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tradimenti

il pescatore calabro


di pirlino
17.03.2026    |    208    |    0 8.0
"La stanza si riempì di gemiti che si mescolavano al rumore della bufera che si stava scatenando fuori..."
Mi masturbavo mentre li guardavo. Lei con le cosce spalancate e con le gambe allacciate al dorso dell’uomo che la stava montando con vigore.
In quella stanza sconosciuta echeggiava il cigolio del letto e dettava il tempo ai gemiti dei due e alle parole oscene che uscivano dalla bocca di Angela, mia moglie.
Io spettatore eccitato, osservavo come un automa, il grosso cazzo di lui che spalancava a dismisura la fica di mia moglie. Nell’aria l’odore di sudore si mescolava al profumo di Angela. Nessuno di noi era completamente nudo. L’uomo si era abbassato i pantaloncini ma indossava ancora la sua canottiera arancione. Mia moglie, tolto il pareo, aveva il minuscolo perizoma che certo non ostacolava la penetrazione. Io ero vestito con addosso i miei bermuda a fiori e la camicetta.
Quella situazione era nata per puro caso anche se avevamo in passato fatte simili esperienze.
Quella sera era di Sabato ed Angela era particolarmente euforica, allegra, eccitata. Avevo prenotato un tavolo ad una festa sulla spiaggia e a lei, la cosa era piaciuta molto. Quei giorni di vacanza nella nostra casetta sulla costa calabra ci avevano caricato e li vivevamo intensamente. Senza i figli, che avevano preferito lasciare con i nonni, ci sentivamo liberi e la cosa ci eccitava molto. Quella sera prima di uscire guardai con ammirazione mia moglie che aveva dato libero sfogo alla sua indole esibizionista. Angela, a 34 anni, era al culmine della sua sessualità e della sua bellezza. Diciamo pure che, mia moglie, ha sempre avuto il fisico da modella, seni non troppo grossi, culo sodo e cosce lunghe, era una donna sexy. Dopo la nascita del secondo figlio aveva cominciato a prendere la pillola e la cosa aveva aumentato il desiderio di entrambi. A lei piaceva molto sentire il mio e di altri seme che la inondava e questo a me dava grande appagamento.
Arrivati alla sagra ci incamminammo verso i posti assegnanti a noi
I tavoli erano disposti in quattro file su un’ampia terrazza dalla quale scendeva una scala che arrivava sulla spiaggia e lì le coppie ballavano. Dal nostro tavolo si sentiva il rumore del mare che si confondeva con la musica dell’orchestrina che suonava.
Cenammo con portate di pesce che ci mise sete e quindi, in poco tempo, ci scolammo una bottiglia di vino in due. Quando comparve l’uomo e si sedette nel tavolo di fronte al nostro, Angela era già un poco brilla. Lui era con due amici e fece educatamente un cenno di saluto al quale Angela rispose con entusiasmo e con un sorriso invitante e malizioso.
L’uomo era una persona matura e avrà avuto sui 60/65. Era un pescatore che vedevamo ogni mattina al porto durante le nostre passeggiate. A volte era impegnato a pulire le reti vestito di stivali e grembiule di gomma gialla, altre volte serviva direttamente il pesce a chi lo comprava e allora era a torso nudo. Lui aveva una grande ammirazione per Angela che chiamava “ bella signora” e la riempiva di complimenti. Nonostante l’età era un bell’uomo, muscoloso col petto ricoperto di peli bianchi che risaltavano sui pettorali abbronzati. Quando compravamo da lui aggiungeva sempre qualcosa in più come omaggio alla “bella signora”.
Quella sera il caso aveva voluto che l’uomo capitasse proprio davanti a noi e cominciò tutto uno scambio di sguardi, sorrisi e accavallamenti di gambe da parte di mia moglie che sicuramente avevano messo in mostra il minuscolo perizoma. Sinceramente gradivo molto quello spettacolo e la cosa faceva piacere a lei, e pensavo anche che, in fondo tutto sarebbe finito lì. Mi sbagliavo. Ad un tratto l’uomo si alzo e si avvicinò al nostro tavolo. Si rivolse a me dicendo: “Le dispiace se faccio qualche ballo con sua moglie?”. Non feci in tempo a rispondere che Angela era già in piedi. “Andiamo dai, lui non è geloso...anzi!”. Si tolsero entrambi gli zoccoli e, scalzi si avviarono verso la scala. Li vidi scendere la scalinata che portava alla spiaggia per poi scomparire in mezzo alla folla danzante. Con una certa angoscia dovetti aspettare almeno una mezzora prima che tornassero. In fondo quell’uomo era quasi uno sconosciuto. Fu quindi un sollievo quando li vidi apparire e venire verso il tavolo. Angela era sorridente e ansimante. Lui la teneva teneramente abbracciata per la schiena. Notai subito i capezzoli duri di lei e il rigonfio esagerato nei bermuda di lui. Mi chiesi cosa fosse successo nel frattempo e mi diedi mille spiegazioni diverse. “Beh com’è andato il ballo” dissi sentendomi ridicolo. “ Ci siamo presentati….lui si chiama Manolo.” poi verso l’uomo “ mio marito si chiama Enzo” e scoppiò a ridere. .
