Gay & Bisex
Lo scacchista slavo
16.12.2025 |
3.601 |
9
"“Così, ” ringhiò Miroslav, afferrando i capelli di Giorgio con entrambe le mani..."
L’aria nella sala del torneo era carica di tensione, i giocatori prendevano posizione lentamente alle loro scacchiere, su cui luccicavano i pezzi di legno intagliato, perfettamente centrati nelle caselle bianche e nere.Giorgio, un giovane talento italiano di vent’anni, si sedette di fronte al suo avversario, Miroslav, un forte giocatore dell’Est Europa contro cui non aveva mai giocato e che era noto per il suo stile aggressivo. Non era un contendente temibile solo per la sua preparazione, ma, per Giorgio, anche per il suo aspetto fisico: alto circa 1 metro e 75 cm, Miroslav, circa trent’anni, emanava una virilità esplosiva, con la sua barba di tre giorni che incorniciava il bel viso tondo su cui spiccavano due occhi neri profondi, mentre il torace villoso, visibile sotto la camicia con le maniche corte sbottonata, manifestava espressamente la sua mascolinità, confermata da due braccia forti e pelose. Insomma, un vero maschio che avrebbe reso difficile a Giorgio restare concentrato solo sulla partita.
Dopo alcuni fugaci sguardi di studio tra i due, la partita ebbe inizio e benché Giorgio avesse il Bianco, lo stile attivo dello slavo cominciò ben presto a pressare l’italiano, che invece adottava uno stile più attendista e passivo. Giorgio non era calmo e lucido come al solito, doti che gli avevano consentito di ottenere belle vittorie, ma era distratto dall’uomo che fronteggiava.
Quando poi Miroslav si alzò dal tavolo per sgranchirsi, Giorgio andò in tilt alla vista delle sue gambe pelose e dei polpacci robusti sotto i pantaloni corti. La scacchiera era diventata un campo di battaglia secondario, la vera guerra si combatteva altrove. Giorgio cercava di concentrarsi, ma i suoi pensieri continuavano a vagare verso Miroslav, verso la sua presenza fisica, verso il modo in cui il suo profumo muschiato permeava l’aria.
Giorgio deglutì più volte nervosamente, il cuore gli batteva forte mentre cercava di ignorare il calore che si diffondeva sulle guance. Man mano che la partita procedeva, la situazione per il giovane italiano peggiorava sempre di più: i pezzi dell’avversario attaccavano da ogni fronte il Re bianco, che sembrava sul punto di capitolare. Poi, per un eccesso spavaldo di fiducia, Miroslav commise un’imprecisione e permise a Giorgio un controgioco che lo sorprese. Fu palesemente stizzito per l’errore commesso e sibilò, nella sua lingua, un “piccola puttanella italiana” che Giorgio capì, poiché masticava un po’ di slavo. Dopo un’altra ora di gioco tesa si arrivò a una posizione di parità e i due si accordarono per la patta con una stretta di mano, molle da parte di Giorgio, vigorosa per Miroslav.
Miroslav si alzò, il suo corpo possente dominava lo spazio, e si avvicinò a Giorgio con un sorriso malizioso. “Che ne dici di studiare insieme la partita con il computer? Se ti va raggiungimi tra mezz’ora nella mia stanza, la 123”, gli chiese. Giorgio fu colto di sorpresa e lo guardò, confuso ma eccitato. Non capiva se Miroslav stesse parlando solo di scacchi o di qualcos’altro, ma il tono della sua voce e il modo in cui lo fissava gli facevano pensare che non si trattasse solo di analisi scacchistiche.
“S-sì, certo,” balbettò, sentendo il sangue affluirgli alle guance. “Potremmo… potremmo farlo.”
Miroslav annuì soddisfatto. “Facciamoci una bella doccia e poi troviamoci”, gli disse lanciandogli un’occhiata allusiva.
Dopo mezz’ora Giorgio bussò alla porta di Miroslav, con il cuore che martellava
nel petto. La stanza era buia e calda, Miroslav lo attendeva seduto sul divano indossando solo l’accappatoio. Senza dire una parola, guardandolo maliziosamente negli occhi lo aprì con un gesto deliberatamente lento. Sotto, era completamente nudo, il suo corpo muscoloso e villoso esposto alla vista di Giorgio. Il suo cazzo, duro e venato, spuntava orgoglioso, già pronto per l’azione.
Giorgio rimase immobile, ipnotizzato da quella visione. Il suo sguardo scese lungo il corpo di Miroslav, soffermandosi sui suoi addominali scolpiti, sui peli che gli coprivano il petto e scendevano fino al pube. Il cazzo di Miroslav era imponente, la testa lucida e gonfia, le vene in rilievo lungo tutta la lunghezza dell’asta.
Giorgio sentì il desiderio attanagliargli lo stomaco.
