Gay & Bisex
Come al solito...
09.05.2026 |
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"Appoggio il mio membro al suo sfintere, già ben lubrificato dalla mia saliva, e comincio a sfregare con un ritmo lento, studiando ogni sua reazione..."
Messaggio: "Ciao". (Essenziale, diretto, nessuna perdita di tempo).Profilo: 47 anni, 180 cm x 82 kg.
Fisico: Muscoloso, massiccio, maschile. Un uomo "fatto".
Target: Coppie o singole. Assolutamente no maschi (chiaro e categorico).
Feedback: Un tour d’Italia del piacere. Coppie a Torino, Toscana, ovunque. Recensioni positive da ogni dove.
Le Foto: Dotazione decisamente sopra la media. Fisico che trasmette potenza.
Il mio pensiero: "Vuoi vedere che stavolta ho trovato un attivo vero? Uno di quelli che non deve chiedere cosa fare, ma che agisce e basta."
"Ho visto le foto e i feedback. Sembri uno che sa il fatto suo – gli scrivo - però leggo che incontri solo donne e coppie, niente maschi, nemmeno trans... come mai hai scritto a me?"
Resto col telefono in mano, curioso di vedere come gestisce la domanda. La risposta non si fa attendere.
"Vero, - mi scrive - di solito non è il mio campo. Ma ho visto le tue foto e hai un culo troppo invitante per ignorarlo. Ogni tanto mi concedo una deviazione se ne vale la pena, e con te vorrei giocarci hard. Molto hard."
"Giocarci hard". È esattamente la musica che volevo sentire. Niente giri di parole, niente dubbi esistenziali: lui sa cosa vuole fare e lo dice chiaramente.
E che gli dico? NO? Nemmeno per idea. Uno così, con quel fisico e quella determinazione, non me lo faccio scappare.
"Mi piace la sincerità. E mi piace ancora di più l'idea dell'hard. Vediamo se dal vivo sei massiccio come sembri. Stasera a casa mia?"
"Mandami l'indirizzo. Arrivo per il caffè, ma tieni conto che non resterò seduto a lungo."
La sera arriva in un attimo. Suona il campanello, apro e lui è lì. 1,80 per 82 kg di muscoli veri, non gonfiati. Riempie la porta. Ci sediamo in cucina, preparo il caffè giusto per rompere il ghiaccio e scambiamo due chiacchiere veloci.
Lui mi osserva con uno sguardo pesante, maschile, che scansiona ogni centimetro del mio corpo mentre sorseggia l'espresso. Non è qui per fare amicizia, lo si capisce da come muove le mani e dalla tensione che emana.
"Il caffè era buono," dice posando la tazzina con decisione sul tavolo. Si alza in piedi, torreggiando su di me. "Ma ora basta parlare. Fammi vedere se quel culo dal vivo è come me lo sono immaginato tutto il giorno."
Entriamo in camera e faccio appena in tempo a tirare giù il copriletto per non sporcare che lui mi è già addosso. Non c'è spazio per i preliminari dolci. Mi afferra per i fianchi, mi gira e mi mette a 90, costringendomi a reggermi sulle braccia. Sento le sue mani massicce che mi abbassano le mutande con un gesto secco.
Senza dire una parola, sento il calore della sua lingua che inizia a lavorare decisa proprio lì, sul mio sfintere. Un contatto elettrico, esperto, che mi fa inarcare la schiena. Poi mi spinge giù, mi sdraia a pancia in giù sul letto. Sento il rumore dei suoi vestiti che cadono a terra e, subito dopo, il peso del suo corpo nudo sopra di me. Comincia a strofinare il suo membro, imponente e caldissimo, tra i miei glutei. La consistenza è quella che immaginavo: marmo. “Stasera ci divertiamo sul serio”, penso mentre il piacere inizia a farsi insopportabile.
Lui è un uragano: mi gira, mi sposta come se fossi una piuma, si posiziona sopra di me e mi impone il suo sesso in bocca. Non chiede, lo pretende. È un sapore forte, maschile. Poi si volta, cercando un 69 per farmi godere mentre io mi occupo di lui, ma il gioco è troppo veloce.
Mi sfilo un istante, lui si mette carponi, mostrandomi chiaramente cosa vuole. È il mio turno di ricambiare il favore di prima. Mi avvicino e la mia lingua inizia a esplorare con la stessa intensità, ripagandolo di ogni brivido. Sento i suoi muscoli contrarsi sotto i miei tocchi; la "deviazione" sta decisamente prendendo la piega giusta.
