Storie di R. Capitolo 3
Robyeluisweety
Il tarlo, stava fisso nel mio cervello, la domanda mi assillava ma non avevo modo di trovare risposte, Fatou, chi è? Come fare per scoprirlo. Al mare, passai giornate pensierose, poi mi venne in mente un dettaglio, la prima volta in assoluto che lo avevo visto, era all'ombrellone della mia vicina. Quel ombrellone era di una famiglia abruzzese, che si era trasferita a Roma anni addietro, avevano sicuramente 2 figli, lei: bionda, donna distinta sui 45 anni, fisico atletico, curata, ed elegante. Il marito molto più grande, mi sembra un medico, sui 60 brizzolato e distinto. Insomma, lei da quello che avevo notato aveva una certa confidenza, probabilmente essendo habitué della spiaggia , aveva avuto modo di conoscerlo. Ora dovevo aspettare il momento buono! Fu mio marito ( finalmente aveva avuto una buona idea) ad aiutarmi inconsapevolmente. Un weekend, mentre stava in acqua con il bimbo, scambiò due chiacchere con il marito di lei. Io ne approfittai immediatamente e mi inserí nel discorso. Lui si chiamava Luigi (nome di fantasia), dottore (?), abruzzese da diverso tempo trasferito a Roma. Ad un certo punto vidi i miei genitori, gli portai il bimbo e tornai in acqua. Vi va un aperitivo? Dissi. Mio marito mi guardò in modo strano, da me una proposta così? Luigi avvallò subito la proposta, e andò a chiamare la moglie. In quatto al bar, lei si chiamava Maria (nome di fantasia), molto alla mano, ci fu subito sintonia tra noi donne, lei era felice perché durante la settimana, da sola, come me, aveva trovato un amica per passare il tempo. Ci salutammo, io avevo ottenuto quello che cercavo. Il Lunedì mattina, il bimbo ero riuscita a sistemarlo in una sorta di centro estivo, di corsa a casa e poi in spiaggia, Maria, non c'era, ma dico io! Cominciamo bene! Invece dopo poco arrivò, stava al telefono ma come incrociammo lo sguardo mi salutò. Io contracambiai, non volevo essere pressante ed invece venne lei da me, ci salutammo come due vecchie amiche con un bel bacio sulla guancia, lei mi guardò e mi disse: tesoro sei stupenda, fortunato il tuo uomo e fortunata io ad averti conosciuta! Cavolo, addirittura fortunata, non potevo dirle che ero io ad esserlo perché mi serviva. Comunque, ci mettemmo a parlare, io raccontai un po' di me, lei un po' di lei e della sua famiglia, beh sembrava una bella persona, sicuramente amava suo marito e i figli. Ad un certo punto, presi spunto dall'argomento stabilimento balneare, per agganciarmi a quello che serviva a me. Le chiesi se aveva avuto modo di conoscere qualche persona interessante in tutti quegli anni di frequentazione dello stabilimento, lei mi guardò e mi disse: interessante in che modo? Cosa intendi per interessante? Io a quel punto, con un po' di spensieratezza, le risposi: non lo so, ad esempio , quel ragazzo senegalese, se non sbaglio si chiama Fatou, ci ho parlato e ho visto che lo conosci anche tu! Lei mi scrutò, un mix di stupore e curiosità, aveva un'espressione interrogatoria. Tutto questo mi fece stogliere lo sguardo dai suoi, e lei a quel punto: hai capito la nostra R. , chi lo avrebbe detto! Oddio che intendeva dire? Fatto sta che lei continuava ad osservarmi, non parlava, io ero in imbarazzo, non sapevo come uscirne. Lei allora mi sorprese, vienimi a trovare mercoledì a casa mia, facciamo per le 1730 ? Così approfondiamo il discorso! Mi lasciò l'indirizzo, mi diede un bel bacio sulla guancia, tenendo una mano sulla mia e ritornò al suo ombrellone. Tutto strano quello che era successo, perché mi voleva parlare a casa? Perché quel silenzio, perché quello sguardo puntato su di me, e poi perché