Gay & Bisex
una vacanza ad Ischia
13.05.2026 |
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"La fronte, gli occhi, le labbra, le guancie, fino al collo muscoloso e alle spalle..."
Tutto cominciò una calda mattinata ad Ischia.Avevo preso in affitto un appartamentino vicino la spiaggia. Ero in spiaggia, me ne stavo al solito all’ombra a leggere... ma spesso e volentieri alzavo gli occhi dal libro per osservare qualche bell'imbusto in spiaggia che sfoggiava il suo fisico. E quella mattina era proprio una mattina fortunata. A circa venti metri da me era sdraiato un figo di circa 35/40 anni da far rizzare anche i peli del cazzo. Era disteso a pancia in su, con le gambe muscolose leggermente sollevate. Sentii qualcosa gonfiarsi nel costume e una serie di emozioni mi assalì improvvisamente e dovetti spostare lo sguardo per evitare di farmi scoprire. Per tutta la mattinata continuai a sbirciare nella sua direzione ogni qualvolta giravo le pagine del libro. Ma verso le undici all’ennesima sbirciatina ebbi un tuffo al cuore: se n’ era andato! Non c’era più neanche la sua roba. Cominciai a chiedermi se magari si fosse accorto dei miei sguardi e si fosse infastidito. Verso l’una pranzai in spiaggia ancora pensieroso e per distrarmi trascorsi due ore a fare le parole crociate. Seguì un delizioso bagno a causa del gran caldo durante il quale cercai comunque qualche addominale scolpito o qualche sedere mozzafiato, ma nulla reggeva il confronto con l' uomo di quella mattina. Verso le cinque e mezza cominciai a prepararmi e lasciai la spiaggia. Dopo un caffè al bar tornai al mio appartamento singolo per la cena. Quella sera mi preparai una buonissima pasta alla scogliera, col pesce comprato poco prima in pescheria. Dopo aver finito di cenare, aver lavato i piatti e riordinato la stanza( incredibilmente dopo solo tre giorni che ero li era già un casino !) decisi di andarmi a fare un giro e prendermi magari un gelato. Percorsi i due chilometri che mi separavano dal centro ed entrai nell’ affollatissimo viale. Mentre camminavo davo un occhiata alle vetrine e ai bar per vedere se ci fosse un posto libero dato che erano tutti pieni. Mi ero ormai quasi deciso ad entrare in un bar, quando vidi che nel bar precedente era seduto in un tavolino all’ angolo proprio lui, l'uomo di quella mattina. Il mio cuore si fermò, ma ricominciò subito a battere sempre più velocemente. Con finta disinvoltura mi sedetti al tavolo affianco al suo..era a circa due metri da me e mi era di fronte. Dovevo tentare il tutto per tutto … tanto non avevo nulla da perdere … e qualcosa altro premeva nei miei pantaloni affinché facessi qualcosa. Mentre sfogliavo il menù delle bibite, alzai un attimo lo sguardo e rimasi senza fiato: era seduto elegantemente sulla poltrona, aspettando pazientemente che il cameriere venisse a servirlo. I sue occhi azzurri, profondi, intensi, osservavano ciò che lo circondava e la sua espressione era di calma e tranquillità. Indossava una maglietta monotematica grigia a maniche corte( anzi cortissime) e abbondantemente scollata e aderente, che lasciava più che intravvedere i pettorali e delineava i suoi addominali. Sotto portava un paio di bermuda di jeans chiare. Ai piedi scarpe di tela sportive ma che allo stesso tempo facevano il loro effetto. Sapevo che dovevo agire, e in fretta. Preso un po’ di coraggio , dopo aver schiarito ridicolamente la voce, gli dissi: ”Ciao! Mi sembrava di averti visto in spiaggia stamattina … mi sbaglio?” e subito mi sentì uno stupido per la stupida domanda che stupidamente