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Ambra 2- La grande festa hot di compleanno


di Membro VIP di Annunci69.it Lorella65Trav
12.09.2026    |    1.255    |    2 9.4
"Pareti insonorizzate, divani, poltrone, un enorme letto al centro del salone, grandi cuscini sparsi ovunque, luci soffuse, ciotole pieni di preservativi, rotoloni di carta e tanti contenitori..."
Breve prologo

E' trascorso quasi un anno dalla pubblicazione del primo capitolo della storia di Ambra, intitolato “Ambra e i due camionisti di Tir” ma, poiché non mi piace lasciare nulla in sospeso, tempo fa mi è tornata la voglia di scriverne un prosieguo con la speranza che possa piacere almeno quanto il primo.

Brevissimo riassunto

Ambra è una splendida trans che lavora nel campo dell'estetica e oggi è il suo compleanno che ha deciso di passare in un Privè con la sua migliore amica Gisele per festeggiare l'anniversario passando l'intera notte a “giocare”.
La serata è nebbiosa e fredda ma il viaggio prosegue bene fino al momento in cui avverte che l'auto tira verso destra e, perciò, si ferma alla prima area di sosta che trova e, purtroppo, uscita dall'auto, deve constatare che c'è proprio una gomma quasi a terra.
Lei di certo non sarebbe mai capace di togliere quella e, men che meno, montare la ruota di scorta ed è disperata. Nell'area di sosta, ci sono due Tir che hanno le luci spente e, perciò, non può fare altro che rientrare in macchina ma, all'improvviso, sente bussare al finestrino: è un camionista di uno dei due Tir là parcheggiato, gentile, educato e premuroso che si offre di sostituire lo pneumatico con l'aiuto del suo collega dell'altro Tir. Con malizia, allora, Ambra esce lentamente dalla portiera facendo volutamente scostare la pelliccia quel tanto che escano ben in vista le due splendide gambe e l'abitino con i due vertiginosi spacchi laterali ricevendo una serie di entusiastici complimenti per la sua bellezza e sexy appeal. In pochissimo tempo, i due, chiaramente eccitati e vogliosi, provvedono a risolvere il problema e le chiedono, visto che fa tanto freddo se vuole bere del té caldo, lei accetta dicendo che, però, le piacerebbe di più bere del latte caldo e, i due, le rispondono che ne hanno un bel po' e, quando sale.....

Ma, torniamo a questo secondo capitolo.

Sto guidando in mezzo a continui banchi di nebbia e, all'improvviso, squilla il mio telefono.
E' Gisele che mi chiama “Ciao tesoro, sarai mica già arrivata al Privè?” mi chiede attraverso il vivavoce dell'auto.
“No, sono quasi al casello dell'autostrada. Quando sto nei pressi del Locale, ti faccio sapere.”
“Ho un problema, evidentemente il freddo e l'umidità, mi hanno scaricata la batteria e, a quest'ora e soprattutto di sabato, dove troverei mai un meccanico? Mannaggia! Potresti passare da me?”
“Certo, così posso anche sistemarmi bene il trucco e tutto il resto. Mezz'ora al massimo e sono lì.”
“Grazie. Ah, a proposito, ho una sorpresa per te e sono certa che ti piacerà tantissimo.” mi dice.
“Woow, se lo dici tu, sicuramente mi piacerà. A dopo, allora.” le rispondo contenta per il suo gentile pensiero.
“Oh Gisele, quanto mi sei cara.” penso giusto un attimo prima che mi torni in mente il ricordo dei brividi che mi percorsero la schiena, la sera in cui, appena conosciuteci da poco più di una settimana, Gisele mi invitasse a casa sua.
