Gay & Bisex
ricordo di una calda estate
09.08.2025 |
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"Un pizzo e due occhi azzurri mi colpirono subito e osservai che anche lui aveva un corpo niente male..."
Era l' ultima settimana del mese di giugno, e ritornai a casa dopo 6 mesi di ateneo a Pisa.Passo circa una settimana con mia madre e poi parto per la Calabria dove avevamo una modesta casa che usavamo per le ferie estive e a volte quelle natalizie. La mamma mi avrebbe raggiunto ad agosto, quindi avevo due mesi da stare da solo.
Decisi di non portarmi molte cose, solo qualche giacca per la sera e molti indumenti da spiaggia.
La spesa l'avrei fatta nel negozio del paese. Arrivai la sera tardi e cenai con dei panini che mi ero portato da casa e andai a letto stanco del viaggio, mi addormentai subito.
L'indomani per prima cosa decisi di ordinare la casa e di andare a fare un pò di spesa.
Il negozio era abbastanza fornito, presi quello che mi serviva e mi avviai alla cassa per pagare. Alla cassa c'era un uomo che parlava con la proprietaria del negozio. Mi sorrisero tutti e due e mi chiesero se ero in vacanza. Spiegai loro la mia situazione e l'uomo mi disse che lui abitava nella casa vicino la mia e se avessi avuto bisogno di qualcosa potevo tranquillamente chiedere a lui.
Lo guardai con più attenzione e devo dire che lo trovai estremamente eccitante. Altezza media, spalle larghe, pelle abbronzata, e un corpo molto muscoloso, non da palestra certamente, ma da lavoro manuale. Insomma un bel toro, credo che avesse minimo una cinquantina d'anni. Mi disse che si chiamava Mario.
Ringraziai, e prese le mie cose mi avviai verso casa.
Mi misi a lavorare e a fine mattinata decisi di andare al mare.
Mi misi un costume e mi avviai, e dopo circa 20 minuti arrivai in una bellissima spiaggia deserta, penso per via della stagione.
Stetti fino a ora di cena. Tornato a casa decisi di farmi una doccia. Con mia amara sorpresa scoprii che non c'era acqua calda. Provai a vedere la caldaia, ma non capivo molto e dopo un pò di prove capii che non sarei riuscito da solo a risolvere. Chiamai mia mamma che mi disse di rivolgermi proprio a quel Mario che avevo conosciuto che mi avrebbe aiutato a risolvere il problema.
Mi sembrò una bella coincidenza. Avrei avuto l'occasione di rivederlo da vicino .....
Mi avviai e arrivato alla casa provai a chiamare e dopo poco vidi spuntare da dietro la casa un altro uomo, più o meno coetaneo di Mario, che mi chiese chi cercavo e cosa volevo. Gli spiegai la faccenda della caldaia. Lui mi disse che non c'era ma che sarebbe tornato a momenti e che lo avrebbe avvisato di tutto. Nel frattempo ebbi modo di osservarlo e anche lui mi eccitava molto. Aveva la camicia aperta con una bella pancia in vista. Si accorse che lo stavo guardando e mi sorrise.
Io ringraziai e mi avviai verso casa in attesa che Mario arrivasse. Mentre mi preparavo un caffè sentii qualcuno che bussava. Aprii e lo vidi davanti la porta. Era ancora più attraente della mattina, forse per via dell’abbigliamento che gli metteva in risalto le cosce e un pacco che non si poteva non notare.
Gli strinsi la mano, lo ringraziai e gli rispiegai la questione della caldaia. Lui mi disse subito che sapeva di cosa si trattava e che lo avrebbe aggiustato facilmente. Si mise subito al lavoro e nel frattempo preparai il caffè anche per lui.
Il lavoro in effetti durò pochi minuti e ci potemmo godere il caffè insieme. Poco dopo disse che per essere certi era meglio provare la doccia, così da controllare la temperatura dell’acqua calda. Mentre lo diceva mi guardava sorridendo.
