Lo spettacolo del suo ventre pieno. Cap 3
GlamMan
Mi avvicinai piano, i passi attutiti dal tappeto, gli occhi incollati a quello spettacolo di sottomissione e trionfo. Mi fermai proprio ai piedi del letto, respirando a fondo quell'atmosfera carica di una complicità perversa che ci legava indissolubilmente.
Giovanni abbassò lo sguardo su di lei, facendo scorrere lentamente le mani lungo i fianchi di Anna, accarezzandole il ventre ansimante e risalendo poi a stringerle dolcemente i seni, ancora turgidi per la passione.
"Dimmi, Anna," sussurrò Giovanni con la sua voce roca, inclinando la testa per mordersi il lobo dell'orecchio. "Dimmi cosa hai provato mentre ti sbattevo sul letto, mentre tuo marito ci guardava dall'ombra. Voglio sentirlo dalle tue labbra."
Anna socchiuse gli occhi, il respiro ancora corto, mentre un brivido le percorreva la schiena al contatto con le mani di Giovanni. Le sue labbra si curvarono in un sorriso languido, colmo di un'insolita e magnifica sfrontatezza.
"È stato... devastante, Giovanni," mormorò Anna, la voce tradita dall'eccitazione residua. "Sentirti dentro così fondo, così prepotente... mi ha svuotata della testa e riempita in ogni altro senso. Ma la cosa più perversa, quella che mi faceva bagnare ancora di più mentre mi prendevi, era sapere che lui era lì. Sapevo che ogni tuo colpo, ogni tuo affondo, era uno spettacolo per i suoi occhi. Più mi usavi, più sentivo di appartenerti, eppure sentivo di farlo per lui, per regalargli il brivido più grande."
Giovanni sorrise, compiaciuto, e premette bacino e addome contro la sua schiena, facendole sfiorare appena i resti del loro amplesso. Poi alzò lo sguardo verso di me, incrociando i miei occhi con una fiera complicità.
"E tu, amico mio?" domandò Giovanni, facendosi portavoce della curiosità che ci univa. "Raccontaci. Cosa hai provato mentre guardavi la tua donna farsi prendere da un altro? Cosa ti è passato per la testa mentre le scaricavo dentro tutto questo?"
Feci un altro passo avanti, posizionando le mani sui miei fianchi, lasciando che il mio sguardo scendesse avidamente sul corpo di mia moglie, così splendidamente violato e colmo.
"Ho provato un piacere che nessun possesso solitario potrà mai regalarmi, Giovanni," iniziai, la voce bassa, vibrante di una gelosia sublimata e trasmutata in puro orgoglio voyeuristico. "Vedere il tuo corpo, Anna, aprirsi a un altro uomo, accettare la sua forza e farsi riempire fino all'inverosimile sotto i miei occhi... è l'apice assoluto. Sentivo il mio cuore battere all'impazzata, il sangue bruciarmi nelle vene. Ogni volta che gemevi, ogni volta che la tua voce si rompeva per il piacere che ti stava dando, sentivo che la nostra intimità si espandeva, diventava qualcosa di più grande, di proibito e magnifico. Sapere che eri mia proprio mentre eri di un altro... non c'è niente al mondo che mi ecciti di più."
Anna emise un gemito soffocato, affascinata e sconvolta dalle mie parole, mentre le mani di Giovanni ripresero a massaggiarle il ventre con lentezza ipnotica, spingendo quel calore a concentrarsi tutto lì al centro.
"Vedi?" sussurrò Anna, voltando appena il viso per cercare il mio sguardo, con gli occhi lucidi di lussuria. "Siamo esattamente dove dobbiamo essere. Tre anime legate dallo stesso identico vizio."
Annuii lentamente, sentendo che le parole erano ormai superate dall'urgenza del desiderio. Mi inginocchiai sul bordo del materasso, proprio tra le sue gambe divaricate.
Anna spalancò leggermente gli occhi, irrigidendosi per un brevissimo istante mentre Giovanni la stringeva ancora più forte contro di sé, incoraggiandola con una carezza sul mento.
"Fallo," le sussurrò Giovanni all'orecchio, guardandomi con un sorriso di pura adorazione oscura. "Fallo venire a prendersi il suo premio."
Non persi altro tempo. Chinai il viso, avvicinandomi a quel capolavoro di carnalità che era mia moglie. L'odore acre e forte del seme di Giovanni mescolato ai liquidi vaginali di Anna mi investì i sensi, facendomi salire l'acquolina in bocca con una violenza primordiale.
Aprii le labbra e affondai.
Iniziai a leccare con voracità, raccogliendo avidamente ogni singola goccia di quel mix denso e bollente che colava dalle sue carni. Anna sobbalzò violentemente sul materasso, emettendo un grido acuto, le mani che si conficcarono prima tra i capelli di Giovanni e poi cercarono di aggrapparsi alle mie spalle, mentre il suo corpo rispondeva con spasmi improvvisi a quella stimolazione così intima e sfacciata. Bevevo avidamente, assaporando il gusto di quella condivisione totale, lasciando che la mia lingua esplorasse ogni centimetro di quella nudità che apparteneva a tutti e due, suggellando in quel bacio perverso la nostra perfetta, ineguagliabile intesa
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