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Viva il mal di schiena e viva i massaggi
26.10.2026 |
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"La Dottoressa prese un capezzolo tra le dita e lo strinse delicatamente, facendo gemere Stefania, mentre Maya faceva lo stesso con l'altro..."
La telefonata era stata più semplice del previsto.
Una voce femminile, pacata e professionale, aveva risposto al secondo squillo: "Centro Benessere Soraya, buongiorno."
Stefania aveva spiegato il suo problema il dolore alla schiena persistente dopo l'incidente, la difficoltà a trovare un massaggiatore che capisse davvero le sue esigenze.
La segretaria l'aveva ascoltata con attenzione, prendendo appunti, e in meno di cinque minuti aveva fissato l'appuntamento per la settimana successiva.
"La Dottoressa Maya Soraya la riceverà giovedì alle 15:30, le mando un SMS con l'indirizzo. Le auguro una buona giornata, signora."
Stefania aveva riattaccato sentendo un vago senso di sollievo.
Finalmente qualcuno che sembrava prendere sul serio il suo problema.
Il palazzo era magnifico, un edificio d'epoca nel cuore di Roma, con un portone imponente in legno scuro e un cortile interno lastricato in pietra.
Stefania salì i pochi gradini dell'ingresso e suonò il campanello accanto alla targa in ottone: "Centro Benessere Soraya - Massaggi Terapeutici".
La porta si aprì quasi immediatamente.
Una donna sulla trentina, alta e slanciata, le sorrise con un'espressione accogliente.
Era vestita con un abito aderente color crema che metteva in risalto la sua figura asciutta ma sinuosa, i capelli castani raccolti in uno chignon elegante, gli occhi scuri e penetranti.
"Buongiorno, signora? Stefania, vero? Sono Giulia, la segretaria, prego, si accomodi."
L'ingresso era raffinato: pavimenti in marmo, pareti color avorio, un profumo delicato di lavanda nell'aria. Giulia la fece accomodare in una piccola sala d'attesa con poltrone in velluto e una scrivania in legno scuro.
"Devo farle compilare questo modulo", disse porgendomi una cartellina con dei fogli.
"Informazioni generali, eventuali allergie, problemi di salute. Vuole un caffè mentre compila?"
"Volentieri", rispose Stefania, prendendo la penna.
Mentre Giulia si allontanava verso un angolo dove c'era una macchina del caffè, Stefania la osservò. I movimenti della segretaria erano fluidi, quasi felini. Quando si chinò per prendere una tazza dall'armadietto, il tessuto dell'abito si tese sui glutei, rivelando una curva perfetta.
Stefania sentì un calore improvviso salirle allo stomaco, una sensazione strana che non sapeva spiegare. Scosse la testa e si concentrò sul modulo.
Quando Giulia tornò con il caffè, i loro sguardi si incrociarono per un attimo più del necessario.
La segretaria sorrise, un sorriso che aveva qualcosa di enigmatico, e Stefania sentì di nuovo quella strana sensazione, come se la voce di Giulia avesse una sfumatura che non riusciva a decifrare.
"Quando ha finito, la accompagno dalla Dottoressa Soraya", disse Giulia, tornando dietro la scrivania.
Dopo qualche minuto, Stefania fu condotta attraverso un corridoio fino a una porta in legno chiaro. Giulia bussò due volte e aprì.
"La signora Stefania, Dottoressa."
La stanza era avvolta in una penombra calda, illuminata solo da alcune lampade con luce soffusa. L'odore degli unguenti e degli oli essenziali riempiva l'aria: lavanda, eucalipto, qualcosa di più dolce e muschiato.
Al centro c'era un lettino da massaggio rivestito in pelle scura, e accanto una scrivania con sopra alcuni barattoli di vetro e un computer.
Dietro la scrivania c'era la Dottoressa Soraya. si alzò e venne incontro a Stefania con un sorriso smagliante.
Era una donna di mezza età, non molto alta, con una figura morbida e paffutella avvolta in un camice bianco. I capelli scuri con qualche filo grigio erano raccolti in una treccia, e gli occhi scuri avevano una luce calda e accogliente.
"Buongiorno, Stefania, sono la Dottoressa Soraya, piacere di conoscerla. Prego, si accomodi."
La sua voce era vellutata, con un tono basso e leggermente rauco che Stefania trovò subito piacevole, ma c'era anche lì qualcosa di strano, una sfumatura che non riusciva a definire, che la incuriosiva e allo stesso tempo la metteva leggermente a disagio.