Probabilmente non ero stato bravo a nascondere il mio squadrarlo dalla testa ai piedi continuamente, soprattutto concentrandomi su quel pacco che nascondeva un cazzo da belle dimensioni. Lui si alzò, e cominciò a spogliarsi togliendosi la camicia e i pantaloni così da farmi vedere meglio le dimensioni del suo cazzo, e si capiva che era già barzotto. Io lo guardavo inebetito e così lui prese l’iniziativa e mi prese quasi di peso e mi spinse verso il bagno dove togliendosi anche gli slip cominciò ad entrare in doccia. Era proprio un vero toro e soprattutto cominciò a toccarsi con naturalezza provocandomi. Si passava le mani su quel corpo statuario e mi invito' a entrare nella doccia. Così mi spogliai e mi avvicinai. Avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa, ed era quello che volevo, essere alla mercé di un uomo che poteva usarmi a suo piacimento.
Cominciò a insaponarmi, prima con le mani e poi con tutto il corpo stringendomi e toccandomi da tutte le parti, soprattutto il culo. Lo faceva con forza, passandomi ripetutamente una mano sul buco del culo e con l’altra cominciava a stuzzicarmi i capezzoli sino a stringerli. Aveva capito perfettamente che ero pronto a farmi fare di tutto.
Infatti cominciò a dirmi cose del tipo “lo sapevo che avevi voglia di un uomo, ti ho sgamato subito, di piccole troie come te me ne sono inchiappettato tante”. Nel frattempo cominciò a infilarmi due dita nel buco del culo, e a girarle stimolandomi con grande maestria. Rideva e mi infilava le dita sempre più in fondo. Mentre era dietro di me che mi teneva e mi stringeva sentivo il suo cazzo che spingeva sulla mia coscia e cercai di guardare quanto era diventato. Vedevo poco, ma vedevo certamente la cappella che era scura e soprattutto molto grossa. Si accorse che lo guardavo e mi disse “Dai, toccalo, tocca il cazzo che desideri tanto e che ti farà divertire come mai hai provato in vita tua….”. Così lo presi in mano e mi resi conto che era non solo lungo, cosa che avevo immaginato vedendolo già da molle, ma grosso di diametro e pieno di vene. Lo stringevo e lo carezzavo delicatamente per godermi quella sensazione.
Ad un certo punto tirò fuori le dita dal mio culo e mi disse di girarmi e di mettermi in ginocchio davanti a lui. Capii quello che voleva, lo feci subito. Di nuovo rise, rise della facilità con cui ubbidivo. Mi disse che sarei stato un ottimo schiavetto e che ci saremmo divertiti molto nei giorni seguenti, e non solo con lui…….. queste parole mi fecero per un attimo fermare, ma appena lo feci mi afferrò i capelli e mi guardò in viso dicendomi che non mi sarei tirato indietro di certo e che dovevo cominciare a succhiare quel cazzo maestoso. Iniziai, sapendo bene come fare, visto che avevo grandi esperienze, lo presi in bocca e cominciai a ciucciarlo e a cercare di farlo andare più dentro che potevo, anche se la dimensione mi faceva venire i conati. Lui non sembrava preoccuparsi, anzi, più io tossivo, più lui tentava di spingere dentro.
Improvvisamente mi prese di peso e mi portò sul letto e mi distese a pancia in giù. Cominciò a leccarmi e a mordermi ovunque. Sul collo, nelle spalle, nella schiena, sul culo, tra le gambe, i piedi, facendomi ogni tanto gridare dal dolore. Ma sapeva che nessuno ci avrebbe sentito e quindi continuava e io lo lasciavo fare.
Mi strusciava sopra, facendomi sentire il suo corpo massiccio sopra. Poi ricominciò a infilarmi le dita nel culo, questa volta iniziando direttamente da tre dita.
Poi mi girò di lato e ricominciò a infilarmi il cazzo in bocca. Devo dire che era bellissimo vederlo sopra di me, con quel corpo meraviglioso che si muoveva dentro la mia bocca. Mi disse che per questa volta mi sarebbe venuto in bocca e che alla prossima mi avrebbe riempito il culo con la sua sborra. Disse che la prima sborrata è sempre la più abbondante e voleva farmi vedere quanta ne era.
