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Prime Esperienze

Storie di R. Prefazione e Capitolo 1


di Membro VIP di Annunci69.it Robyeluisweety
06.12.2025    |    2.554    |    38 9.9
"Gli dissi che avevo sete, molta sete, lo guardavo mentre dicevo e nel mentre gli chiesi se voleva accompagnarmi al bar, lui acconsentì..."
In questa serie di racconti ho voglia di condividere con voi delle esperienze piccanti che ho vissuto fino ad oggi. Mi presento questa volta, non tornerò su di me, se non per scendere a fondo in momenti intensi, che mi hanno arricchita e che potranno darvi sensazioni forti durante la lettura, come le hanno date a me mentre le provavo.
Nei racconti sarò R. , sono mamma e moglie, la mia vita prima del matrimonio e della nascita di mio figlio è stata molto sregolata, sempre alla ricerca di qualcosa, con una fiamma dentro che in molte occasioni si è tramutata in incendio. Il matrimonio prima, la maternità poi, uniti al rapporto con mio marito e le sue problematiche, mi hanno sopita per tutto il periodo della gravidanza poi nell'estate del 2019 è successo qualcosa, sono tornata viva....

Capitolo 1 _ estate al mare
Negli anni 70 , come consuetudine per l'epoca, la mia famiglia compro' una casa al mare, in Abruzzo. Entrambi statali, le estati erano i classici 3 mesi di ferie. Anno dopo anno , il periodo estivo era il momento di aggregazione famigliare, cugini, cugine, zii; era il ritrovo per tirare le somme e per godersi le lunghe ferie scolastiche poi, crescendo, le vacanze per me sono cambiate, era più importante il fidanzatino, cercavo libertà e casa al mare la vedevo più che altro come un impiccio, una perdita di occasioni. Nel 2019, essendo in maternità decisi, assieme a mio marito, che era meglio passare l'estate li. I nonni potevano aiutarmi, io non sarei stata sola, mio marito mi avrebbe raggiunto ogni weekend. Meglio così, mi dicevo. Nella realtà, il condividere casa con i miei era un problema, il bambino era piccolo e loro anziani, perciò in poco tempo lo stress divenne sempre più pressante, la località a pochi chilometri da Pescara, mi stava stretta, le persone erano le stesse della mia infanzia, gli stabilimenti uguali, i passatempi uguali, va bene il mare, ma la noia era tremenda!
Una mattina, l'ennesima sveglia presto per la poppata del bimbo, il sole era stupendo, ma come capitava spesso si iniziava subito con una bella litigata con mia madre, ad un certo punto lei mi dice: vattene al mare così almeno provi a rilassarti, del bimbo ci occupiamo noi!
Mi sono detta: e quando mi ricapita!!
borsa, cappello e via in spiaggia, gli asciugamani e tutto il necessario stavano dentro la nostra comoda e abbastanza ampia cabina, mio padre ci aveva ricavato anche una doccia da campeggio, magnifica. Le ore migliori, la mattina, poca gente e calma, alle 8 già stavo sulla sdraio, con la settimana enigmistica e tutto il sole per me. Stavo cercando di venire alla soluzione di un rebus, quando cercando ispirazione alzai lo sguardo e i miei occhi finirono , sull'ombrellone vicino; una donna stava chiacchierando amabilmente con un ragazzo sui 25 anni, pelle ebano, maglia maniche lunghe e jeans strappati al ginocchio, infradito ai piedi, ben strutturato fisicamente, uno di quelli che vendono gli oggetti più disparati in spiaggia. Quello che mi colpí fu il suo sorriso, era coinvolgente, uno sguardo sereno, luminoso, mi ritrovai a sorridere pure io, in quel momento mi vide e in maniera naturale mi salutò. Io, altrettanto amabilmente, risposi con un cenno della mano. Interessante mi dissi, nel frattempo lui lasciò la signora e proseguì il suo passare di ombrellone in ombrellone, e fra me pensai: ed io? Un po' rimasi delusa, so di piacere, ma da qualche mese, prima la gravidanza, poi il post parto mi avevano messa alla prova, soprattutto dal punto di vista emotivo. Vabbè pensai, rimettiamoci al lavoro. Mentre i pensieri si susseguivano, ad un certo punto, senti dal lato sinistro della sdraio, una voce che avevo percepito poco prima: posso? Serve qualcosa? collanine, orologi, bracciali? Un accendino? Alzai lo sguardo e quel sorriso mi avvolse. Gli dissi in modo cordiale che ero apposto e lui mi disse: perché quella tristezza in una ragazza così bella? Ma che era un veggente? uno stregone? No il sorriso era dolce. E un attimo dopo, lui appoggiò la sua roba vicino alla mia sdraio e in modo naturale , ci mettemmo a parlare. Non ricordo l'argomento, era solo un piacevole parlare. Un accento francese spiccato, ma una conoscenza elevata della lingua italiana, mi colpirono come e più del sorriso, lo trovavo interessante. Prima del matrimonio avevo avuto una storia con un ragazzo africano, era tutto vero quello che si dice, uomini belli, fisici temprati, grandi amatori, grandi dimensioni! Ma in quel momento, ero interessata a conoscerlo e a cercare un po' di leggerezza.