La Dottoressa si sedette dietro la scrivania e aprì il modulo che Stefania aveva compilato.
"Allora, mi dica: qual è il problema specifico?"
Stefania spiegò dell'incidente, del dolore alla schiena che non passava, dei vari massaggi che aveva provato senza risultati duraturi.
"Capisco", disse la Dottoressa annuendo.
"Il dolore alla zona lombare può essere molto debilitante. Vediamo cosa possiamo fare. La prego di spogliarsi, lasciando solo le mutandine e si sdrai sul lettino. Può usare l'attaccapanni lì nell'angolo."
Stefania si alzò e si diresse verso l'attaccapanni.
Si tolse la camicetta, i pantaloni, il reggiseno, e sentendo gli occhi della Dottoressa su di sé arrossì. Non c'era nulla di giudicante in quello sguardo, solo una professionalità attenta.
Rimase in mutandine e si sdraiò sul lettino a pancia in giù.
La Dottoressa si avvicinò, versandosi dell'olio sulle mani. Il profumo si diffuse nell'aria, più intenso ora.
"Respiri profondamente e si rilassi", disse, appoggiando le mani sulla schiena di Stefania.
Il contatto fu caldo e deciso, le mani della Dottoressa iniziarono a muoversi con movimenti lenti e circolari, partendo dalla zona lombare e risalendo lungo la colonna vertebrale.
Stefania chiuse gli occhi, sentendo i muscoli contratti iniziare a cedere sotto quella pressione esperta.
"Ha una bella pelle", mormorò la Dottoressa, mentre le mani le scendevano lungo i fianchi.
"E dei muscoli che rispondono bene, vedrà, con qualche seduta starà molto meglio."
Il massaggio durò circa un'ora, alla fine, Stefania si sentiva come se il suo corpo fosse stato sciolto e rimodellato. Il dolore alla schiena era quasi sparito.
"Bene", disse la Dottoressa, asciugandosi le mani con un asciugamano, "direi che oltre alle terapie che abbiamo segnato, sarà necessario qualche trattamento aggiuntivo, ma ne riparleremo più avanti. Si rivesta pure, Giulia le darà il prossimo appuntamento."
Le settimane successive seguirono un ritmo regolare, Stefania andava al centro due volte a settimana, e ogni volta il massaggio della Dottoressa Soraya le dava sollievo.
Ma era successo qualcosa di inaspettato: tra le due donne si era creata una confidenza che andava oltre il rapporto paziente-terapeuta.
Durante una seduta, mentre le mani della Dottoressa lavoravano sulla sua schiena, Stefania si ritrovò a parlare del suo matrimonio.
"Mio marito... non è più lo stesso", disse a bassa voce, il viso affondato nel foro del lettino.
"Non riesce più a soddisfarmi, non che lo biasimi, forse sono io che... non so."
La Dottoressa non interruppe il massaggio, ma le sue mani diventarono leggermente più lente, più morbide.
"Sei ancora una bella donna, Stefania", disse con voce calma, "ed hai un bel fisico, non è colpa tua se tuo marito non sa apprezzarlo."
Le parole la fecero sentire stranamente bene, nessuno le diceva cose del genere da molto tempo.
"Comunque", continuò la Dottoressa, "qui abbiamo finito per oggi, prendi un nuovo appuntamento tra due settimane, ma stavolta verso le 20:00, voglio provare a farti un massaggio a quattro mani, per rilassare ancora di più i muscoli della schiena, vedrai sarà un'esperienza diversa."
Stefania annuì, sentendo una curiosità che non sapeva spiegare.
Le due settimane sembrarono interminabili. Stefania ci pensava continuamente, a quel massaggio speciale, a quella strana sensazione che provava ogni volta che sentiva la voce della Dottoressa, e pensava anche a Giulia, la segretaria, ai suoi occhi scuri e al suo sorriso enigmatico.
Finalmente arrivò il giorno. Erano le 20:00 quando Stefania suonò il campanello del palazzo.
La porta si aprì quasi subito: Giulia era lì, vestita questa volta con un abito nero aderente che metteva in risalto ogni curva del suo corpo asciutto.
"Buonasera, Stefania, Lei è puntualissima, la Dottoressa la sta aspettando, prego, saliamo l'accompagno"
Salirono le scale insieme, e Stefania non poté fare a meno di notare il movimento dei fianchi di Giulia mentre camminava.