Era ormai mezzanotte, il vento era aumentato e sul mare, minacciosi lampi temporaleschi.
“E’ ora di andare amore” dissi. “Ah, volevo farvi una proposta, Angela mi ha detto che avete la casa poco lontano dalla mia e allora perché non entrate un attimo ad assaggiare la mia grappa fatta in casa?!” Stavo per declinare quell’invito quando intervenne lei “Eh siiii dai, è vero amore che accettiamo!!???” Mi sentii impotente, senza forza di reagire e volontà di insistere nel rifiuto anche se la cosa mi attirava.
La casa di Manolo era effettivamente sulla nostra strada. Dal viale si staccava, per un centinaio di metri un sentierino in fondo al quale apparve la luce esterna di una piccola vecchia casa. Durante il percorso lui aveva sempre tenuto Angela allacciata dietro la schiena e capii che la mano dell’uomo accarezzava ogni tanto le natiche di mia moglie. Entrammo in quella che doveva essere la cucina e anche un luogo per qualche riposino vista la presenza di un divano su cui Angela, sempre ansimante e piena di ebbra allegria, corse a sedersi mentre Manolo mi porse una sedia e mi invitò ad accomodarmi. Subito dopo scomparve da una porticina sul lato della stanza e riapparve con in mano una bottiglia di liquido trasparente. Prese tre bicchieri da una credenza e li riempì per metà porgendoli ad ognuno di noi per poi sedersi sul divano accanto ad Angela. Buttai per un attimo lo sguardo tra le cosce di mia moglie e notai che il perizoma si era ritirato al centro lasciando scoperte, ai lari, le labbra della fica. L’uomo alzò il bicchiere e propose un brindisi alla nostra amicizia. Bevve tutto d’un sorso e ormai fuori controllo e senza alcuna preoccupazione per la mia presenza, rovesciò Angela all’indietro sul divano e, chinandosi su di lei cominciò a baciarla facendola gemere e ansimare. Guardai provando una inaspettata eccitazione e comincia a massaggiarmi il cazzo fuori dai miei bermuda. I due cominciarono una specie di lotta fatta di baci furiosi e palpeggi. Ad un certo punto Manolo si alzò e si sfilò i pantaloncini mettendo in mostra il suo membro. Sicuramente le dimensioni erano notevoli, ma ciò che faceva più effetto era la grossa cappella e la sua rigidità. Quel cazzo era durissimo, minaccioso e ricurvo verso l’alto. Contrastava anche il colore bianco di tutto il ventre con l’abbronzatura del resto del corpo. L’uomo si inginocchiò accanto al letto, sfilò l’ormai inutile perizoma di mia moglie e si tuffo tra le sue cosce aperte cominciando a leccarla. Sapevo che amava quella pratica e infatti cominciarono i tremori di quelle belle cosce, un segno che stava raggiungendo l’orgasmo. La stanza si riempì di gemiti che si mescolavano al rumore della bufera che si stava scatenando fuori.
Dalla mia posizione privilegiata vedevo le dita dell’uomo dilatare le labbra del sesso della mia donna per potervi infilare una o due dita mentre la lingua si occupava del foro più piccolo. La cosa durò qualche minuto sino a quando Manolo non si stese completamente su mia moglie strofinandolo il suo palo sul ventre. Fu allora che lo implorò di montarla. Non ne poteva più, aveva voglia di sentirlo dentro. A quel punto, l’uomo lasciò la presa e alzandosi in piedi disse “Non posso… ho troppa voglia...non ho un preservativa e ho paura di venirti dentro.” “Mia moglie prende la pillola...”dissi. “...alla troia piace sentile la sborra che schizza contro l’utero!!”.
