bdsm
Gabriella
19.02.2026 |
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"Mi incatena al tavolo, sono piegato a novanta, mi mette anche le manette alle caviglie..."
Prima dell'incrocio con via Parini, che conduce al Duomo, ho notato qualcosa di diverso da ieri, un qualcosa di biancastro ,ingombrante che tiene almeno metà parete del muro perimetrale della casa sull'angolo.In auto non ho tempo di fermarmi a osservare.
La città cambia pelle col tempo e queste cose mi fanno sentire un testimone del passato. Dovrei invece godermi il tempo presente e trovare spunti di soddisfazione.
Stamattina prendo il cappuccino con Leonardo e prima di pagare mi fa osservare quella struttura misteriosa da lontano. L'ha notata anche lui e ha qualche informazione in più :" Gabriella é andata in pensione, il figlio ha affittato i locali della pasticceria a quelli delle spedizioni via internet, con i cassetti automatici"
L'ascolto e mi lascio andare ai ricordi.
"...La signora Gabriella!..."
Leonardo mi guarda negli occhi e annuisce. Dopo un po' aggiunge : " ha più di sessant'anni ma io gliene davo al massimo cinquanta. L'ho sempre vista bella così, anzi da ragazzi ti ricordi la folla di noi adolescenti ? Compravamo un pasticcino alla volta per rivolgerle la parola e entrare confidenza ...Che segaioli che eravamo !"
Sono uscito dal bar fingendo fretta, in verità non desideravo parlare più con Leonardo di Gabriella. Ero geloso di Gabriella e non mi andava a genio che qualcuno mi parlasse delle proprie velleità erotiche adolescenziali.
Ho diversi chilometri da percorrere oggi e non ho mai voglia di guidare se un pensiero mi rende anche solo un po' triste. Per me guidare é un piacere che niente e nessuno deve turbare.
Accendo la radio e la sintonizzo su una emittente che trasmette musica dance, non é il massimo ma almeno tengo il ritmo alla guida.
E' passata più di un'ora , il panorama é da litorale mediterraneo. Gardone Riviera...Verrà il giorno in cui mi fermerò in barba agli impegni...Il posto mi ispira !
Ora di punta, traffico intenso.
In coda ho pensieri eterogenei , spazio dai desideri sessuali ai dettagli della giornata di lavoro che mi attende. Poi le scadenze di fine mese, adempimenti più o meno importanti ...Noto una ragazza alla guida di un'auto sportiva, molto attraente, chissà se ha delle belle gambe...Non lo saprò mai!
Il casello di Verona...Finalmente!
Cammino volentieri dall'autosilo alla Piazza dell' Arena. E' un vero piacere parlare di lavoro in una cornice che é la stessa da secoli , bella come la prima volta che l'ho vista...Intanto ripenso a Gabriella. Le scrivo un messaggio, altrimenti non mi concentro più su quel che sono venuto a fare.
Non amo pranzare quando esco per lavorare. Ho la sensazione di non meritarmelo fintanto che non ho portato a termine il mio lavoro per cui ho lasciato la sede.
Vago attorno all'Arena poi attendo le quattordici passeggiando lungo gli argini dell'Adige, i ponti romani sono belli come quelli sul Tevere...Evocano i giorni in cui camminavo lungo Via Cola di Rienzo e conversavo con le turiste americane...
E' sera e la mia trasferta veronese é conclusa. Non penso più a Gabriella con malinconia. Alle quindici ha risposto a un mio messaggio, mi ha detto che mi aspetta....
Il viaggio di ritorno é meno impegnativo, avanzo lento. Ho tempo.
Provo un senso di benessere a percorrere oltre centocinquanta km , sapendo che una mia amica mi attende.
Intanto ripenso a stamane. Penso a Leonardo...
I "segaioli" come lui ,non potevano sapere...Si masturbavano all'inverosimile, nei bagni della scuola ,con le riviste, condividendo poi ciascuno le proprie soddisfazioni onanistiche.
Io e Gabriella facevamo un gioco, sottile, intelligente...