Detto ciò mi ordinò di succhiare i suoi coglioni, uno ad uno, viste anche le dimensioni non sarebbero entrati tutti e due insieme in bocca. Mentre lo facevo lui si menava il cazzone e mi ordinò di segarmi. A me in fondo non interessava molto, godevo già così, ma non potevo disobbedire all’uomo che stava diventando una specie di padrone per me. Così cominciai a menarmi il cazzo che diventò poco a poco duro. Mi disse di aspettare che lui cominciasse a sborrarmi in bocca e sul viso prima di venire che così avrei goduto di più.
Obbedii e al suo segnale accelerai e venni sulla mia pancia, mentre i suoi gemiti mi fecero capire che stava per venire dentro la mia bocca. La spalancai e sentii il primo getto che centrò in pieno la bocca sino alla gola e da lì in poi sembrava non smettere più. Era tanta che la bocca si riempì e lui cominciò a spruzzarmela in viso. Era una sensazione fantastica, anche perché sembrava non finire mai di spruzzare sborra bianca e densa e con un sapore che mi piaceva moltissimo.
Appena cominciò a smettere di spruzzare me lo rinfilò nuovamente in bocca e ricominciò a scoparmi la gola facendo dei grugniti di godimento sempre più forti.
Poi fece una cosa che non mi sarei mai aspettato da quel maschio. Tirò fuori il cazzone dalla mia bocca, si distese sopra di me infilando il cazzone che aveva ancora una bella consistenza tra le mie cosce e si avvicinò alla mia bocca e sentii le sue labbra che si aprivano sulle mie sporche del suo sperma. Le mie labbra si aprirono e la sua lingua entrò a cercare la mia.
Mi leccò a lungo sino a quando sempre disteso su di me non cominciò a rilassarsi e rimase così per un bel po’. Era una sensazione fantastica averlo sopra e chiusi nuovamente gli occhi per godermi quel momento.
Dopo un po’ si riprese e si alzò, staccandosi da me. E mentre si avviava nuovamente alla doccia mi disse “Gino aveva ragione. Mi ha detto che quando sei venuto a cercarmi lo hai guardato con uno sguardo da vera troia e che di sicuro ci saremmo divertiti molto con te” Io chiesi cosa voleva dire, e chi era Gino, anche se avevo capito doveva essere l’altro toro che avevo visto a casa sua la mattina. Mario mi guardò e sorridendo mi disse che l’avrei capito presto.
Appena uscì dalla casa mi guardai e mi accorsi che ero ancora pieno del suo odore e dei suoi umori. Decisi di dormire con quell' odore addosso. E mi addormentai. Fu bello svegliarsi e sentire il suo odore, quell'odore di maschio su di me e ancora con gli occhi chiusi toccarmi e ricordare quel piacere che mi aveva dato nel farmi sentire una vera troia mentre mi possedeva e godeva di me e su di me.
E mentre mi toccavo pensavo alle parole che aveva detto, a quello che avrei scoperto rispetto a Gino che avevo incontrato a casa sua. Dopo un poco decisi di farmi una doccia e di andare al mare.
Anche stavolta non c'era nessuno sulla piccola spiaggia e decisi che potevo fare il bagno nudo per sentirmi più libero.
Nuotai a lungo e fu molto piacevole sentirmi parte della natura. Uscendo dal mare e mentre mi asciugavo vidi non lontano una macchina ferma, con i finestrini abbassati e un braccio muscoloso che usciva dal finestrino. Non capivo chi fosse alla guida e così non ci feci più caso e mi avviai verso casa.
Quando arrivai davanti la porta prima di entrare rividi quella macchina che passava dal vialetto che avevo in comune con la casa di Mario. Pensai che magari qualcuno era andato a fargli visita e entrai in casa per farmi una doccia e cenare.
Notai che l'acqua faceva nuovamente gli scherzi e alternava quella calda con improvvisi getti di acqua fredda.
Capii che si era nuovamente guastata la caldaia, magari Mario non l'aveva aggiustata bene per una ragione ben precisa.
Per quella sera decisi che non avevo voglia di uscire e andare a chiedergli nuovamente un "intervento".
Andai a letto dopo cena e un poco di tv., magari l'indomani la caldaia avrebbe funzionato.