avevo fatto. Ma quello gentilmente mi disse che si , stamattina era in spiaggia e incredibilmente mi fece segno di accomodarmi al suo tavolo. Stupefatto, ma felice mi sedetti di fronte a lui cercando di non andare in iperventilazione. Lui non se ne accorse e cominciammo a parlare. Chiese il mio nome e mi disse che si chiamava Mattia. Mi spiegò che quella mattina era rimasto poco in spiaggia perché doveva andare al lavoro. Gli chiesi cosa facesse e mi rispose che portava, col furgone, la frutta e la verdura a negozi e alberghi. ”mi scusi desidera?” il cameriere stava aspettando l’ ordinazione. Io presi un acqua e menta, lui una pesca-lemon. Cominciai a raccontargli della mia vita, gli dissi che ero in ferie per una settimana qui e che vivevo in un appartamento a due chilometri dal centro. Lui mi spiegò che faceva la stagione e aveva il suo appartamento a poche centinaia di metri dal viale. Dopo aver pagato stavo per proporgli di andare a fare un giro in viale, quando lui con una voce leggermente diversa da solito mi chiese se volessi salire da lui. Ennesimo tuffo al cuore: non potevo rinunciare a un’ occasione del genere ! Accettai un po’ timoroso e lui mi fece strada per una via laterale. Dopo pochi minuti di cammino, durante i quali mi raccontò qualcosa della sua vita ( aveva 41 anni. Non era sposato e abitava nel lazio, arrivammo di fronte a una palazzina costruita di recente, entrammo e salimmo in ascensore. Io cercai di non guardarlo per non saltargli addosso. Avevo così voglia di cazzo, l’ascensore si fermò al quarto piano, Mattia uscì, tirò fuori le chiavi dell’ appartamento e aprì la porta. E solo allora mi accorsi: aveva un culo pazzesco, da favola! Alto, sporgente, tondeggiante, sodo e muscoloso. I miei occhi erano incantati su quel paradiso. Cercando di distrarmi, lo seguii in casa, ma appena entrai mi invase una gioia improvvisa. L appartamento era abbastanza grande: cucina, un bagno, salotto con divano letto, una camera e la terrazza. Lui entrò in salotto e si accomodò su una poltrona e mi fece segno di sedermi sull’altra. Mi offrì qualcosa da bere ma dissi che ero a posto. Gli domandai cortesemente se potessi usare il bagno e lui mi accompagnò nella stanza sulla destra. Mi chiusi in bagno e tirai un sospiro di sollievo. Ora arrivava la parte più difficile ma anche la migliore! Mi asciugai dalla fronte il sudore e mi sistemai i capelli. Aspettai un attimo per calmarmi e poi uscìi dal bagno e mi diressi nuovamente in salotto. Ma lui sulla poltrona non c’era più. Spostai lo sguardo e lo vidi disteso sul letto appoggiato con la schiena allo schienale. Aveva tolto solo le scarpe e i calzini. Lo guardai un po’ perplesso ma lui mi fece segno di avvicinarmi. Appena mi sedetti mi disse:” Lo so che mi desideri. Te lo leggo in volto. Hai voglia di me, del mio cazzo”. Io imbarazzato non seppi che rispondere. Lo guardavo con aria da scemo, ma sapevo che le sue parole erano vere e mi era impossibile negarle. Ma lui continuò:” Ma sei fortunato, perché non posso certamente lasciarmi sfuggire un bocconcino così bello e prelibato come te”. A quelle parole io non ci vidi più e gli saltai letteralmente addosso. Ma lui fu più svelto di me e mi blocco:” Ah con calma con calma, abbiamo tutta la notte” e rise dolcemente. Cominciò allora ad allentare la presa e ad avvicinarmi lentamente a se. Mi distesi sul suo corpo e lui mi abbracciò con dolcezza. Quando fui completamente disteso, infilai la mano sotto la maglietta. Delicatamente sentii i suoi addominali duri, poi i pettorali fino ai capezzoli e