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Gay & Bisex

Ho trovato dove vendono carni e ortaggi


di pirlino
15.04.2026    |    134    |    0 9.2
"Nella bocca il suo cazzo era diventato duro come il marmo la sua rigidità mi sta indicando che stava per venire..."
Un giorno, parlando con un amico al bar, mi lamento dei prezzi esorbitanti della carne di manzo presso le vicine macellerie. Ed e' allora che mi fa sapere di conoscere una fattoria dove vendono dell ottima carne a buon prezzo, tutto certificato e legale. La seguente domenica decido di andarci, e trovo tutte le specie di carni a basso prezzo. La fattoria è molto grande, e il contadino, proprietario, è un cinquantenne, che abita nel vicino paese, tutti i giorni viene per accudire gli animali e curare l' andamento del negozio di vendita. Si mostra subito una persona molta disponibile e alla mano, per questo ci torno spesso anche per comprare frutta e verdura, oltre le carni. In poco tempo diventiamo amici. Marco è un uomo dalla corporatura forte e possente fatta con il lavoro nei campi. Un giorno, sorridendo mi dice " Vieni, ti faccio vedere qualcosa che ti divertirà ". Ci avviamo verso una stalla, e continuando aggiunge ."Oggi ho fatto portare il toro del mio vicino per fare montare la mia mucca". Entriamo nella stalla, e dentro un recinto ci sono una mucca che tenta di sfuggire in tutti i modi a un toro che la insegue con in mezzo alle zampe un pene eccitato lungo e grosso che rincorrendola gli sbatteva tra le zampe. Per me che ho sempre vissuto in città cose del genere non ne avevo mai viste, il toro, quando riusciva a bloccarla gli saltava con le zampe anteriori sulla schiena e qualche volta si e qualche volta no, infilava il suo enorme pene nella figa della mucca che magari stava ferma per un pò per poi ricominciare a scappare. Ridendo cominciammo a commentare quello che vedevamo, il grosso pene del toro, l'espressione della mucca quando il toro la penetrava. Tutti questi commenti mi facevano ridere, ma quelle scene oltre a farmi indurire il cazzo mi facevano sentire un piacevole prurito intorno al buco del culo, da quando ero a scuola media avevo preso il cazzo in culo e non lo nascondo che mi era piaciuto tanto, tanto che ho continuato a prenderlo negli anni a seguire. Senza farmi accorgere lancio uno sguardo verso la patta dei pantaloni di Marco, i pantaloni leggeri di cotone mostravano un bel bozzo, quindi anche lui era eccitato come lo ero io a vedere quella monta animalesca. Continuando a parlare e a guardare dentro il recinto, sento la mano di Marco che mi tocca le natiche, resto indifferente e lo lascio continuare, slacciando la mia cintola fa scivolare i miei pantaloni e gli slip verso il basso. Sento le sue mani callose accarezzarmi il culo senza dire niente, lui continua a massaggiarmi le natiche con il dito medio, si intrufola nel solco in cerca del mio buco, lo trova e lo spinge dentro, lo esce e lo rimette spingendo sempre più in fondo. Allora anch'io allungo la mano verso la sua patta che aprendola lascia scappare il suo cazzo che con la mano comincio a massaggiare come fa lui con il mio culo. Adesso stiamo zitti e ci massaggiamo a vicenda. Intanto nel recinto il toro aveva bloccato in un angolo la mucca e la stava montando di brutto. Improvvisamente Marco stacca la mia mano dal cazzo che si era più indurito, si posiziona dietro di me, mi mette le mani sulle spalle e subito al primo colpo centra il mio buco sbattendomi il suo bastone nel culo. Il mio "aaahhhh" risuonò nella stalla. "Scusami se ti ho fatto male, ma proprio non resistevo più, ed ho capito da tempo che ti piace prenderlo in culo". mi dice sussurrando. Tenendomi le spalle, dà dei colpi sempre più violenti spingendo il suo cazzo sempre più dentro il culo, tanto che sono costretto a tenermi al recinto, poi arriva il suo" Goooodoooooo, troiaaaaa". e nel mio culo si riversano fiumi di sborra calda che inondano il mio intestino. Finito l'orgasmo e tirato fuori il cazzo mi passo la mano sullo sfintere per verificare qualche danno, per fortuna non è successo niente, sento solo un gran bruciore. Dopo questa scopata molto animalesca la nostra voglia non è finita, Marco continuando a scusarsi mi dice " Voglio farmi perdonare, appoggiati al recinto". Eseguii quello che mi aveva detto mentre lui si inginocchiava e aprendomi le natiche cominciò a leccarmi il culo, la lingua passava intorno alla pelle del mio sfintere umidificandolo con la saliva e la punta spingeva dentro il buco entrando per qualche centimetro. In poco tempo tutto il bruciore era finito e come lo stava facendo mi faceva impazzire di piacere, poi mise la testa fra