All'epoca, avevo 21 anni ed era la prima volta che ricevevo attenzioni da una trans, eccetto quelle della mia Mentore con la quale lavoro e convivo da molti anni in un rapporto molto libero, e devo dire, che per Gisele avevo fin da subito sentito una attrazione sessuale che non avevo mai provato con nessun altro/altra tanto che, quando, iniziò ad accarezzarmi il seno e avvicinò la sua bocca alla mia, non offrii alcuna resistenza, anzi il sentire la sua lingua intrecciarsi con la mia, portò anche me ad accarezzare il suo florido seno, molto sodo se non addirittura duro.
Poi, iniziò a sfilarmi il top ed io feci altrettanto sbottonandole la bellissima camicia di seta, lei mi aiutò a togliere la minigonna e ne approfittò per toccare il mio bastone di cui andavo fiera per aver sempre fatto godere tante mogli di mariti cuckold con i miei 22 cm. ma, quando, alzatasi in piedi, si sfilò la gonna e tirò fuori il suo bestione di carne, ebbi un brivido, stavolta di terrore, nel vedere che, ad occhio, poteva essere intorno ai 24/25 cm, con una cappella che non era piccola ma appariva tale rispetto all'asta che, appena dalla cappella in giù, diventava davvero enorme, larga come un cotechino.
Nonostante la mia grandissima voglia di far sesso con lei, a quella vista pensai che non ce l'avrei mai fatta a prenderlo tutto anche se il mio culo era stato già “visitato” da decine e decine di cazzi anche ben grossi ma, al confronto del suo, quelli mi apparivano adesso quasi inconsistenti.
Lei notò subito la faccia preoccupata che avevo “Cosa c'è Ambra? Sembri un po' spaventata.”
“Tesoro, hai un bastone grosso quanto un cotechino e per me è davvero troppo grosso.” le risposi con un fil di voce.
“Tranquilla, non è la prima volta che questo cotechino, come lo hai definito, entra in un culo. Ne ho scopati a iosa sia di donne che di maschi ma anche di un giovane gay, di nome Andrea, di rara bellezza androgina che, una volta fatto il coming out con la famiglia, dopo anni durante i quali aveva vissuto un forte stress dovuto, da un lato, al negare a sè stesso quella fortissima forza interiore e, dall'altro, alla finalmente consapevolezza e accettazione della sua natura come parte integrante della propria personalità che lo aveva portato finalmente al desiderio di godere la gioia del sesso anale.
Ormai libero da quel fardello che lo aveva tenuto prigioniero fin dalla preadoloscenza ma anche libero di vivere al di fuori dell'ambito strettamente famigliare, si era trasferito qui in città dal paese di origine di tutt'altra Regione e, qui, aveva trovato un lavoro come commesso in un negozio di abbigliamento e lingerie femminili che gli aveva consentito di prendere in affitto un piccolo appartamento ammobiliato.
Fu in quel negozio che lo conobbi e, quasi subito diventammo amici tanto che una sera lo invitai a cena perché lo volevo conoscere più a fondo ma, ad essere sincera, mi intrigava molto di più l'idea di averlo nudo nel mio letto, con quelle splendide chiappe, rotonde e sporgenti, che quella sera si vedevano nettamente sotto gli strettissimi e leggeri leggins che, di sicuro aveva indossato scientemente e che lo facevano sembrare un ballerino di danza classica e che io interpretai come un chiaro messaggio di disponibilità ad essere penetrato.
E, infatti, già nell'aria era palpabile il desiderio, o meglio, la chiara voglia di entrambi di approfondire la nostra conoscenza ma io andavo cauta nel dirgli apertamente che lo volevo e, allora, quando eravamo verso la fine della cena, all'improvviso, mi confidò di essere ancora vergine.
Quella notizia mi apparve come un nuovo ma molto più esplicito messaggio diretto a farmi capire che aveva veramente una grandissima voglia del mio bastone che a quel punto, già ben duro, fuoriuscì oltre l'orlo superiore del mio Gaff andando a sollevare il tessuto della mia camicetta.