Partì tutto da una battuta ingenua ma felicissima : " Gabriella, oggi le pago lo scontrino e le do in più un centesimo, se stanotte mi pensa , domani me ne darà due di resto...Ci sta ?"
Gabriella mi sorrise e accettò la mia stupida sfida. Il giorno dopo avevo recuperato il mio centesimo e ne avevo guadagnato un altro.
In breve, diventammo un po' amanti e un po' colleghi.
In quegli anni si sviluppava internet ma le connessioni fatte col doppino telefonico e il numero da comporre non sopportavano un traffico dati elevato.
Le immagini amatoriali di coppie impegnate in amplessi e pratiche erotiche meno usuali , fetish e sadomaso, provenivano ancora dalle riviste stampate, le quali spesso ripubblicavano vecchi numeri di riviste statunitensi.
La signora Gabriella , così la chiamavo, mi introdusse in una piccola produzione amatoriale di genere sadomaso .Oggi diremmo BDSM, ma nel 2005 l'acronimo non era così caratterizzante anche se ben conosciuto.
Mi mostrò un poster in cui una giovane donna posava secondo gli ordini impartiti. Accanto a ciascuna posa , era scritto l'ordine in caratteri marcati , neri, in inglese . Non tutti i termini mi erano familiari, ma l'eloquenza delle immagini bastò per impararli.
Lo studio fotografico era gestito da un prolisso, basso uomo siculo, dai capelli rossi, parlava un italiano di comodo , spesso perdendo il filo del discorso, dalla grammatica incerta .Professionalmente tuttavia era ineccepibile.
Gabriella era già sposata quando io nemmeno avevo la maturità, con un giornalista radiofonico, il quale conduceva programmi serali e talvolta notturni che spaziavano dagli investimenti di borsa alle interviste di attori soprattutto teatrali.
Oggi é uno stimato capo redattore presso un'emittente nazionale.
Sono quasi arrivato all'appuntamento ,sta per compiersi un prodigio. E il momento di prendere un centesimo dal portamonete.
Suono il campanello dell'appartamento riservato agli incontri. Lo scatto della serratura , senza risposta al citofono...Salgo al terzo piano, la porta é socchiusa.
Signora Padrona !! Esclamo sottovoce ponendo il centesimo.
Gabriella sorride e prende il centesimo... Mi fa entrare.
Non voglio parlare del fatto che non abbia più la pasticceria. E' pleonastico. Sono qui per lei , la bella donna, eterna modella. Indossa una corpetto in vinile che le contiene un corpo da quarantenne, il seno é grande ma non esagerato, ancora sodo e riempie le coppe magnificamente. Il collo scoperto e ben in vista , i capelli raccolti con una coda di cavallo stretti con più giri di cordicella la fanno ancora più alta. Le gambe nude e profumate, i sandali col tacco finissimo.
Mi passa una braccio dietro i fianchi, io di riflesso la imito.
" Vieni ! Ho trovato queste..."
Mi mostra le foto di lei seduta in una gogna di ferro.
"Ti ricordi ? "
" Certo che mi ricordo! Ti ho messo le catene alle caviglie, la gogna e il morso... Convinsi Salvo a fotografarti seduta per paura che cadessi dai tuoi tacchi da sedici !"
" Mia hai anche frustata e sodomizzata..."
"Pentita ? "
" Assolutamente NO! "
"Stasera che programma hai? " Le chiedo
La sua risposta non é verbale.
Abbassa la cerniera inguinale e lussuriosamente la apre fino a dare adito al buchetto del suo bel sederone.
Mi si avvicina sui suoi tacchi eleganti.
Mi mette l'indice sotto al mento e mi alza la testa, ma non mi bacia.
Mi alza ancora di più il mento, sto guardando il soffitto.
Sento l'abbraccio del collare di cuoio sul mio collo, lo riconosco , é quello senza fibbie , che si chiude col lucchetto.
" Spogliati tesoro, stasera la gogna é per te e....c'é la sorpresa!