le mie gambe per arrivare al mio uccello che stava per scoppiare. Lo tenne in bocca per qualche minuto e non potendomi più trattenere gli sborrai dentro. Marco ingoiò tutto poi facendomi l'occhiolino mi disse "Mi hai perdonato ?". Tornò a leccarmi nuovamente il culo e adesso desideravo da matti ancora il suo bastone nel culo. "Marco, ti prego, ora mettimelo dentro". Mi abbassai e mi misi a quattro zampe aprendo le natiche sentendo la sua grossa cappella che spingendo lentamente stava per entrare di nuovo nel culo. "Ti sto facendo male ?" mi chiede," No, spingilo tutto dentro" rispondo. Sentivo il suo bastone entrare, questa volta lentamente nel culo, centimetro dopo centimetro, sembrava non finire mai, e solo quando sentii i suoi peli del pube toccare le mie natiche compresi che era entrato tutto. Non cominciò a pomparmi subito ma lasciò il giusto tempo affinchè il culo si adattasse al suo cazzo. Poi iniziò un lento e piacevole avanti e indietro, con Marco che con un ritmo lento mi stantuffava il culo, era un continuo piacere per me sentirmi svuotato e riempito dal suo bastone. Nel recinto, intanto, il toro aveva messo in un angolo la mucca e la stava montando nuovamente, io e Marco ci siamo eccitati ancor di più nel vederli, sento dai suoi movimenti e dalla durezza del suo cazzo che sta per esplodere. Si ferma un attimo per chiedermi " dove vuoi che ti sborri ?".Anche se mi aveva fatto male mi era piaciuto tantissimo ricevere la sua sborra nel culo, quel calore e quello spandersi dentro mi avevano dato grande piacere. per questo risposi ."Nel culo, la voglio nel culo. "Dando dei colpi ancora più forti e tenendomi forte per i fianchi partirono tantissimi schizzi di sborra, che come un fiume in piena mi inondano il culo straripando anche fuori. La sua sborrata è stata fantastica e per adesso aveva saziato la mia voglia di cazzo e sborra. Marco, durante l'orgasmo si era lasciato andare sulla mia schiena scaricandosi sino alla fine, lasciando il suo cazzo nel culo. Dopo qualche minuto anche lui esausto si alza da sopra di me e mettendosi in piedi vedo che sul cazzo gli sono rimasti gocce di sborra gli dico di avvicinarsi e le lecco tutte pulendogli per bene la cappella, anche se era poca l'ho trovata molto gustosa. Ma so di sicuro ci saranno altre occasioni per gustarmela ancora. Si era fatto molto tardi e dovevo tornare a casa, io e Marco ci saremmo rivisti, lasciando la stalla vediamo che il toro stava di nuovo riuscendo a montare la mucca.
Dopo quella prima scopata nella stalla sono ancora tornato nella fattoria di Marco facendo a volte anche del piacevole sesso insieme oltre che fugaci bocchini. Un giorno dopo avergli fatto un pompino molto intenso Marco mi dice " Sai, l'altro giorno ho parlato di te con un mio amico, anche lui amante dei culi maschili , lui ha 45 anni ed è sposato con una brava donna che non gli da' il culo, durante il liceo ha avuto l'occasione di inculare alcuni dei suoi compagni di scuola e da allora non ha mai smesso di incularsi frocetti e a volte anche delle trans. Gli ho raccontato di noi due, e anche lui vorrebbe scoparti. Te la sentiresti di farlo con me e lui ?". La proposta mi aveva colto di sorpresa, ci pensai un attimo e risposi - Certamente, facciamo domenica prossima. Domenica quando arrivai alla fattoria Marco ed il suo amico erano già lì che mi stavano aspettando. Marco mi presenta Carlo, lo guardo, e' un bel uomo, molto somigliante a lui, contadino anche lui, stessa statura e stesso corpo muscoloso ma i suoi muscoli, secondo me, erano dovuti più allo sport e alla palestra che al lavoro nei campi. Come per le altre volte che l'avevo fatto soltanto con lui Marco decide di farlo nella stalla. Entrati dentro Marco butta a terra la solita coperta e iniziamo a spogliarci, lancio una veloce occhiata al cazzo di Carlo per vederne le dimensioni, non essendo ancora in erezione mi è sembrato delle stesse dimensioni di quello di Marco, l'unica differenza che saltava ai miei occhi era il colore dei peli del pube, grigi/neri. Marco ridendo mi dice ."Dai, fai vedere a Carlo quando sei bravo con la bocca" . Mi inginocchia sulla coperta e prendo in mano i loro cazzi, li sego un pò e porto le cappelle in bocca. L'effetto si fa ben presto sentire perchè non riesco più a farle entrare insieme in bocca, allora Marco si scosta e lascia che mi dedichi solo al cazzo di Carlo. Cominciai così il mio lento lavoro di lingua e di bocca. Passo la lingua attorno alla cappella fermandomi sulla punta per picchiettarci sopra con la punta, ingoio e raccolgo i liquidi densi e trasparenti che escono dai forellini, scendo lungo tutta l'asta per poi risalire per ingoiarla tutto fino in fondo alla gola. La saliva comincia a ricoprire tutta la sua asta che guardandola adesso in erezione è dritta come un chiodo e non leggermente incurvata verso l'alto come quella di Marco. Scendo fine ai coglioni che metto in bocca una alla volta come volessi mangiare due ciliegie.