Svegliato preparai un caffè, feci colazione e provai la caldaia che, nemmeno a dirlo, non funzionava.
Provai a chiamare casa di Mario, ma nessuno rispose e mi rassegnai ad andare di persona a vedere se c'era qualcuno.
MI avvicinai e chiamai, e anche questa volta l'unico che si presentò al mio chiamare fu l'altro uomo, quel maschio che mi aveva accolto la prima volta e che anche questa volta era a torso nudo ed eccitante.
Lo salutai e gli dissi il motivo della mia visita. Lui si mise a ridere e mi disse che Mario era proprio una schiappa ad aggiustare le cose. Mi propose di entrare per un caffè che aveva appena preparato e che poi sarebbe venuto lui a controllare il guasto, se volevo. Accettai e mentre entravamo mi disse di chiamarsi Guido. Quel Guido, pensai.
Quella informazione mi metteva a disagio, anche se la curiosità di capire cosa poteva succedere mi spingeva a rimanere.
Entrai e mi misi seduto mentre lui versava il caffè.
Si sedette accanto a me, sul divano, e mentre bevevamo il caffè mi guardava sorridendo. Ero curioso e risposi al sorriso, aspettando di capire che succedeva. Non dovetti aspettare molto. La sua mano cominciò a toccarmi il collo, quasi un massaggio, ma sempre con più forza, sino ad infilare la mano sotto la maglietta e sempre più giù. La sua mano aveva una pelle ruvida che al tocco mi eccitava non poco. Dopo un poco le mani erano diventate due e mi abbracciava da dietro dopo che mi aveva sollevato e messo sulle sue gambe. La maglietta volò via e sentii il contatto con il suo petto, il suo pelo, i suoi capezzoli che erano duri e grandi. Improvvisamente mi afferrò il viso, infilando le sue dita nella mia bocca, e immediatamente cominciai a succhiare le sue dita grosse e ruvide, come se fossero dei cazzi che mi fottevano la bocca. La cosa lo eccitò, visto che da sotto cominciavo a sentire dei movimenti, come un qualcosa che si ingrossava e che premeva le mie chiappette.
Sentivo che l’eccitazione cresceva e improvvisamente Guido fu come se subisse una trasformazione. Cominciò a toccarmi dappertutto e mi sollevò come se fossi senza peso. Mi strappò i pantaloncini e cominciò a mordermi il culo, alternando leccate sul buco e morsi anche vicino le palle. Faceva male, ma non volevo smettesse. Capì che mi piaceva e cominciò a farlo su tutto il corpo. Le braccia, il collo, i capezzoli che leccava, tirava, mordeva. Decisi di provare a fare qualcosa anche io e lo toccai prima sulle cosce di marmo, poi sulle spalle enormi, poi sul petto peloso e muscoloso. Gli piaceva e mi lasciava fare, ma fu quando gli toccai i capezzoli che capii cosa voleva. Glieli tiravo e mugolava. Glieli leccavo e mi stringeva i coglioni. Glieli mordevo e mi afferrò la testa e cominciò a darmi il ritmo che voleva lui. Da quel momento in poi prese in mano la situazione e cominciò a darmi degli ordini, con una voce dura, di quelle che non ammettevano rifiuti o dubbi. Si doveva ubbidire. Cominciò anche a insultarmi. “Troietta che non sei altro. Ti piace succhiarmi i capezzoli, vero? Lo senti come sono duri e lunghi? Ti piace leccare? Lecca, succhia, che poi passiamo ad altro”. Non sapevo se avere paura o lasciarmi andare. Non sapevo dove voleva arrivare, ma ….. il gioco mi piaceva e capivo che il ruolo di troietta sottomessa mi piaceva. Dopo un po’ mi prese la testa e mi aprì la bocca, prima infilando nuovamente le dita, sino in gola, poi sputandomi dentro una gran quantità di saliva. Mi ordinò di non ingoiare, che mi sarebbe servita per farlo godere….