Vidi i suoi occhi brillare di desiderio ma anche di grande meraviglia visto che il punto in cui la camicetta, chiaramente spinta dalla punta del mio cazzo, arrivava a ben oltre l'ombelico, sorridendomi mi disse “Wow! Gisele, hai un attrezzo che deve essere davvero enorme visto fin dove arriva e anche molto largo vista l'impronta che lascia sotto la gonna e la camicetta. E' una vera meraviglia!”
Ruppi, allora gli indugi e, alzatami dalla sedia porsi la mia mano verso la sua che me la strinse forte e finalmente lo portai nella mia camera da letto dove ci spogliammo in un batter d'occhio.
Nudo era ancora più bello di quanto avevo immaginato e di una androginìa incredibile, corpo e arti esili, un girovita strettissimo, niente seno ma con due deliziosi bottoncini scuri molto invitanti e due straordinari glutei talmente prominenti che, visti di lato, la schiena formava una accentuata curva molto femminile che lo facevano sembrare anche ancora più giovane dei suoi 20 anni.
Come te, anche lui si spaventò alla vista della enormità della circonferenza ma si avvinghiò, lo stesso, a me con talmente tanta passione che entrammo in un vortice di passione e lussuria fatto di baci e succhiamenti reciproci dei capezzoli e, lui scendendo lentamente con la lingua dal mio seno fino al pube, si accovacciò ai miei piedi e tenendo con tutte e due le mani la mia asta, iniziò a leccarmelo e succhiarmelo, senza riuscire, però, ad arrivare che a poco meno della metà nonostante avesse la bocca spalancata al massimo e producesse un grande quantità di saliva ma la passione che ci metteva unitamente ad una totale dedizione, mi intenerì molto il cuore ma mi fece indurire ancora di più il mio "cotechno".
“Ho tantissima voglia del tuo cazzone dentro di me ma ti prego, non farmi troppo male quando me lo aprirai prendendoti la mia verginità. Poi, una volta rotto, potrai rifarlo anche per tutta la notte.” mi disse tra il preoccupato e la grande voglia.
Gli dissi di non preoccuparsi e di mettersi a pecorina, poi, preso il contenitore del gel, ne misi una gran quantità sul dito medio della mia mano e delicatamente glielo infilai nel roseo buchetto.
Ebbe un leggero sobbalzo ma, il mugolio che seguì, mi fece capire che gli stava piacendo e, allora, infilai anche l'indice e spinsi entrambe le dita più dentro passando subito dopo a tre dita ma sempre facendole roteare a lungo con delicatezza per ammorbidire i suoi muscoli perianali.
“Bene, adesso che ti ho ammorbidito i muscoli del retto, sei pronto a ricevere il mio cazzone?” gli chiesi conscia del suo sì.
“Sì sono pronto ma, per favore, entra piano piano.” mi rispose.
Allora, dopo aver di nuovo riempito il suo sfintere con ancora più gel, la mia cappella entrò e un nuovo mugolio gli uscì trasformandosi però subito dopo in un lungo gemito quando entrai con ulteriori centimentri.
“Rilassati e spingi l'ano verso di me come se volessi liberare l'intestino.” gli dissi e, quando, lo fece, con una leggera ma costante spinta entrai di una manciata di ulteriori 10 centimetri nel suo retto.
Mi aspettavo che urlasse per il dolore ma era, evidentemente, già mentalmente preparato ma anche perché il gel stava funzionando alla grande e, perciò, con una nuova e più decisa spinta, i miei 25 centimetri entrarono per oltre la metà e, questa volta, il grido di dolore uscì molto assordante.
“Tranquillo, è quasi tutto dentro, ancora un attimo e te lo apro tutto fino in fondo” e dicendo questo, diedi un colpo secco del mio bacino facendo sparire l'intera la mia asta dentro le sue profondità portandogli via la verginità a quel culo che chissà quanti maschioni da quella sera in poi se lo sarebbero goduto alla grande.