Gabriella mi chiude con maestria la gogna di metallo al collo e ai polsi, mi stringe anche il collare che mi ha messo, sento la testa in balia del mio respiro, mi sembra che si gonfi a ogni battito cardiaco.
Si mette tre dita nella figa e se le rigira fino a bagnarle, poi me le sfrega fra i testicoli e su, lungo la mia asta eretta.
" posso parlare Signora?"
" Certo amore ! Non ti ho mica messo il morso!"
" Intendi farmi quello che ti facevo io vero?"
Gabriella non mi risponde ,ma mi aiuta a voltarmi.
" Stivali misura 41. Sono per te . Siediti qui , ora li mettiamo..."
Mi calza gli stivali da puttanone che trovo sorprendentemente comodi, mi alzano di statura e se non fosse per l'assenza di seno , mi troverei attraente almeno fino al collo.
La serata si fa sorprendente quando mi trucca e mi mette il rossetto.
Sono in imbarazzo , ma la cosa che più mi preoccupa é che inizio a provare un perverso piacere nel trasformarmi, almeno nell' aspetto più superficiale, in una femmina !
" Con questa parrucca sembrerai un travone da bordello!"
Mi sorride , non capisco se é soddisfatta di come mi ha trasformato o se mi sta schernendo.
Mi incatena al tavolo, sono piegato a novanta, mi mette anche le manette alle caviglie.
Non ho più dubbi sulla mia sorte quando sento ungere il mio buchetto...Sono in balia di sensazioni contrastanti voglio sapere che cosa si prova , ma non sono preparato a farmi possedere analmente...Dovrei dire preparata? Non ancora...Non é ancora successo...
" Trattieni il respiro amore"
Le sue parole...
Ho paura di sentire dolore, ma sto con la mia modella preferita...Può farmi quello che desidera!
Sento entrare dolcemente qualcosa dentro di me.
" Gabryyyy...." fingo inquietudine, ma inizio a volerlo anche io.
Il tempo passa...
Mi accarezza i fianchi , é calda e piacevole.
Sudo . Non consideravo di diventare una femminuccia questa sera, ma il ritmo dello strap-on si fa gradevole.
Sembra non finire mai. inizio a piegarmi per la fatica , per i colpi che ricevo...Se ne accorge anche lei.
" Godi amore mio , godi! Godi con la tua padrona!"
Sento afferrare la gogna fino a sollevarmi quasi in posizione eretta e in contemporanea sento penetrare il fallo della mia padrona ancora un po'.Percepisco sensazioni nuove e indescrivibili.
Sono esausto , ma soddisfatto. O dovrei dire soddisfatta?
Un colpo più intenso , sento le calde gambe di Gabriella addosso alle mie natiche.
La sua mano destra cerca il mio cazzo . Lo trova
Sento sfilare lo strap-on
Gabry mi fa voltare ancora una volta e vedo con stupore quanto é lungo "l'attrezzo" con il quale mi ha sodomizzato.
Ora sono in piedi incatenato, Gabry si inginocchia e mi succhia . Vengo rapidamente . Mi ingoia tutto lo sperma.
Peccato che non possa abbracciarla! La voglio !
Si rialza ed é lei ad abbracciarmi...
"Facciamo una pausa amore! Ti slego e prendiamo un caffè"
Ho lo sfintere caldo e ho ricevuto quel che ho dato tante volte a Gabriella , non so ancora se é una sottile vendetta o un premio.
Gabriella mi porta il caffè e un centesimo...
Mi sorride
Alla luce della stanza i suoi bei capelli biondi mettono di buona lena. Bellissima malgrado l'età.
" Ti aiuto a struccarti...Ora gli stivali servono a me "
La mia Gabry é superlativa anche da padrona.
Ha voluto premiarmi facendomi sentire quello che ella stessa ha provato più volte e riproverà tra poco. Lo ha fatto senza umiliarmi, anzi ! E' stato un generoso premio !
Siamo ancora una volta insieme.
Stasera con più consapevolezza di che cosa si prova ad accogliere il proprio amante dentro di sé.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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