Capii cosa intendeva appena mi prese la testa tra le mani e si alzò. Vidi per la prima volta in primo piano il suo cazzo. Se mi era sembrato grosso quello di Mario, questo era veramente impressionante. Non era solo lungo, ma era veramente grosso di circonferenza. Mi disse di prenderlo in mano e mi ci vollero tutte e due le mani per prenderlo. Ma la cosa impressionante era la durezza che nonostante la lunghezza e la grossezza aveva raggiunto. Mi disse di cominciare a leccarlo “Leccalo, come se leccassi un gelato. Dal basso verso la punta. Ecco, così brava”. Lo leccai, sapeva di piscio, e ancora una volta la cosa mi eccitava. Lo leccai per un po’, poi mi fermò e cominciò ad infilarmelo dentro la bocca. Per quanto allargassi la bocca non era facile. Ma lui cercava di farlo arrivare più in fondo che poteva. Ne fece entrare una metà, e cominciò a scoparmi, tenendomi ferma la testa e guardandomi in faccia. Vedevo la goduria nei suoi occhi e mi piaceva che ero io a farlo godere.
In effetti quest’uomo era molto più rude e violento di Mario, e pensai per un istante cosa sarebbe stato essere nelle mani di tutti e due insieme, accelerò la scopata nella mia bocca, anche grazie alla saliva che producevo oltre quella che avevo già da prima. Ad un certo punto mi disse “Preparati, rilassa la gola e ingoia tutto, altrimenti ti faccio vedere le stelle”. Un urlo animalesco mi annunciò l’arrivo della sua sborrata. Allontanò un poco il cazzone e cominciò a sborrare a ripetizione sperma caldo e molto denso che mi entrava in bocca, depositandosi sulla lingua. Il sapore era molto acre, ma sapevo che dovevo ingoiare, anche per non affogare. E allora mi concentrai e leccavo e ingoiavo, mentre lui continuava a sborrare senza sosta. Fu tanta la sborra che uscì da quel cazzone. Non so dire quanta, ma mi sembrò un’infinità. Io ingoiavo e ingoiavo e lui continuava a sborrare. Gridava quasi mentre lo faceva, e mi teneva la testa ferma.
Finalmente sembrò che la sborra finisse, ma il cazzo, naturalmente era sempre durissimo. Tolse il cazzone dalla bocca e mi guardò. Mi prese nuovamente di peso e sentii la sua potenza fisica di maschio dominante a cui mi ero abbandonato. Mi portò fuori, nel magazzino dove c’era un materasso, evidentemente era dove dormiva lui.
Mi buttò sopra e si spogliò completamente. Era magnifico vederlo nudo, con il cazzo ancora duro e lungo. Mi mise a pancia in giù e si distese sopra di me infilando il cazzo tra le mie gambe che teneva strette tra le sue. Sentii il suo peso su di me. Mi disse “Ora dormiamo un po’. Poi proviamo un altro gioco…… magari nel frattempo arriva Mario!”. Dopo un poco sentii che il peso aumentava e che il respiro si faceva robusto. Si era addormentato su di me, e io chiusi gli occhi godendomi quella situazione
Sentire il suo peso sopra di me era magnifico. Sentivo che dormiva, ma sentivo anche che il suo cazzo non si era ammosciato. Era ancora duro tra le mie gambe. Quella sensazione era magnifica, era quasi come se mi possedesse di nuovo. Credo che anche io mi addormentai, avvolto da quel corpo e da quel pelo.
Dopo non so quanto tempo mi svegliai, forse perche' si muoveva sopra di me mentre dormiva. In realtà non era lui a muoversi, ma qualcuno che cercava di svegliarlo.
Pensai immediatamente a Mario, ovviamente, ma sentii più di una voce e capii che doveva esserci qualcun altro con lui.
Stetti fermo ad aspettare e a capire che sarebbe successo.
Guido si svegliò e sempre stando sopra di me e con il cazzo in mezzo alle mie cosce si voltò a guardare chi c'era. Sorrise e salutò Mario e l'altro uomo che era con lui. Non potevo vederlo da come ero messo, sentii solo la sua voce che mi fecero pensare ad una persona straniera visto l'accento Guido si alzò, e sentii il suo cazzone che mi lasciava.
A qual punto potevo girarmi, ma aspettai per capire cosa succedeva.
