"Il più giovane, con un tovagliolo in mano e i miei abiti nell'altra, mi diede il fazzoletto e mi disse di ripulirmi, poi appoggio a terrà i miei vestiti e mi disse di sbrigarmi ad andarmene..."
Maria e Luigi mi accompagnarono alla porta, Maria, mi abbracciò in modo molto intenso e mi disse: amore, sei venuta per avere delle risposte, noi Fatou sono tanti anni che lo conosciamo, perciò ti dico che, il modo di comportarsi con te, è il medesimo che ha con me, sia quando gioco sola con lui sia quando c'è mio marito. È fatto così, ha una doppia personalità, sta alla giornata, lo puoi trovare amorevole o brutale, gentile o scorbutico, Fatou è tutto questo! Io contraccambiai l'abbraccio, e le diedi un bacio sulle labbra, salutai Luigi allo stesso modo, ed uscii da casa loro. Tutto quello che mi era successo, mi aveva fatto venire una voglia tremenda di rivedere il mio amico senegalese! Arrivò il weekend, con esso mio marito 😥, in spiaggia salutò in modo molto amichevole Luigi, io, tra me e me, ripensavo a quanto successo il mercoledì a casa loro, un fremito mi avvolse! Di Fatou nemmeno l'ombra fino alla domenica mattina. Io arrivai più tardi sotto l'ombrellone, mi erano arrivate le mie cose il venerdì, perciò non mi sentivo a mio agio. L. e il bambino stavano in acqua, io mi accomodai sotto l'ombrellone, ero sovrappensiero, senti una mano stringere ed avvolgere la mia spalla, la riconobbi subito quella stretta, era lui. Mi sorrise, io mi sciolsi.... Mi chiese se ero sola, scossi la testa, c'era lui in acqua, senza dire nulla si mise davanti a me in piedi, io seduta sulla sdraio, lo vidi dominarmi con lo sguardo, si abbassò, nel farlo era estremamente vicino a me potei vedere la patta dei suoi pantaloni passare a pochi centimetri dalle mie labbra, io ero in estasi, avessi potuto avrei subito slacciato quei pantaloni! Lo volevo dentro di me! Io mi sollevai e mi misi seduta di fronte a lui, ora stava seduto sui talloni proprio di fronte a me, allungò le mani e le posò sulle mie ginocchia, sentivo la stretta, forte, decisa, avesse voluto avrebbe potuto allargarle, oddio che pensieri! Sarebbe andato su tutte le furie trovandomi indisposta, altro fremito intenso. Mi disse, con un tono estremamente dolce e rassicurante: vuoi venire a pranzo da me? Io lo guardai, stupita, non sapevo che risposta dargli, a dire il vero non mi aveva nemmeno detto che giorno, riuscì semplicemente ad annuire. Lui sorrise, aveva capito benissimo il mio stato d'animo e cosa provavo per lui. Io sciocca invece, non avevo capito. Capirò poi. Ad un certo punto sentì le sue mani stringere molto forte sulle mie cosce, si alzò in piedi e mi salutò. Come? Te ne vai così senza dirmi null'altro ? E il giorno? Ma porca miseria!! Comunque, passaro i giorni, si stava avvicinando un altro weekend ed io ancora non avevo avuto notizie, Dio che rabbia! Ed invece il giovedì mattina, lo vedo arrivare, si avvicina al mio ombrellone, mi saluta e mi dice che mi aspettava per le 13 a casa sua, io lo guardo come a dire: ma credi che io possa tranquillamente fare tutto? L'hai capito che ho anche degli impegni? Ho un figlio! Ed invece dalla mia bocca uscì solo un si deciso. Qual'è il tuo indirizzo? lui mi sorrise, me lo diede ( l'indirizzo) , aggiunse poi: ricordi cosa ti dissi dentro la cabina? Io annuì! E lui, con un sorriso soddisfatto: ok allora a più tardi! Primo problema: l'indirizzo corrispondeva al quartiere Rancitelli, non proprio il migliore, vabbè dovevo risolvere altro prima. Tornai subito a casa, dissi a mia madre che avevo incontrato un'amica di vecchia data e che mi aveva invitata a pranzo, quindi il bimbo dovevano gestirlo loro, altro problema, dovevo sistemarmi, per fortuna le mestruazioni erano passate, chissà se Fatou, questa volta avrebbe usato delle precauzioni, ma dico io, che pensieri ho? Magari era un pranzo tra "amici" ... Speriamo di no! Comunque dovevo pulirmi internamente, andai subito in farmacia e tornai immediatamente a casa, doccia interna ed esterna fatta, ora dovevo pensare al trucco e al vestito. Mi ricordai la fine fatta