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Hui 2- Il primo pompino e la grande decisione


di Membro VIP di Annunci69.it Lorella65Trav
13.09.2026    |    2.401    |    12 9.7
"Lei mi guardò a lungo e, dal suo sguardo, intuii che stava per dirmi qualcosa di importante e, infatti “E se, invece, non fosse un uomo ma una donna o, magari, una ladyboy?” mi chiese..."
Scese dalla corriera, Chinda fermò un taxi che ci portasse a casa sua ma, nonostante non fosse particolarmente lontana, l'auto impiegò più di un'ora per arrivare a destinazione a causa del caotico traffico di auto, tuk-tuk, mezzi pubblici e centinaia di motorini che zigzagavano da tutte le parti.
Quando finalmente entrammo in casa, eravamo talmente esauste che sprofondammo su un divano,
senza avere neanche la forza di parlare, per almeno una decina di minuti.
Poi, finalmente riprendemmo le forze e Chinda mi portò a vedere la “mia” camera .
Era bella, spaziosa, ben arredata e, soprattutto, con un letto tanto grande e comodo che mi dovetti dare un pizzicotto sull'altra mano per capire se era un sogno o la realtà e, quando mi resi conto che era tutto reale, la prima cosa che si presentò alla mia memoria fu la stuoia sulla quale, fin da bambino, avevo dormito e che la sera sdraiavo sul pavimento e, la mattina dopo, arrotolavo e la riponevo nello stretto spazio tra un mobile di bambù e la parete.
“Ti piace?” mi chiese con la fierezza e l'orgoglio di una donna che, partita come me dalla miseria, era riuscita a raggiungere, in pochi anni, un livello molto alto di agiatezza economica.
“Tantissimo, per un attimo ho pensato che fosse addirittura un sogno.” le risposi commossa.
“Sono contenta e ricordati che, se ti fa piacere, puoi stare qui per tutto il tempo che vorrai.”
Poi mi chiese se volevo fare una doccia e, visto che ero digiuna dal giorno precedente, mi disse che, mi avrebbe portata in un ristorantino dove si mangiava benissimo e dove avremmo festeggiato il nostro incontro e l'inizio di una sicura bella amicizia.
“Ne ho proprio tanto bisogno, aspetto che tu finisca di fare la doccia e poi la faccio anch'io.” le risposi con un velo di stanchezza nel volto e nella voce.
Lei sorrise e...”Se vuoi, la possiamo fare insieme, penso che non ci sia nulla di male, non credi?.”
“Assolutamente d'accordo, dammi solo un minuto che mi spoglio e andiamo!” Perciò, cominciai a sfilarmi la t-shirt e poi il pantalone di cotone nero elasticizzato in vita con le movenze femminili e con la grazia che avevo imparato negli anni davanti allo specchio e, infine, mi tolsi le mutandine di cotone ma coprendo, maliziosamente le mie pudenda con la t-shirt.
“Wow, che bella che sei! Da vestita non avrei potuto immaginare che avessi un corpo già così femminile con la sola assunzione degli ormoni!” esclamò aggiungendo subito dopo “ Perché ti copri, però, il tuo attrezzo? Dai ,non aver vergogna, siamo tra donne!” disse con tono e viso ilare.
Chinda mi era piaciuta fin dal primo momento, con quella voce cristallina, il meraviglioso sorriso, lo stupendo viso sul quale troneggiavano due grandi occhi con folte ciglia esile ma, quando la vidi, restai letteralmente a bocca aperta per la perfezione del suo corpo, sottile ma con un seno sodo e non piccolo, con capezzoli rosei che, forse per l'eccitazione del momento, erano turgidi e incastonati su areole leggermente più scure. In poche parole, un vero splendore di donna.
Allora, lasciai cadere la maglietta e le chiesi “Dimmi con sincerità, come ti sembro?”
“Tesoro, sei uno schianto di ragazza, e tutto mi sarei aspettata tranne che avessi un “bestione” così imponente.” mi disse con una malcelata eccitazione e fui contenta anche di sentirmi dire che ero bella e desiderabile da una ladyboy splendida come era lei.