I tre si misero a parlare, o meglio Guido raccontò cosa era successo poco prima, dicendo a Mario che aveva ragione, che avevo una bocca e un culo fantastico, che ero una vera troia e che si capiva che ci si poteva divertire seriamente.
A quel punto Mario si avvicinò a me e cominciò a toccarmi, mostrando al terzo uomo il mio culo, aprendo il buco con due dita e carezzandolo, mentre cominciava ad infilare due dita dentro.
Mi voltai e vidi il corpo bellissimo di Mario vicino a me, a petto nudo e a piedi scalzi. I pantaloni stretti mostravano un cazzo già grosso, ma tanto lo conoscevo e sapevo quanto era bello.
Voltandomi ancora vidi il terzo maschio. Dall'aspetto e dall'accento sembrava slavo. Capelli biondi ma cortissimi, quasi rasati. Un pizzo e due occhi azzurri mi colpirono subito e osservai che anche lui aveva un corpo niente male. Si vedeva poco ancora, aveva una felpa, ma prometteva molto bene.
Mentre Mario infilava sempre più in fondo le sue dita nel mio culo, Ion (così capii che si chiamava) cominciò a spogliarsi. Godevo delle dita nel culo, e godevo anche a vedere un altro bel maschio nudo davanti a me.
Era più basso di loro, ma molto ben fatto e piu' giovane. Al contrario dei due, che avevano una muscolatura naturale e frutto di lavoro, lui doveva essere un frequentatore di palestra. Le sue braccia erano molto grosse e i muscoli erano impressionanti, quasi quanto una mia coscia. Petto muscoloso tranne attorno al cazzo dove una folta peluria bionda coronava un cazzo veramente largo soprattutto alla base. Era grosso, molto, e mediamente lungo. Ma soprattutto grosso e con molte vene in rilievo. E ancora non era duro. Immaginai che sarebbe stato doloroso essere fottuti da un cazzo del genere, ma pensai che doveva essere anche bellissimo. La cappella era grossa e scura. Insomma un altro bel cazzone a mia disposizione.
Diego nel frattempo si era ripreso e li vidi tutti e tre intorno a me. Si guardarono, sorrisero e cominciò un gioco che vedeva me al centro e loro che avrebbero goduto di me. Mario, sempre con la mano dentro il mio culo, cominciò a baciarmi, infilando la sua lingua nella mia bocca e rovistandoci dentro. Nel frattempo sentivo varie mani che mi toccavano.......
Dopo un poco oltre alla lingua di Mario sentii qualcos'altro. Era il cazzo di Diego che finalmente potevo riassaggiare. Iniziò a scoparmi la bocca mettendosi sopra di me, sentivo l'odore e il peso dei suoi coglioni sul mio naso. Era magnifico, soprattutto quando sentii che una bocca calda avvolgeva il mio cazzo. Non sapevo chi fosse, ma immaginai che fosse Ion, visto che la mano di Mario continuava a rovistarmi il culo. Dopo un poco Il cazzo che avevo in bocca mi lasciò e anche la bocca che mi succhiava si staccò. Ion si presentò davanti a me e cominciò a strusciare il suo cazzone sulla mia bocca. era diventato duro e come immaginavo mostruoso. Cominciò a forzare la mia bocca, e io cercai di aprirla il più possibile. La cappellona entrò, ma ci stava a malapena. Cominciò a cercare di entrare di più, ma non di molto.
Da sotto sentivo delle mani forti che mi spostavano le gambe aprendomi il culo e una lingua che cominciava a leccare e insalivarmi. La sensazione era stupenda.
Dopo che Mario mi aveva ben insalivato il buco, mi sollevarono quasi di peso e mi impalarono sul cazzone di Guido che si era disteso sotto di me. Entrò di colpo, facendomi emettere un ruggito soffocato dal cazzo di Ion che era tornato a cercare di scoparmi la bocca.
Sentivo il cazzone dentro e le braccia di Guido che da sotto mi tenevano mentre mi scopava sempre più forte. Ad un certo punto rallentò, spingendolo tutto dentro. Pensai che volesse darmi un momento di tregua, ma mi sbagliavo. Anzi.....