così via su e giù. Lui intanto non era rimasto con le man in mano e me le aveva infilate entrambe sul retro dei pantaloni massaggiandomi il mio bel culetto. Cominciai a togliergli la maglietta scoprendo i sui muscoli eccitanti. Mi avvicinai a lui e toccandogli con le mani i bicipiti duri e forti lo baciai delicatamente sulle labbra. Ne esplorai ogni parte e penetrai con la lingua nella sua bocca e lui nella mia. Lo volevo, lo desideravo. Ma tutto ciò non mi bastava, non ci bastava. Lui tolse anche la mia maglia e vide che anch’io avevo un bel fisico … non come il suo, ma niente male. Ci mettemmo entrambi in ginocchio e gli sbottonai i pantaloni e glieli sfilai pian piano e lui fece la stessa cosa con me. Aveva dei boxer a strisce nere e grigie chiare super sexy che definivano il profilo di un grosso pacco. Del culo neanche parlarne. Preso dall’istinto gli infilai la mano dentro e palpai più che potevo quel paradiso. Lui mi sussurrò all’orecchio” Non hai ancora visto tutto. Avrai anche di meglio”. E in quel momento si sfilò le mutande e rimase completamente nudo sul letto. Due coglioni grossi come palle di natale abbellivano il tronco d albero che si ritrovava tra le gambe. Era lungo almeno 17 cm e non era completamente eretto. Si appoggiò allo schienale e il cazzo si appoggiò anch’esso sulla sua coscia raggiungendone quasi la metà.Allora anch’io mi sfilai le mutande: ora potevamo davvero iniziare. E con voce da guerriero lui mi disse:” Ora non si gioca più. Ora si fa sul serio. Ora si tromba.” Si mise in ginocchio e mi prese con le mani la testa e me la schiacciò contro il suo cazzo. Io aprii voglioso la bocca. Quell’ asta di ferro che si trovava tra quei suoi enormi coglioni mi entrò tutta in bocca. Sapore di cazzo mi invase e io iniziai a succhiare prima solo la cappella, leccandogliela bene con la punta della lingua e facendolo eccitare a tal punto da minacciarmi di togliermelo dato che rischiava di venire, poi presi tutta l’ asta in bocca e la succhiai per bene. Sentivo il sangue pulsare nelle grosse vene di quella bestia che mi violava la bocca. Le mie labbra la lasciavano entrare e uscire. Mattia con movimenti duri e rapidi del bacino me lo infilava e me lo sfilava godendo come un porco. Ansimava e respirava profondamente. Intanto le mie mani esploravano ancora il suo paradiso, massaggiandolo e palpandolo. Continuai a spompinarlo per un bel po’ di tempo. Il suo cazzo era durissimo. Ogni tanto si fermava a riprendere un po’ di fiato e mi lasciava tutto il cazzo in bocca. Io me lo toglievo dolcemente e cominciavo a succhiargli i grossi coglioni partendo dal basso e li prendevo tutti in bocca. Il suo sorriso di piacere era indescrivibile. Poi ricominciava e mi sparava di colpo il suo cazzo in bocca. Alla quarta volta mi accorsi che si stava rizzando, se possibile, ancor più e la bocca di Mattia si stava aprendo in un sorriso magnifico, mentre teneva gli occhi chiusi. Il suo respiro si fece ancora più affannoso, la velocità del suo bacino aumentò. Sapevo che stava per arrivare. Lui mi disse:” Tieniti pronto! Sborro come un elefante”. E un attimo dopo una tale quantità di liquido caldo, denso, dolce, invase la mia bocca. Lo assaporai piano mentre scendeva nella mia gola. Era puro piacere. Era come il polline per le api, come l' ambrosia per gli dei. Inghiottìi tutto e con la lingua ripulì ogni centimetro di quell’asta d’ acciaio, di quel cazzo enorme. Non riuscivo a crederci. Quello strafigo di un Mattia mi aveva riempito per bene! Ma lui con tono severo e autoritario mi disse:” Pensi