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Il mulino dell'abisso
11.02.2026 |
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"Cerco di estendere il collo, e attendo che Marco , abbassi su di me la lunetta più pesante..."
Percorro la solita autostrada, da anni. Ogni mattina c'é sempre almeno un cantiere a rallentare il ritmo di marcia.Da prima di Natale appena passo il casello di Gallarate ci sono lavori. Rallento...Ho comprato una vettura per sentirmi libera di guidare e non me la godo mai. Quando arrivo in tangenziale penso a come facciano i camionisti a capire che alla guida della mia Audi rossa, ci sia una donna...Forse perché viaggio entro i limiti , forse perché mi metto in prima corsia...Forse perché mi faccio seghe mentali a pensare che altri si occupino con interesse di me! Ecco ! Sono io che penso queste facezie . Le penso perché sono sola al mondo e mi conforta anche il suono occasionale del clacson di un autocarro.
Di questo passo chiederò il cellulare anche a quelli che imprecano per la mia latenza ai semafori. Hai visto mai ?
Al lavoro in centro incontro sempre le solite facce, ascolto le lamentele altrui, poi gli scherni fra tifosi di calcio. Per interrompere la noia mi metto a lavorare.
"Loretta, rispondi per favore a Ferranti ?"
"Certo!" ribatto sorridente....Il Ferranti ! Quanto mi piace ! Ha un loft da qualche parte e mi ha invitata a vederlo.
Non ho mai accettato perché ...Perché sono una stupida, ecco perché !
" L'architetto Ferranti ? Sono Loretta , la chiamo per il progetto..."
" Loretta ! Lo sai che sono Marco per te ! Dai , mi metti in imbarazzo , non so mai se lo dici per abitudine professionale o perché vuoi mantenere le distanze...Siamo colleghi e coetanei, via su !"
Una pausa e poi rispondo :" Marco ti volevo vedere già ieri mattina , ma il progetto l'ho terminato solo in tarda sera , non intendevo disturbarti all'ora di cena."
" Non mi avresti disturbato! Sei sempre al lavoro, credo tu lo faccia per non pensare ad altro."
"Hai ragione Marco. Ma quello che desidero io, fa paura a molti...Quindi passo le mie serata da sola"
"Esagerata! Non ti temo. Magari sei tu a temermi "
" Ti temo? No per niente, visto che stiamo disquisendo dell'argomento, facciamo che stasera alle venti , vieni con me al mulino antico ?"
" Cos'é il mulino antico?"
"Una costruzione che ho ristrutturato , ti mando la mappa per raggiungermi"
" Ok , ti avviso appena parto".
Le diciotto e trentacinque. Sono al mio mulino, il mio nido dei desideri che si avverano.
Mi guardo intorno , oltre la siepe più bassa vedo solo un fienile e una stalla, distanti abbastanza da non sentire né rumori , né odori. Da quando hanno prosciugato il canale che serviva al lavoro del mugnaio, non ci sono neppure le rane.
Sento il rumore della serratura , la porta non cigola e l'ingresso profuma ancora di acacia.
Mi sono portata due razioni di pasta con le sarde che metto nel microonde...Marco si deve accontentare, stasera non sarò la sua cuoca.
Le posate d'acciaio riflettono la luce dei faretti della cucina e il tavolo nuovo di noce profuma di cera d'api.
Un cicalino . E' Marco che mi avvisa , sarà qui fra un quarto d'ora!
Gli avevo detto alle venti ! Pazienza...Cominceremo prima.
Corro a spolverare quel che posso e dovrei farmi la doccia...La farò con Lui...Non mi dirà di no!
"Marco! Sei in anticipo ti aspettavo per le otto." Lo accolgo nel vialetto davanti all'ingresso, in penombra, le siepi alte che separano il giardino dalla strada ,coprono il cono di luce dei lampioni pubblici.
"Non potevo aspettare! Dai fammi vedere che cosa hai partorito con questo mulino" Marco profuma di sandalo, dev'essere di moda fra gli uomini questo profumo.
" Partorito ? Non direi , non ha padri questo posto!" Risposi algida.
Marco entrando osservò l'ingresso a gomito, con le quinte in ferro a realizzare una geometria veneziana, poi il guardaroba tappezzato con paglia di Vienna, entrando nel salone notai che stava contando le grosse X di legno alla parete sinistra e disse : sono sette, che cosa rappresentano?
Agli ospiti ordinari rispondo che é una geometria che richiama il motivo delle travi del soffitto, ma a te dico che sono delle pietre che nascondo fra le pietre.