Avevo tre cazzi che mi facevano godere e che godevano di me. Tre signori cazzi.
Ion continuava a forzare la mia bocca e pezzetto dopo pezzetto ne aveva infilato quasi metà. le sue vene le sentivo con la lingua ed era eccitantissimo. IL cazzone di Guido continuava a sbattermi e quello di Mario si alternava a quello di Ion.
Avrei voluto che quella situazione non finisse mai, ma sentivo dai loro sospiri e dalle pulsazioni dei loro cazzi che a breve sarebbero esplosi e mi avrebbero fatto assaporare la loro sborra sia in bocca che in culo.
E fu così. Improvvisamente sentii un calore nel culo e capii che stava venendo dentro di me. Improvvisamente sentii anche un primo spruzzo in gola, Ion fu il primo, poi a seguito Mario.
Diego usci' da dentro il mio culo e si avvicino' alla mia bocca. Nel frattempo Ion era uscito, lasciando la mia bocca apertissima, visto il diametro del suo cazzo.
Fu un'esplosione continua. Chi centrava la mia bocca, chi invece spruzzava sperma sul mio collo, sulla mia faccia. Insomma mi stavano coprendo di sperma caldo. E non sembravano smettere. Non vedevo più nulla. Ma ero felice.
Dopo un poco sembrava che finalmente si fossero svuotati.....
Si lasciarono cadere sul letto accanto o sopra di me. In particolare notai che Mario si lasciò cadere dietro di me, abbracciandomi e infilandomi di nuovo il suo cazzone nel culo. Mi disse che aveva goduto tantissimo e che ero proprio la sua troia ideale. E mentre me lo diceva sentivo il suo cazzo che entrava sempre più in profondità e dopo poco un calore continuo dentro di me. MI stava pisciando dentro il culo, tenendomi stretto per non farmi scappare e per non farne uscire una goccia.
Una sensazione bellissima, gia' provata anni prima, ma che mi e' sempre piaciuta riceverla da maschi porci come lui.
Dopo essersi svuotati dentro e sopra di me riversando litri di sborra, uno di loro, Mario, mi aveva nuovamente inculato e aveva pisciato dentro di me, tappandomi il buco con il suo cazzone per evitare che uscisse. Restammo per non so quanto tempo così. Diego e Ion, dopo essersi lavati, si rivestirono e dandomi una pacca sul culo se ne andarono.
Cercai di muovermi, ma a parte il peso del corpo di quel maschio su di me, avevo dolori dappertutto, anche se le sensazioni che avevo provato erano state fantastiche.
Mario mi sentì muovere e mi afferrò tenendo sempre il suo cazzone dentro di me, si alzò e mi spinse verso quella specie di bagno che si trovava lì accanto per farmi svuotare l'intestino. Mi sedetti sulla tazza e svuotai il mio sfintere di sborra e piscio..
Uscimmo a distenderci al sole completamente nudi. Mario mi chiese sorridendo se volevo che riparasse nuovamente la caldaia o se preferivo usare la sua doccia, ci pensai e capii che per il momento mi andava bene così. Andare a casa di Mario per fare la doccia aveva dei vantaggi non indifferenti.
In ogni caso lo salutai e andai a casa mia per riposare un poco. IL giorno dopo ritornai da lui dopo la spiaggia e mi offri il pranzo, dopo mi porto' a letto e mi ruppe di nuovo il culo. Questa volta pero' volle pisciarmi in testa e sul corpo, lo accontentai anche perche' piaceva molto anche a me. Rimasi a casa sua anche per cena durante la quale mi fece sapere che Guido era il suo scopamico e Ion era un lavoratore stagionale a cui piaceva anche di prenderlo in culo. Inutile dire che furono due mesi di continue threesomes e foursomes e assistetti anche a Ion che veniva inculato da Mario mentre io gli facevo un bocchino. Poi ad agosto Mia madre venne a passare le ferie con me e dovevo fare i salti mortali per prendere un poco di cazzo.
L'anno successivo ritornai e andai in cerca di Mario ma venni a sapere che si era trasferito in Puglia, ma ritrovai Diego che fu ben felice di rivedere me e il mio buchetto di culo.
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