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BLACK OUT – DOMATA DAL NUOVO BULL


di Membro VIP di Annunci69.it BLACKRELAX
30.11.2025    |    343    |    0 9.0
"Mentre succhiava evitò di guardare Virginia, era imbarazzato anche lui e preferì concentrarsi a fissare il pavimento..."
Qual è una delle più grandi gioie per un bravo uomo cuck? Ma è ovvio, vedere la propria donna ‘’DOMATA’’ dal Bull e ancora vederla che sprizza e che spruzza letteralmente soddisfazione per la scopata appena consumata.
Bene, iniziamo. Appena distolse lo sguardo da suo marito Diego, Virginia si abbassò in direzione di quel maestoso nuovo membro. Non sapeva bene da dove iniziare, di cazzi gliene erano capitati ma non certo di quelle dimensioni. Chiuse gli occhi spalancò la bocca e fece timidamente avanzare la testa fino a sentire il coso caldo entrargli. Diego non si aspettava un inizio del genere e osservava ammutolito la scena. Un brivido gli attraversò l’anima, dopo quattordici anni di matrimonio, vedere sin da subito sua moglie in quella posizione indecorosa lo lasciava interdetto, da un lato era in preda allo sconforto più totale ma dall’altro invece si stava già eccitando come un maialino nero dei Nebrodi arrapato. Virginia diligentemente in ginocchio continuava a succhiare. Il Bull le mise delicatamente la mano dietro la nuca e la indirizzò a fondo, sì la ‘’sgualdrinella’’ doveva prenderlo tutto quel suo cazzone e non solo la punta. Minuti interminabili, per Diego il tempo si fermò. Passarono buoni dieci minuti che il Bull continuò a farselo succhiare, se la voleva godere bene bene. Diego era nervoso, iniziò a passeggiare su e giù in silenzio per la stanza. Non ce la faceva proprio a vedere sua moglie così con quel cazzo peloso che le entrava e le usciva dalla bocca, presa in quel modo osceno da quel cazzone. Eppure era maledettamente eccitante tutto ciò!

Quando Virginia si poté rialzare il suo rossetto sulle labbra, dapprima impeccabile ora presentava vistose sbavature. Si rialzò un po’ scompigliata e con ancora qualche pelo incastrato in bocca, osservava ora Diego. Uno sguardo difficile da sostenere anche per lui. Non ci fu altro tempo, il Bull si avvicino nuovamente a lei e subito la baciò delicatamente in bocca, le lingue si attorcigliarono, lei gli avvolse dolcemente le braccia intorno ai fianchi, lui ricambiò. La distanza tra i due divenne sempre più serrata, l’intimità aumentata. La mano scivolò in mezzo alle gambe di lei.
Il membro di Diego nel frattempo da dentro i pantaloni implorava di liberarsi, ma non gli era concesso. Quel giorno il gioco stabiliva che il cuck (cornuto consapevole) non si sarebbe potuto toccare per nessun motivo fino a che quell’uomo-toro scelto per l’occasione non se ne fosse andato via.
Il bacio tra Virginia e il suo nuovo Bull fu qualcosa di stupendo, incantevole, affascinante si vedeva proprio che lei ne era attratta, le piaceva tanto e Diego lo capì subito e comprese anche che la sua amata quel giorno si sarebbe fatta scopare alla grande da quel nuovo bel manzo. Virginia senza dire mezza parola, guardò nuovamente Diego come per chiedergli il permesso, poi prese la mano di Bull e lo condusse delicatamente sul letto ma non un letto qualsiasi, il loro lettone! Diego non ci riusciva, non poteva guardare, la scena era emotivamente troppo forte per lui, la sua Virginia si stava abbandonando carnalmente e mentalmente a quell’altro uomo. Si fidava di lui. I due piccioncini salirono sul materasso mentre continuavano coi baci appassionati, via la maglietta, via il pantalone, via vestitino e mutandine. Ora praticamente nudi, gli sentiva sghignazzare a quei due. Col cuore a mille Diego uscì fuori, sarebbe rientrato più tardi altrimenti avrebbe ceduto alla tentazione di masturbarsi. Si accese una sigaretta ed uscì fuori. Il suo cazzo pulsava di vita propria, pareva stregato.