che sia finita? Pensi di essertela cavata con un semplice pompino? Ti sbagli caro. Io sborro anche quattro volte di seguito. E oggi potrei anche stabilire un mio nuovo record. Ho una voglia di trombare che difficilmente si placherà.” Questa era musica per le mie orecchie. Non vedevo l’ ora di ricominciare. Mattia mi afferrò subito per i fianchi , mi fece mettere a quattro zampe sul letto , mentre lui rimase in ginocchio. Avevo capito perfettamente le sue intenzioni. E non ne ero spaventato, per nulla. Cominciò a palpare il mio culo, le sue mani erano forti, possenti e lo perlustravano ed esploravano con piacere. Poi avvicinò al mio bel buco un suo dito e lo infilò per metà. Io non provai nessun dolore. Poi arrivò il turno della lingua. Morbida , umida, mi eccitava incredibilmente e penetrava di una parte il mio culo. Quando pensò che fosse giunto il gran momento mi disse:” Cercherò di fare piano. Avvertimi se senti troppo dolore. È diverso dagli altri che ti hanno sfondato, se ti hanno sfondato. È grosso. Molto grosso. E il tuo culo è perfetto”. Rassicurato da queste parole mi preparai a prenderlo tutto. Sentì la cappella che si strofinava sul mio buco prima di entrare. Era enorme, grossa, pulsante. Mattia sospirando cominciò a lavorare di bacino. La sentii entrare piano. Mattia ogni qualvolta mi sentiva gemere leggermente si fermava e tornava di poco indietro. Piano piano dopo la cappella entrò anche l asta dura come il marmo. Capì che era arrivato il capolinea quando il dolore arrivò al culmine e quando senti i suoi grossi coglioni sbattermi sul culo. Mattia gemeva dal piacere. Il dolore passò e mi pervase il piacere. Allora il cazzo cominciò ad uscire e a rientrare con prepotenza. Mattia aumentava ogni volta la velocità. Era uno stantuffo. Dentro e fuori, dentro e fuori. Sentivo quel bastone scorrere nel mio culo, le vene pulsare e il fiato di Mattia sul mio collo. Lui teneva una mano sul mio culo e di tanto in tanto lo schiaffeggiava mentre l’ altra era approdata al mio cazzo e lo segava piano . La sua mano era calda, morbida, ma la presa era una morsa d’ acciaio. Segava divinamente, con colpi regolari e precisi. Poi rallentò e la cosa non mi piacque molto, volevo il suo nettare anche nel culo! Lui uscì completamente, mi prese di forza, mi girò a pancia in su, mi appoggiò allo schienale del letto e mi divaricò le gambe. Il mio cazzo durissimo stava ritto davanti a lui. Lui a sua volta divaricò le gambe e prendendomi per i piedi me li appoggiò prima sulle sue grosse palle … poi sulle spalle possenti. Mi avvicinò a se e da quella posizione mi infilò in culo il cazzo e riprese a stantuffarmi. Ora potevo vederlo direttamente in faccia. I suoi occhi mi stregavano e ancor più il suo sorriso di immenso piacere. Lo stavo soddisfacendo parecchio! Aveva dei denti bellissimi, bianchi , allineati e sfoggiava un sorriso da orgasmo. Da quella posizione riusciva a segarmi ancora meglio, mentre il suo cazzo continuava a entrare e uscire dal mio buco . Godevo come un maiale e lui lo sapeva e continuava a ripeterlo. Si dice che l' orgasmo di un maiale duri moltissimo. Ecco in quel momento non mi sarebbe dispiaciuto esserlo. Come già sperimentato poco prima il suo cazzo cominciò a rizzarsi sempre più. Sentivo al suo interno come se scorresse oltre che sangue un'altra sostanza. Lui mi vide sorridere e sorrise a sua volta, eccitandomi ancor di più. Mi disse:” ora vedrai quanto saprò soddisfare la tua fame di sperma anche nel culo. Anche se ho già sborrato oggi, ne ho tanta nelle palle. Non ti deluderò , non ti preoccupare”. E io di certo non mi preoccupai.