Senza dire una parola, si mise in ginocchio, gli occhi fissi sul membro di Miroslav. Lentamente, avvicinò la bocca e con la lingua assaporò la pelle calda e setosa del membro dell’uomo. Il gusto di Miroslav era intenso, virile, e Giorgio non
poté fare a meno di mugolare sommessamente, il suono che si perdeva nel silenzio della stanza. Miroslav gli afferrò la testa con una mano, guidandolo con forza. “Succhialo,” comandò con voce rotta dal desiderio.
Giorgio obbedì, aprendo la bocca per accogliere il cazzo di Miroslav. La testa scivolò in basso, la lingua lavorò frenetica per stimolare ogni centimetro di pelle. Miroslav gemette, i fianchi che si muovevano leggermente, spingendo il suo membro più a fondo nella gola di Giorgio. Il giovane italiano ansimava, il naso sfiorava i peli del pube di Miroslav mentre cercava di prendere più cazzo possibile.
“Così,” ringhiò Miroslav, afferrando i capelli di Giorgio con entrambe le mani. “Sei bravo, piccolo italiano. Continua.”
Giorgio cercò di fare il possibile per far godere sempre di più Miroslav. La saliva gli colava lungo il mento, mescolandosi al sudore che iniziava a formare una lucida pellicola sulla sua pelle. Miroslav lo guidava con forza, il ritmo che diventava più incalzante, il cazzo che entrava e usciva dalla bocca di Giorgio con un suono bagnato. Ma Miroslav non volle fermarsi lì. Con un gesto deciso, lo spinse via, facendolo alzare in piedi. Lo girò e ammirò il culo sodo del ragazzo. Giorgio sentì un brivido percorrergli la schiena, il desiderio che gli attanagliava i sensi. Miroslav gli afferrò i fianchi, le dita si insinuarono sotto l’elastico delle mutande, tirandole giù con un gesto brusco.
“Ti voglio scopare”, sussurrò Miroslav, con un tono che non ammetteva rifiuto. Con un dito, iniziò a penetrare Giorgio lentamente, preparandolo per ciò che stava per arrivare.
Giorgio gemette, il corpo teso dall’eccitazione. Il dito umido di Miroslav scivolava dentro di lui, allargando il suo buco per prepararlo al cazzo che avrebbe presto riempito il suo spazio. “S-sì,” ansimò, i pugni stretti ai lati del corpo. “Ti prego…”
Miroslav sorrise, un sorriso predatorio che gli illuminò il viso. Si posizionò dietro Giorgio, il cazzo lucido di saliva, e lo afferrò con una mano, guidandolo verso il buchetto palpitante. Con delicatezza ma con fermezza lo penetrò, il membro pian piano scivolò dentro Giorgio facendolo gemere di piacere. “Che bel culetto caldo!”, commento il maschio, gustando il piacere della penetrazione. Inizialmente si mosse piano, avanti e indietro, avanti e indietro, affondando sempre più a ogni spinta e fermandosi in fondo per sentire e far sentire tutto il suo cazzo dentro. Giorgio era in estasi, si sentiva posseduto e dominato da quel maschio che sembrava capire esattamente di cosa avesse bisogno.
Si abbandonò totalmente a Miroslav chiedendogli di farlo suo, di non smettere, di possederlo. Lo slavo vedeva il suo cazzo possente scomparire e riapparire dal buco del maschietto, che sembrava non averne mai abbastanza. Ora lo prendeva con forza, i suoi fianchi si muovevano come un martello pneumatico. Entrava e usciva con un ritmo incalzante, ogni spinta aumentava il piacere. Giorgio si aggrappava al letto, il corpo scosso da brividi di godimento, mentre Miroslav gli sussurrava parole sporche nella sua lingua. “Puttanella”, “Ti piace il cazzo slavo”, “Troietta”, “Il tuo culo è mio, piccolo italiano.”
Giorgio continuava a gemere, il piacere gli travolgeva i sensi. Il cazzo di Miroslav lo riempiva completamente, ogni spinta lo portava più vicino all’orlo del godimento. “S-sì…” ansimò. “Sono tuo…”
Miroslav afferrò i fianchi di Giorgio con entrambe le mani, i suoi movimenti diventarono sempre più affamati. “Voglio sentire il tuo culo stringermi mentre vengo,” ringhiò con voce roca per il desiderio. E poi, con un ultimo colpo potente, esplose dentro di lui.
Giorgio, stimolato dal cazzo pulsante di Miroslav, raggiunse l’orgasmo poco dopo, il suo seme schizzò sul pavimento mentre il suo corpo sussultò di piacere.
I due rimasero intrecciati, con i respiri affannosi che si mescolavano.
Miroslav restò contro la schiena di Giorgio, come un leone dopo l’accoppiamento. Poi gli accarezzò il corpo con inattesa tenerezza, gli girò la testa e le loro bocche si unirono in un bacio lungo, caldo, appassionato.
torneo scacchi doccia albergo stanza 123 orale rapporti anali dominazione giovane adulto maschio muscoloso
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Lo scacchista slavo:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
