La seconda giovinezza di un matrimonio.#5
GlamMan
Guardare la propria donna fiorire in quel modo è un'esperienza che ti sradica l'anima e ti rimette al mondo. Se qualcuno mi avesse detto, solo un anno fa, che avrei spinto mia moglie tra le braccia di un altro, che l'avrei guardata godere con un estraneo e che, poco dopo, avrebbe fatto l'amore con un'altra donna, gli avrei dato del folle. Invece no. Ero stato io, mattone dopo mattone, a costruire questa strada. Io, che per anni avevo tenuto quel fuoco chiuso a chiave nel cassetto dei rimpianti, soffocato da una vita fatta di orari, di stanchezza e di un matrimonio solido ma costantemente piatto.
Ero io l'artefice di tutto questo. E mentre la primavera avanzava nella Bassa, io godevo come un porco in calore vedendo ciò che Claudia era diventata: una creatura magnifica, carnale, insaziabile, che non aveva più paura della propria lussuria.
Qualche giorno dopo l'incontro tra Claudia e Silvia, le due amiche si erano riviste. Quando Claudia mi aveva raccontato nei minimi dettagli cosa era successo tra loro sul tappeto, con quella luce maliziosa negli occhi e la voce roca, avevo sentito il sangue andarmi in ebollizione. Ma il bello doveva ancora venire.
Silvia, evidentemente stravolta e risvegliata dallo stesso torpore in cui avevamo vissuto noi per decenni, aveva confessato a Claudia una verità che faceva al caso nostro. Suo marito, un uomo apparentemente tranquillo ma che evidentemente covava sotto la cenere la stessa nostra fame arretrata, desiderava da tempo uno scambio di coppia. Non una cosa fredda o educata: volevano un vero e proprio rapporto a quattro. Uno di quegli incontri senza freni ne inibizioni, dove le mogli si toccavano, si scambiavano e venivano possedute, tra doppie penetrazioni, sesso orale, giochi anali e orgasmi urlati.
Quando Claudia me lo disse, fissandomi con quel suo sorriso da vera porca consapevole, capii che eravamo pronti. Eravamo due coppie che avevano finalmente rotto gli argini, pronti a liberare decenni di desideri accumulati.
La notte dello scambio
Ci demmo appuntamento in una villetta isolata fuori paese - la casa di Silvia e Roberto -, un luogo sicuro dove la nebbia lasciava il posto al buio totale della campagna. Quando arrivammo, ad accoglierci c'erano Silvia e suo marito, Roberto. L'aria era densa, carica di un'aspettativa elettrica che ci fece saltare i convenevoli. Bastarono pochi sguardi, qualche parola sussurrata con malizia, e i vestiti iniziarono a cadere.
Io ero lì, fermo in un angolo del soggiorno, con il cuore che batteva all'impazzata e il cazzo già duro come il marmo fuori dai pantaloni. Volevo vederla. Volevo vedere mia moglie prendersi tutto il piacere del mondo.
Silvia si spogliò rivelando un corpo morbido e desideroso, ma i miei occhi erano calamitati da Claudia. Era uno spettacolo osceno e meraviglioso: i suoi cinquantanove anni esibiti con la fierezza di una regina, le autoreggenti nere che tagliavano le cosce generose, i tacchi che le slanciavano le forme e quel profumo di pelle e peccato che mi ubriacava.
Roberto non perse tempo. Si avvicinò a Claudia, afferrandola per i fianchi e piantandole un bacio profondo sulle labbra, mentre le sue mani grosse le strizzavano le tette. Vederlo toccare mia moglie, sentirne i gemiti soffocati, fu per me una frustata di lussuria pura. Mi sentivo come un animale in calore, un porco finalmente libero di sguazzare nel fango del proprio desiderio.
«Guardala, Stefano... guarda sta troia come si bagna per me,» mi sghignazzò Roberto, continuando a palpeggiarla.
«Vedi di trattarla bene, Roberto o ci penso io a raddrizzarla,» risposi con la voce roca, mentre mi avvicinavo a Silvia, iniziando a divorarle il collo e a palpeggiare il culo sodo.
La stanza divenne rapidamente il teatro di un'orgia furiosa. Eravamo quattro persone affamate, pronte a divorarsi l'un l'altra.
Claudia e Silvia finirono distese sul tappeto, avvinghiate in un groviglio di gambe e capelli biondi. Si leccavano la faccia, si baciavano con la bava alla bocca in uno stile sfrenato, le mani che esploravano ogni centimetro di pelle bagnata. Io e Roberto le circondavamo, eccitati a tal punto che ci stavamo quasi venendo addosso solo a guardare le nostre donne che facevano le porche insieme.
«Sì, leccami... fammi godere, Claudia, fammi sentire la tua lingua...» urlava Silvia, con la schiena inarcata.
«Sei una troia, Silvia... prenditi tutto!» le rispondeva Claudia, infilandole le dita dentro con una maestria che mi faceva impazzire di orgoglio.
Poi le posizioni saltarono. Roberto prese Claudia e la mise a pecora, spingendo dentro di lei con colpi violenti e ritmici che facevano sbattere il suo corpo morbido contro il tappeto. Claudia urlava, i suoi gemiti riempivano la stanza, le mani aggrappate al pavimento mentre la sua natura gridava l'estasi di quel possesso condiviso.
In quel preciso istante, io mi precipitai su Silvia. La girai a pancia in su, le divaricai le gambe e la penetrai, scopandola a gambe all’aria e con la bava alla bocca, guardando negli occhi mia moglie che intanto veniva martellata da Roberto.
Il climax fu un delirio collettivo. Roberto sfilò il cazzo da Claudia e le schizzò una densa sventagliata di sperma d'istinto sulla faccia, imbrattandole le labbra e il mento, mentre io, subito dopo, venivo dentro Silvia con un ruggito sordo, scaricando le mie voglie nel preservativo.
Eravamo distesi sul pavimento, sudati, ansimanti, coperti dei nostri stessi fluidi. Ci guardavamo con gli occhi lucidi di chi aveva finalmente buttato giù tutte le porte. E io, guardando Claudia che mi sorrideva con la faccia sporca dello sperma di un altro, capii che eravamo diventati esattamente ciò che avevamo sempre sognato di essere: liberi, insaziabili e maledettamente vivi.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La seconda giovinezza di un matrimonio.#5:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