Vidi che improvvisamente trasse un grosso respiro, serrò i denti e incredibilmente raddoppiò la velocità. Smise di segarmi( anche perché rischiavo di venire prima io di lui) e mi afferrò con entrambe le mani le ginocchia e le strinse a sé. Le mie gambe toccavano i suoi pettorali e le cosce sfioravano gli addominali duri come il cemento . Il suo cazzo dentro di me sembrava un carro armato. E in quel preciso istante il carro armato sparò. Mi sentii in paradiso. Sborra a fiotti usciva dalla cappella dentro di me e mi invase. Era calda e incredibilmente tanta, nonostante fosse la seconda volta che veniva. Mattia smise di serrare i denti e sul suo volto si distese un sorriso trionfante. Mi aveva soddisfatto per la seconda volta. Profumo di sperma fresco invase nuovamente la stanza. Mattia stava già sfilando il cazzo dal mio buco , ma io lo fermai e gli dissi di aspettare un attimo: la sensazione del suo cazzo dentro di me era irresistibile. Sentivo che si ammosciava, mentre quel nettare caldo rimaneva ancora al mio interno. Quando fu moscio del tutto Mattia lo sfilo e mi chiese di ripulirlo. Io accettai volentieri. Non era un vero pompino. Non doveva sborrare di nuovo, quindi andai lento e ripulii tutto con la lingua, desideroso ancora di quel miele. Quando ebbi finito Mattia si gettò su di me, sul mio petto, e ci limonammo duro per parecchi minuti. La sua lingua era un trapano e vogliosa dello sperma che ancora c era nella mi bocca. Lo prendeva e lo assaporava anche se era suo e scherzosamente si vantava di avere lo sperma migliore di tutti. Io ridevo con lui felice. Poi lo girai e lo misi sotto di me. E cominciai a leccarlo tutto. La fronte, gli occhi, le labbra, le guancie, fino al collo muscoloso e alle spalle. Da li scesi ai pettorali, massicci desideroso però di arrivare agli addominali. Lui mi prese delicatamente la tasta con le mani , io cacciai fuori completamente la lingua e lui muovendomi la testa mi fece leccare quei muscoli da urlo. Ogni singolo centimetro di pelle era ricoperto dalla mia saliva e lui se la spalmava ovunque. La mia lingua solcava ogni singolo dislivello addominale fin dentro l ombelico. Raggiunsi anche i peli del pube e leccai anche tutta quella zona, ma lasciando per il momento riposare il suo cazzo, che aveva già dato ben due volte di fila. Era depilato completamente, eccetto alcuni peli virili sulle gambe e sulle palle e sul cazzo. Il resto era liscio e morbido eccetto una riga di peli scuri che partiva dall’ ombelico e arrivava fino al pube. Ogni qualvolta sfioravo con la lingua il cazzo Mattia gemeva e mi chiedeva nuovamente di spompinarlo. Ma io non cedevo e ricominciavo a leccare, dicendogli si aspettare ancora un po’. Finita quella zona mi dedicai ai capezzoli. Erano grossi come piacciono a me e turgidi. Mi misi a cavalcioni su di lui e cominciai a leccarglieli. Lui ansimava e godeva. La mia lingua girava intorno a quei capezzoli irresistibili, poi vi appoggiai completamente la bocca sopra e succhiai come un vampiro desideroso di sangue. Infine quando fui soddisfatto gli chiesi gentilmente di girarsi( dovevo chiedere tutto gentilmente perché sennò per gioco non mi ubbidiva e non ero abbastanza forte per oppormi ai suoi muscoli) lui si mise a pancia in giù. Il suo culo perfetto sovrastava ogni mio altro pensiero. Ma dovevo resistere ancora un attimo. Era perfetto in ogni singolo punto. Allora mi distesi su di lui … il mio cazzo sulla sua schiena e cominciai dalla nuca a leccarlo con la punta della