aspettare mercoledì? Potevamo parlare subito o all'indomani, mah va bene mercoledì avrei avuto forse delle risposte! Il tempo era fermo da due giorni, Maria era da lunedì mattina che non si faceva vedere, intanto era arrivato il giorno, mi preparai, vestitino leggero, infradito e via all'indirizzo, intanto la casa stava sulla via principale e non lontana da casa dei miei. Ero in anticipo, così mi fermai alla pasticceria vicina la chiesa, non ci si presenta mai a mani vuote a casa di chi ti ha invitato ( cit. Mia madre). Suonai ed attesi, dopo poco il cancello si aprì, avevo sempre avuto la curiosità di vedere la casa, dalla strada era impossibile, recinzione alta, cancello tutto pieno in metallo, mi si parò davanti una bella villetta, Maria era sulla porta, gonna nera in pelle, tacco vertiginoso e una fascia rossa a contenere i seni, in estate le persone si vestono proprio strane, mi dissi tra me e me. Ci scambiammo un bell'abbraccio e i classici due baci sulle guance. Mi fece entrare, casa era molto bella, ci accomodammo nel salone, attorno al tavolo , notaio un bel divano, era strano che ci fosse ancora il celophane attorno, ma che non lo hanno mai usato? Maria andò in cucina e tornò con un vassoio, c'era una bottiglia di prosecco, e due Flutte pieni, mi disse che lei era abituata così, io sicuramente no, ma l'ospitalità si accetta, anche se avrei gradito scegliere! Ci demmo attorno al tavolo, ad un certo punto le si alzò e si avvicinò a me, io la guardavo, era una bellissima donna, il momento preciso in cui lei stava sedendosi , il mio sguardo andò sulla gonna che saliva, c'è qualcosa di strano, aveva la biancheria? Li per li mi sembrò di no, ma sicuramente ho visto male io. Brindammo un paio di volte, poi andò in cucina, si era scordata gli stuzzichini, Portò anche le paste che avevo comprato io. Le chiesi se vivesse tutta la settimana sola , lei mi disse di si, le feci i complimenti per casa , davvero magnifica, nel mentre mi guardai attorno, c'era una cosa strana un mobiletto che non centrava nulla con l' arredo, rosso e nero, c'era tipo un lucchetto a sigillare la porta, stonava, ma forse ero io, sarà stato il vino, sentiì caldo, evidentemente il posto mi rilassava, perché ero molto rillassata. Cominciò a chiedermi un po' di me, della mia vita, del mio matrimonio, dacché dovevo fare le domande io, era lei che chiedeva, arrivò a chiedermi di Fatou, cosa era successo. Ed io, in modo naturale, glielo dissi, era una sconosciuta, ma le raccontai per filo e per segno, del tempo passato nella cabina di famiglia, lei sembrava interessata, molto interessata, un po' nervosa, accavallava spesso le gambe, si passava spesso la lingua sulle labbra . Io finì il discorso, non so il tempo trascorso quanto fosse, avevo urgenza di andare in bagno, lei mi accompagnò, dopo che ebbi finito cercai di sciacquarmi il viso, era molto rintronata. Mentre tornavo in salone, sentì Maria parlare, entrai nella stanza, era sola! Strano , sentivo anche le voci, non era più seduta al tavolo ma era al divano, allora lo usavano? Con la plastica messa in piena estate? Mi andai a sedere vicino a Maria, lei mi guardò e mi disse che il mio racconto le sembrava pazzesco, anche se conoscendo Fatou, era in linea con la sua personalità, ma che voleva dire? Quindi Fatou, era una persona che conosceva molto bene? Maria si spostò avevamo le ginocchia praticamente attaccate, si appoggiò alla spalliera del divano e mi sposto dietro l'orecchio una ciocca di capelli, era un gesto gentile, ma strano. Mi disse: R. Ti è piaciuto quello che ti è successo nella cabina? Ti è mai successo di provare sensazioni