Poi, si avvicinò e mi abbracciò forte a sé e, a quel contatto, che non mi aspettavo, avvertii un lungo brivido di piacere.
“Dai andiamo sotto la doccia ché ci insaponiamo a vicenda!” mi esortò sorridendomi con malizia.
Nel box doccia, giocammo a gettarci addosso l'acqua ridendo come due bambine. Poi cominciai a insaponarle dolcemente i seni e la schiena ma quando, per poterle insaponare le cosce, mi accovacciai ai suoi piedi, il mio viso si trovò a pochi centimetri dal suo arnese dritto e duro e, soprattutto, dalla mia bocca che, finalmente, aveva l'opportunità di ingoiare un cazzo non mio.
Era la prima volta che mi trovavo in quella posizione che tante volte avevo sognato e quella grossa cappella era davvero troppo invitante e, perciò, istintivamente la mia bocca si aprì.
I nostri sguardi si incrociarono e io vidi nei suoi occhi un brillio di desiderio e, allora i miei occhi le chiesero se voleva...e i suoi mi dissero “sì”.
Col cuore in gola, allora, spalancai la bocca e iniziai a stimolarne il prepuzio sfregandolo con la lingua in su e in giù, più e più volte.
Evidentemente le piacque moltissimo perché la sentii gemere per tutto il tempo che glielo leccai e, ormai preda della lussuria, passai ad avanzare lungo l'asta per l'intera lunghezza fino a sbattere col naso sul suo pube e cominciai a fare il mio primo pompino ad un cazzo che non era il mio.
Chinda, che continuava a gemere sempre più a lungo sotto i miei veloci affondi, allora mi afferrò la nuca e, con potente colpo del bacino cominciò a scoparmi la gola con frenesia.
La sua asta scivolava senza sosta sulla mia lingua mentre io con la bocca seguivo lo stesso ritmo e più lei mi infieriva affondi sempre più veloci, io più la tiravo a me.
Per quasi mezz'ora, quel martellamento non cessò un solo attimo dentro il mio cavo orale che, però, lo ricambiai con un andirivieni dalla cappella alle palle fino a quando, con voce roca si librò nel box doccia il grido liberatorio di Chinda che scaricò un grande quantità di sborra che me la riempì totalmente.
Aveva un buon sapore e mi ricordò il mio che avevo gustato decine e decine di volte ingoiandolo anche due/tre volte di seguito senza mai far uscire il mio enorme cazzo dalla mia bocca e perciò, ritenendo che le sarebbe piaciuto un nuovo pompino, glielo imboccai di nuovo riprendendo il mio andirivieni fino ad una nuova e più densa sborrata.
Dopo qualche minuto riprendemmo a lavarci e ,quando uscimmo dalla doccia, tornammo nel salone con addosso i soli accappatoi.
“Tesoro, sei un vero ciclone, è la prima volta che mi capita di sborrare tantissimo e, addirittura, due volte di seguito godendo come una invasata.” mi disse con ancora un po' d'affanno.
“L'ho fatto per ringraziarti per la tua ospitalità ma anche per la grande voglia che mi è venuta quando lo hai tirato fuori.” risposi.
Lei, allora, mi abbracciò e...”E' una cosa bellissima quella che hai detto, te ne sono grata.”
Poi, guardando l'orologio sulla parete, aggiunse “ E' parecchio tardi perciò, adesso va' a sistemare le tue cose nella tua camera e poi andiamo a cenare.”
“Ne sarei felice ma ho il terribile problema che non so proprio cosa mettere perché praticamente non ho praticamente nulla di adatto per stare al tuo livello.”le dissi mestamente.
Mi sorrise con dolcezza “Tranquilla, ho tantissime cose che puoi indossare, c'è solo l'imbarazzo della scelta, vieni in camera mia e vedrai che qualcosa che ti piace la troverai di sicuro.”