Di nuovo quel calore allo stomaco, di nuovo quella sensazione indefinibile.
La segretaria la condusse direttamente nello studio.
La Dottoressa Soraya era lì, in piedi accanto al lettino, intenta a preparare gli oli.
Indossava un camice bianco, ma sotto si intravedeva qualcosa di diverso dal solito.
"Buonasera, Stefania", disse con quel suo tono vellutato "come si sente con la schiena?"
"Molto meglio, grazie", rispose Stefania "il dolore è quasi sparito."
"Sono felice di sentirlo, vedrà, dopo questa sera starà ancora meglio."
La porta rimase aperta, e Giulia entrò nella stanza, chiudendola dietro di sé.
Stefania la guardò, confusa.
"Le avevo detto che sarebbe stato un massaggio a quattro mani", spiegò la Dottoressa.
"Maya mi darà una mano."
"Giulia... voglio dire, Maya?" Stefania sentì la confusione crescere.
"Sì, il mio nome è Maya", disse la segretaria con un sorriso.
"Uso Giulia per la reception, ma qui sono Maya."
Stefania annuì, accettando la spiegazione senza insistere.
Qualcosa in quella situazione la metteva a disagio, ma allo stesso tempo la eccitava in un modo che non sapeva spiegare.
"Si spogli pure, come al solito", disse la Dottoressa.
Stefania si tolse i vestiti, rimanendo in mutandine.
Mentre si sistemava sul lettino a pancia in giù, notò che Maya la osservava.
I suoi occhi scuri scorrevano lungo il corpo di Stefania con un'intensità che la fece arrossire.
Si sdraiò e chiuse gli occhi, sentendo le mani della Dottoressa iniziare a lavorare sulla sua schiena. L'olio caldo scorreva lungo la colonna vertebrale, e le dita esperte scioglievano ogni tensione.
Poi sentì altre mani. Maya si era spostata dall'altro lato del lettino e stava massaggiando le gambe di Stefania, partendo dai polpacci e risalendo lentamente verso le cosce.
La sensazione era paradisiaca.
Quattro mani che lavoravano in sincronia, ognuna sulla propria zona, creando un'armonia perfetta. Stefania si sentì completamente abbandonata, il corpo che si scioglieva sotto quelle carezze.
Ma poi le mani di Maya iniziarono a salire sempre più verso l'interno della gamba.
Le dita sfiorarono la zona interna della coscia, appena sopra il ginocchio, e Stefania sussultò.
"Stai tranquilla", disse la Dottoressa con voce calma "rilassati."
Stefania cercò di obbedire, ma il cuore le batteva forte.
Le mani di Maya continuavano a risalire, sempre più vicine alla sua intimità, mentre quelle della Dottoressa lavoravano sulla schiena e sui fianchi.
Il corpo di Stefania era ormai completamente oleato, tranne la zona coperta dalle mutandine.
La Dottoressa si avvicinò al suo orecchio.
"Posso toglierle?"
Stefania sentì la voce come in un sogno. Annuì, quasi senza accorgersene.
Le mani della Dottoressa afferrarono il bordo delle mutandine e le fecero scivolare lentamente lungo le gambe.
Maya l'aiutò a toglierle completamente, e Stefania si ritrovò completamente nuda sul lettino.
Le mani di entrambe le donne iniziarono a spargere olio sui suoi glutei, massaggiandoli con movimenti circolari.
Le dita affondavano nella carne morbida, impastandola con cura, facendo emettere a Stefania gemiti sommessi di piacere.
Ogni tanto, le dita si avventuravano sempre più in profondità, sfiorando la zona tra i glutei, facendola sussultare.
Le due donne si guardarono, sorridendo, poi, con un gesto sincronizzato, si tolsero i camici.
Stefania rimase senza fiato.
La Dottoressa Soraya era rimasta in un perizoma nero che metteva in risalto il suo seno grande e generoso, con piccoli capezzoli scuri che si intravedevano attraverso il tessuto. Il suo corpo morbido e sinuoso era una promessa di calore e abbandono.
Maya invece indossava un perizoma rosso, e il suo seno era più piccolo, una terza abbondante, con capezzoli più pronunciati che spingevano contro il tessuto. Il suo corpo asciutto e atletico era in netto contrasto con quello della Dottoressa, ma entrambi trasmettevano la stessa carica di sensualità.
"Girati", disse la Dottoressa.