"Dai, fammelo sentire ancora più forte, sto godendo da impazzire. Sono la tua puledra e tu il mio stallone, continua a sfondarmi, il mio culo è tutto per te” mi disse tra un gemito e un altro.
E, allora, lo scopai con una intensità che mai avevo provato in passato fino a quando, avvertendo che stavo per godere, gli ordinai di spalancare la bocca per dissetarsi col mio denso latte dei coglioni.
Mentre i primi violenti schizzi andarono a infrangersi sulla faccia e sui capelli, i successivi gli riempirono totalmente la lingua e, entrata la mia asta fino in fondo alla gola, i successivi fiotti anadarono a schiantarsi direttamente sull'ugola costringendolo ad ingoiare velocementetutto per non soffocare.
Quella notte, lo scopai ben quattro volte in tutte le posizioni che la mia e la sua fantasia ci portava a fare. Di nuovo a pecorina, poi alla missionaria, più tardi io da sopra con i piedi piantati sul letto e, infine quella che più gli piacque, io seduta su una robusta sedia e lui che, calandosi sul mio cazzone, si auto impalò dettando il ritmo dei suoi e dei miei affondi.
Da quella sera, cominciò a venire da me tre volte a settimana per nuove sessioni sempre più frenetiche che lo facevano impazzire di piacere fino a quando un giorno mi disse che desiderava di essere al centro di una gang bang.
Così gli organizzai una serata con altri due maschi e una mia cara amica trans, bellissima e con una nerissima dotazione anche più lunga della mia e, per gran parte della serata e della notte, ce lo scopammo in due alla volta, uno in bocca e l'altro o l'altra, fin dentro le più remote profondità fino al momento in cui, sazio di aver preso ben quattro cazzi di varie forme e dimensioni, si accovacciò al centro del cerchio, da noi tutti formato, ricevendo una quantità di sborra inaudita che, in massima parte, ingoiò mentre la restante che era stata, invece, “sparata” altrove, gli ricoprì quasi totalmente il viso, il collo e il torace fin giù all'altezza dei capezzoli. “concluse Gisele il suo racconto
Quel racconto mi aveva portato ad un livello di enorme eccitazione ma anche al convincimento che, se un giovane vergine era riuscito a prendere per la prima volta quel suo esagerato “cotechino” ed essere stato al centro di una gang bang, avrei potuto prenderlo anch'io che, in fondo, ne avevo già presi davvero tanti durante gli anni.
Perciò, guardandola negli occhi con desiderio glielo presi con entrambe le mani e tirando un forte respiro le dissi “Ho totale fiducia in te ma ti prego, fermati nel caso in cui non ce la facessi a prenderlo tutto”.
“Tranquilla, tesoro. Adesso girati che ti faccio provare quello che provò quel ragazzo quella prima volta.”
Mi misi perciò a pecora, il mio cuore batteva a mille battiti al minuto, paura e piacere erano un tutt'uno perché stava per arrivare il momento in cui avrei "perso" una "seconda verginità" grazie a quel suo grossissimo bestione di carne.
In un primo momento non avvertii dolore, esattamente era accauduto ad Andrea grazie soprattutto alla delicatezza che usò anche nei mei confronti nel momento in cui entrò la grossa “salsiccia”, di aspetto ma durissima come il marmo, schiantando in un secondo, il mio buco.
Solo in quel momento, però, un violento dolore mi fece urlare e mi terrorizzò al punto che temetti che mi avesse totalmente sfondata con conseguenze terribili ma lei si fermò e tranquillizzandomi con parole rasserenanti, aspettò che mi abituassi alla sua presenza dentro di me e, quando, iniziai ad essere più serena ma anche più lussuriosa, fui io stessa a chiederle “Dai, fammi diventare come te!”
Mi prese, allora, per i fianchi con entrambe le mani, poi sentii che tornava indietro “Dimmi che vuoi davvero che ti allarghi molto di più il culo.” mi disse con voce eccitatissima.