Dopo le mie parole Manolo non disse nulla, riabbracciò mia moglie e ricominciò la lotta erotica sino a quando vidi la manina di Angela intrufolarsi tra i loro corpi, impugnare il cazzo dell’uomo e posizionarlo all’imbocco della fica. Mi fece un certo effetto vedere quella mano dalle unghie dipinte di rosso vermiglio impugnare la verga nodosa dell’uomo. La scena era sconvolgente. Manolo voleva entrare dolcemente in lei, ma lei, in preda al desiderio, gli andò incontro infilandosi completamente in solo colpo. Era fradicia di umori e l’uomo non fece alcuna fatica ad entrare. Manolo restò immobile per almeno un minuto temendo di godere troppo presto. Guardai quei due corpi con ammirazione. Mia moglie stringeva con le cosce il torace dell’uomo e con le caviglie allacciate dietro la sua schiena con la piccola rosa tatuata in bella evidenza. Manolo, nonostante l’età era perfetto. Vedevo le sue natiche muscolose, sode, contratte e bianche come il latte mentre la schiena era abbronzata dal sole. Il suo cazzo era completamente piantato nella fica depilata, aperta, dilatata mentre le palle dell’uomo, gonfie, erano appoggiate alle sue natiche.
Quando Manolo decise di cominciare a muoversi lo fece piano, con dolcezza. Vedevo l’asta lucida entrare ed uscire e sentivo mia moglie gemere. I due sessi uniti erano uno spettacolo e decisi di estrarre anche il mio, accarezzandomi piano. I due si baciavano scambiandosi le lingue. Angela si teneva stretta al torace dell’uomo e lo accarezzava piano. Dopo circa 10 minuti vidi le sue cosce cominciare a tremare e capii che stava godendo. Fu allora che Manolo decise di intensificare i colpi e allora quella che era un dolce massaggio di una monta. Vidi Angela godere di nuovo andandogli incontro col ventre ad ogni colpo dell’uomo mentre i gemiti si erano tramutati in vere e proprie urla. Anche Manolo cominciò ad emettere grugniti e capii che stava ormai per godere.
Il suo cazzo cominciò ad uscire ricoperto dal liquido bianco del suo sperma e, man mano che montava, si trasformava in una candida schiuma. Angela era fuori controllo, urlava e si dimenava fino a quando, i due, rimasero immobili, ansimanti, sfiniti. Non volli godere. Smisi di accarezzarmi e riposi il mio cazzo, durissimo, all’interno dei bermuda. Quando Manolo estrasse il suo cilindro di carne dal sesso di mia moglie, rimase per un attimo unito a lei da un filo di sperma. La fica di mia moglie rimase spalancata e lucida, mi guardò con un sorriso, sussurrandomi “Ti amo!”. Manolo si rialzò. Dal bagno, prese delle salviette e le porse a mia moglie. Il suo cazzo era ancora in piena erezione e ricoperto di sperma. Si ripulì a sua volta e mi chiese se volevo ancora un po’ di grappa. Restammo ancora per un ultimo drink, e dopo una ventina di minuti, Manolo ricomincio' di nuovo ad accarezzare mia moglie, la quale si abbasso' e gli prese il cazzo il bocca, facendogli un bocchino fino a farlo sborrare sul suo viso e sul collo. Il vecchio ora era completamente sfinito. Manolo si rivesti', mentre Angela si ricomponeva alla meglio. L’orologio appeso al muro indicava le due. Ci salutammo. Angela lo baciò di nuovo con la lingua, promettendogli di ritornare prima che ritornassimo a casa ed uscimmo. Fuori c’era il finimondo. Soffiava un vento forte e fulmini ovunque. Dapprima camminammo speditamente ma alla prima goccia cominciammo a correre. Angela rideva come una pazza, dicendo che sentiva lo sperma di Manolo uscire ancora da lei. Arrivammo a casa, e appena dentro, mi abbracciò e ci baciammo. Con la mano scese ad accarezzarmi il cazzo stupita che fosse ancora durissimo. Non le dissi che non avevo ancora goduto. Lei si abbassò e lo prese tra le labbra. Dopo un attimo godetti intensamente imbrattandole la bocca e il viso. Lei si alzò e volle baciarmi. Dopo aver goduto, Sonia fece la doccia prima di me e si buttò nel letto. Quando la raggiunsi dormiva. Mi ritrovai di nuovo eccitato e tentato dalla voglia di masturbarmi. Non lo feci e dopo un po’ anch’io mi addormentai. Per le tre rimanenti sere tornammo da Manolo per assaggiare la sua grappa e per mia moglie riprendere il suo cazzo sia in fica che in culo che gli concesse nell ultima sera come regalo.
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