Stefania obbedì, voltandosi a pancia in su.
Le due donne la guardarono, i loro occhi che scorrevano lungo il suo corpo nudo e oleato.
Stefania sentì il rossore salirle alle guance, ma allo stesso tempo una sensazione di eccitazione che non provava da molto tempo.
Il suo seno, una quarta abbondante, si sollevava e si abbassava con il respiro affannoso, i capezzoli già turgidi per l'eccitazione.
"Stai tranquilla", disse Maya con voce dolce. "Ora il tutto si farà più piacevole... per tutte e tre."
La fecero distendere completamente e versarono altro olio sul suo corpo.
Il liquido caldo e profumato colò sul suo seno, sulla pancia, sulle cosce, creando riflessi lucenti sulla pelle.
Le mani iniziarono a spargere l'olio sul seno di Stefania, massaggiandolo con movimenti lenti e circolari.
Le dita sfiorarono i capezzoli, che in pochi secondi diventarono turgidi e duri come piccoli sassolini.
La Dottoressa prese un capezzolo tra le dita e lo strinse delicatamente, facendo gemere Stefania, mentre Maya faceva lo stesso con l'altro.
"Che bel seno", mormorò la Dottoressa, le dita che giocavano con il capezzolo "pieno, morbido, perfetto."
Le mani scesero sulla pancia di Stefania, tracciando cerchi lenti e sensuali, spargendo l'olio su ogni centimetro di pelle.
Le dita sfiorarono l'ombelico, facendola rabbrividire, poi continuarono a scendere fino al pube.
Stefania aveva una leggera peluria scura, che venne subito bagnata dall'olio.
Le dita iniziarono a giocare con i peli, tirandoli delicatamente, poi scesero più in basso, verso la sua intimità già umida di eccitazione.
Maya e la Dottoressa allargarono le gambe di Stefania, posizionandosi tra di esse.
Le mani iniziarono a massaggiare la sua vulva, piccola e semiaperta, già bagnata non solo d'olio ma anche del suo stesso desiderio.
Le grandi labbra rispondevano alle sollecitazioni, gonfiandosi sotto le carezze.
Le piccole labbra, anch'esse bagnate d'olio, si aprirono rivelando il clitoride che iniziava a emergere dal suo cappuccio, rosso e pulsante.
Maya si prese cura della vulva di Stefania, guardandola intensamente mentre infilava un dito all'interno.
"È bella stretta", disse, guardando la Dottoressa con un sorriso complice. Il dito si muoveva lentamente dentro di lei, esplorando le pareti calde e umide, mentre il pollice massaggiava il clitoride.
La Dottoressa invece si concentrò sul clitoride, le sue dita piene d'olio che lo studiavano con attenzione, tracciando cerchi lenti e poi accelerando il ritmo. Aggiunse un secondo dito dentro Stefania, allargandola delicatamente, facendola gemere più forte.
"Ti piace, vero?" sussurrò la Dottoressa, il fiato caldo sulla coscia di Stefania.
"Ti piace essere toccata così, da due donne che sanno cosa fare?"
Stefania non riuscì a rispondere, ma i suoi gemiti e i movimenti del bacino che cercava di spingere contro le dita erano una risposta più che eloquente.
Maya si chinò e prese il clitoride di Stefania in bocca, succhiandolo delicatamente mentre il dito continuava a muoversi dentro di lei.
La lingua esplorava il piccolo bottone di carne con movimenti sapienti, facendo gridare Stefania.
"Oddio... sì... così..." balbettò Stefania, le mani che afferravano i capelli di Maya.
La Dottoressa aumentò il ritmo delle dita, aggiungendo un terzo dito, allargando Stefania mentre Maya continuava a succhiare il clitoride.
Stefania sentì il piacere montare come un'onda.
Il suo corpo iniziò a muoversi, sussultando a ogni tocco.
I gemiti uscivano dalla sua bocca senza che potesse trattenerli, trasformandosi in veri e propri gridolini di piacere.
"Lasciati andare", sussurrò Maya, il dito che si muoveva dentro di lei "Vieni, lascia che il tuo corpo si sfoghi, vieni senza pensare a nulla"
E Stefania finalmente esplose.
L'orgasmo la travolse come un'onda di calore, facendola gridare, il corpo che si inarcava sul lettino mentre le dita delle due donne continuavano a stimolarla, prolungando il piacere fino allo spasimo. Le sue pareti interne si contrassero attorno alle dita della Dottoressa, mentre la lingua di Maya continuava a leccare il clitoride, estraendo ogni ultima goccia di piacere.
