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Addio al Celibato Cap 2


di Membro VIP di Annunci69.it GlamMan
06.06.2025    |    1.478    |    2 9.2
"Dovevamo però concludere l’esperienza con una bella colazione: di energia ne avevamo consumata fin troppa..."
Francesca si stese sul letto, a pancia in su, e notai che aveva le labbra lucide.
Ci avvicinammo tutti e tre: io, Federico e Luca, che aveva già preso posizione, con il viso tra le cosce della Dea, i nostri cazzi erano già duri e turgidi, e con sapiente maestria si giostrava il piacere di assaporare entrambe le cappelle. Era davvero un godimento.

La stanza era già impregnata dell’odore del sesso che emanavamo e i nostri mugolii riempivano l’atmosfera di un dolce canto. Eravamo ormai nudi, ogni tanto qualche capo di abbigliamento volava sul pavimento senza far troppo caso alle formalità.

Ad un certo punto sentimmo un botto: il marito aveva appena stappato una bottiglia di bollicine che avevamo preparato sul tavolo in cucina. Servì a stemperare l’eccitazione e a riportarci per qualche istante con i piedi per terra. Versò il vino in quattro calici e ce li porse, come un vero maggiordomo. A quel punto Federico esclamò: “Perché non ti spogli anche tu?”, imbarazzato, rispose per lui la moglie dicendo che gli piaceva starsene fuori dai giochi. Indossava la gabbietta e si vergognava di mostrarla. Scattò un ghigno, ma la curiosità era tanta, ed allora insistemmo finché non si abbassò i calzoni. Si mise poi in un angolo da dove poteva ammirare tutta la scena. Ci bevemmo il nostro flûte di bollicine e ci venne un’idea: perché non versare la rimanenza della bottiglia dentro la vagina di Francesca e berne il mix che ne scaturiva? Non ci fu alcun dubbio. Lei si mise in posizione ed io le versai la bottiglia facendo attenzione a non farle male inserendo parte del collo nella vulva.
Appena la tolsi, il getto fu molto piacevole (fortunatamente sotto avevamo messo una salvietta) e come tre assatanati bevemmo ingordi il piacevole nettare.

Luca si mise il preservativo e, con la faccia da duro, disse: “Inizio io!”. La pecorina era sempre stata la sua posizione preferita. Entrò senza fatica e il viso di Francesca si illuminò di piacere e un pizzico di dolore. La guardammo per un po’, mentre ci godevamo lo spettacolo la bocca della signora ci intratteneva. Sentivamo dei gemiti provenire dal fondo della stanza, in direzione del marito. All’inizio non ci avevamo fatto caso, ma poi notammo che perdeva dalla gabbietta un liquido bianco denso: quel porco stava venendo senza nemmeno toccarsi.
La notte fu un susseguirsi di passione. Facevamo il nostro dovere e Francesca ci ringraziava donandoci tutte le sue attenzioni. Sfruttammo ogni angolo dell’appartamento, persino il terrazzo. Il piacevole clima notturno di giugno invitava a fare l’amore sotto le stelle. Riposavamo qualche minuto fra un orgasmo e l’altro. Francesca sapeva dosare perfettamente le sue forze e sapeva quando era il momento di concedersi nelle doppie penetrazioni, dove ormai ci sentivamo un trio perfettamente sincronizzato e rodato.

Venne l’alba, ma la voglia non era ancora finita. Nessuno voleva smettere e, a suon di bocchini e penetrazioni, ci concedemmo ancora qualche ora. Stremati alle 9:00, decidemmo che poteva bastare. Dovevamo però concludere l’esperienza con una bella colazione: di energia ne avevamo consumata fin troppa.Dopo una doccia veloce, vedemmo il marito che armeggiava con il lucchetto della gabbietta. Finalmente riuscì ad aprirla con non poca difficoltà: il colore del pene era violaceo e si potevano distinguere i solchi lasciati dal metallo.Salimmo in macchina direzione Caffettiera. I discorsi erano tutti incentrati sulla performance che avevamo appena vissuto. Ci salutammo con la promessa di rivederci presto. Mentre i coniugi si allontanavano verso la macchina, non smettevamo di adocchiare il fondoschiena della moglie, quello stesso fondoschiena che avevamo deturpato e violato a nostro piacimento.
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