“Lo voglio con tutta me stessa.” le risposi anch'io al massimo dell'eccitazione.
“Ok, tesoro, così mi piaci e mi attizzi ancor di più!”
Un secondo dopo, l'intera asta che era appena appena dentro di me, avanzò con forza fino alle palle facendomi urlare per un secondo ma più lancinante e immenso dolore.
“Tesoro, il più è fatto e adesso che ce l'hai tutto dentro vedrai che ti piacerà moltissimo” Gisele mi disse con fierezza.
Ricordo solo che mi scopò per molto tempo, poi il rumore delle sue palle contro le mie natiche e, infine, il mio gemere come una cagna in calore per l'immenso piacere che provai nel sentirlo scorrere dentro di me.
Mi scopò per un tempo che mi sembrò infinito, ero diventata come una bambola nelle sue mani, lei in quel momento era la mia padrona ed io la sua "sissy slave" che accettava senza riserve che mi facesse tutto quello che voleva, totalmente sottomessa a lei e al suo poderoso e potentissimo cazzo.
A un certo punto, la sentii ansimare ed emettere forti suoni gutturali a cui seguì il caldo della sua sborra che sembrò non fermarsi mai e che mi riempì totalmente le visceri ma lei continuò a scoparmi e a sborrare contemporaneamente tanto che al rumore delle sue cosce se ne sommò un altro simile a quello di uno stantuffo dentro un liquido che mi portò ad uno stato di estasi che rendeva ovattata la mia voce che, invece in realtà, urlava per un incontenibile piacere.
Alla fine uscì del tutto e, allora, mi accovacciai ai suoi piedi e lei me lo ficcò fino in gola continuando a sborrare come un fiume in piena, non smettendo un solo istante con quel cazzone che restò durissimo anche fino alla seconda sborrata e che ,soprattutto, sembrava non si afflosciasse più.
Rimasi dolorante per una mezz'ora e forse più e, istintivamente, mi toccai lo sfintere anale perché avvertivo una forte frescura che entrava fino a gran parte del canale intestinale.
“Lo so che in questo momento senti aria fresca che entra, aspetta che ti faccio una foto dalla quale potrai capirne bene le dimensioni e, quando mi diede il cellulare, vidi che il buco, pardon l'ex buco, era enormemente aperto quanto la circonferenza del “cotechino” che mi aveva inculato per tanto tempo.
“Spero che presto ritorni a com'era prima.” le dissi un po' preoccupata ma la mia voglia era talmente tanta che le chiesi di rifarlo ancora e poi, quasi al finire della notte, di farlo di nuovo allagandomi entrambe le volte le viscere e dandomi da bere il suo nettare bianco che continuava ad essere “sparato” in continuazione.

Ma torniamo al momento in cui sono arrivata davanti alla dimora di Gisele che è una bella cascina con un cancello molto alto incastonato tra antiche e altissime mura esterne che garantiscono una eccezionale privacy e, appena dopo l'apertura di quel cancello, passo con l'auto attraverso la pavimentazione di beole tra splendidi cespugli, piante piene di fiori di vari colori e alti alberi fino ad arrivare al solito posto dove ho sempre parcheggiato.
“Oh, eccoti, finalmente” mi dice dalla soglia di ingresso di quella che una volta era una enorme stalla che, durante la profonda ristrutturazione edilizia, era diventata un grande salone con tre porte interne, corrispondenti ad altrettanti grandi locali ciascuno con relativa stanza da bagno che per esperienza diretta, conosco benissimo come se fosse casa mia, finalizzate al sesso di gruppo, orge e in una di questi adibito al BDSM.
Pareti insonorizzate, divani, poltrone, un enorme letto al centro del salone, grandi cuscini sparsi ovunque, luci soffuse, ciotole pieni di preservativi, rotoloni di carta e tanti contenitori di gel lubrificante a portata di mano sono dappertutto.
