Lo spettacolo del suo ventre pieno. Cap 1
GlamMan
La voce le era rimasta impigliata in gola per la tensione, mentre i suoi occhi – di un verde scuro che la penombra della camera da letto rendeva quasi nero – mi fissavano con una sfida sottile, intrisa di un brivido che conoscevo fin troppo bene.
Ero seduto sulla poltrona di pelle nera, nell'angolo in ombra della stanza. La luce soffusa della lampada sul comò disegnava il profilo perfetto di Anna, in piedi davanti allo specchio a figura intera. Indossava quel vestito di seta bordeaux che sapeva togliermi il respiro, con una scollatura profonda e uno spacco laterale che lasciava intravedere il movimento lento e calcolato delle sue gambe.
A pochi passi da lei, in piedi vicino alla finestra socchiusa, c'era Giovanni. Alto, le spalle larghe, l'espressione sicura di chi sa di essere l'oggetto di un desiderio inatteso ma inevitabile. Aveva la giacca appoggiata sullo schienale della sedia e la cravatta leggermente allentata.
Sorrisi impercettibilmente, stringendo il bicchiere di whisky che tenevo in mano. Il ghiaccio tintinnò leggermente contro il cristallo.
"Non guardarmi così, amore mio," le dissi con voce bassa, quasi un sussurro che tagliava il silenzio denso della stanza. "Sai che amo vederti desiderata. Anzi, amo vederti presa."
Anna deglutì. Vidi il piccolo sussulto della sua gola, il modo in cui le sue dita sfiorarono nervosamente l'orlo del tessuto. Per quanto fossimo d'accordo, per quanto quella dinamica fosse il nostro segreto più eccitante e perverso, l'attimo prima che il confine venisse varcato generava sempre quell'elettricità statica nell'aria, capace di far vibrare i nervi.
Giovanni fece un passo avanti. Il suo sguardo non si staccava da quello di Anna nello specchio, ma percepivo la consapevolezza della mia presenza, il pubblico silenzioso che alimentava il fuoco di quel triangolo.
"Ha ragione, Anna," intervenne Giovanni, la voce roca e profonda che si insinuò nello spazio tra di noi. "Il tuo uomo è un generoso spettatore. Ma sono sicuro che apprezzerà il modo in cui saprò farti vivere ogni singolo istante."
Anna si voltò di scatto, affrontandolo direttamente. La distanza tra di loro si azzerò in un battito di ciglia. Giovanni le cinse la vita con una mano sicura, tirandola a sé con una possessività che fece accelerare il mio battito cardiaco. Lei emise un piccolo respiro tremante, socchiudendo le labbra mentre le mani di lui scivolavano lungo la schiena nuda, tracciando la linea della colonna vertebrale.
"Vedi?" sussurrò Anna, guardandomi un'ultima volta attraverso le ciglia, con un misto di timore reverenziale e lussuria sfrenata prima che le labbra di Giovanni catturassero le sue. "Tu guardi lo spettacolo... ma a me toccherà farlo vivere."
Il suono del loro bacio fu umido, famelico. Le mani di Anna si intrecciarono tra i capelli corti di Giovanni, aggrappandosi a lui come se cercasse un appoggio in un mare in tempesta, mentre le labbra si cercavano con una voracità che non ammetteva attese.
Dalla mia poltrona, immerso nel buio, inspirai a fondo il profumo del suo eccitamento mescolato al mio stesso desiderio proibito. Portai il bicchiere alle labbra, osservando ogni singolo dettaglio: le mani di Giovanni che strappavano via i freni dell'inibizione, il modo in cui il vestito di seta cadeva a terra, e il corpo di Anna che si offriva senza riserve, tremante e bagnato di desiderio.
La tensione salì rapidamente, trasformandosi in pura carnalità. Giovanni la spinse dolcemente ma con fermezza contro il bordo del letto, sollevandole le anche. I respiri si fecero affannosi, rotti da gemiti soffocati che riempivano la stanza. Vidi Giovanni posizionarsi dietro di lei, possente e deciso, pronto a reclamarla totalmente. Con un affondo profondo e sincronizzato, la prese, e Anna inarcò la schiena gridando il suo nome, le mani conficcate nelle lenzuola, completamente abbandonata a quel ritmo bestiale e travolgente.
Il rumore dei colpi sordi e dei gemiti di Anna riempiva l'aria, un crescendo inarrestabile di sudore e passione. Giovanni accelerò i movimenti, la voce roca che le sussurrava parole oscene all'orecchio, spingendola sempre più vicina al limite.
"Guardala," mi disse Giovanni, sollevando per un attimo lo sguardo per incrociare il mio nel buio, mentre continuava a martellarla con colpi pesanti e profondi. "Guardala come prende tutto il mio seme, come si fa riempire da un altro uomo sotto i tuoi occhi."
Anna gemette forte, scossa da un orgasmo violento che le contrasse le gambe, mentre Giovanni, giunto ormai al culmine, diede gli ultimi affondi brutali e profondi, tenendola stretta per i fianchi. Con un ultimo rantolo di puro piacere, affondò dentro di lei fino all'osso e le scaricò dentro tutto il suo seme caldo, pulsando ripetutamente mentre Anna si dissolveva in un pianto di piacere e abbandono.
Giovanni rimase immobile per qualche secondo, ansimando pesantemente contro la sua spalla, prima di ritirarsi lentamente. Da quel liquido denso che colava copioso lungo le sue cosce, sapevo che il lavoro era stato fatto alla perfezione.
Mi alzai lentamente dalla poltrona. Il bicchiere di whisky era vuoto. Feci pochi passi, avvicinandomi al letto con calma, mentre Giovanni si tirava su, allontanandosi con un sorriso complice e soddisfatto.
Mi fermai accanto ad Anna, che giaceva riversa sul materasso, madida di sudore, con il petto che sobbalzava ancora per i battiti accelerati. Mi accovacciai accanto a lei. Con due dita, le aprii delicatamente le labbra della sua intimità, ora calda, arrossata e traboccante del seme di un altro uomo.
Sorrisi, osservando compiaciuto quel capolavoro di possesso.
"Sei bellissima così, mia moglie," le sussurrai all'orecchio, baciandole una guancia madida di sudore. "Perfettamente piena."
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