da parte del mio costume nuovo, pensai: mettiamoci qualcosa di comodo, abitino estivo leggero e un bel paio di sandali con una bella zeppa e cinturino alla caviglia, biancheria? No, niente, faceva caldo e volevo fargli capire che volevo altro oltre il pranzo! Andai in piazza, alla solita pasticceria e presi un dolce, nulla di soffisticato, perché avrebbe avuto altro da assaporare! Ora la macchina dove l'avrei lasciata? Beh al massimo me l'avrebbero rotta per prendere lo stereo. Mi diressi verso l'indirizzo che mi aveva lasciato! Parcheggiai praticamente sotto casa di Fatou almeno, mi dissi, se sentivo vetri rotti potevo scendere e guardare mentre mi fottevano la macchina. Suonai! Attesi e suonai di nuovo, un istante dopo si apri il cancello della palazzina, sentì la sua voce: sali ! 2 ° piano. Lo trovai sulla porta, niente jeans, aveva dei pantaloncini corti e una canotta, Dio che gambe , non le avevo notate l'altra volta, chissà come mai! Mi fece accomodare , era molto premuroso, però si limitò a darmi un doppio bacio sulle guance. La casa era molto mal ridotta! Andammo in cucina, e cominciammo a mangiare, evito dettagli, io però cercai di rimanere leggerissima. Si fecero in un baleno le 14 e 30 . Io stavo bollendo, sapevo di aver bagnato il vestito e la sedia, ma non riuscivo a controllarmi, la mia amica di sotto lacrimava dal desiderio, ma lui, a parte qualche sguardo, non sembrava proprio interessato, ecco, mi dissi, non gli piaccio più! Ad un certo punto suonò il campanello, e adesso chi era? Fatou, andò alla porta, aprii e cominciò a parlare nella sua lingua , sentì un frastuono all'ingresso e un attimo dopo arrivarono in cucina tre uomini, anzi un anziano e due ragazzi giovani. Fatou, me li presento, erano lo zio e due cugini, così mi disse, lo zio lo aveva accolto qui in Italia, mentre i cugini erano arrivati da poco. Io, in quel momento , capii che la giornata per me era finita, e che diavolo di sfiga! Mi raffreddai di botto, mi alzai e ringraziai per il pranzo Fatou. Lui mi disse che c'era ancora il dolce, quello, disse, lo prendiamo in soggiorno! Prese un coltello e mi chiese la cortesia di prendere il dolce dal frigo e seguirlo.Ubbidi e senza pensare, aprii il frigo, il dolce si trovava, nel ripiano più basso, io mi abbassai, tenendo le gambe tese, come detto non pensai, sentii delle risatine da dietro, a quel punto mi ricordai che ero senza biancheria, mi alzai velocemente. Lo zio e i 2 cugini ( non ricordo i nomi per comodità chiamerò lo zio Z. , avrà avuto più di sessant'anni se li portava molto male, aveva una pancia abbastanza pronunciata ma i lineamenti richiamavano quelli di Fatou , mentre i cugini A , quello più anziano e B quello più giovane, che tra l'altro non superava i 20 anni) ci avevano preceduti, il soggiorno era una stanza vuota con un divano, un tavolino e 3 sedile, appoggiai il dolce sul tavolo e lo zio disse una cosa nella sua lingua, mi osservava con molta attenzione! Guardai disorientata Fatou, che con un sorriso, mi disse che lo zio era rimasto colpito dalla mia bellezza e aspettava con ansia il mio dolce! Io sorrisi, lo ringraziai ma aggiunsi che il dolce lo avevo comprato e quindi , non era fatto da me! Lui scoppio a ridere, che avrà avuto da ridere? Si alzò e si avvicinò, io , che volevo fare la donna gentile mi girai dandogli le spalle e presi il coltello pronta per tagliare il dolce. Sentì, lo zio che si era avvicinato moltissimo, praticamente stava attaccato al mio sedere, cercai di spostarmi in avanti ma lo spazio era occupato dal tavolo, lo zio prese la mano dove tenevo il coltello e fece un po' di pressione, io subito lasciai cadere la lama, e adesso? Sentì la mano libera di Z. Sulla mia coscia, io cercai di divincolarmi, Fatou intanto mi disse di non fare la maleducata e di stare calma che lo zio gradisce il mio dolce! Adesso capii, comunque volevo andarmene, gli chiesi di lasciarmi andare, intervenne allora Fatou, non per aiutarmi, mi disse che era meglio fare assaggiare il dolce allo zio, e poi fossi stata una ragazza casta e perbene, non mi sarei