Quando finalmente si calmò, rimase sdraiata, senza fiato, il corpo tremante, la mente completamente svuotata.
Le due donne la accarezzarono ancora per un po', le mani che scorrevano lungo il suo corpo oleato, calmando i muscoli in tensione.
"Alzati", disse la Dottoressa con voce dolce.
Stefania obbedì, scendendo dal lettino.
Le sue gambe tremavano leggermente, e dovette appoggiarsi al bordo per non cadere.
Le due donne si posizionarono ai suoi lati e iniziarono a baciarla sul collo, le mani che accarezzavano i suoi seni e i suoi glutei.
Le labbra di Maya mordicchiavano il lobo dell'orecchio di Stefania, mentre la lingua della Dottoressa tracciava un percorso umido lungo il collo, fino alla clavicola.
Le mani di Maya giocavano con i suoi capezzoli, torcendoli delicatamente, mentre quelle della Dottoressa affondavano nei suoi glutei, massaggiandoli con forza.
Stefania le abbracciò, ricambiando quei baci.
Sentiva il calore dei loro corpi contro il suo, l'odore dell'olio e della pelle.
Le sue mani scesero lungo i loro corpi, fino a toccare i perizomi.
Con un gesto deciso, li fece scivolare lungo le gambe delle due donne.
E rimase senza parole.
Quando i perizomi caddero a terra, Stefania vide emergere due membri: grossi, lunghi, eretti.
Due cazzi che si ergevano fieri tra le gambe delle due donne, le punte lucide di umore.
Li guardò, sconvolta, senza riuscire a parlare.
Il suo cuore batteva all'impazzata, la mente in subbuglio.
Le due sorrisero, i loro occhi che brillavano di malizia.
"Ti piace la sorpresa?" chiese la Dottoressa con la sua voce vellutata.
Maya si avvicinò, prendendo la mano di Stefania e portandola verso il suo membro.
"Tocca", sussurrò.
Stefania sentì il calore del cazzo di Maya sotto le sue dita.
Era duro, liscio, con la punta leggermente umida.
Lo accarezzò con cautela, sentendo la pelle vellutata che ricopriva il fusto, la consistenza diversa da qualsiasi cosa avesse mai toccato prima.
La Dottoressa prese l'altra mano di Stefania e la guidò verso il suo membro, più spesso e più caldo. Stefania lo avvolse con le dita, sentendo il battito del cuore della Dottoressa attraverso la carne tesa. Era più grosso di quello di Maya, con le vene che si intravedevano sotto la pelle.
Stefania le toccò entrambe, sentendo il calore e la durezza. La sensazione era surreale, eccitante, proibita.
"Ti va di continuare?" chiese la Dottoressa, la voce roca di desiderio.
Stefania guardò i due membri nelle sue mani, poi alzò lo sguardo verso i volti delle due donne.
I loro occhi erano pieni di desiderio, di attesa.
E Stefania, per la prima volta dopo molto tempo, si sentì viva.
"Cosa... cosa volete che faccia?" chiese con voce tremante quasi implorando.
La Dottoressa sorrise, un sorriso caldo e rassicurante.
"Quello che ti senti di fare, non c'è fretta, possiamo esplorare insieme se vuoi"
Maya fece un passo avanti, il suo membro che sfiorava la pancia di Stefania.
"Potresti iniziare inginocchiandoti", suggerì dolcemente.
Stefania esitò per un momento, poi lentamente si inginocchiò davanti a loro.
Il pavimento era freddo sotto le sue ginocchia, ma il calore che emanava dai due corpi di fronte a lei la avvolgeva.
Maya si avvicinò, il suo membro all'altezza del viso di Stefania.
"Apri le labbra", sussurrò.
Stefania guardò il cazzo di Maya, la punta rosata che gocciolava umore.
Esitò ancora un momento, poi si sporse in avanti e prese la punta in bocca.
Il sapore era salato, leggermente amaro, ma non sgradevole.
La consistenza era morbida ma soda, e Stefania sentì il membro pulsare sulla sua lingua.
Maya gemette, le mani che si posavano sui capelli di Stefania, guidandola dolcemente.
"Così... sì... prendilo più a fondo..."
Stefania obbedì, prendendo più del membro in bocca, sentendolo scivolare lungo la lingua fino a toccare il fondo della gola.