simili? Io rimasi un po' interdetta, ma risposi affermativamente alla prima domanda. Lei intanto continuava con la mano ad accarezzarmi la spalla e il braccio. Mi disse che voleva farmi provare una cosa, non capivo, ma accettai, si avvicinò, aveva il viso davanti il mio, oddio che devo provare? Le sue labbra, erano a ridosso delle mie, le vedevo muoversi, vedevo la sua lingua inumidire il labbro superiore e la sentivo molto vicina alla mia di bocca, voleva baciarmi? Socchiusi gli occhi e successe! La sua bocca entrò in contatto con la mia, sentì sulla schiena un brivido, lo sentiì anche all'interno della mia vagina, pensai: per fortuna che c'è la plastica sul divano perché altrimenti sai che macchia? Il bacio, divenne sempre più intenso, non era solo labbra contro labbra, c'era l'ausilio della lingua e poi i suoi denti che prendevano il mio labbro inferiore. Le mani di Maria, furono velocissime in un attimo aveva spostato le spalline del mio abito e lo avevo tirato giù fino a scoprire il seno, ora avevo le sue mani su di esso, i miei capezzoli erano dritti e Maria, con la bocca li stava assaporando. Poi si fermò, mi guardò e disse: amore che fai non partecipi? Io mi fermai di scatto ! Amore? Ma chi è? La porta laterale si aprì, e in quel momento lo vidi, Luigi, pantalone e camicia, senza scarpe.mi guardò e disse: abbiamo qui la troietta che si è fatta scopare da Fatou! Bene, bene. Maria, soghignava mentre mi teneva in mano il seno sinistro. Io volevo sparire, aveva sentito tutto pure lui! Si avvicinò alla spalliera del divano si slacciò i pantaloni e se li abbassò, tirò fuori un cazzo, non molto grosso ma di una lunghezza media, lo teneva in mano, lo scapellò, la pelle grinzosa scese e me lo mise vicino al mio volto, io lo guardavo, Maria si avvicinò al mio orecchio e disse: Luigi vorrebbe provare la tua gola, apri la bocca e con la mano mi prese da sotto la mandibola e mi diresse la testa verso il cazzo di Luigi. Ero nel panico, che dovevo fare? Era un uomo di mezza età e questo era un punto a suo favore, la situazione piccante poi fece il resto, l'eccitazione prese il sopravvento. Aprì docile la bocca, subito Luigi ne approfittò, mise il suo cazzo dentro di essa e cominciò a scoparla lentamente, intanto Maria era già proiettata verso il mio inguine, mi tolse gli slip, subito disse a Luigi: amore la cagna è bagnata come fosse già stata scopata, è un Lago qua sotto! E cominciò subito a passare la lingua lungo tutta la spaccatura della mia fica, dal clitoride a scendere fino al perineo, non si fermò, mi fece spostare i piedi sopra il divano e si divertí con il mio ano, lo allargò prima con le dita, poi con la lingua, poi di nuovo con le dita, oddio R. Veramente Fatou te l'ha messo in culo, è completamente aperto! Esclamò. Intanto Luigi si dava da fare con la mia gola, il suo cazzo non trovò impedimenti e me lo ritrovai ben oltre le tonsille, la cappella si adattava bene alla mia trachea, ma i colpi forti mi fecero avere diversi conatti, lui si divertiva, toglieva il cazzo dalla mia bocca e lasciava depositare i filamenti di bava sul mio volto. Poi rifilava il cazzo in bocca e si fermava solo quando i suoi testicoli arrivavano alle mie labbra intanto con le mani mi accarezzava il collo, voleva sentire la sua cappella dove arrivava, intanto mi chiamava R. La puttana succhia cazzi. Maria guardò il marito, e gli disse: amore vieni che il suo culo deve essere riempito, non essere delicato, è sfondata! Un attimo dopo Luigi era al mio fianco, mi prese. E mi girò in modo che potessi farmi sfondare l'ano dandogli le spalle, sentì la sua cappella, puntata sul buco, in effetti non