presentata senza biancheria, lui comunque non voleva fare brutta figura con la famiglia! Ma ci rendiamo conto? Io rimasi interdetta e sconvolta, a quel punto però sentii la mano di Z . che si era spostata sul davanti della coscia, era salita praticamente sentì le sue dita sul mio fiore, Z. si rimise a ridere e in Italiano stentato disse: la cagna è bagnata! Fatou, si mise a ridere, e i cugini lo seguirono a ruota, parlarono nel loro dialetto, io non capivo, sentivo solo la mano di Z. che non si limitava a toccare! Infilò il medio nella fessura, e un attimo dopo fu seguito dall'indice, avevo due dita piantate dento di me, la sua mano si serrò, sentì il palmo della mano fare pressioni sul mio clitoride, le dita dentro di me cominciarono a schiacciarsi sulle pareti della mia vagina. Sentivo la sua pancia schiacciarsi sulla parte lombare della mia schiena, e il suo ventre premere sul mio sedere. C'era del movimento anche attorno a me. A. e B. Erano stati a guardare, ma ora me li trovai uno a destra e l'altro a sinistra. Le loro mani, in modo timido cominciarono a toccare i miei fianchi e poi a salire. In un attimo le spalline erano state fatte scendere e l'abito si afflosciò sulla mano di zio. Io ero nuda, solo con i sandali! Impietrita non sapevo davvero che fare. Fatou, rideva e parlava con loro in dialetto, a me diceva che volevano assaggiare il dolce, Z. era attaccato a me, ansimava e mi mordeva il collo, sentivo il suo fiato vicino al lobo dell'orecchio, sentivo soprattutto con l'olfatto, era un odore sgradevole, io cercavo di tenermi lontana, non volevo che mi baciasse! I cugini intanto avevano preso d'assalto, con le mani, i miei seni, li massaggiavano e li strizzavamo, si portavamo i capezzoli in bocca, sentivo i loro denti che giocavano con loro, mordevano anche molto forte. Io soffrivo, ero praticamente bloccata. Il tavolo davanti, i due cugini ai lati e lo zio dietro che continuava a giocare con la mia passera. Ad un certo punto tolse la mano da dentro di me. E con entrambe le mani mi costrinse a girarmi. Mi ritrovai il suo volto davanti il mio, l'alito gli puzzava di fumo e chissà che altro, mi ritrovai le sue labbra sulle mie , era tremendo, la sua lingua era dentro la mia bocca, cercava in maniera maniacale la mia. Io ero molto provata, l'alito era tremendo. I cucini intanto continuavamo a giocare con i seni, avevo due capezzoli martoriati, però erano dritti come chiodi. In quel momento sentii una mano sul mio sedere. Era B. Che senza alcuna delicatezza mi piantò un dito nel mio Ano, senti che spingeva molto forte, il mio retto cedette dopo poco e tutto il suo dito fu dentro di me! Ci rimase poco, perché lo tolse e lo rimise, tutto a secco! dopo un po' diventò più fluido, i liquidi della mia vagina scendevano copiosi e funsero da lubrificante, sentì il secondo dito farsi strada e poi il terzo. Dio mi stava rompendo l'ano. Intanto notai che B. e A. si erano slacciati i pantaloni. Avevo ai lati due pezzi di carne nera, uno dritto perfetto, l'atro con una curvatura pronunciata, entrambi lunghi e belli larghi. Le mie mani, furono portate su quelle due aste, capì che dovevo segarli, sentiì il sangue pulsare dentro, provavo piacere a sentire la corona sul mio palmo della mano , era piacevole spingere la pelle indietro, scappellandoli e arrivando al limite dato dal frenulo del prepuzio e poi tornare indietro. Entrambi volevano di più! Mi presero dalle spalle e, nonostante le proteste dello zio, mi costrinsero ad abbassarmi e a girarmi. Ora mancava solo Z. che in un attimo si abbassò i pantaloncini e fece uscire un cazzo, che nonostante fosse moscio, era di una grandezza ragguardevole. I due cugini non persero tempo, prima A. me lo infilò in bocca e immediatamente venne un modo violento e copioso, io non riuscì a contenerlo, avevo ancora in bocca il sapore di Z. e quel fiotto di liquido seminale, aveva un gusto altrettanto sgradevole, in buona parte lo sputai e mi finì lungo il mio corpo, subito lui si ritrasse. B. era in procinto di venire, non mi lasciò il tempo per fare nulla, la sua venuta mi