Dopo un bracciale regalato mi disse il suo nome, si chiamava, Fatou e se ne andò. Un po' la situazione, un po' il mare, un po' quell'intesa immediata, mi lasciarono piacevolmente sorpresa. L'indomani lo avrei rivisto e le cose le vedevo migliori. Il giorno dopo, in spiaggia con il bimbo, ogni 30 secondi mi guardavo attorno, nulla, vedevo altri ma non lui. Il giorno appresso ugualmente, il mio umore stava tornando sul nero andante. Nel mentre, è arrivato il weekend e con esso , puntuale mio marito. Fu il colpo di grazia! Con lui il mio umore crollò ulteriormente. Un weekend di litigi, io intrattabile, il tempo non aiutava, bruttino quindi niente mare e soprattutto niente Fatou. Fine del weekend, riprende una settimana noiosa, decido di andare a passeggio con il bimbo, e come per magia, in piazza, eccolo li, certo vedrà che sono madre, ma lo avrebbe scoperto comunque prima o poi, mi vede, e come per magia un suo sorriso mi illumina, mi chiama per nome, se lo ricorda, si ricorda tutto, chiacchieriamo del più e del meno, mi dice che non avrebbe lavorato per tutto il giorno, ma se fossi andata in spiaggia , nel proseguo della mattinata, sarebbe passato dall'ombrellone. Quella notizia mi fece tornare il buon umore, riportai a casa il bimbo e chiedo a mamma di tenere il bambino che io volevo andare in spiaggia, dopo il weekend burrascoso, ne avevo bisogno, lei acconsentì... Perfetto. Velocissima, indosso un bel costume , comprato poco prima di partire da Roma, un po' sexy, molto semplice, nulla di elaborato. In spiaggia, sembriamo sincronizzati, io arrivo all'ombrellone, nemmeno il tempo di togliere il mini abito a rete che lui mi saluta, sono le 11 di lunedì, un caldo ancora sopportabile, lui sotto il sole,sempre con il sorriso, mi avvicino e mi viene naturalmente salutarlo con un bacio sulla guancia, lui rimane un po' impietrito, ma io appoggiando la mano sul suo braccio sento il muscolo tonico sotto la maglia, sento anche il petto, ben definito, ottimo anche fisicamente. Mi metto sulla sdraio e comincio a spalmarmi la crema solare, prima sul viso, poi sul collo, poi sul petto, lui parlava ed io ascoltavo, inebriata dal suo accento e dall'averlo rivisto.devo essere sincera, li per li non ci pensavo, ho cominciato a mettermi la crema anche sulla parte del seno coperta dalle coppe, perciò ho cominciato a notare un certo suo interessamento su dove passavano le mie mani, in quel momento ho notato il suo sguardo, interessato ma fugace. Beh tanto valeva stuzzicare un po', sono scesa sulla pancia e lui mi fece il primo complimento da quando ci siamo conosciuti, dicendomi che sembravo una dijne "una sorta di dea" , questo complimento, unito al suo sguardo, mi fecero sentire di nuovo viva, desiderata. Potevo fermarmi, ma perché farlo? Non lo feci, allungai le gambe sulla sdraio e cominciai a spalmare la crema sulle cosce, dal ginocchio a salire e sempre più vicina all'inguine lui si trovava difronte perciò poteva vedere, non mi importava, mi sentivo bene perciò ebbi cura di spostare gli slip, sempre in modo naturale e sempre avendo cura di evitare che lui potesse vedere troppo, mi soffermai un bel po' sull'inguine, sempre con l'aria innocente, però notai che il suo sguardo era pronto a notare la possibilità di vedere qualcosa. A quel punto, fui io a notare un particolare, lui stava di fronte a me , era in piedi, e all'altezza della patta dei jeans c'era qualcosa che si stava muovendo, ad occhio qualcosa di sorprendente... Allora non gli ero indifferente ! L'aria era frizzantina, non faceva un caldo eccessivo, però io sentivo caldo, sentivo l'interno coscia molto umido,gli slip erano umidi, i capezzoli li sentivo spingere sul tessuto della parte superiore del costume e il mio clitoride lo sentivo distintamente sulla stoffa del costume. Il mio corpo mi lanciava segnali inequivocabili, non era pensabile andare avanti, perciò presi