Maya sussurrò parole di incoraggiamento, le dita che accarezzavano i capelli di Stefania mentre questa imparava il ritmo.
La Dottoressa si avvicinò da dietro, le sue mani che accarezzavano i glutei di Stefania, spargendo altro olio sulla pelle. Le dita sfiorarono la sua fica ancora umida, facendola sussultare.
"Stai facendo un ottimo lavoro", mormorò la Dottoressa, le dita che scivolavano dentro Stefania. "Ma non dimenticare che ci sono anche io."
Stefania sentì il membro della Dottoressa premere contro le sue labbra, chiedendo attenzione. Alternò i due, prendendo prima quello di Maya, poi quello della Dottoressa, sentendo le differenze di dimensione e sapore.
La Dottoressa la prese per i fianchi e la sollevò, facendola alzare.
"Ora vieni qui", disse, guidandola verso il lettino.
Stefania si sdraiò sul lettino, e la Dottoressa si posizionò sopra di lei, il suo membro che sfiorava la sua fica bagnata.
Maya si mise accanto, il suo membro all'altezza della bocca di Stefania.
"Prendilo", disse Maya, guidando il suo cazzo verso le labbra di Stefania.
Stefania aprì la bocca e prese il membro di Maya, mentre sentiva quello della Dottoressa premere contro la sua entrata.
La Dottoressa spinse lentamente, penetrandola, e Stefania gemette attorno al cazzo di Maya.
Il membro della Dottoressa riempiva Stefania completamente, più spesso e più lungo di qualsiasi cosa avesse mai provato.
Si muoveva lentamente, lasciando che Stefania si adattasse alla nuova sensazione, mentre Maya spingeva il suo cazzo in bocca con un ritmo costante.
Stefania era in estasi.
Sentiva il cazzo della Dottoressa dentro di lei, che riempiva ogni centimetro della sua fica, mentre quello di Maya le riempiva la bocca.
Le sensazioni si mescolavano, creando un'esperienza travolgente.
La Dottoressa aumentò il ritmo, le sue spinte più profonde e decise, mentre Maya accelerava il movimento nella bocca di Stefania.
Stefania sentì un secondo orgasmo montare, più intenso del primo.
"Sto per venire..." gemette, le spinte della Dottoressa divennero più rapide e irregolari.
"Anche io", mormorò Maya, il suo membro che pulsava nella bocca di Stefania.
Stefania sentì entrambe venire quasi simultaneamente.
Il membro della Dottoressa esplose dentro di lei, riempiendola di liquido caldo, mentre quello di Maya si contrasse nella sua bocca, versando il suo seme sulla lingua.
Stefania inghiottì, sentendo il sapore salato di Maya, mentre il calore del liquido della Dottoressa si diffondeva dentro di lei.
L'orgasmo la travolse di nuovo, il suo corpo che si inarcava sotto quello della Dottoressa.
Quando tutte e tre si furono calmate, rimasero sdraiate sul lettino, intrecciate, il respiro affannoso che lentamente si normalizzava.
La Dottoressa si sollevò, il suo membro che scivolò fuori da Stefania con un suono umido.
Maya si ritirò dalla bocca di Stefania, lasciandola senza fiato.
"Come ti senti?" chiese la Dottoressa, accarezzando i capelli di Stefania.
Stefania sorrise, il corpo ancora tremante.
"Mai stata meglio", sussurrò.
Maya si chinò e la baciò dolcemente sulle labbra, e Stefania sentì il sapore del suo stesso desiderio mescolato a quello di Maya.
"Questa è solo la prima volta", disse la Dottoressa con un sorriso malizioso.
"Ci sono ancora molte cose che possiamo esplorare insieme."
Stefania le guardò, sentendo un calore diffondersi nel suo petto.
Per la prima volta dopo molto tempo, si sentiva desiderata, viva, completa.
"Non vedo l'ora", disse, e intrecciò le sue dita con quelle delle due donne.
Fuori, la notte romana avvolgeva la città nel suo mantello di stelle, ma dentro quello studio, tra oli profumati e corpi intrecciati, era nata qualcosa di nuovo, qualcosa che Stefania non aveva mai immaginato di poter provare.
E mentre si rivestiva, sentendo ancora sulla pelle l'odore dell'olio e del sesso, sapeva che sarebbe tornata, non per la schiena, non per il dolore.
Ma per il piacere che solo quelle due donne sapevano darle.
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