Andammo, quindi, nella sua grande, elegante e raffinata camera da letto nella quale, in una stanza adiacente, chiusa da ante di vetro scorrevoli, c'era una enorme cabina armadio a vista, pieno di abiti appesi agli stand, tantissimi ripiani e cassetti e, al centro, un grande cassettone davvero stupendo e, il tutto, illuminato da faretti a led anche sotto le mensole.
“Che meravigliosa casa che hai, Chinda. Chissà, se forse un giorno anch'io ne potrò avere una così.” esclamai con sincera ammirazione.
“Dipenderà da quello che deciderai di fare nella tua vita.” e, cambiando discorso “Ti piace questo? Provalo e vediamo come ti sta.” mi disse porgendomi un abito tradizionale.
Era un abito stupendo, con una una gonna lunga in seta marrone decorata con ricami, un top a fascia realizzato in pizzo e seta e una sciarpa da portare appoggiata sulle braccia e mi aiutò ad indossarlo e ad aggiungere una paio di orecchini pendenti e dorati, una lunga collana, due braccialetti ai due polsi e una splendida cintura agganciata lievemente sui fianchi anch'essa dorata e, quando mi aggiustò la capigliatura e mi fece un leggero trucco, un po' di mascara e un rossetto della stessa tinta del top, mi portò davanti allo specchio.
“Sei un vero splendore Manee, vedrai che stasera tutti i maschi si innamoreranno di te.” mi disse con ammirazione e felice del risultato ottenuto.
Poi, anche lei si vestì con un abito tradizionale bello quanto quello che mi aveva fatto indossare, si truccò velocemente con cura e uscimmo di casa fermando al volo un taxi che ci portò davanti a un ristorante che era davvero di gran classe, un vero e proprio tempio del gusto dove ogni piatto era un’opera d’arte e ogni dettaglio, dall’ambiente al servizio, contribuiva a creare un’esperienza memorabile.
Ero emozionatissima, chi mai avrebbe detto che un giorno avrei vestito un magnifico abito e sarei stata a cena in un ristorante di altissimo livello, servita e riverita come un donna di alto rango.
E tutto il merito andava a Chinda, mia cara amica che era già diventata la mia guida, il mio faro e alla quale dovevo questo bellissimo sogno che stavo vivendo.
Passammo una splendida serata, circondate dalle premure e dalla gentilezza delle cameriere e dei camerieri ma anche, e molto, dagli sguardi di ammirazione dei tanti uomini, eleganti e sicuramente benestanti che, fin dal nostro ingresso si erano posati su di noi.
Chinda, a un certo punto, si sporse verso di me sussurrandomi all'orecchio, mi disse. “Tesoro, hai fatto il botto stasera, hai notato gli sguardi degli uomini che continuano a posarsi su di te? Secondo te, sono solo di ammirazione o, magari anche, di desiderio concupiscente?”
“Non saprei, però è una bellissima sensazione quella che sto provando nel pensare che mi possano desiderare. Secondo me, comunque, gli sguardi sono rivolti soprattutto a te che sei davvero uno splendore stasera.” le risposi anch'io con un sussurro.
Lei mi sorrise “Cara Manee, almeno quattro di quei signori, sono miei abitudinari clienti e mi conoscono molto, ma molto, bene e, forse hanno pensato che anche tu sei una ladyboy. Ti dispiacerebbe molto se fosse così?”
“Sarebbe bellissimo essere ammirata e desiderata ma temo che resti solo un sogno che non si avvererà mai perché un lavoro, che mi consenta di vivere in questa Metropoli e di poter e di aiutare anche la mia famiglia, è solo una vana speranza.
Perciò ho davanti a me solo due strade da percorrere. La prima, di riprendere le due corriere e tornarmene a casa e, passare tutto il resto della mia vita a lavorare nella coltivazione del riso e, comunque, in una situazione povertà assoluta e, la seconda, quella di prostituirmi.”
Poi, aggiunsi, “La tua casa è davvero bellissima e arredata con molto gusto. Immagino che debba essere costato un sacco di soldi acquistarla, fare i lavori e arredarla così tanto bene.”