lingua. Lentamente percorsi la spina dorsale. Potevo contare le vertebre che la mia lingua sfiorava. Lui era eccitatissimo e mi chiedeva di continuare. A metà schiena già ansimava. Gli piaceva un casino. Ma il bello arrivò quando la mia lingua sfiorò il fondoschiena. I miei occhi erano puntati sul suo culo come dei riflettori. Non riesco a descriverlo meglio. Neanche la fotografia sarebbe in grado di farne una copia perfetta. Era inumano, ecco! E la mia lingua non si fermò a indugiare, ma andò diretta al punto. Presi le sue maestose, possenti, deliziose chiappe con le mani e le leccai tutte da cima a fondo. Mattia godeva e mugolava piano. Cominciai anche a mordergliele dolcemente ma con avidità. Il mio cazzo ora non ce la faceva più. Mentre Mattia aveva sborrato già due volte, il mio sperma era ancora nei coglioni. Vedendomi indugiare comprese che avevo finito di leccarlo e di sbavargli addosso e non perse un secondo di tempo. Mi prese per il collo stringendomi duramente e mi disse all’orecchio: “ Il mio cazzo è di nuovo duro; e avrà pane per i suoi denti, puoi scommetterci”. E sorrise avidamente. Sempre prendendomi per il collo mi schiaffò il cazzo in bocca senza indugiare e si mise comodo pronto a godere e forse a una terza sborrata. Ma quella volta non andò solo come voleva lui. Lui era sdraiato e io lo spompinavo da davanti, guardandolo negli occhi. Decisi però di cambiare le cose e mi girai di scatto. Col busto arrivai sui muscoli di Mattia e gli piazzai il cazzo in bocca. Lui se lo tolse e ridendo mi disse:” un bel sessantanove eh? Ha buoni gusti questo maiale in calore!”e cominciò a leccarmi la mia asta di 18cm, ma bella grossa. Senti la sua lingua inumidire il mio cazzo che urlava di piacere. Che serata indimenticabile. Le vene del mio bastone pulsavano come non mai. I coglioni erano grossi, duri e Mattia me li prese tutti in bocca. Leccava incredibilmente bene. Non osavo immaginare quanti cazzi avesse già intrappolato nella sua rete. Sicuramente tanti, e fortunatamente il mio era uno di quelli. Con la punta della lingua lavorava sulla cappella penetrandola fino all’interno e assaporando le gocce di pre-sborra che la ricoprivano. Col resto della lingua avvolgeva il mio strumento di piacere. “ehi!” disse” il sessantanove si fa in due! Non è che perché ora ti spompino io tu non devi metterci del tuo!”. Aveva ragione : mi ero dimenticato del cazzo enorme che avevo in bocca. Allora volli riparare al piccolo torto che gli avevo fatto. Mi impegnai veramente e gli pompai il cazzo come non avevo mai fatto in vita mia. Lui in risposta mi morse l’uccello e io urlai di dolore, ma continuai a farlo impazzire dal piacere. Neanche un attimo di pausa ed era già di nuovo sopra. “ti ho detto che non ti saresti liberato facilmente di me. Devi soddisfarmi fino in fondo. O non te ne andrai”. Mi prese a sé, mi sdraiò prepotentemente sul letto e si coricò sopra di me. Era una sensazione piacevolissima. Sentivo il calore del suo corpo, il sudore dei suoi muscoli, il profumo di sperma che emanava. Ma la cosa migliore era il suo pacco che strusciava sul mio. Era come scopare. Con colpi forti del bacino ci strusciavamo eccitandoci a vicenda mentre limonavamo. Lui aumentò ancor di più il ritmo. Non sapevo come facesse. Aveva una forza strepitosa. Il suo cazzo era un martello pneumatico e strusciava sul mio pube fino circa all’ombelico. I suoi coglioni a contatto col mio cazzo. Aumentò ancor di più, implacabile, e un potente nuovo getto caldo mi ricopri gli addominali, dall’ombelico fino ai pettorali. “come