Stessa composizione nella prima e nella seconda stanza, con la differenza che quest'ultima conteniene tutto, ma proprio tutto, ciò che riguarda il sadomaso e il bondage tipo: fruste, pinzette per i capezzoli, paddle, collari con guinzaglio, corde per lo Shibari, manette e cavigliere di metallo con peluche, cappucci retina occhi e bocca, altalena sessuale imbottita, gag anello ring barra acciaio per per tenere la bocca spalancata, una gogna per polsi e collo, una Croce di Sant'andrea in legno pesante ecc.
Gisele sembra un po' agitata se non preoccupata“ Tesoro, stasera tutto va storto!” mi dice.
“Che c'è, cosa è accaduto?” le chiedo mentre la guardo e mi accorgo che è più bella e sexy che mai con una minigonna quasi “inguinale” tanto che è corta e un bellissimo top rosso scuro di pizzo e raso molto trasparente al punto che si vedono i capezzoloni che spingono il tessuto e tutto è visibile sotto la eco-pelliccia morbida e lunga fino ai piedi, che indossa a causa del freddo pungente della serata, ma aperta.
Mi sorride per l'espressione di compiacimento che, evidentemente ha colto sul mio viso, poi si fa più seria e mi dice “Tesoro, niente di particolarmente grave, è solo saltata la luce nel salone, perciò, devo semplicemente trovare una pila per vedere dove sta l'interruttore del salvavita.”
In effetti il salone è tutto buio e, perciò, con passo lento lei mi precede tenendomi per mano nell'oscurità.
All'improvviso, come succede in tanti film commedia U.S.A., torna una sfolgorante luce e... "Perché è una brava ragazza (x3) Nessuno lo può negar" cantata da almeno una mezza dozzina di persone in piedi nel salone.
Dopo un primo attimo di spavento per quella improvvisata, mi torna un sorriso smagliante e abbraccio Gisele per ringraziarla “Tesoro, è una bellissima sorpresa, grazie, grazie, grazie... e grazie anche a tutti i tuoi amici che in massima parte già conosco .” esclamo battendo le mani come una bambina per i regali ricevuti ma immaginando già come si svolgerà la serata e la nottata.
Vedo Letizia e Alessio, una coppia molto affiatata che conosco da qualche mese e con i quali io e Gisele abbiamo già giocato molte volte duante i week end.
Lei è splendida donna, elegante nel vestire e nel portamento ma, quando si “gioca” diventa una grandissima vacca che non si tira mai indietro ed è disposta a qualsiasi variante di sesso.
Alessio, è il suo pari, un porco che gode nel vederla scopata da più maschi e fa sesso da attivo e passivo con qualsiasi genere compreso donne che amano usare strapon anche di grandi dimensioni.
Di fianco, ci sono Maurizio e Alonso. Due maschioni che mi hanno fatta impazzire di goduria con le loro esagerate dotazioni, sempre in tiro che quando te lo infilano nel culo, prima vedi le stelle e poi provi un piacere paradisiaco soprattutto ti sollevano da terra ed ti devi reggere incrociando le braccia intorno a collo e loro si alternano a sfondarti fino alle palle scopandoti per quasi un'ora senza mai fermarsi.
Più in là, vedo due splendide Trans che non conosco e Gisele me le presenta dicendomi che sono sue carissime amiche, Cecilia e Alexandra. La prima è una mulatta sudamericana che, come ben si capisce dal piccolo top che lascia scoperto l'ombelico, ha grosse tettone come meloni e uno stacco di gambe lunghissime appena coperte per pochi centimetri da un'ultra minigonna. Una vera strafiga.
Alexandra, invece, è nera come la pece di chiare origini africane e che Gisele mi dice che ha un enorme “pitone”. Una ragazza di straordinaria bellezza, molto alta, seno non grande, fianchi ben pronunciati e gambe ancora più lunghe di quelle di Cecilia.