Lui si sdraia, chiude gli occhi e si gode quei momenti di pura lubrificazione che gli sto regalando con la lingua. Sembra quasi perso nel piacere, ma io non riesco a togliermi un dubbio dalla testa. Questo maschio alfa, il dominante della chat, quello "assolutamente no maschi" che cerca solo donne e coppie per fare l'attivo vero... sarà davvero così granitico nella sua posizione?
Ha un bel sedere, sodo e invitante. Decido che è il momento della prova del nove.
Lo cavalco con decisione. Appoggio il mio membro al suo sfintere, già ben lubrificato dalla mia saliva, e comincio a sfregare con un ritmo lento, studiando ogni sua reazione. Lui non si scosta, anzi, sembra lasciarsi cullare dal movimento. Allora faccio il passo successivo: appoggio la punta proprio lì, sull'ingresso. Ancora nessuna resistenza, lui resta immobile, quasi in attesa.
Comincio a spingere lentamente. Voglio sentire fin dove arriva la sua "coerenza". Quando sente la pressione, lui mormora un "fermati" che però non ha nessuna forza; è un sussurro roco, un no che ha tutto il sapore di un sì.
"Tranquillo, vado piano..." gli dico all'orecchio, mentre continuo a premere.
Entro centimetro dopo centimetro. Sento le pareti che si distendono e, con mia sorpresa, lui alza leggermente il sedere per accoglierlo meglio, assecondando la penetrazione invece di chiudersi. Quando sento che la strada è aperta, affondo completamente, fino alla base. Inizio a stantuffare con colpi regolari, profondi, e lui si lascia fare completamente, abbandonando ogni pretesa di dominanza.
Sorrido tra me e me mentre continuo il ritmo. Eccolo qui l'attivo alfa: un altro di quelli che, davanti alla giusta pressione, scopre quanto è bello stare dall'altra parte della barricata. Alla fine, era solo questione di trovare la chiave giusta per aprire quella porta.
Le mie spinte si fanno sempre più potenti, non c'è più bisogno di andare piano. Ad ogni affondo cerco la profondità massima, usando la mia cappella per stimolare la sua prostata. Lui non oppone più alcuna resistenza, anzi, i suoi gemiti riempiono la stanza; sta godendo apertamente, perdendo tutta quella corazza da duro che aveva mostrato sulla soglia.
Voglio godere anche io, e sento che il momento è vicino. Sfrego tutta l’asta entrando e uscendo completamente, sentendo il glande sollecitato dalle pareti che lo stringono. È un piacere totale, viscerale. Lo avviso con un filo di voce: "Sto esplodendo...".
Mi aspetterei un sussulto, un tentativo di ritrarsi per mantenere un briciolo di quel ruolo da "attivo", e invece mi stupisce: "Vai... vai fino in fondo", mi dice, quasi implorando.
Con un'esplosione liberatoria lo riempio, ma non mi fermo. Continuo a spingere e a stantuffare anche dopo la prima scarica, cercando subito quel secondo orgasmo che, con un culo come il suo sotto di me, non tarda ad arrivare. Solo dopo un lungo attimo di pausa, mentre il fiato torna regolare, mi sfilo lentamente.
Gli porgo il mio membro vicino alla bocca. Senza farselo chiedere lui lo pulisce completamente, con una naturalezza che smentisce anni di "solo attivo". E bravo il mio macho: un altro pezzo pregiato che entra ufficialmente nella mia collezione di attivi che si sono fatti scopare.
Mentre si riveste, torna la maschera. Mi guarda quasi imbarazzato e prova a giustificarsi: "Guarda, è la prima volta... giuro, non mi era mai successo prima, è che tu...".
"Sì, sì, certo", penso io sorridendo tra me e me mentre lo accompagno alla porta.
Ci salutiamo con un cenno veloce e lui esce, scomparendo nel corridoio. Mentre chiudo la porta a chiave e torno in cucina a finire quel caffè ormai freddo, scuoto la testa. Mi chiedo perché debbano sempre inventarsi una scusa, un'eccezione o un "non l'ho mai fatto" solo per non far capire che gli piace il cazzo. In fondo, è un piacere come un altro e piace a tutti se fatto con la persona giusta.
Poco male. Sarà per la prossima volta, per il prossimo "attivo vero" da smascherare e scopare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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