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L'ALLEANZA DEI PISELLI NEL REGNO DI ZOCOLELDA


di Membro VIP di Annunci69.it BLACKRELAX
25.04.2026    |    107    |    0 8.0
"Nella sua bocca bramosa ora entrano a stento i due falli e non riuscendo a tenerli date le dimensioni del nuovo aggiunto libera quello d’Arturo..."
Le colonne d’uomini perfettamente disposti s’apprestavano procedendo in avanzata su quel misterioso intrigante terreno da gioco, centinaia dei loro durissimi falli ben allineati e pronti ad entrare nel vivo dell’azione.

Ad aspettarli in fondo c’erano le meravigliose fiche paladine del castello, donne armate d’una bellezza rara le quali belle pulite e profumate per giunta gl’attendevano indossando stupendi tanga trasparenti, minigonne vedo non vedo, splendenti tacchi a spillo e altri abiti assai provocanti.

Si potevano contare a migliaia, nessun uomo comune avrebbe potuto resistere a tale fascino oltre che una manciata di minuti nello scopare fregne del genere.

Quando ci fu l’assalto l’ingroppata fu paurosa. Fu una disfatta per i cazzoni, incessanti umilianti sborrate fulminee dovute all’eccitazione che le belle suscitavano, si creò una moltitudine di peni afflosciatisi troppo presto sfiniti ed incapaci di scopare ancora e vi fu solamente qualche pallida tenue soddisfazione in tutta quella specie d’orgia gigantesca poiché si poté notare di tanto in tanto qualche bella fica godere veramente e venire posseduta a puntino da dei resistenti omaccioni pelosi, alcuni culi spalancati e un modesto numero di bocche riempite da falli turgidi il tutto accompagnato dai grugniti di piacere.

I primi membri nelle file di testa cedettero quasi subito sborrando all’istante dentro quelle passere sensuali.

Solo i più audaci, i bull nelle ultime file riuscirono nonostante i frequenti trabocchetti posti in essere dalle fiche a far durare i loro cazzi e anche dopo diverse scopatine ce l’avevano ancora in tiro potendo permettersi d’avanzare nei meandri del piacere.

Il giovane Arturo di trent’anni riuscì eroicamente ad aprirsi la strada ed arrivare fino in prossimità dell’ingresso principale infilando il suo coso duro a destra e a sinistra, in una bocca vogliosa piuttosto che in un’altra, penetrando qua e là e avanzando tra i vari mugolii generali.

Sotto quel cielo stellato il suo respiro s’era fatto affannato e la sua mutanda dorata in quella situazione concitata gli stava creando intralcio perciò decise sprezzante delle insidie circostanti d’alleggerirsi togliendosela completamente e a passo deciso brandendo il cazzo duro con aria risoluta da conquistatore entrò.

In cima al maschio del castello ossia la torre principale dimorava la regina nera. Una donna sulla quarantina d’assoluta bellezza, si mormorava che nessun cazzo fosse mai riuscito nell’impresa di possederla sessualmente senza venire anzitempo.

Arturo si svegliò tutto sudato da quello stravagante sogno foriero di sesso sconcio infatti quello stesso pomeriggio entrò realmente nella casa di Gisella la moglie strafica d’un uomo d’affari che come da accordi quel giorno avrebbe dovuto farla godere a quella insaziabile se necessario anche con l’ausilio d’altri tipi porci mentre Daniele suo marito si fosse trovato a lavoro.

Pensieroso per il precedente sogno decise di non sottovalutare la questione e dato che rientrava nei patti consentiti si portò i rinforzi, dietro a lui quel giorno si presentò anche il suo consigliere e amico bull di vecchia data un uomo sulla cinquantina grande scopatore esperto.

Gisella gli si presentò ammaliante, una donna magnifica tanto che il pericolo di sborrare dopo poco era più che concreto, rischiavano figure imbarazzanti come se fossero due novellini.

Arturo in piedi Gisella gli sta succhiando il cazzo, il marito di lei come sappiamo è impegnato al lavoro. Quelle labbra così delicate quel profumo così soave e la stimolazione generata da quella situazione così sconveniente fan sì che Arturo si stia già sentendo il seme uscire, il cazzo gli vibra.

Gisella lo percepisce e contenta succhia più avidamente perché vuole la vittoria facile. In quel gioco vuole essere lei a scoparselo e non viceversa.

Arturo è in netta difficolta neanche cinque minuti di pompino che già sta per venirle in bocca.

Uno sguardo disperato al suo amico toro, basta un solo cenno che la richiesta d’aiuto viene accolta. Non si abbandona mai un amico nel momento del bisogno, urge un sodalizio.

Il poderoso cazzo del bull viene immediatamente in soccorso dello sventurato, Gisella viene invasa da un coso colossale. Nella sua bocca bramosa ora entrano a stento i due falli e non riuscendo a tenerli date le dimensioni del nuovo aggiunto libera quello d’Arturo.

Il bull inizia a pomparla in bocca, la fellatio diventa un miscuglio di scompostezza e di zozze cicliche ripetizioni palle asta glande peli dentro lei, il vero bull non indietreggia mai davanti alla figa bensì spinge l‘affare sempre più intimamente.

Arturo ripresosi si stende sul letto fa salire Gisella a cavalcioni sopra e le entra in fica, mentre se la scopa da davanti le divarica dietro con le mani le natiche. Il bull pronto vuole prendersela. Le affonda il cazzone tutto in culo, Gisella mugola mentre il toro le assesta colpi di verga sempre più frequenti.

La moglie del ricco uomo d’affari non resiste alla libidine di quella monta vergognosa, si libera come da tempo non accadeva in molteplici orgasmi, geme ansima e lo prende a stantuffo mentre un fiume di piacere fuoriesce da lei allagando il valoroso Arturo.

La porta di casa s’apre improvvisamente è Daniele che rientra dal lavoro ed è così che la trova ancora incastrata tra i cazzi con loro due che se la stanno fottendo di brutto, che lodevole visione!

Arturo come vede il curioso marito avvicinarsi le sborra dentro, il bull con ancora energie da vendere insiste nell’impresa e finisce di farle il culo.

Gisella esausta si adagia sopra Arturo e ansimando per l’incredibile monta felice si lascia riempire anche l’ormai dilatato sedere di seme caldo sprigionato dal coso del mastino umano.

‘’INFAMI ME LO AVETE ROTTO IL CULO!’’ dice ansimando e ridendo lei.

Domata e felice racconta tutti i precedenti particolari al marito lodando e riconoscendo il talento di quei piselli, il loro prestigio è salvo l’alleanza vittoriosa.
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