Gay & Bisex
L'amico frustrato
06.11.2025 |
7.741 |
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"Le sue mani si spostarono sulle cosce dell’uomo, stringendole con forza, come se volesse possederlo completamente..."
Dario si lasciò cadere pesantemente sul divano di Gianni, il suo corpo alto e imponente sembrava occupare quasi tutto lo spazio disponibile. I suoi 190 centimetri di altezza e i 100 chili di muscoli tesi tradivano la frustrazione sessuale che aveva accumulato negli ultimi mesi. La sua espressione era un misto di stanchezza e desiderio represso, mentre i suoi occhi scuri fissavano Gianni, l’unico amico che sembrava capire davvero cosa stesse passando. Dario era un uomo di poche parole, ma il suo corpo parlava per lui: la camicia sbottonata rivelava un torace glabro e potente, mentre i suoi pantaloni aderenti lasciavano intuire una protuberanza che non passava inosservata.Gianni, con un sorriso malizioso che gli illuminava il viso, creò un’atmosfera intima e rilassante. Accese qualche candela profumata, mise della musica chillout e abbassò le luci, lasciando che la penombra avvolgesse il divano.
“Rilassati, Dario,” sussurrò. “Stasera ti faccio dimenticare tua moglie e la sua avarizia sessuale. Non capisco come possa negare il sesso a un maschio come te”. Le parole di Gianni suonarono come una promessa di sollievo. Dario era stanco di sentirsi ignorato, di desiderare qualcosa che sua moglie sembrava non volergli più dare.
L’uomo annuì e con un gesto lento e deliberato iniziò a sbottonarsi i pantaloni, rivelando il suo cazzo imponente, già barzotto e pulsante. La sua pelle era liscia, priva di peli, e il pene sembrava perfetto per il suo grande corpo, un monumento alla sua mascolinità. Dario sospirò, lasciandosi andare al momento senza farsi problemi, desiderando solo un po’ di sollievo.
Gianni si inginocchiò davanti a lui. I suoi occhi scuri brillavano di eccitazione, mentre le sue mani si posavano sulle cosce robuste di Dario, saggiandone la consistenza. Afferrò il cazzo di Dario con entrambe le mani. Lo strinse con fermezza, sentendo la durezza del pene contro i suoi palmi. “Un vero cazzone,” sussurrò ammirato. Dario ne fu compiaciuto, il suo corpo già teso per l’eccitazione.
Gianni avvicinò il viso, annusando il profumo maschile di Dario, prima di allungare la lingua e leccare il glande, gustando il sapore dell’uomo. Poi aprì la bocca e inghiottì il pene, facendolo scomparire nella sua cavità calda e umida. Dario gemette di piacere. “Che bocca calda!”, esclamò. Gianni sorrise con gli occhi, la sua bocca lavorava con una maestria che solo anni di pratica potevano dare. La sua lingua vorticava sul glande, stimolando ogni nervo sensibile, mentre le sue mani massaggiavano i testicoli del maschio, aggiungendo un’altra dimensione di piacere.
Il pompino di Gianni era profondo e avvolgente, il suo ritmo lento e deliberato, come se stesse assaporando ogni centimetro di quel cazzo imponente. Dario si lasciò andare, il suo corpo arcuandosi leggermente mentre il piacere lo travolgeva. “Non fermarti,” gemette, la sua voce rotta dall’eccitazione. Gianni aumentò il ritmo, succhiando con avidità, la sua bocca che si muoveva su e giù lungo il pene, creando sensazioni che faceva impazzire Dario. Le sue mani si spostarono sulle cosce dell’uomo, stringendole con forza, come se volesse possederlo completamente.
Dario sentì il piacere salire, un’onda inarrestabile che lo travolse. “Sto per venire,” ansimò, la sua voce un sussurro rauco. Gianni non rispose, ma continuò a succhiare, la sua bocca che lavorava con una dedizione assoluta. E finalmente Dario esplose. Il suo sperma caldo e denso schizzò nella bocca di Gianni, che ingoiò tutto con soddisfazione. Il sapore di Dario era intenso, maschile, e Gianni sorrise, sapendo di aver dato esattamente ciò di cui il suo amico aveva bisogno.
Dario crollò all’indietro, esausto e soddisfatto, il suo corpo che si rilassava per la prima volta dopo mesi.
Gianni si alzò, accarezzandogli il petto con un sorriso. “Ecco, Dario,” disse, la sua voce calma e rassicurante. “Ora sai che puoi avere questo tutte le volte che vuoi.” Dario sorrise, i suoi occhi che si chiudevano per un attimo mentre assaporava la sensazione di sollievo. “Grazie”, mormorò, “ne avevo proprio bisogno”.
Gianni si sedette accanto a lui, posandogli una mano sulla petto: “Tutte le volte che vorrai io sarò disponibile”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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