla lì, in bella vista, con le sue urla di piacere ad attirare eventuali sguardi indiscreti.
Li osservavo eccitata, tanto che l’altro mi colse un po' di sorpresa quando mi prese per le gambe e mi fece sdraiare per scoparmi a sua volta. Trovavo stranamente eccitante questo uomo brutto che mi aveva preso un po' con la forza; inoltre, quel cazzo di tutto rispetto aiutava non poco. Dopo poco gli proposi di andare anche noi sul balcone e mi piazzai di fianco a lei, facendomi inculare anch'io con vista mare.
Quasi contemporaneamente i due vennero nei nostri culi sfondati.
Ero ancora su di giri e, senza perdere un colpo, mi buttai giù, divaricai le natiche di mia zia e lasciai scivolare la sborra nella mia bocca, mentre lei godeva sorpresa. Sentii i due applaudire mentre ci elogiavano. Una volta vuota, lei mi imitò, dandomi il colpo di grazia con la lingua tanto da farmi venire sulla faccia.
Ci riprendemmo facendoci la doccia in coppia, con me e Alex che ci concedemmo un’altra sveltina. Poi arrivò l'ora di cena e uscimmo tutti insieme, con me e lui che ci tenevamo per mano, rendendo evidente che la nostra serata aveva in serbo ancora qualche sorpresina
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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