coraggio, mi guardai attorno e notai che la spiaggia era davvero vuota, il passeggio sulla pista ciclabile era nullo, così gli chiesi se fosse stato cosi gentile di provvedere alla schiena. Mi girai prona immediatamente, lui rimase stupito e interdetto, io pregavo per un si, poi senti il tubo della crema aprirsi e capi la risposta. Mi slaccia il costume, tenendo le coppe, con i seni che erano premuti dal mio peso sulla sdraio. Le sue mani erano magiche, riuscivamo a farmi tremare, forti, decise, delicate, possenti.mi passò la crema d'apertura, sentì le sue dita vicino alla parte laterale del seno e vicino l'osso sacro. Quando terminò io avevo già deciso, era quello il momento. Gli dissi che avevo sete, molta sete, lo guardavo mentre dicevo e nel mentre gli chiesi se voleva accompagnarmi al bar, lui acconsentì. Sulla passerella , gli dissi che dovevamo andare a prendere una cosa in cabina. Lui vicino alla cabina si fermò, che fa' si ferma? E no, il mio piano era diverso, dovevo agire, Fatou, gli dissi: mi serve uno alto e forte, ne conosci uno? Sorrise e mi seguì dentro, a quel punto lo senti davvero vicino a me, aspettai che la porta si chiudesse e indietreggiai un po', dovevo avere la certezza che non gli ero indifferente, e la ebbi, sentì, quando appoggiai i miei glutei sull'inguine di Fatou , era qualcosa che non avevo mai sentito, un randello, era davvero di dimensioni notevoli, lo sentivo pulsare, lo sentivo distintamente pompare sangue al suo interno, percepivo sul mio lato b le venature, grosse; era rigido ma quello che mi destabilizzò fu sentire la parte superiore, un glande turgido, con una corona pronunciata. Dovevo indagare meglio, di fronte a me c'era un piccolo tavolino, stavo li ad osservarlo, quando di scatto mi piegai tenendo le gambe rigide e il tronco abbassato, ero a 90 % davanti a lui, credo che il panorama era piacevole, però ancora Lui cercava di non avere un contatto con me, perciò mi rialzai spostai un po' il tavolino e feci due passi verso delle mensole, erano piene di cianfrusaglie, da buttare, figurati se potevo prendere qualcosa di quello per poi andare al bar. Comunque, ebbi un'idea, lui era dietro di me , feci finta di sollevarmi sulle punte e sforzarmi di allungarmi per prendere un'oggetto sulla mensola, mi sarei potuta spostare e fare prendere a lui, invece rimasi li. Fatou, capì le mie difficoltà e si avvicino per aiutarmi, in quel momento però io mi muovevo sulle punte su e giu e Lui dietro, giocoforza , faceva si che strusciassi in maniera accentuata il sedere sulla sua patta, in quel momento lo sentivo, duro, rigido, un pezzo di carne che desideravo ardentemente. Al contempo, in un attimo di lucidità, capì che mi ero messa in un bel guaio, io dentro la cabina con un ragazzo appena conosciuto, eccitato in maniera imprudente da me, che sicuramente non aveva con sé profilattici, che stupida che sono stata! I pensieri furono però interrotti dalla mia voglia, ormai avevo voglia di lui, smisi di cercare di afferrare l'oggetto e appoggiai la mani sulla mensola davanti a me. Spinsi indietro il sedere e inarcai la spina dorsale. A quel punto anche Fatou capì tutto, la sua mano mi afferrò il fianco, poi mise anche l'altra, avevo le sue mani, grosse e ferme sui miei fianchi, e continuavo a roteare il bacino sulla sua patta. A quel punto mi girò e mi tirò, lentamente ma deciso , verso di se, io volevo sentire, mi misi sulle punte e sentiì, questa volta in maniera distinta la sua asta, appoggiava sul mio inguine, attraverso la stoffa il mio clitoride strusciava sulla sua protuberanza notevole, la mia vulva si muoveva su di essa. Si abbassò verso il mio collo, sentivo il suo alito, vicino all'orecchio,e mi sussurrò: Sicura R. ? Non risposi , afferrai con la destra il suo cazzo e mi chinai, dovevo vedere, dovevo toccare, dovevo sentire, dovevo assaporare, era qualcosa di inspiegabile. Non mi era