Marco capì istantaneamente. Le grosse croci di Sant'Andrea erano si disposte a fare tutt'uno col soffitto, ma ne celavano una con dei finimenti metallici alle estremità a cui si possono aggiungere catene e cinture per legarmi.
"E' questa che intendi ? " chiese indicando quella in centro parete.
"Vieni qui !" mi ordina bonariamente,
Mise le sue mani ai miei fianchi invitandomi a poggiare la schiena sulla croce ,poi mi alza le braccia issandole alle estremità.
quindi aggiunge: "Quando si comincia ? "
"Dopo la pasta alle sarde riscaldata... sarà l'unica cosa che riscalderemo al microonde" gli dico ridendo con velata lussuria.
La cena dura poco, Marco vuole sapere tutto sulle mie inclinazioni fetish , immagina che abbia in serbo altro e non sbaglia.
"Loretta, ti piace farti legare e basta ? Chiedo perché é ....Non mi capita di andare oltre a qualche sculacciata...Tu dimmi che io....Come si dice ? Eseguo ? Obbedisco?? "
"Relax Marco! Rilassati !" Gli dico poggiando la mia mano sulla sua " Eseguirai quello che ti chiedo di fare. Andiamo sotto, ho voglia di fare l'amore con te , ma solo dopo che mi avrai strapazzata per bene. "
Lo precedo nel salone e poi dietro una quinta dell'ingresso, dove c'è la porta che conduce al seminterrato.
Marco sgrana gli occhi appena i faretti color ambra illuminano quello che era il mulino, con la ruota di pietra ancora al suo posto. Ci sono anche le stanghe di legno per muoverla con la forza delle braccia
Lascio solo Marco a guardarsi intorno , quando si volta , il suo sguardo raggiante incontra il mio. Indosso il mio corsetto di cuoio sotto al seno, calzo i miei stivali da puttana con le fibbie chiuse alle cosce. Nient'altro
" Legami a questa stanga !" Marco sembra esperto , mi incatena i polsi alla stanga della macina, ma noto che gli tremano le mani quando deve chiudere le fibbie.
" Sulla parete! Quella alle tue spalle, Marco....Prendila e frustami ! Te lo Ordino !!"
Serio , vestito come a un ricevimento, Marco impugna la mia frusta a nove code, fa un respiro profondo e sparisce dalla mia vista.
All'improvviso sento una sferzata energica sulla natica destra . Vorrei dirgli di essere più dolce, ma non dico nulla, anzi penso :quando mi ricapita un uomo così ? Alla seconda sferza inizio a muovere la ruota della macina, lentamente, lentamente. Me ne arrivano altre quindi accelero l'andatura. Solo dopo alcuni giri completi di questa strana giostra e qualche livido in più del previsto, decido di fermarmi
Riprendo fiato, ma in realtà cerco lo sguardo di Marco.
" Tutto bene Loretta? "
"Si , slegami ora, che andiamo a provare un altro gioco"
Marco obbedisce ancora e mi chiede se torniamo sopra, dice che mi vuole leccare mentre sono legata in croce, aggiunge che é molto bravo e non posso perdermi la sua performance.
Gli sorrido, ma gli dico che voglio essere trattata rudemente ancora un po'
"Chiudimi qui, adesso !"
"E" un vecchio banco da falegname che ho fatto modificare, girando la manovella mi metterai in trazione il collo e le caviglie"
Poi gli chiedo di provare lo strumento senza di me ivi bloccata.
" Sei un master nato ! Marco"
" Ti aiuto a distenderti Loretta..."
E' premuroso il mio uomo, mi toglie gli stivali e massaggia delicatamente i miei piedini prima di mettermeli nei ceppi di legno. Passa una mano sulla mia fica , l'altra me la mette dietro la nuca finché non mi appoggio al ceppo del collo.
I polsi li metto in posizione da sola e guardo Marco che li chiude con le lunette più piccole....Ora é il momento di bloccarmi la testa ,sono eccitata.
Cerco di estendere il collo, e attendo che Marco ,abbassi su di me la lunetta più pesante. L'avevo provata da sola, quindi so che mi cinge il collo in maniera precisa, ma vederla calare su di me ,dalle mani di Marco, mi fa quasi svenire dall'emozione.
Un click e il rumore dei lucchetti...Ora sono nelle sue mani...Finalmente!
Marco mi bacia e sento che mi mette due dita nella fica bagnata.
Porta le sue dita fradice al mio viso e d'istinto mi volto per non farmi toccare.