- "Marco, sto frocio con la sua bocca mi sta facendo impazzire, neanche mia moglie e' cosi' brava. Me lo dovevi dire prima di come è bravo il tuo amico."." Lo so che è bravo ",rispose, "ma adesso lascialo lavorare che il seguito sarà ancora più bello." Il cazzo di Carlo mi stava veramente piacendo tantissimo, aveva un buon sapore, lo assaporavo come fosse un buon cannolo siciliano, per questo ci stavo mettendo il massimo impegno. Alzando gli occhi vedo che se lo sta godendo tutto il mio pompino e io non ho intenzione di lasciargli tregua, lo continuo a leccare in modo da toccare i suoi punti più sensibili i forellini e il frenulo girandoci intorno la lingua e dando baci con le labbra. Nella bocca il suo cazzo era diventato duro come il marmo la sua rigidità mi sta indicando che stava per venire. Di colpo tira fuori il cazzo dalla bocca e con un lunghissimo grido di piacere mi schizza addosso la sua sborra che restando con la bocca aperta cerco di raccogliere. I primi schizzi mi arrivano in faccia, gli altri li faccio entrare nella bocca. " Cazzo, mi hai fatto uscire tutta la sborra che avevo nei coglioni, una sborrata così intensa ancora non me la ricordo". " Te lo avevo detto che era bravo, ma ora voglio godere anch'io, mettiti a pecora". Risposi che anch'io volevo godere ancora e che il mio culo desiderava che ci entrasse qualcosa dentro. Quindi mi mise a pecora aspettando Marco che si mise dietro, mi apri le natiche per leccarmi il culo, la lingua girava attorno al mio fiorellino lasciandoci la saliva che lo bagnava e dopo averlo bagnato per bene lentamente la sua cappella si fece strada nel mio culo. Ormai mi ero abituato al suo cazzo e sentirmelo muovere dentro mi aveva fatto indurire l'uccello, Marco se ne accorse e per darmi piacere lo prese in mano e continuando a incularmi mi segò. La mia sborra si sparse sulla coperta aggiungendo altre macchie di sperma a quelle che già c'erano. Mi rimisi in posizione e anche Marco lasciò il suo posto a Carlo che ora era di nuovo bello tosto. Marco si mise di lato e tenendomi larghe le natiche lasciò che il suo amico mi penetrasse. Anche se il mio culo era già stato dilatato da Marco, spinse lentamente per farlo entrare e cominciò subito a pomparmi. Mi piace prenderlo a pecora specie quando mi massaggiano il cazzo, ma avevo voglia di farlo in un'altra posizione perciò dissi a Carlo di stendersi e passai dalla posizione a pecora a quella a smorzacandela. Questa posizione mi piace molto perché mi consente di a decidere come far muovere il cazzo nel culo. Dopo essermi sistemato per bene cominciai un dolce su e giù lungo tutta la sua asta. Mi alzavo quel tanto per farla uscire per provare di nuovo il piacere della penetrazione e abbassandomi allargavo le natiche per farlo entrare il più possibile. Se mi stancavo, Carlo prontamente con le mani sorreggendomi le natiche mi aiutava nell'esercizio. Tutto questo mi stava estasiando e il cazzo mi ero tornato di nuovo duro e mi misi a segarlo. Carlo tolse la mia mano e continuò lui la sega, in breve una bella sborrata si riversò sul suo petto villoso, mi volli abbassare per leccarla e nel farlo mi fermai per succhiarne i capezzoli. Sento allora dei piacevoli sussulti nel culo che diventano presto scosse che con la forza di un terremoto scuotono il mio culo. Con violenti colpi di reni mi solleva facendomi sobbalzare sul suo cazzo e alla stesso tempo mi inonda di fiumi di sborra il culo. Carlo è ancora più esausto di prima ed anche io lo sono, lo sfintere adesso mi brucia per i suoi colpi dati durante l'amplesso, e dal buco aperto sento colare tanta sborra. Marco aveva semplicemente assistito a questa scopata, e vederci non aveva fatto altro che eccitarlo tantissimo, era rimasto fermo con il cazzo in mano pronto a sborrare. Vedendolo mi rimisi nuovamente a pecora e con un cenno dissi "Dai Marco vienimi dentro anche tu". Lui si mise dietro, il suo cazzo mi entrò nel culo come un coltello nel burro e dopo solo tre/quattro affondi partirono tante raffiche di sborra che si mischiano con quella dell' amico. Quando me ne sono andato Carlo mi ringrazia ancora per la bella scopata. Poi mi dice" Perché non vieni anche la prossima domenica ?". " Certamente avro' bisogno di comprare qualcosa, e qui ho trovato delle belle zucchine, di cero verro'".

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