mai successo, mi stavo bagnando senza aver fatto nulla. Sulle gambe sentivo le gocce di umori scendere. Lui si tolse la maglia, quello che mi si presentò davanti non lo avevo immaginato, un libro di anatomia, fasce di muscoli e nervi, un disegno, un addome scolpito, con la mano sentivo ogni fibbra, ogni vena, ogni capillare cominciai a massaggiarlo e a baciarlo, sapeva di maschio, sapeva di uomo, una cosa che mi faceva sempre di più bagnare, mi aiutò con il bottone dei jeans, la pressione del mostro era tanta, quando finalmente si apri il pantalone, vidi qualcosa di dimensioni mai viste, da sotto quell' attrezzo vedevo distintamente i testicoli, enormi , belli, depilati perfettamente, con una mano cercai di massaggiarli. Ma quello che mi impressionò di più di tutto fu quel cazzo! Era dritto verso di me, lungo , perfettamente dritto, non lo tenevo né io né lui, era così, sul dorso c'era una vena enorme, pulsante, una pelle nera, lucida, io cercai di prenderlo con una mano, ero stata troppo ottimista, appoggiai anche l'altra, lo sollevai per sincerarmi fosse vero, lo era. C'era ancora una cosa che volevo capire, se effettivamente quello che avevo sentito all'inizio era davvero così. Spinsi verso il suo addome con le mani, la pelle cominciò a scivolare,vedevo che si stava scoprendo il glande ad un certo punto vidi distintamente la corona era gonfia molto pronunciata, la pelle scivolò ancora e scoprì buona parte del prepuzio, era impressionante sempre dritto , con il meato aperto, le mie mani intanto cominciarono a praticargli una sega, poi cercai di prenderlo in bocca, il glande entrò a fatica, mi dissi che quello poteva essere il massimo, allora dopo un po' lo estrassi e velocemente cominciai a leccarlo, con le labbra cercavo di massaggiarlo lungo tutta la lunghezza. Mi diressi verso i testicoli, cominciai a risucchiarli in bocca, Fatou sembrava molto soddisfatto, certo pensare quel coso dentro di me mi provocava piacere, e un bel po' di terrore, lo guardai negli occhi e lui mi disse che voleva entrarmi dentro ma non aveva con sé alcun profilattico, (come previsto) però aggiunse che sarebbe stato attento... Io da parte mia ero disconnessa, credo di aver avuto un paio di orgasmi, solo sentendo la sua erezione e prendendolo in bocca. Mi appoggiai sulla schiena sul tavolino da campeggio, Fatou, mi sollevo le gambe, mi sposto il costume , sorrise dicendomi che sembrava stessi urinando, in realtà non era urina! Prese il suo cazzo con la mano e lo passò diverse volte su tutto la lunghezza della vulva, le labbra erano completamente aperte, io ansimavo, fece colare della saliva sulla mia vagina, sentivo anche quello, nonostante il lago che c'era la sotto, ero in estasi, poi lentamente, sentì la cappella entrare , il mio timore era il glande e la corona infatti sembrava fosse un cuneo, l' orefizio vaginale era molto dilatato, e ancora doveva entrare un bel pezzo di carne, stava per arrivare il bordo della cappella, in quel momento ero in estasi, la mia topina si era dilatata a fondo e poi cominciai a sentire i diversi centimetri farsi strada dentro me , sentì distintamente la cappella sbattere contro il mio utero, i movimenti divennero sempre più possenti , non sentivo le gambe, non so se ho urlato, non so proprio cosa ho fatto, so solo che ad un certo punto ero di nuovo in ginocchio, con il suo cazzo puntato sulla bocca, lui in maniera dolce mi chiese se avessi ancora sete: certo risposi! Lo schizzo di sperma lo vidi proprio uscire dall 'orefizio dall'uretra, denso, bianco, cremoso aprii la bocca e quella crema calda si riversò, copiosa, cercai di non perdere nemmeno una goccia, poi mi avvicinai, alla cappella, dovevo essere sicura che tutto il suo seme fosse dentro di me, appoggiai le labbra socchiuse sulla cappella , aspirai le ultime gocce, lo guardai e inghiottì tutto
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