Timidamente mi ricompongo e offro il mio viso a Marco. Penso: faccia pure quello che vuole di me!
Marco si diverte a bagnarsi le dita .
Finalmente inizia a mettermi in tensione.
"Ancora un po' Marco !"
Marco mi asseconda
"Ancora !"
Marco lentamente aggiunge un giro di vite...
"Un altro giro !"
"Loretta, hai i piedi che quasi si sfilano e il mento..."
"Ancora un po' ti prego!"
Marco riluttante muove ancora la vite e mi tende fino al punto che non riesco quasi a muovere la mandibola.
"Tienimi così per un po'" riesco a rantolare
Marco é visibilmente preoccupato e senza attendere altri ordini mi allenta e mi libera le caviglie.
Sento l'odore del suo sudore, misto al suo profumo .
Sento Marco che mi penetra e non credo abbia il preservativo.
Mi alza le gambe e probabilmente sto esponendo il sedere alla sua vista, vedo la sua testa mora oltre la lunetta che mi trattiene il collo.
Sento qualcosa di freddo entrare nello sfintere, riconosco la forma del plug anale, poi risento il cazzo di Marco entrare nella mia figa ridotta a un lago.
Il banco su cui sono distesa dovrò farlo foderare se voglio ripetere questa esperienza, é scomodo da morire e mi resteranno i lividi . Marco é instancabile e come maschio...Beh non pensavo fosse così prestante, del resto che posso saperne io di uomini...
No. Non ha messo il preservativo ! Cazzo speriamo che non sia un puttaniere...Si che lo é ! Dannazione ! Se mi trasmette qualche schifezza!
"Marco spero che tu..."
"Che io ?"
" Mi hai ingravidata!"
" Se anche fosse?"
Rimango muta, mi ha letto nel pensiero? Ha capito che lo voglio tutto per me?
" Mi avevi detto stamane che ciò che piace a te agli altri fa paura. A me non fa paura diventare il tuo compagno"
"Noto con piacere che non ti fa schifo neppure riservarmi un trattamento rude."
Marco sorride sornione e mi toglie dai ceppi.
Sento ora il profumo del suo sperma e avverto che mi sta scolando lungo le gambe.
" Mi piace questo tuo mulino, cela per caso altre sorprese?"
"Si é in camera da letto, serve per ... "
"Per? Continua"
"Non te lo dico, prima andiamo a farci una doccia "
"Sono le quasi le ventitré, Ti va di uscire Marco? "
"Preferirei andare in camera da letto a vedere la tua perversione più intima..."
Lo guardo voltandomi verso di lui, mentre mi metto il reggiseno, indugio un po' e poi lo freddo:
" C'è una ghigliottina, per farti l'ultimo pompino della vita, poi zac! La lama mi taglia la testa !"
Marco sbianca ingoia un po' della propria saliva
" Sei scema ? Tu sei malata di testa !! Sei da ricovero immediato !!"
Marco si guarda intorno e sale di corsa le scale apre tutte le porte finché non trova la camera da letto.
" Che Stronza!! mi hai fatto spaventare, Stronza! Ma...Come ti vengono in mente!!
Rido di Lui, mi ha presa troppo sul serio !
" Che cazzo ridi? Scema come sei, avresti anche potuto !"
" Dai Marco mi sembrava una battuta di spirito e ci sei cascato come un salame!"
" Stronza! Sei una stronza!"
"Mi sono innamorato di te e per un momento ho pensato di aver rimorchiato una pazza che mi avrebbe rovinato la vita!"
Ma questa volta Marco abbozza un sorriso.
"Dai , c'è solo il letto neppure l'armadio.... " Gli rispondo rassicurante.
"Baciami Stronza!"
" No! Sono Loretta e non sono stronza, neppure pazza . E tu ci sei cascato !!!"
" OK , Baciami Loretta!"
Ora andiamo in camera da letto, a riposarci, domani se Marco non avrà gli incubi notturni avremo meno strada da percorrere , se ne avrà, temo che dovrò rieducarlo a essere il mio uomo.
" Marco ? Ti fidi se spengo la luce o dopo lo spavento vuoi un lume sempre acceso ?
"Ho una soluzione Loretta, ti faccio dormire ammanettata al letto , così per precauzione!"
"Wow se questo é l'effetto che ti fanno le mie fantasie , domani faccio mettere delle immagini della rivoluzione franc..."
Non sono riuscita a finire la frase, Marco mi ha zittita con un bacio.... alla francese ,appunto.
Amo quest'uomo!!!!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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