faticò ad entrare sentì i suoi centimetri farsi strada dentro di me, certo dopo Fatou, questo non mi provocò dolore, solo piacere. Maria si diresse verso quel strano mobile, si chinò , aprì il lucchetto ed estrasse, una mutanda, anzi no era un imbragatura, aveva un grosso buco davanti, si sistemò le cinghie e poi disse al marito: questa troia è abituata ai calibri grossi, allora usiamo i calibri grossi! Estrasse un pezzo di lattice enorme da dentro l'armadietto,lo inserí nel foro e finí d'indossare l'imbracatura, ora capì! era uno strap-on ma le dimensioni del coso erano notevoli! Si avvicinò a me, prese le mie guance e si mise in piedi sul divano, mi disse: puttana, non ho voglia di consumare del gel per te, perciò ora aprì la bocca e inumidisci questo bel cazzone! Io ubbidì, apri e mi sembrò di rivivere il momento con Fatou. Quel coso in lattice, penetrò la mia gola, lo sentì distintamente nell'esofago, probabilmente la forma agevolava la penetrazione, perché riuscì a tenerlo dentro per un bel po' di tempo, Maria mi teneva compressa la faccia sulla sua imbragatura, alla fine stavo soffocando e le lo tirò completamente fuori, anche questa volta la mia saliva uscì copiosa, avevo gli occhi che mi lacrimavano, Maria, non aspettò , non mi diede tregua, mi scopò la bocca senza pietà, ed ogni volta che lo tirava fuori mi schiaffeggiava violentemente le guance. La sua soddisfazione, nel dominarmi fu frenata da Luigi. Amore, gli disse, cominciamo a scopare un po' la figa di questa cagna? Maria si convinse che era il momento, allora fece accomodare Luigi sul divano, mi fece sedere frontale su di lui, il suo cazzo entrò nella mia figa, era fradicia di umori cominciai a cavalcarlo. Quel cazzo, si muoveva molto bene, era agevolato da tutti i miei liquidi vaginali, la mia figa era fracida di umori, godevo tantissimo. Sapere di avere piantato dentro di me un cazzo in là con l'età, mi eccitava. Maria intanto mi stava dietro, era divertita dal vedere il marito che si stava scopando la vicina d'ombrellone! Ad un certo punto acquietò Luigi, era il suo turno di entrare, puntò la cappella del dildo nel mio buchino, lentamente cominciò ad avanzare. lo sentivo il cazzo di Luigi che lentamente si stava muovendo però essendo il mio ano riempito progressivamente dai centimetri in lattice, sentivo il cazzo in carne che premeva sul mio clitoride, la cosa che mi faceva impazzire era sentire quei due che strisciavano separati da un sottile pezzo di carne. Infatti il perineo era compresso, il mio sfintere non opponeva nessuna resistenza e Maria poté entrare agevolmente , sentì il retto completamente riempito da quel bel dildo, mentre Luigi continuava a gradire la sua presenza dentro la mia vagina. Ad un certo punto, sentiì Luigi ansimare, sempre più forte, dovevo intervenire, mi avvicinai al suo volto e guardandolo negli occhi lo supplicai di farmi assaporare il suo liquido seminale. Fui super convincente perché , immediatamente si sfilò da me e si mise al lato, girai il volto verso il suo cazzo, e lo presi in bocca, volevo provare a sentire lo sperma direttamente in gola, non ci fu tempo perché appena entrata la cappella, esplose, un unico fiotto, estremamente liquido mi riempí, io aspettai la fine di tutto per fargli vedere un ultima volta il suo sperma, un istante dopo finì nel mio stomaco, il sapore era dolciastro, buono mi piaceva, peccato che non era molto. Maria sembrava al settimo cielo, aveva ancora piantato il cazzo nel mio culo, si avvicinò alle mie orecchie e disse: amore da oggi staremo molto spesso assieme, ci sarà da divertirsi!
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