Appoggiato alla parete con l'aria di essere timido mi guarda però con aria interessata. Gisele me lo presenta, è Jessy, un femboy che tra mese compirà 20 anni confermandomi che sembra un po' timido ma, precisando che quando si “gioca” è una forza della Natura e che non solo è bellissimo già da maschietto ma, quando indossa qualche capo femminile adatto alla sua età, è ancora più bello e desiderabile per una sua innata sensualità che, unita ad una miscela di libidine e sfrenata lussuria, è capace di prendere cazzi uno dopo l'altro con una meraviglia di culo che vedrò da nudo e con due deliziose tettine appena pronunciate grazie alla cura ormonale che sta facendo.
Appena, più a destra, noto due giovanissime femmine e, poco prima di presentarmele, Gisele mi spiega che sono coppia. Lei è Federica, una ragazza di 21 anni che adora le gang e più sono numerose, più la mandano in visibilio e durante le quali non si risparmia nel fare pompini a tutti i partecipanti e che poi va in uno stato di estasi quando tre maschi le scopano la figa, il culo e la gola fino a sborrale direttamente in gola uno alla volta.
L'altra, apparentemente donna, è invece suo marito, Simone, una perfetta trav, bella e sensuale, con lingerie di classe, capelli lunghi naturali, amante del trucco pesante da vera troia e con un favoloso culo “brasiliano” che concede a chiunque ma, soprattutto, adora prenderne due alla volta. Una vera scrofa, succhiacazzi e rottainculo che grida come un'aquila quando, dopo averle schiantato il buco, la sfondano selvaggiamente e le sborrano dentro grandi quantità di sborra.
Da ultimo, Gisele mi presenta Stefania, una giovanissima ragazza di appena 20 anni il prossimo mese, non particolarmente alta, fisico minuto ma molto ben fatto che è praticamente una ninfomane slave vera adoratrice dei cazzi, amante di qualsiasi posizione e numero di amanti ma con una particolare predilezione verso tutto quello che appartiene al mondo BDSM anche quello più spinto.
“Wow! E' proprio una bellissima compagnia!|Credo che saranno ore incandescenti quelle che passeremo ed io me li voglio godere tutti e tutte, insieme o singolarmente e questa mia festa compleanno resterà nella mia memoria per sempre. Però ho un desiderio che è sempre più forte che quello di assistere alla sodomizzazione del femboy da parte di tutti i maschi. Che ne dici?”chiedo.
“Tesoro, è il tuo compleanno e, perciò, ogni tuo desiderio va esaudito. Se poi, ti va l'idea di essere noi due a sodomizzarlo, sappi, che ne sarei felice.” mi risponde già molto eccitata a quell'idea.
Gisele aveva addirittura intuito una cosa alla quale, a dire il vero, non ci avevo pensato. Evidentemente, mi conosce più di quanto potessi immaginare e, allora, un po' scherzando, le dico “Sei un diavolo tentatore, non mi era venuta in mente questa possibilità. Sì, mi piacerebbe tantissimo e sono proprio curiosa di vedere quanto davvero è “”una forza della Natura.” le dico.
A questo punto, Gisele comunica che nella terza stanza è stato organizzato un grande buffet con molte bevande di vario genere non alcooliche per il rifocillamento prevedibile per le tante ore da dedicare al sesso e li invita ad entrare per brindare per il mio compleanno e, perciò, entriamo tutti e tutte in quella stanza per dedicare il tempo necessario anche per fare conoscenza con i nuovi invitati

Care lettrici e cari lettori, come si svolgerà l'intera serata e gran parte della notte? Per una ovvia ragione di spazio che non sarebbe sufficiente a completare il racconto ma anche per il semplice fatto che, non essendo ancora iniziate le danze, non conosco cosa succederà e, perciò, vi chiedo di avere solo un pizzico di pazienza e aspettare il prossimo capitolo.

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