un elefante? Neanche cento elefanti sborrano così tanto in così poco tempo!” esclamai. Lui rise e mi abbracciò forte. Il suo cazzo sembrava davvero una proboscide di elefante. “ e siamo a quattro!” mi disse “ancora una e stabilisco un mio nuovo record!” Entrambo ci addormentammo esausti, erano passate circa tre ore piene di puro sesso.Poi la sveglia trillò. “cazzo” urlò. Tra un’ora e mezza devo andare al lavoro. Mi sveglio' del tutto e di peso mi portò in bagno. Aprì l acqua della doccia e mi infilò nel box. Andò a pisciare e poi entrò con me. La doccia era incredibilmente spaziosa, con gli spruzzetti per l idromassaggio. Ci docciammo per bene, l acqua partendo dai suoi capelli delineava un percorso contorto tra i suoi muscoli fino ad arrivare ai peli del cazzo, dove rimaneva in parte intrappolata, in parte continuava il suo percorso. Io lo guardavo incantato. Il doccia schiuma era nell’ angolo in basso a destra. E io ne avevo bisogno. Senza pensarci mi chinai per prenderlo( che stupido , neanche i bambini ci cascherebbero). Lui mi sussurrò all’orecchio:” c è ancora un po’ di tempo, possiamo rimediare”. E me lo infilò dritto nel culo senza preavviso. Io urlai dal dolore e mi alzai di scatto. Allora lui mi sbatté con forza contro il muro e mi sollevò di peso. Eccitato, mi lasciai possedere da lui. Mi divaricò le gambe e me le appoggiò sui suoi fianchi a “V”, mi inclinò leggermente e mi infilò completamente il cazzo nel culo, più dolcemente di prima. Non avevamo molto tempo quindi da subito la velocità di penetrazione fu molto alta. Stringeva i denti per lo sforzo ma gemeva, sospirava e mugolava dal piacere. L acqua scorreva tra i suoi capelli e sul suo viso angelicato ma stravolto per lo sforzo. Il suo cazzo ora dava i primi segni di stanchezza e gli doleva. Il suo viso si contorse in una morsa di dolore misto a piacere e con un urlo mi empì nuovamente, senza pietà e mi strinse a se, pur rimanendo dentro di me. Era ormai stremato e stanco. Mi reggevo a lui stringendo le gambe sui suoi fianchi e le mani sul suo culo. Mi strinse al suo petto e mi sussurrò:” hai un culo da sballo”. Poi uscì e si sedette a terra, sul box della doccia a gambe divaricate e mi invitò a fare lo stesso. Misi le gambe sopra le sue, lui mi prese le mani e mi tirò vicino a sé. I nostri piedi toccavano le pareti opposte del muro. Il mio cazzo era a diretto contatto col suo. Ormai il suo era moscio ma aveva solo alcuni centimetri di differenza col mio che invece era durissimo e iperteso. Essendo il mio di 18 cm in tiro gli domandai la sua misura. “ 14cm da moscio e 20/21 cm da duro”. Io rimasi a bocca aperta come un pesce. Lui la ignorò e disse:” senti, non ho mai goduto così tanto come con te. Si alzò e disse:” ora sono completamente soddisfatto”. Si insaponò e si risciacquò e uscì dalla doccia. Indossò un paio di boxer sempre a righe che gli esaltavano ancor più il culo e delineavano le dimensioni del pacco. “ ora mi vesto e vado. Tu lavati e cambiati pure con calma e quando vuoi torna a casa.”. Detto ciò uscì dal bagno chiudendosi la porta alle spalle. Sentii che andò in camera a vestirsi e che chiuse infine la porta di casa. L ultima sua immagine che ricordo è di lui che esce dal bagno con quelle mutande a righe molto sexy e il suo culo che cattura la mia attenzione. Gli ultimi tre giorni della mia vacanza li passai a casa sua. Rimasi nudo per tutto il tempo che lui era con me, prendendomi quando voleva lui.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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