Chinda, mi rispose “I miei genitori sono persone di umili origini ma, secondo le usanze tradizionali, era mio primo compito quello di sostenere e aiutare la mia famiglia per ripagarli di tutti i sacrifici che avevano fatto per farmi studiare e, allora, visto che avevo guadagnato, in appena due anni, oltre 50mila $, gliene ho dati di cuore la metà per la ristrutturazione e per le loro più immediate necessità e vivere una vecchiaia migliore, contribuendo negli anni successivi con altri 15 mila $ all'anno.
“50mila dollari? Caspita, è una cifra enorme!” esclamai con grande stupore.
“Quelli riguardavano il totale di due anni di attività, nel terzo anno arrivai a 30 mila $ e, dall'anno scorso, mi sono attestata intorno ai 40 mila $.” mi rispose con una punta d'orgoglio.
Non avrei mai immaginato che si potessero guadagnare tanti soldi facendo la sexworker e ne rimasi stupita talmente tanto che, in quel preciso istante, decisi intraprendere la seconda strada e glielo comunicai senza tentennamenti.
“Sei una ragazza forte e matura e, per questo avevo già immaginato che avresti preso questa decisione ma devo chiederti se sei davvero decisa perché, in questo momento, è il passo più importante della tua vita.” mi disse con volto molto serio.
“Sono pienamente consapevole di come sarà la mia vita da sexworker che evidentemente era già scritta nel libro del destino e, perciò, non la cambierò per nessuna ragione ma ho un immenso bisogno che tu mi stia vicina e che mi guidi dandomi consigli, suggerimenti e pareri per muovere almeno i primi passi in questo, per me sconosciuto, mondo. Mi aiuterai, per favore?”
“Certo tesoro, ti seguirò passo passo e darò risposta ad ogni tua domanda ma ne riparleremo appena tornate dal ristorante.”
Subito dopo, aggiunse “Tesoro, sono sicura che il tuo sogno si avvererà perché hai tutti i numeri per diventare famosa e molto ricercata per la tua bellezza e per l'entusiasmo che hai. Però, ricordati sempre, che la tua casa apparterrà sempre e solo a Hui e mai a Manee anche se sarà Manee che ti consentirà di averla ma tienile sempre distinte e separate.”
“Lo terrò sempre ben in mente, grazie Chinda per questo primo e importantissimo consiglio.” le risposi con certezza di essere in ottime mani.
Tornate a casa, erano più o meno le 22:10, ci fermammo a chiacchierare ancora un po' della serata al ristorante “Chinda, è stata la più bella serata della mia vita, ti adoro sei una donna meravigliosa.” le dissi con tutta la felicità che avevo assaporata grazie a lei.
Lei mi sorrise “Ed io sono felice che tu sia felice e sono sicura che di momenti così ne avremo molti nel prossimo futuro. Tu mi piaci tantissimo, tesoro e, spero con tutto il cuore, che riusciremo ad essere qualcosa di più che rimanere solo amiche. Ecco, finalmente ho avuto il coraggio di dirtelo.”
“Lo spero moltissimo anch'io, ti voglio tanto bene Chinda” le risposi con grande sincerità.
Mi diede un bacio sulla guancia e disse “Domattina perché avremo molte cose da fare, ti porterò da una mia amica che ha una attività che va dai massaggi, alla cura delle pelle del viso ed ha un gruppo di ragazze che fanno dei tagli e acconciature dei capelli davvero favolosi. Poi, andremo a fare shopping e ci compriamo della splendida lingerie, abiti, gonne, top e tutto quello che ti piacerà compreso qualche paio di scarpe con tacchi alti e, collane, orecchini e braccialetti e, una volta ritornate qui, cominceremo a pensare a come farti diventare conosciuta e desiderata.” mi disse eccitata.
“Sbaglierei se pensassi che hai già bene in mente cosa e come fare?” le chiesi
Chinda, allora, mi spiegò che c'era la possibilità di mettere foto e video su una delle piattaforme più conosciute al mondo e con milioni di accessi giornalieri che possono visualizzarli solo previo pagamento di un abbonamento che produce un introito che varia, però, a seconda del numero di quanti abbiano utilizzato questa possibilità.