colpí quasi all'altezza dell'orecchio sentì lo sperma sui miei capelli e poi giù sul mio occhio sinistro. avevo il viso tutto sporco e molto liquido scendeva lungo il mio corpo. A quel punto lo zio, afferrò la mia testa con entrambe le mani e mi disse che voleva provare anche lui. Io fui costretta ad aprire la bocca, quel cazzo vecchio e per nulla pulito mi riempi la bocca, era una sensazione strana, non mi era mai capitato di prendere un cazzo completamente moscio. Lui, spingeva quell'arnese, che ancora risultava raggrinzito, in avanti, io cercavo di evitare di pensare a quell'odore misto di sudore e poca igiene, mi appostrofava in tutti i modi peggiori, ad un certo punto lo estrasse dalla mia bocca, tirandomi violentemente i capelli e attorcigliandoli sulla sua mano, avvicinò il suo viso, con un'espressione mista di rabbia e disprezzo, mi disse: puttana, sai fare solo questo? Una cagna come te dovrebbe riuscire a farmi venire! Mi sputò in faccia , sentì la sua saliva sul mio volto, poi mi schiafeggiò, era una cosa che non avevo provato e che non mi diede alcun fastidio. Cercai di accontentarlo, aprii la bocca e cominciai a leccare la cappella e il frenulo, la mia lingua si muoveva veloce , il meato era molto morbido e la mia lingua lo allargava molto agevolmente. Cominciai a vedere i primi effetti di quel lavoro, il cazzo cominciava a reagire. Z. Capii che il trattamento che mi stava somministrando aveva un duplice effetto, io mi impegnavo molto e lui si eccitava. Continuava a tenermi i cappelli con la mano, sentivo il cuoi capelluto che mi faceva male, quei strattoni continui erano una sorta di tortura, la mano libera invece, la usava per darmi dei Buffetti sul viso, che via via risultavano essere più forti e violenti. Sentivo la mia passera in fiamme; Fatou confabulava con i cugini e intanto parlava anche allo zio. Misi una mano sui testicoli e cominciai a massaggiarli. La lingua e il massaggio stavano sortendo l'obiettivo, il cazzo cominciò a diventare bello barzotto e ad ergersi, da giovane doveva essere una bella verga, lo era pure adesso. Potei finalmente prenderlo in bocca e spingerlo in profondità nella mia gola, con la mano tenevo bene tirata indietro la pelle raggrinzita, il cazzo era finalmente dritto, lo guardai, effettivamente si vedeva che erano parenti pensai tra me e me. Quel pensiero fu interrotto da un profondo sospiro di Z. e d'un tratto sentì del liquido caldo che stava inondando la mia gola, io non feci nulla, lasciai che lo sperma scendesse dentro di me e mi riempisse lo stomaco! Z. Lasciò finalmente i miei capelli, vidi alcuni cadere a terra, io mi lasciai andare sulle mie gambe, rimasi con le gambe in posizione infantile, a farfalla. Era finito tutto pensai. Ed invece, sentì delle forti braccia prendermi da dietro e alzarmi in piedi, ero di nuovo attorniata dai due nipoti, che avevamo per me altri programmi, i loro arnesi erano di nuovo eretti, pronti per iniziare una nuova tornata , intensa e animalesca. Volevano effettuare un nuovo assalto, ed io non avevo forze per resistere. A. si mise a sedere sul divano, teneva dritto il suo cazzo, a vederlo così era davvero notevole, io ero titubante, di nuovo il problema già affrontato, nessuna protezione, Fatou allora mi spronò: R. amore mio, non ti preoccupare, sono ragazzi sani, vogliono solo scoparti, non ti preoccupare che non ti viene dentro nessuno! Allora A. ridendo si allungò verso me, mi tirò a se e io allora cedetti. Montai su di lui , la mia rosellina era fradicia, quando la sua cappella si avvicinò, potei sentire la durezza, e poi lentamente sentì tutta la grossezza e la lunghezza che mi penetrava, sentì la sua punta sul mio utero, al contempo cominciai in maniera ritmica a salire e scendere sull'asta, si potevano udire, i colpi secchi che accompagnavano il mio movimento, al contempo si udiva quel rumore tipico di bagnato, quello era tutto il mio godimento, ero un lago. A quel punto, senti la voce di B. nel loro dialetto, intimò al cugino giovane di fare qualcosa, capii, si era fermato e con le mani bloccava anche il