Virginia gemette quando il bull inserì la lingua là sotto, tutto intorno a lei si offuscò. Non vide più la luce, non sentì più suoni, perse la cognizione del tempo. Niente, percepiva solo un piacere intenso. Non riusciva proprio a resistere al piacere. Lo voleva dentro. Era imbarazzata, un po’ si vergognava. Pensava a tutto quello che stava facendo e come lo stava facendo, ma il piacere spegneva la razionalità del momento perciò allargò le gambe piano piano, desiderava ardentemente quel cazzo, voleva essere presa. Il Bull si sistemò all’altezza giusta e le puntò il glande. La prima penetrazione fu dilatante per l’appunto. Quel grosso glande si fece strada nelle pareti strette e umide di lei, lei lo sentì tutto, si sentì aprire, sentì che un altro uomo la stava facendo sua. Era in black out, stava godendo talmente tanto che decise di spalancare ancora di più le gambe e il Bull non si fece pregare. Avanzo col suo cazzo da battaglia in quella fichettta stretta, poi la baciò ancora in bocca e iniziò a muoversi molto dolcemente, voleva prendersela tutta. La porta si aprì (la porta di casa eh! L’unica ad essere ancora socchiusa), era Diego che rientrato voleva controllare la situazione : L a prima cosa che riuscì a notare fu una Virginia stesa sul letto a gambe aperte che implorava a gran voce di essere scopata più forte, i rumori della fica aperta non mancavano e il Bull ora a pieno ritmo si stava divertendo. I sensi di Diego si annebbiarono, non riusciva più a vedere, non sentiva altro suono se non quello proveniente dalla bocca della sua Virginia che implorava il Bull. Il cazzo di Diego gocciolava, ma non gli era concesso di scaricarsi, non ancora. Le palle del bull arrivavano fino in fondo, sbattevano e tornavano indietro per poi riiniziare, ma quello voleva di più, alzo le gambe divaricate della bella Virginia e le mise la punta nel secondo buchetto. In cuor suo Virginia desiderava arrivare a tanto, dall’altro canto era assai impacciata, farsi inculare davanti a suo marito in quella posizione non era il massimo. Bull attese che l’orifizio si dilatasse e ci entrò piano piano, una delizia. Mentre le entrava dentro in quella posizione la poté fissare negli occhi, osservò il suo piacere mescolati ai suoi timori, . Quel culo umido ormai era suo, Diego intanto guardava la maestria con cui il bull dai precisi colpi di cazzo riusciva a spanare il culetto di una Virginia che ormai vinta dal piacere si lasciava andare in gemiti sempre più calorosi , ‘’ SIIII PORCO ! SCOPAMI IL CULO ‘’ ‘’SSIIIIIIIII SCOPAMELO TUTTO!’’ .
Prima della monta finale il Bull, pensò a Diego. Voleva sottomettere anche lui ai suoi piaceri, con un cenno lo fece inginocchiare. Diego ubbidì senza obiezioni perché quello a cui aveva appena assistito era una vera e propria dimostrazione di puro potere talento in fatto di scopate, quindi decise che avrebbe acconsentito ad omaggiare anche lui quel membro, lo riconosceva come superiore e quindi si chinò. Il cazzo del Bull gli sfiorò le labbra, Diego guardò in alto, lo sguardo centrato del bull lasciava pochi fraintendimenti, docilmente allora Diego proseguì nell’aprire la bocca e si mise a omaggiare quel cazzone. Nell’osservare quelle forme scultoree si sentì un poco impotente, ma era proprio questo che lo eccitava terribilmente. Mentre succhiava evitò di guardare Virginia, era imbarazzato anche lui e preferì concentrarsi a fissare il pavimento.
Il Bull si spostò e col cazzo appena lubrificato tornò da Virginia per finire quello che aveva iniziato. Le entrò nuovamente dentro e lei a gambe aperte sempre urlava di piacere, in preda agli orgasmi avvenne il black out generale. Lei spruzzò, il Bull le sborrò dentro completamente, un fiume di sborra calda la riempì e una volta soddisfatto di essersela fatta, si spostò verso Diego e gli disse’ ’ORA APRI LA BOCCA E PULISCIMI TU, TROIETTA! ‘’ Diego a sentire quelle parole, docile iniziò con la lingua a lucidare quel cazzo ancora pregno di seme maschile e degli umori di lei. Anche il buon cuck Diego dopotutto quel giorno si era fatto domare dal Bull. Black out.
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