“Immagino, allora, che se fossero anche solo una decina di migliaia a pagare, diciamo 5$, questo produrrebbe un incasso di 50mila $. Wow!” esclamai.
Mi spiegò allora che un piattaforma, provvede a trattenere almeno il 20% degli incassi che, nella ipotesi fatta, si arriverebbe ad incassare 40mila $ che sarebbe, comunque, già una gran bella cifra che, però, diventerebbe quasi irraggiungibile, per una “new entry”,senza una costante presenza quasi quotidiana sui social più popolari per aumentare moltissimo la visibilità come anche il caricare sulla piattaforma un po' di “maliziose” foto e, infine, sarebbe anche molto efficace, caricare video molto hot su vari siti porno ai quali si collegano, ogni giorno, milioni di persone.
“In buona sostanza, mi stai dicendo che non occorre trovare un uomo molto facoltoso che possa pagare 500 mila TBH pari, più o meno a 15 mila $ per avere l'opportunità di rompere un culo vergine?” le chiesi con grande curiosità.
“Non saprei. Di sicuro, ci sono uomini ricchi ma non sono sicura che, nel giro di poco tempo, se ne faccia vivo uno.” mi precisò.
“In effetti, non hai affatto torto.” le risposi.
“Bene, molto bene!” esclamò Chinda e, poi, aggiunse “Prima, però, ho da chiederti due cose molto importanti.”
“Chiedi tutto quello che desideri.”
“La prima è se conosci la lingua inglese perché saranno soprattutto persone che parlano quella lingua che è, come si sa, universale.”
“Parlo fluentemente l'inglese perché mi madre, che già lo parlava bene, poi grazie a mio padre, lo parlava fluentemente e me l'ha insegnato fin da bambina.” le dissi con malcelato orgoglio.
“Benissimo. E' assolutamente importante capire e farsi capire in qualsiasi momento.” disse.
“E la seconda domanda?” le chiesi
“Riguarda una cosa molto delicata ma devo necessariamente fartela. Ti hanno già aperta? E se sì a che età oppure se sei ancora vergine?” mi chiese un po' imbarazzata.
“No Chinda, sono ancora vergine ed è stata una mia ferma decisione perché sognavo una vita da donna, con un lavoro ben retribuito e, magari, incontrare un giorno un uomo di cui innamorarmi ed essere riamata e vivere come marito e moglie ma, questo ormai non è più possibile.” le dissi col cuore in mano.
Lei mi guardò a lungo e, dal suo sguardo, intuii che stava per dirmi qualcosa di importante e, infatti “E se, invece, non fosse un uomo ma una donna o, magari, una ladyboy?” mi chiese seria.
“Si certo, sarebbe possibile un legame con una donna, visto che posso essere tranquillamente attiva ma lo stesso sarebbe anche se fosse una ladyboy che, considerato che potrebbe essere anche molto affettuosa ma che, soprattutto, potremmo essere entrambe attive e passive con una maggiore affinità sul piano sessuale e una grande possibilità di soddisfacimento di entrambe le nostre nature.” le risposi con sincerità.
Mi sembrò contenta della risposta e anche parecchio eccitata da quella possibilità e mi chiese
“E se quella ladyboy, fossi io?” mi chiese con occhi che brillavano.
“Ne sarei felice!” le risposi con gioia.
“Oh, tesoro, anch'io sarò felice di vivere assieme a te, dormire nello stesso letto, fare l'amore tutte le volte che vorremo, fare colazione insieme e dopo tornare a farlo ancora, uscire a fare una passeggiata, andare in vacanza in qualsiasi posto ci piaccia andare anche dall'altra parte del mondo e tutto quello che ci potrà rendere felici e molto unite.” mi disse visibilmente piena di gioia.
Poi, aggiunse “Cancella l'idea di cedere la tua verginità ad uomo per soldi e cancella anche la paura di aspettare troppo tempo per iniziare a guadagnare. Sarò io a darti la possibilità di completare la transizione con interventi chirurgici e poter anche aiutare la tua famiglia.” mi rispose.
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