mio movimento, pensai che voleva entrare nel mio culetto, ed invece senti premere e spingere in un buco che era già abbondantemente riempito, protestai che era troppo. Fatou, con la solita voce ferma e decisa, mi disse che avevo una bella figa larga e che due ci sarebbero stati tranquillamente, io allora ripetei che era troppo. B. mi disse: cagna bianca non ti preoccupare che li facciamo stare tutte due! Spinse ancora più forte, potei sentire le mie labbra dilatarsi e lentamente cominciò ad entrare, la cappella era dentro, tutto il mio liquido vaginale, faceva da lubrificante, di colpo B. diede un colpo di bacino molto violento ed entro anche lui, lentamente A. Riprese a muoversi. Dapprima in modo coordinato entrambi entravano ed entrambi uscivano, entravano sempre più in profondità, la mia figa era dilatata, estremamente dilatata. Ad un certo punto cominciarono a muoversi alternativamente, sentivo la cappella di A. che arrivava all'utero mentre B. era molto vicino a uscire completamente e quando B. spingeva in profondità A. si portava con la cappella molto vicina alle mie labbra. Io urlavo, provavo un dolore molto forte, ma era un dolore che mi provocava piacere. Loro proseguivamo nel loro gioco, speravo di riuscire a divincolarmi prima che esplodessero ed invece, sentì A. gemere molto forte, io ero pronta a farli scivolare fuori, ed invece mi ritrovai bloccata, B. era vicino alle mie orecchie, disse di stare tranquilla che avrebbero pensato loro a ingravidarmi! Io ero interdetta, non volevo correre alcun rischio, ma quelle parole mi fecero ancora di più eccitare, sentì fortissima la sua venuta, il suo liquido seminale mi riempí totalmente la vagina rimasero entrambi fermi, potei sentire il cazzo di A. cominciare a sgonfiarsi al mio interno e lentamente ad uscire, portandosi con sé molto sperma. B. era ancora dritto dentro di me e riprese a muoversi, spingendo molto forte in profondità, ad un ritmo forsennato, le sue mani erano sul mio seno, lo strizzavano fortissimo,i colpi secchi erano accompagnati da un rumore molto forte di bagnato, ormai le sue intenzioni erano chiare, e come detto in precedenza, venne anche lui in maniera copiosa, sentì il suo primo fiotto diretto sul mio utero, mentre veniva continuava a spingere il cazzo in profondità, furono 4 gli schizzi che sentì! Lo zio intanto si era palesato, fece spostare il nipote, spuntò sulla mia vagina, e disse: ora tocca a me! Fatou, rise, disse: zio non ti bastano i 5 figli che hai? Vuoi pure il sesto? Io a quelle parole sono trasalita ma non avevo davvero forze per fare nulla. Sentii il cazzo non del tutto eretto dello zio infilarsi tra le mie cosce, non trovò molta opposizione, tra i miei liquidi, lo sperma dei nipoti e la doppia vaginale appena subita, c'era un'autostrada. Cominciò a stantuffare, in maniera ossessiva, sentivo il suo desiderio da come spingeva e da come teneva la pressione sulle mie natiche , sentivo la pelle raggrinzita di lui che entrava senza difficoltà, i colpi erano molto profondi , devo dire quasi piacevole, ad un certo punto sentì come un grugnito e di colpo un urlo, altro liquido seminale mi stava riempiendo la passera, lui sfinito si appoggio sulla mia schiena, potevo sentire l'odore acre della sua pelle sudata. Poi si girò verso i nipoti e ridendo disse: questa cagna bianca tra nove mesi avrà una bella sorpresa! Tutti si misero a ridere. Fatou, si avvicino diede una mano allo zio per rimettersi in piedi, lo zio lo abbracciò calorosamente e lo ringraziò. Io nell'indifferenza assoluta fui lasciata li, solo dopo qualche istante si avvicinò A. il più giovane, con un tovagliolo in mano e i miei abiti nell'altra, mi diede il fazzoletto e mi disse di ripulirmi, poi appoggio a terrà i miei vestiti e mi disse di sbrigarmi ad andarmene che avevano da fare. Mi ripulii e rivestì, Fatou allora si avvicino e mi accompagnò alla porta. Salutandomi mi disse di aspettarlo i prossimi giorni in spiaggia che sarebbe passato. La porta si chiuse, io spaesata mi diressi alla macchina.
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